Rimini: Festival del Mondo Antico, ecco il programma completo

Con la tavola rotonda Ospitiamo la cultura!, promossa dall’Istituto Beni Culturali della Regione si è aperto questa mattina al Museo della Città la XIV edizione del Festival del Mondo Antico, dedicato quest’anno, con oltre 150 appuntamenti a Rimini, Cattolica, Riccione, Santarcangelo e Verucchio, al tema dell’ospitalità.

Hospes/hostis I volti dell’ospite è infatti il titolo dell’edizione 2012, un’ospitalità che si specchia nelle sue diverse facce, lungo le accezioni che accompagnano il rapporto con lo “straniero”, ora amico (hospes), ora nemico (hostis), in un confronto dialettico fondamentale per la consapevolezza della propria identità.

“Da quattordici anni Rimini – ha detto l’assessore alla Cultura Massimo Pulini aprendo i lavori – ha scelto un dialogo, aperto e trasversale, con la Storia. Dalla miniera del Mondo Antico si possono continuare a estrarre domande e risposte, materie prime del pensiero, dubbi che si rinnovano ad ogni generazione ma anche viatici illuminanti per traiettorie individuali o collettive. Così il Festival riminese, dalla propria vocazione archeologica, ricava inestinguibili ragioni di riflessione e stimolo. Per una città come Rimini che ha nei due grandi emblemi dell’antichità, il Ponte di Tiberio e l’Arco di Augusto, due simboli supremi di apertura e saluto a chi giunge da fuori, riflettere sui concetti di ospitalità è quasi un destino naturale. Così si può partire da quel corto circuito linguistico, dell’idioma italiano, che fa del termine “ospite” una parola speculare e misteriosa, che impedisce di comprendere, se non coniugata ad altre o contestualizzata, il ruolo attivo o passivo del soggetto. Ospite è colui che accoglie, ma anche chi è accolto. Allora la lingua, in casi come questi, sembra comportarsi come una madre che si astiene dal fare differenze tra i propri figli, ugualmente portatori di un dare e di un avere”.

Il Festival del Mondo Antico prosegue sabato 23 e domenica 24 giugno con un week-end ricco d’opportunità per gli affezionati cultori dell’archeologia e della storia antica.

Tante occasioni per riscoprire non solo la città e il territorio con il loro passato, ma anche per riflettere sulla permanenza dell’antico nella società odierna, sulla rivisitazione e la lettura contemporanea di temi di antiquaria e archeologia.

Sabato 23 il programma si apre volgendo uno sguardo al futuro, rappresentato dai bambini delle scuole di cinque comuni della provincia coinvolti nel progetto www.piccoliarcheologi.it coordinato dal Centro Zaffiria di Bellaria (ore 10 Museo della Città) e dalla proposta di Enotourism Club, RoMagna coast Profumo di Sangiovese, curata da Alfredo Monterumisi, ambasciatore delle città del vino (ore 11 Museo della Città).

La romanità torna protagonista negli incontri con Giovanni Brizzi  e Daniela Scagliarini Corlaita, dedicati rispettivamente all’avvincente scontro fra Roma e Cartagine, su cui giganteggia la figura di Annibale (ore 10 Museo della Città) e alla villa, luogo per eccellenza dell’ospitalità per il dominus (ore 11.30 Museo della Città).

Nel pomeriggio il Museo degli Sguardi (ore 16) accoglie un interessante confronto fra Guido Candela e Francesca Marini sull’arte etnica e il suo rapporto con la cultura occidentale nel corso dei secoli, dal Rinascimento, quando le prime opere giunte in Europa erano considerate curiosità, fino al riconoscimento di una dimensione artistica da parte delle avanguardie della fine del ‘800.

Al Museo della Città proseguono gli appuntamenti all’interno delle rubriche “Biblia” (ore 16, Piero Stefani e Rosanna Virgili dialogano sull’ospitalità evangelica), “Archeologi in missione” (ore 16.30, Caterina Greco illustra gli interventi di valorizzazione dell’inestimabile patrimonio architettonico dei templi di Selinunte) e “Libri nuovi per l’antico” che riserva la presentazione dei volumi Esploratori perduti di Stefano Mazzotti (ore 17) e L’ospitalità è un mito? di Donatella Puliga (ore 18,30), mentre alla Galleria dell’Immagine, per “Antiquaria” è di scena Giambattista Cairo con il recentissimo Pericle Ducati: il carteggio ritrovato (ore 17.30). “Libri nuovi per l’antico” torna in via eccezionale alle 21.30 con una proposta per i più giovani, la guida Rimini. Itinerari nel tempo fra Città e Museo, edita dalla Provincia e dal Comune di Rimini; alla presentazione, a cura di Lia Celi, seguirà l’incontro con Eutyches, il chirurgo di Ariminum, (interpretato da Gianluca Reggiani) che accompagnerà in visita alla sua antica dimora e al termine consegnerà ai ragazzi una copia della guida.

