San Marino, Black Hawks. Denaro dell’usura transitato per banche sammarinesi

Antonio Fabbri, L’Informazione di San Marino: Indagine “Black hawks”, probabile apertura di un fascicolo anche sul Titano / Stando all’ordinanza del gip milanese Luigi Varanelli il giro di riciclaggio del denaro proveniente dall’usura passava per banche sammarinesi

A prescindere dal fatto se
arriverà o meno la rogatoria
dall’Italia, non è escluso che
possa essere aperto sul Titano
un fascicolo autonomo sulla
vicenda
e che una rogatoria
parta nell’altra direzione, dai Tavolucci, cioè, verso la procura
di Milano.

[…]

Nell’ordinanza del Gip si parla
con certezza di denari della
‘ndrangheta depositati in una
banca sammarinese. Si parla
di 50mila euro su un conto,
ma considerato che nell’ordinanza
vengono riportate le
conversazioni degli indagati
che con dovizia di particolari
descrivono movimenti di
denaro, tassi usurari ai quali
li prestavano, percentuali che
andavano ai boss e percentuali
che andavano ai mediatori
con ricavi da questa attività
per centinaia di migliaia di
euro all’anno… considerate
queste affermazioni i denari
movimentati sarebbero molto
ingenti. Su un altro conto ci sarebbero
stati 137mila euro, che
il broker vorrebbe prelevare
per saldare ogni debito con la
’ndrangheta.

Sulla attività dei
due broker ritenuti i riciclatori
della ‘ndrangheta, Giovannini
e Purita, emergono intanto
nuovi particolari. Ai due la
cosca forniva i soldi, e questi a
loro volta facevano prestiti con
tassi mensili
del 20 per cento.
La provvigione per i mediatori
era del 5 per cento, per i capi
cosca del 15 per cento. Con il
provento dello strozzinaggio
che veniva riciclato anche sul
Titano.

 

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