San Marino. 10,5 milioni in Bns-Sga, Rete prima divergenze poi si adegua all’emendamento

Dopo le divergenze in maggioranza Rete si adegua all’emendamento per versare 10,5 milioni in Bns-Sga

Emerge che l’operazione riguarda soldi sotto sequestro che, al momento di eseguire la confisca, non c’erano più. Sull’accaduto sarebbe aperto un procedimento penale

Molto rumore per nulla da parte di Rete che alla fine si allinea all’emendamento del governo, pur con qualche modifica e aggiunta.

Insomma, nella partita di giro, come la chiama il Segretario Marco Gatti, altri 10,5milioni della collettività finiranno in Bns-Sga ex BancaCis. Il problema è che ancora non è chiaro il perché, anche se qualche consigliere qualcosa ha detto. Alla fine, comunque, l’emendamento prima e la legge sull’assestamento di bilancio, poi, è stata approvata.

Comunque, sull’articolo 3bis si è sviluppato un ampio dibattito, all’indomani di un confronto serrato avvenuto nella stessa maggioranza. L’emendamento del governo, illustrato dal Segretario di Stato per le Finanze, Marco Gatti, prevede in sostanza il conferimento di 10.582.000 euro alla Società di Gestione degli Attivi, ex Bns, attraverso la sottoscrizione di quote o partecipazioni azionarie e nel 3° comma si mantiene la possibilità di azioni di risarcimento e di responsabilità “in relazione alle condotte che hanno prodotto danno o che hanno eroso il patrimonio o le somme rimborsabili allo Stato in quanto creditore”.

Il Segretario di Stato spiega che quei 10,5 mln di euro rappresentano somme che erano state sequestrate preventivamente in BancaCis e poi, nel 2020, confiscate, ma nel frattempo si era avuta la risoluzione dell’istituto. “Di fatto, l’intervento del 3 bis si rende necessario per contabilizzare quella somma nel bilancio dello Stato e rappresenta una partita di giro”, dice Marco Gatti che, però, chiarisce poco.

Ci prova allora Emanuele Santi di Rete a spiegare qualcosa di più su quello che definisce “l’articolo della discordia” su cui si è confrontata la maggioranza, ma non tutta. “Con esso si riapre un tema, la gestione BancaCis e poi Bns – sottolinea- e in questi giorni veniamo a sapere che oltre a tutti gli ammanchi noti, i 200 milioni di obbligazioni che abbiamo dovuto coprire, i 105 milioni dei fondi pensione, probabilmente mancano all’appello anche fondi delle confische”. Santi rivela poi che “risulta un procedimento aperto su questo possibile ammanco e sarà la Magistratura a vedere quando è venuto a meno questa somma”, se prima o successivamente alla risoluzione bancaria.

Nel dibattito, emergono da parte dei consiglieri di maggioranza di Gruppo misto e Dml critiche per essere rimasti esclusi dal confronto sull’emendamento.

Dall’opposizione, Matteo Ciacci di Libera chiede un’audizione in Commissione finanze sulla gestione di Bns con l’amministratore unico, proposta che approva anche Gian Matteo Zeppa di Rete. Mentre Rossano Fabbri, Mis, suggerisce di intervenire sulle norme per evitare che “questo tipo di reati cadano in prescrizione”.

Nicola Renzi, Rf, sottolinea il “super pastrocchio” avvenuto in maggioranza su questo articolo: “A metterci mano sono state tre forze di maggioranza, gli altri sono stati lasciati fuori- osserva– E allora non capisco come possano votarlo chi è rimasto fuori”.

L’emendamento 3 bis del governo viene infine approvato con 26 voti a favore, 9 contrari, 4 astenuti e 1 non votante. Segue quindi l’approvazione dell’emendamento di Rete, Pdcs e Npr dell’articolo aggiuntivo “Sequestri ai sensi delle disposizioni in materia penale”, con 28 voti a favore e 3 astenuti. Lo illustra Emanuele Santi, Rete: “Si prevede che da adesso in avanti, gli strumenti finanziari oggetto di sequestro devono essere trasferiti in conti presso Banca centrale che ne diventa custode”, afferma.

La legge di assestamento di bilancio viene approvata in seduta notturna con 29 voti a favore, 8 contrari e 4 astenuti.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

 

 

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