Risposta a interrogazione sui ritardi nella riscossione della monofase (Paolo Crescentini, Psrs)

REPUBBLICA DI SAN MARINO
SEGRETERIA DI STATO PER LE FINANZE E IL BILANCIO                                                                              San Marino, 21 ottobre 2011/1711 d.F..R.
Prot. n. 2837
                                                                     Ill.mo Signor
                                                                     PAOLO CRESCENTINI
                                                                     Membro del Consiglio Grande e Generale
                                                             p.c.  Spett.le Segreteria Istituzionale
                                                                      Loro Sedi
In riferimento alla Sua interpellanza presentata in data 21 settembre u.s. si precisa quanto segue.
Premesso che sarebbe utile conoscere la fondatezza  di queste voci ‘circostanziate”, si espone quanto segue:
Il periodo che stiamo attraversando è sicuramente un periodo non facile per San Marino e per i nostri operatori i quali si trovano molto spesso a competere con i loro concorrenti italiani con notevoli difficoltà dovute alle tante norme introdotte dal governo italiano per limitare l’operatività di soggetti sammarinesi. Inoltre è cosa risaputa che è in crescita il numero delle ditte che si pongono in liquidazione per difficoltà ad operare e a far fronte agli impegni.
Fatta questa premessa si può confermare che attualmente le ditte sammarinesi hanno più difficoltà ad effettuare i pagamenti dell’imposta sulle importazioni ma questa difficoltà legata alla liquidità non comporta necessariamente un contenzioso tributario. In genere gli operatori provvedono a versamenti tardivi sanando attraverso il pagamento di interessi e sanzioni e, nel caso in cui ciò non sia possibile, alla scadenza del pagamento dovuto, in ogni caso, l’Ufficio provvede ad attivare la procedura di riscossione attraverso l’iscrizione a ruolo delle somme dovute in seguito alla quale le pratiche vengono prese in carico dal servizio di esattoria di Banca Centrale in base alla Legge 70/2004.
L’importo complessivo dell’imposta sulle importazioni scaduta, al 28 settembre 2011 (data dell’elaborazione), è pari ad € 169.313.917,44 così distinta:
– € 3.063.745,08 per avvisi monofase scaduti alla data del 28 settembre;
– € 154.922.648,05 per avvisi iscritti a ruolo in base alla Legge 70/2004 (alla data del 28 settembre 2011);
– € 11.327.524,31 per ingiunzioni emesse relative a sanzioni amministrative (alla data del 28 settembre 2011).
In base alla legge sulla protezione dei dati personali e sulla base di una precedente comunicazione del Giudice Costanzo che si è espresso in merito ad una problematica analoga, non si può fornire l’elenco nominativo dei debitori.
Per riepilogare:
Punto a): vi sono in effetti delle difficoltà oggettive nella riscossione dell’imposta sulle importazioni che sono determinate sicuramente dalla particolare situazione economica e dalla difficoltà ad attingere finanziamenti degli  istituti di Credito; in ogni caso l’UT ha messo e mette in atto tutti i provvedimenti necessari al fine di riuscire a recuperare l’imposta dovuta, in particolare   (…)
attraverso l’adozione degli strumenti previsti dalla Legge e l’iscrizione a ruolo delle somme dovute (Legge 70/2004). Si precisa inoltre che prima della liquidazione di eventuali crediti in favore degli operatori vengono fatte verifiche relative all’esistenza di eventuali posizioni debitorie nei confronti dell’Ufficio e nel caso le somme vengono utilizzate a copertura totale o parziale degli importi a debito.
Punto b): non si può parlare di contenzioso tributario ma il debito totale per imposta sulle importazioni non pagata al 28/9/2011  ammonta ad €169.313.917,44 così distinta:
– € 3.063.745,08 per avvisi monofase scaduti alla data del 28 settembre;
– € 154.922.648,05 per avvisi iscritti a ruolo in base alla Legge 70/2004;
– €11.327.524,31 per ingiunzioni emesse relative a sanzioni amministrative
Punto c): non si può fornire 1’elenco nominativo dei debitori ma si assicura che le modalità di riscossione sono applicate nello stesso modo indipendentemente dal soggetto debitore e non vengono utilizzati criteri diversi a seconda dei soggetti.
 
Punto d): i crediti non riscossi vengono iscritti a ruolo ai sensi della Legge 70/2004 e come tali passano sotto la competenza del servizio di esattoria che ne cura la riscossione coattiva.
Giova rilevare che periodicamente sulla base delle risultanze degli uffici, lo Stato provvede ad accantonare in un apposito Fondo Rischi su Crediti l’ammontare corrispondente a quello delle imposte dl difficile esazione. Pertanto, i predetti crediti per imposte trovano la loro copertura nell’ambito del Corrispondente Fondo Rischi. A titolo puramente esemplificativo si rileva che in sede di definizione del bilancio consuntivo 2010 sono stati eseguiti accantonamenti a tale fondo per oltre 24 milioni di euro sulla base della situazione dei crediti per imposte al 31 dicembre 2010
Si precisa infine che la situazione è in continua evoluzione e l’importo si modifica ogni giorno anche per effetto della compensazione delle somme dovute con i crediti a disposizione degli operatori. E’ infatti prassi dell’Ufficio Tributario compensare “d’ufficio” gli eventuali crediti per imposte di un contribuente con i debiti per imposte del medesimo evitando di dare luogo all’erogazione di un rimborso a fronte di una mancata riscossione. Il medesimo principio è applicato a norma di legge fra Tesoreria e l’Esattoria di Stato con valenza su tutta la sfera di pagamenti e riscossioni dello Stato.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, si porgono distinti saluti.
Il Segretario di Stato alle Finanze
Pasquale Valentini

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