Resoconto Consiglio Grande e Generale martedì 1° marzo, pomeriggio

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE 23 FEBBRAIO- 1 MARZO

MARTEDI’ 1 MARZO- Seduta del pomeriggio

Nella seduta del pomeggio si conclude la sessione del Consiglio Grande e Generale di
Febbraio. I lavori riprendono con l’esame delle ultime due istanze d’Arengo rimaste da votare: sì
unanime all’istanza n.13 “per la riqualificazione urbanistica del centro storico di Borgo Maggiore
e dell’area di Piazzale Campo della Fiera”, mentre viene respinta l’istanza n.18, “per la modifica
della normativa sammarinese che regola la rete sentieristica della Repubblica di San Marino, per
la valutazione di una proposta per un sistema di segnaletica per la rete ciclabile e di percorsi
dedicati al cicloescursionista”.
I lavori proseguono con la presentazione della relazione della Commissione consiliare per
il Fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata, di cui dà lettura il presidente
dell’organismo, Pasquale Valentini, Pdcs. Segue un lungo dibattito consiliare che si conclude con
un ordine del giorno di cui dà lettura il consigliere di Rete, Emanuele Santi, sottoscritto da tutti i
gruppi consiliari. Il testo fa proprie le indicazioni contenute dalla relazione. In particolare, il
Consiglio prende atto della necessità di “implementare ulteriormente il quadro normativo,
regolamentare ed organizzativo, per attivare al meglio tutta la filiera per il contrasto dei fenomeni
legati alla criminalità organizzata, a fronte anche della continua evoluzione che detti fenomeni
manifesta”; e impegna il congresso di Stato a predisporre “provvedimenti necessari per
l’attuazione adeguata degli interventi proposti, anche come suggerito, mediante l’attivazione di
appositi gruppi di lavoro che vedano il coinvolgimento di idonei rappresentanti degli organismi e
uffici preposti al contrasto di fenomeno legati alla criminalità organizzata”. E infine impegna il
congresso, attraverso i Segretari di Stato competenti, a riferire alla commissione entro aprile sulle
iniziative intraprese. L’Odg viene votato all’unanimità. I lavori si concludono, mentre i comma
rimasti inevasi saranno inseriti nell’ordine del giorno della prossima sessione consiliare.

Di seguito un estratto della Relazione della Commissione consiliare per il Fenomeno delle
infiltrazioni della criminalità organizzata.

Comma 22. Relazione della Commissione Consiliare per il Fenomeno delle Infiltrazioni della
Criminalità Organizzata e successivo dibattito
Pasquale Valentini, Pdcs, presidente della commissione consiliare, dà lettura della relazione.
“+++Attualità del fenomeno e necessità di adeguare e intensificare le attività di prevenzione e
contrasto e repressione+++.

Diverse attività di indagine condotte nel corso dell’ultimo decennio hanno confermato tentativi di avvicinamento della realtà economica della Repubblica di San Marino da parte di singoli esponenti di organizzazioni criminali di stampo mafioso attive in Italia e all’estero. Significativo è rimarcare che i fenomeni malavitosi rintracciati a San Marino sono in gran parte da ricondurre a condotte criminose commessa all’estero, all’origine di proventi illeciti riciclati presso istituti bancari e finanziari di San Marino.

Nel recente passato talune caratteristiche riconducibili a profili di opacità del sistema bancario e all’operatività di società anonime hanno contribuito alla realizzazione di tali schermi. Gli esempi riscontrati confermano come sia stata la prospettiva di un’operabilità economico-finanziaria schermata la chiave prevalente della possibilità di infiltrazioni nella realtà sammarinese. In passato la nostra realtà è stata ritenuta appetibile rispetto ad esigenze di riciclaggio dei proventi di organizzazioni criminali, utilizzo di mandati fiduciari e il ricorso a società residenti di comodo, la mera interposizione di prestanome: sono stati espedienti di cui la criminalità organizzata ha tentato di avvalersi anche a San Marino, volti a ostacolare la riconducibilità dei patrimoni agli effettivi proprietari.

