Rapporto Uomo-Natura, alla ricerca di un futuro possibile (di Dario Manzaroli)

Alla Ricerca di un FUTURO POSSIBILE.

Il Covid ha messo a nudo tutte le contraddizioni delle nostre società ed in primis il logorato rapporto fra Uomo e Natura .

I cambiamenti climatici, che probabilmente sono causa o concausa della pandemia , sono dovuti principalmente al cosi detto “effetto serra” con il rischio di un ulteriore aumento di temperatura di oltre 1,5 gradi centigradi nell’arco di pochi decenni.

Una catastrofe.

Si pensi che ci sono voluti oltre 10.000 anni dalla fine dell’ultima glaciazione (durante la quale in Italia vivevano gli orsi polari ed nel deserto del Sahara c’era una foresta tropicale ) per fare aumentare di
un grado la temperatura della terra.

Un ulteriore aumento della temperatura di un grado, un grado e mezzo, farebbe sciogliere i ghiacciai ed in parte i poli con l’innalzamento degli oceani e dei mari di 30/40 cm. Le coste ed interi paesi verrebbero
sommersi. Zone fertili diverrebbero aridi deserti con conseguenti carestie, migrazioni, malattie e morte e scomparsa di intere specie vegetali ed animali.

Una vera Apocalisse.

L’effetto serra è provocato principalmente dalla fame di energia che il nostro (non di tutti) tenore di vita richiede.

La fonte principale d’energia sono i combustibili fossili il cui uso massiccio immette nell’atmosfera miliardi di tonnellate di anidride carbonica.

Siamo ormai ad un punto di non ritorno e si è fatta esplosiva la contraddizione fra benessere e conservazione della vita sulla terra.

Per rallentare o fermare questa deriva suicida è necessario cambiare radicalmente le modalità di produzione e di consumo dell’energia su cui oggi è basato l’intera economia mondiale.

Dobbiamo però essere consapevoli che, riducendo l’energia che alimenta e sostiene lo sviluppo, si ridurrà drasticamente il tenore di vita nei Paesi ricchi e si impedirà lo sviluppo nei Paesi del terzo mondo che
rappresentano i due terzi della popolazione mondiale.

Bisogna quindi urgentemente tornare a riflettere sul rapporto Uomo-Natura.

Possiamo considerare tre principali approcci.

Il primo vede nello sviluppo , nella scienza e nella tecnologia la causa di tutti i mali, quindi da rifiutare in toto con un ritorno ad un passato di “purezza” ed incontaminazione.

Il secondo vede nella scienza e nella tecnologia un valore assoluto in grado di risolvere ogni problema. L’uomo si erge a dominatore incontrastato della Natura.

Il terzo, quello a mio avviso più utile, cerca una sintesi armonica fra Uomo e Natura.

Riflettiamo un attimo su questo terzo approccio. Dobbiamo porci alcune domande.

È possibile conciliare la qualità della vita con il progresso Tecnico-Scientifico?

È proprio necessario per superare l’attuale crisi fare ritorno ad un concetto di un Dio terribile e punitivo o ad improbabili società arcaiche?

È immaginabile la sopravvivenza dell’Umanità senza la scienza e la tecnologia?

Il genere umano è dotato di Ragione e se la Ragione assoluta di marca illuminista (la Dea Ragione) ha evidentemente fallito, purtuttavia Essa rimane sempre il principale strumento umano per mettere ordine nel caos della vita e del mondo.

Ed è proprio questa Ragione pur limitata che deve riconsiderare e limitare l’impatto della scienza e della tecnologia sulla natura che attualmente ne è completamente soggiogata e sopraffatta.

Allora il compito fondamentale delle scienze che studiano l’uomo e la natura è quello di favorirne la riconciliazione mediante una visione globale ed ecologica.

Tale riconciliazione richiede però una nuova etica con cui l’Uomo diventi consapevole di essere parte integrante e non un dominatore-distruttore della Natura. Un suo degrado o peggio una sua distruzione produrrà (in realtà sta producendo) gli stessi effetti sull’Umanità.

Viviamo una crisi evidente dei Valori non per un rifiuto assoluto ma piuttosto per una ricerca che non è ancora approdata a nuovi Valori che sostituiscano quelli vecchi.

Siamo alla ricerca di Valori che siano in grado di interpretare le enormi e velocissime trasformazioni avvenute nelle società e nelle culture che esprimono.

Una nuova etica quindi per essere funzionale ad una sintesi armonica fra Uomo e Natura dovrà esprime una concezione laica e universale dell’Uomo.

I valori sono laici se prescindono da dottrine teologiche delle varie religioni, ma nascono dall’umano per guidarne la condotta nella ricerca e costruzione del Bene; i valori sono universali se esprimendo un
fondamento comune a differenti antropologie , consentono a Uomini di diversa razza e cultura di praticare i principi della stessa morale.

Anche noi, nel nostro piccolo mondo sammarinese, siamo richiesti di uno sforzo e di una ricerca che deciderà di un possibile futuro o meglio di un Futuro possibile.

Dario Manzaroli

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