Il dialogo, il rapporto con l’altro è il filo sottile che unisce gli ultimi due incontri del pomeriggio di sabato, fra contemporaneità e archeologia: l’inaugurazione alla FAR (ore 18) della mostra Vie di dialogo che vede il confronto espositivo fra due affermati artisti contemporanei appartenenti alla corrente definibile “naturalismo-concettuale”, Graziano Spinosi e Ketty Tagliatti; la conferenza di un caro amico del Festival, Jacopo Ortalli che, partendo dagli indizi archeologici in ambito regionale, documenta nel nostro passato la grande mobilità di persone e l’integrazione fra comunità culturalmente diverse (Museo della Città, ore 18.30).

La serata ha in serbo il consueto appuntamento con “Antiquaria nel cinema” (Lo sguardo di Ulisse di Theo Angelopoulos, Sala della Cineteca ore 21) e una proposta teatrale che vede otto giovani attori originari di diversi paesi europei raccolti nella Compagnia Europea Masks on Stage, cimentarsi con un classico, Casina di Tito Maccio Plauto, per la regia di Cristiano Roccamo (Corte degli Agostiniani ore 21.30).

Domenica 24, l’alba si veste di una magia unica fra le maestose arcate del ponte di Tiberio illuminate dalla luce del nuovo giorno, in compagnia di poesie e leggende che raccontano la loro antica storia; il Festival inizia la sua ultima giornata con la proposta dell’Associazione Marinando, dando appuntamento al Ponte di Tiberio alle ore 5.15, previa prenotazione telefonica (0541.704415, 329.2103329).

Il pomeriggio prevede l’oramai classico percorso guidato in bicicletta, quest’anno sulle tracce dell’ospitalità, dell’arte e della fede lungo l’antica via Emilia, da Rimini a Santarcangelo, passando per San Vito (partenza dal Museo della Città, ore 15).

Protagonisti degli ultimi appuntamenti pomeridiani in calendario al Museo della Città sono Daniele Garrone (“Biblia”, ore 16) con un intervento sull’immagine dello straniero nell’antico testamento, Mario Luni, ideatore e curatore di “Archeologi in missione” che traccia il bilancio di un secolo di scavi italiani a Cirene in Libia (ore 16.30), Umberto Curi, Boris Pahor e Cristina Battocletti (“Libri nuovi per l’antico” ore 17.00 e ore 18.30) autori rispettivamente di Straniero e Figlio di nessuno. Andrea Fiorini con Andrea Augenti conclude la rassegna “Antiquaria” alla Galleria dell’Immagine (ore 17.30).

Con pianto esausto. Liberazione corale dalla croce del dolore a cura dell’associazione culturale Quotidiana.com, apre la serata conclusiva di questa edizione (Museo della Città ore 20 e ore 21) che propone anche cinema d’autore (Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi, Sala della Cineteca ore 21) per prendere congedo con un affettuoso omaggio al genio di Tonino Guerra, dedicato, sulle ali della nostalgia, da Luca Cesari, Rosita Copioli e Roberto Mercadini (Corte degli Agostiniani, ore 21.30).

Come consuetudine il Festival si arricchisce della partecipazione dei più rappresentativi Musei archeologici della Provincia.

Riccione e Verucchio riservano la loro attenzione al pubblico dei più giovani con giochi-laboratori (Arrivano i barbari!, Museo del territorio di Riccione 23 giugno ore 11) e percorsi animati (Verucchio, Museo Civico Archeologico, venerdì, sabato e domenica dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30). Santarcangelo offre visite al MUSAS e alla grotta monumentale pubblica (23 giugno ore 17 e ore 18), mentre Cattolica organizza presso il Museo della Regina un incontro con Marina Gazzini sul tema Ospitali. Ospitalità, accoglienza e assistenza: la tradizione medievale (domenica 24, ore 21).

Un appuntamento da non perdere per cogliere la continuità del ruolo itinerario rivestito dall’antico borgo,ove nel 1573 fu eretto un Ospedale per pellegrini proprio laddove oggi sorge il complesso museale.

Diverse le opportunità di visite guidate fra Domus del Chirurgo e Museo come nella città romana, ove sarà anche possibile vedere da vicino antichi legionari impegnati in esercitazioni nell’arena dell’anfiteatro romano  grazie alla collaborazione della Legio XIII Gemina Rubico di Rimini.

L’invito è rivolto anche a bambini e ragazzi che all’interno di Piccolo Mondo Antico festival possono vivere una giornata da uomo primitivo oppure da antico romano.

Anche nei giorni del Festival, previa disponibilità.

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