Si evidenzia che le normative a suo tempo adottate nel 2008 e nel 2013 da San Marino, anche a seguito di sollecitazioni a livello europeo, hanno espletato la funzione deterrente nei confronti delle operazioni schermate che fino ad allora avevano trovato agevole attuazione, proprio grazie all’assenza di norme atte a precludere l’uso di schermi. La mera introduzione di norme di per sé non è però sufficiente a far cessare il ricorso a simili espedienti, si richiama l’attenzione che su tutte le tipologie di schermo la più pericolosa risulta ad oggi essere quella societaria, rispetto la quale non possono ritenersi sufficienti analisi di tipo giudiziario, essendo necessaria un’analisi quella attuata in forma sinergica tra le varie istituzioni preposte- tribunale, ufficio di controllo, Banca centrale, Aif, corpi di polizia, nucleo antifrode- così come sarà ulteriormente specificato negli interventi proposti.

E’ apparso chiaro che per criminalità organizzata non si doveva intendere solo quella legata a cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra, ma anche quella accezione prevista dalla Convenzione di Palermo: “Tre o più soggetti che si organizzano ai fini della commissione di reato e per consentire vantaggi finanziari da ciò”. Da parte della Commissione si ritiene che San Marino potenzialmente sia infatti esposto anche a quest’ultimo tipo di criminalità organizzata, di ciò le società sono sicuramente veicoli, tramite cui possono avvenire e sono avvenute in passato sia operazioni di riciclaggio sia operazioni illecite, finalizzate a creare proventi successivamente fatti oggetto di riciclaggio. Per questo le attività di prevenzione e monitoraggio nella concessione delle licenze e gestione delle società sono estremamente importanti. Il più recente rapporto Moneyval riconosce i risultati conseguiti sia in ambito di attività amministrativa, sia nella fase di individuazione di condotte illecite successive a indagini per abuso di società. Ma sebbene vi siano uffici e autorità che operano con attenta sensibilità, sussiste ancora, anche a fronte della continua evoluzione che il fenomeno manifesta, la necessità di implementare il quadro normativo e regolamentare e organizzativo, superando i limiti di efficacia emersi dalle analisi della commissione.

+++La sintesi degli interventi proposti alla luce delle criticità emerse+++

1) Nel corso de lavori della commissione si era evidenziata una duplice lacuna normativa, l’una sulla rilevanza penale dell’occultamento del provente illecito, dopo l’entrata in vigore della legge 100 del 2013; l’altra riguardante la questione del possesso ingiustificato dei valori dopo l’introduzione dell’articolo 199
Ter del codice penale. Alla luce delle sentenze del Collegio garante del 2017 e del 2021, nonché in conseguenza delle loro applicazioni, potrebbe essere utile verificare se sia necessario o meno un ulteriore intervento legislativo di completamento. Ad oggi, anche per le sollecitazioni di organizzazioni internazionali di riferimento, appare l’opportunità di una valutazione del legislatore in ordine all’eventualità di un intervento normativo tale da corrispondere alle best practice individuate a livello internazionale, pur nel rispetto delle doverose cautele costituzionali. (…)

2) Seconda ipotesi di intervento: la legge 26 febbraio 2004 n.28, articolo 15, appare sotto molti aspetti obsoleta e non conforme agli standard internazionali. Si avverte la necessità di adozione di nuovi disposizioni organiche che disciplinino la materia, tenuto conto delle evoluzioni tecnologiche, del coinvolgimento e del confronto delle forze di polizia. Si evidenzia l’importanza di prevedere sul piano legislativo la disciplina delle attività investigative sotto copertura e della figura del collaboratore di giustizia e la relativa tutela e adottare una norma per la tutela del segnalante anonimo.

3) In tale contesto la disciplina delle intercettazione- la legge 21 luglio 2009, n.98- si rivela limitante e descrive strumenti e modalità mai concretamente attuati, nonostante si tratti di attività essenziali anche per la lotta a fenomeni di carattere malavitoso. È evidente che è necessario individuare procedure diverse rispetto l’attivazione di rogatorie internazionali, come ancora oggi avviene, modalità inadeguata per l’efficacia di tale attività. Riguardo all’impiego di intercettazioni si evidenzia che San Marino probabilmente è il solo Stato europeo a non avvalersi di tale strumento di ricerca della prova che invece altrove è largamente impiegato, in riferimento soprattuto al reato societario, finanziario ed economico. La commissione ritiene necessario un approfondimento sulle ragioni ostative e sul loro superamento, per la piena attuazione dell’impiego di tale strumento di indagine, tenuto conto che lo stesso è stato introdotto con apposita legge da oltre un decennio.

