San Marino.Carisp formalizza azione legale

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Interruzione CDA, ingiurie e intimidazioni. Carisp formalizza azione legale

Insulti e minacce non rinnegati, né presa di distanze dagli atti Ulteriori minacce su facebook e tentativi di giustificare il blitz / Ecco che cosa hanno urlato gli esponenti di Dim al Cda di Cassa di Risparmio

Antonio Fabbri

Dopo il blitz di mercoledì scorso di due esponenti politici di Dim, la Cassa di Risparmio ha deciso di formalizzare la propria propria posizione dando mandato a propri legali di adire le vie legali.
Lo specifica in una nota la Presidenza di Cassa, che conferma anche i fat- ti come emersi nei giorni scorsi.
In particolar modo preoccupano non solo le mancate prese di di- stanza dall’accaduto, ma addirittura i tentativi di giustificare e avallare il gesto compiuto. 

“La Presidenza di Cassa di Risparmio – si legge in una nota – conferma le notizie di stampa su i gravi fatti accaduti il 30 maggio nel corso del Consiglio di Amministrazione. In quell’occasione il Consigliere della Repubblica Roberto Ciavatta e il signor Emanuele Santi, introdottisi nei locali della banca, hanno provocata l’interruzione della riunione del Cda, aggredendo verbalmente il Presidente con plurime e reiterate frasi intimidatorie, con ingiurie scurrili e con espressioni gravemente offensive. A nulla sono valsi i tentativi di dialogo svolti dal Presidente, tanto che quest’ultimo, a seguito di ulteriori minacce, grida ed intimidazioni, ha dovuto, suo malgrado, acconsentire alla pressante richiesta dei due di incontrare l’intero Consiglio di Amministrazione; Ciavatta e Santi hanno continuato ad inveire, offendere, accusare, minacciare ed ingiuriare il Presidente ed i membri del Cda. È poi emerso che, dopo i gravi fatti descritti, il consigliere Roberto Ciavatta, sempre riferendosi ai vertici di Cassa, abbia pubblicato su social network espressioni intimidatorie, turpiloquio e commenti inneggianti alla violenza. Cassa di Risparmio e l’intero suo Consiglio di Amministrazione, continueranno a operare nell’intersse dell’impresa bancaria e della collettività, ritenendo che i fatti verificatesi riguardino frange assolutamente marginali della popolazione.

E’ stato prontamente conferito mandato ai legali di adire le vie giudiziarie a tutela delle persone e di Cassa di Risparmio”. Fin qui il comunicato ufficiale di Cassa. Di certo il blitz di Ciavatta e Santi ha causato un forte disagio a partire dal turpiloquio con cui si sono rivolti al membri del Cda e dalle minacce espresse che non hanno trovato una attenuazione neppure successivamente. Anzi, il comunicato di Dim diramato il giorno dopo ha confermato “le modalità e i toni” del blitz, mentre su facebook si usano espressioni se possibile ancor più preoccupanti e viene addirittura giustificata l’azione. Il tutto nel silenzio degli altri partiti di opposizione, Dc, Psd e Ps che non hanno preso minimamente le distanze da quanto accaduto. Intanto da indiscrezioni trapela quali siano stati nel dettaglio “i toni e le modalità”, non rinnegati. Dapprima le urla per interrompere la riunione del Cda, Poi Presidente e membri apostrofati con frasi scurrili tra cui “Siete dei coglioni”, “avete rotto il ca…”. E poi da parte di Ciavatta: “Chiamate pure la Gendarmeria, tanto io non vado più per le vie legali, ma ti aspetto qua sotto”, avrebbe detto rivolgendosi al Presidente-

Poi tutto il Consiglio di amministrazione è stato accusato di percepire un lauto stipendio per “non fare un ca… e venite qua una volta alla settimana”. Sono solo alcune delle frasi che sarebbero state pronunciate e delle minacce verso il Cda che ha quindi deciso di procedere formalmente. Pare ancora abnorme che il cosiddetto caso Tonnini,  possa aver scatenato questi comportamenti e la mancata successiva presa di distanze. Non è escluso, allora, che possa pesare nella tensione sprigionatasi, anche la decisione di procedere con le verifiche per le azioni di responsabilità verso i precedenti organi di Cassa. Decisione che, dopo le indicazioni dell’Esecutivo, sarebbe stata presa a maggioranza dal Cda di Carisp, laddove ci si sarebbe aspettata una unanimità, considerate anche le posizioni manifestate da tutte le forze politiche.

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