Rifiuti, differenziata a rilento a San Marino. L’appello della Segreteria al Territorio: “Riciclato solo il 10% dell’organico”

Nonostante gli sforzi e gli impegni presi a livello italiano e internazionale, la Repubblica di San Marino continua ad arrancare sulla raccolta differenziata dei rifiuti.

Stando ai dati dell’Aass aggiornati al 30 giugno 2021, il Titano differenzia meno del 50% dei rifiuti urbani. Per la precisione il 47,2%. Con una grossa differenza tra le aree in cui c’è la raccolta porta a porta (i Castelli di Faetano, Montegiardino, Fiorentino, Acquaviva, Chiesanuova, San Marino Città) e le altre dove ci sono i cassonetti stradali. Nei primi infatti la percentuale di rifiuti differenziati è al 70,2%.

La percentuale di rifiuti raccolti complessivamente a San Marino nel primo semestre 2021

 

La percentuale dei rifiuti raccolti con il porta a porta a San Marino nel primo semestre del 2021

Quella del 70%, tra l’altro, è la soglia minima prevista dall’accordo tra San Marino e l’Emilia Romagna per lo smaltimento dei rifiuti sammarinese in regione.

Alla luce dei risultati, alla fine della scorsa legislatura l’Aass aveva predisposto l’estensione del porta a porta anche nei Castelli più popolosi, quindi Domagnano, Borgo Maggiore e Serravalle. Erano stati predisposti i bandi di gara e stanziati i soldi necessari ma con il nuovo governo è arrivato un brusco stop. Nell’agosto 2020 la Commissione consigliare Territorio a maggioranza ha dettato la nuova strategia: via il porta a porta e al suo posto isole ecologiche intelligenti.

Nel frattempo il governo ha rinnovato gli accordi per esportare i rifiuti sammarinesi nelle Marche e in Lombardia, vista l’impossibilità di rispettare l’accordo con l’Emilia Romagna.

Nel corso del 2021 è arrivato un nuovo cambio di rotta dalla politica: la strategia di raccolta dei rifiuti sarà stabilita dopo una serie di confronti con i cittadini e le associazioni. Per questo la situazione ibrida attuale è stata prorogata di sei mesi, fino alla fine di giugno 2022.

Partendo però da una volontà ben precisa: tentare di raccogliere, trattare e riciclare in territorio tutto il rifiuto umido prodotto, che da solo rappresenta il 30%-35% del totale degli scarti dei sammarinesi. Per questo è in costruzione a San Giovanni un nuovo piazzale dove effettuare il trattamento.

Ma anche qui la strada da fare è ancora lunga. Attualmente infatti solo il 10% dell’umido prodotto viene intercettato e riciclato.

A scriverlo è la Segreteria di Stato al Territorio in una nota in cui, sconsolata, spiega che “sul fronte della raccolta dell’umido il nostro Paese registra ancora grandi carenze e scarsa sensibilità.  Ogni anno un solo cittadino di questa Repubblica produce, in media, 150 Kg di rifiuto organico ma ne ricicla solamente un decimo. Siamo di gran lunga lontani dagli obiettivi fissati dal pacchetto Europeo per l’Economia Circolare, che fissa al 65% la percentuale di riciclaggio dei rifiuti urbani entro il 2035″.

“Il rifiuto organico raccolto – scrive ancora la Segreteria – trattato nell’impianto di compostaggio di San Giovanni, diventerà fertilizzante biologico da utilizzare nei propri orti o giardini, e messo gratuitamente a disposizione di chi ne faccia richiesta”.

Di qui l’appello ai sammarinesi: “In queste festività caratterizzate da pranzi e cenoni, un semplice gesto può contribuire a migliorare l’ambiente e la qualità della vita”.

 

digià

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