4) Connessa con l‘adeguamento normativo e tecnologico è la formazione ad hoc degli operatori, forze di polizia e magistrati sammarinesi, colmabile collegandosi con li omologhi italiani. Si sottolinea la possibilità per la Repubblica di avvalersi del sistema Eurojust. La pandemia costringe tutti i paesi, non solo San Marino, a rendersi meno vulnerabile dinanzi a un prevedibile incremento delle infiltrazioni della criminalità organizzata, è esigenza non rinviabile. Occorre accettare l’idea che in tal modo si possono acquistare molti punti a livello di sinergie investigative e repressive del fenomeno. L’adeguamento della normativa si dovrebbe accompagnare alla formazione con operatori. E’ un tema, la formazione, sollecitato da Moneyval e Greco, quale strumento indispensabile cui occorrerebbe destinare risorse consistenti. (…) Le attività illecite di cui si sta discutendo sono multinazionali, transfrontalieri e transnazionali, sarebbe un errore pensare che si possa trattare di un fenomeno circoscritto nel nostro territorio e disciplinabile in poche righe, perciò è auspicabile una presa d’atto della necessità di aprirsi ulteriormente alla collaborazione internazionale che è indispensabile.

5) Occorre verificare la necessità e urgenza di personale qualificato da introdurre nei vari organismi adibiti alla prevenzione, al contrasto e alla lotta delle infiltrazioni per evitare il venir meno di funzioni essenziali. Il punto in questione è rilevante per tutte le autorità, molte delle pratiche suggerite anche da organismi internazionali non possono essere supportate da esiguo personale attualmente a disposizione rispetto divrese funzioni, per questo oltre a una maggiore qualificazione, è auspicabile anche un incremento numerico di risorse umane. Ad avviso della Commissione inoltre l’incremento delle risorse umane dovrebbe costituire azione conseguente alla definizione di una chiara strategia del Paese.

6) L’esigenza della formazione ed educazione ad una maggiore integrità dei professionisti di settore
a fronte di un riscontato perdurare in Repubblica del così detto prestanomato. Il tema della sensibilizzazione all’etica del contrasto dei fenomeni malavitosi dovrebbe essere esteso ai professionisti in maniera da radicare una cultura dell’integrità che funga da baluardo rispetto a comportamenti a rischio, quali il mai sradicato fenomeno del prestanomato. 
Oltre alle raccomandazione del Moneyval, dovremo recepire la 5^ direttiva Ue, che potrà rafforzare i presidi esistenti a condizione che a monte si definiscano maggiormente obiettivi più ambiziosi sul piano di prevenzione e contrasto. Al momento esistono problemi sui titolari effettivi e relativo al registro che non è attualmente accessibile ai soggetti designati. Chi deve adempiere ad obblighi antiriciclaggio non ha possibilità, nonostante sia previsto dalla legge, di accedere a tali registri. Sarebbe opportuno verificare sul piano normativo la possibilità di attribuire ad autorità specifiche poteri di pronto intervento al fine di bloccare sul nascere le azioni della criminalità organizzata. Dal punto di vista operativo dello scambo di informazione, la normativa antiriciclaggio prevede che Aif sottoscriva protocolli di intesa con varie istituzioni, forze di polizia e Bcsm. Tuttavia dal punto di vista operativo si evidenzia la necessità di attivare un ulteriore passaggio, quello dallo scambio alla condivisione delle informazione. Senza condivisione potrebbe andare perduto un patrimonio informativo essenziale per prevenire determinati fenomeni in modo significativo e consentire di raggiungere una efficace collaborazione su specifici casi. Questo non può essere fatto dal singolo organismo o ufficio, ma deve essere convogliato in una sorta di piano strategico nazionale che definisca obiettivi binari e finanziamenti. Occorre un investimento che lo Stato di San Marino dovrebbe sentire il diritto e dovere di compiere per la necessità di difendersi da aggressioni esterne di tipo transnazionale che possono far breccia nel paese e rilevarsi molto pericolose.

+++Le conclusioni+++
La Commissione, a fronte della responsabilità che la Repubblica di San Marino ha di governare la
propria economia, ritiene in particolare che si debba tutelare e incentivare quella sana, sia impedendo l’ingresso di criminali, sia predisponendosi ad intervenire tempestivamente in caso di necessità. La Commissione è dell’avviso che per giungere tale obiettivo necessiti non solo un confronto con le autorità e gli uffici preposti, ma soprattutto un chiaro orientamento politico, al fine di poter affrontare con efficacia le varie situazioni. La Commissione pertanto vista l’urgenza di adottare i provvedimenti proposti suggerisce al Consiglio e al Congresso, di istituire appositi gruppi di lavoro formati da inidonei rappresentanti degli organi di vigilanza, corpi di polizia, alle autorità giudiziarie, al fine di predisporre gli interventi da attuare e attivare al meglio tutta la filiera per il contrasto di fenomeni legati alla criminalità organizzata.
Questa la relazione cui seguono poi tutti gli allegati con riferimenti, normativi e dalla cronologia dell’attività portata avanti dalla commissione. In conclusione, mi prendo 30 secondi per ringraziare prima di tutti i membri della commissione che, anche in una fase delicata dal punto di vista politico, hanno tenuto tutti un atteggiamento collaborativo e costruttivo che ha consentito di condividere sia il metodo di lavoro, sia le sintesi cui siamo pervenuti. Secondo ringraziamento ai responsabili degli organi e uffici interessati, sempre disponibili alle audizioni e alla collaborazione richiesta, da ultimo alla Segreteria istituzionale per aver aiutato e seguito nella forma materiale il nostro lavoro.

Odg di Rete, Pdcs, Dml, Npr, Rf e Libera
Il Consiglio Grande e Generale/ approvato all’unanimità
alla luce della relazione della Commissione consiliare per il fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata, e del dibattito che ne è conseguito, 

Preso atto che dal lavoro della commissione, sebbene gli uffici e le autorità preposte abbiano operato con le giuste sensibilità, emerga ancora la necessità di implementare ulteriormente il quadro normativo, regolamentare ed organizzativo per attivare al meglio tutta la filiera per il contrasto dei fenomeni legati alla criminalità organizzata, a fronte anche della continua evoluzione che detti fenomeni manifesta;

Valutata come esaustiva la sintesi degli interventi proposta al fine del superamento delle criticità ancora presenti, considerato che per il raggiungimento di questo obiettivo, oltre al lavoro di monitoraggio e coordinamento della commissione, è essenziale un deciso e chiaro orientamento politico, culturale ed educativo, 

Impegna il congresso di Stato, a predisporre provvedimenti necessari per l’attuazione adeguata degli interventi proposti, anche come suggerito, mediante l’attivazione di appositi gruppi di lavoro che vedano il coinvolgimento di idonei rappresentanti degli organismi e uffici preposti al contrasto di fenomeno legati alla criminalità organizzata;

impegna infine il congresso, attraverso i Segretari di Stato competenti, a riferire alla commissione stessa entro il mese di aprile sulle iniziative intraprese.

Dichiarazioni di voto
Alberto Giordano Spagni Reffi, Rete
Il dibattito è stato edificante, a nome della maggioranza per esprimere il favore a questo Odg, sottoscritto all’unanimità dell’Aula.

Guerrino Zanotti, Libera
Parlo anche a nome di Rf, non solo del mio gruppo, per dire che sosterremo l’Odg, facendo nostre le
parole del presidente Valentini, nelle quali fa un richiamo al congresso di Stato affinché voglia
prendere in considerazione in tempi brevi l’invito e l’impegno che nell’Odg stabiliamo ad affrontare
i temi evidenziati nella relazione di attivare quelle attività che siano in grado di arrivare a definire
proposte di soluzioni normative, di interventi organizzativi e di collaborazione tra tutti gli organismi
deputati al contrasto delle infiltrazioni per la criminalità organizzata e cercare di dare strumenti,
sempre più efficaci a chi è in prima linea.

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