San Marino. Resoconto Commissione Consiliare Sanità 22 luglio 2022 mattina

COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE IGIENE E SANITÀ, PREVIDENZA E SICUREZZA SOCIALE, POLITICHE SOCIALI, SPORT; TERRITORIO, AMBIENTE E AGRICOLTURA

-VENERDI’ 22 LUGLIO_MAT-

In apertura dei lavori mattutini della commissione, durante il comma Comunicazioni tiene banco la scelta da parte del direttore dell’ospedale, poi rivista dal segretario di Stato per la Sanità Roberto Ciavatta, di stoppare le visite ai pazienti in ospedale. Particolarmente critici sulla gestione dell’Istituto per la sicurezza sociale sono Matteo Ciacci, Vladimiro Selva e Guerrino Zanotti di Libera, e Andrea Zafferani di Repubblica futura. Il segretario di Stato replica spiegando sia la scelta di non impedire le visite sia quella di attirare pazienti e medici dall’esterno puntando sugli investimenti tecnologici, a partire dalla radioterapia. Alcune consulenze, prosegue, come quella per una valutazione strutturale dell’ospedale, sono dettate dalla mancanza delle competenze necessarie in Repubblica. Mentre l problema degli spazi, aggiunge Ciavatta, non riguarda solo la sanità, ma anche altri ambiti come l’edilizia sociale e le donne vittime di violenza domestica.

Concluso il comma Comunicazioni si passa all’esame del progetto di legge Regolamentazione dell’interruzione volontaria di gravidanza”, con diversi consiglieri che prendono la parola in sede di dibattito generale, dopo gli interventi dei segretari di Stato per la Giustizia con delega alla Famiglia, Massimo Andrea Ugolini, e per la Sanità, Ciavatta. Molti gli emendamenti presentati dai partiti di maggioranza e opposizione su temi quali l’obiezione di coscienza, la prevenzione, la sessualità, il supporto alla genitorialità, il consultorio. Una volta terminata la discussione generale, il presidente di commissione Filippo Tamagnini interrompe i lavori e ritarda l’inizio della seduta del pomeriggio alle 15 per dare il tempo alla Segreteria istituzionale di sistematizzare le tante proposte di modifiche al progetto di legge.

Di seguito un riassunto degli interventi

Comunicazioni

Matteo Ciacci (Partito politico Libera): Siamo sbigottiti dalla nota della segreteria di Stato per la Sanità sulla questione dell’accesso dei parenti in ospedale. Né il segretario di Stato né il direttore generale dell’Iss erano a conoscenza dello stop. C’è un tema di metodo e di assunzione di responsabilità, basta alle battaglie politiche e a scelte fatte e non fatte sulla pelle dei pazienti. È un approccio da scaricabarile, se ci sono difficoltà nel Comitato esecutivo, nella gestione della medicina di base, serve il coraggio di andare avanti. Ora siamo a livelli bassissimi di gestione dell’Iss: noi abbiamo criticato l’atteggiamento di politicizzare il Comitato esecutivo, si faccia una scelta di campo come necessario anche in altri ambiti della sanità. La politica nell’Iss va ridotta. Il comunicato della segreteria di Stato è servito a marcare il territorio, ma è più opportuno fare vedere che c’è una governance all’unisono.

Andrea Zafferani (Repubblica futura): mi associo al collega Ciacci sul comunicato. Certo la decisione di stoppare le visite era completamente sbagliata, ma chi l’ha presa? Si prendono decisioni così impattanti senza che il direttore generale lo sappia, quali provvedimenti verranno presi? Se non ci sono responsabilità e conseguenze, allora è solo un marcare il territorio e prendere le distanze, una presa di posizione incompleta e inutile. Da mesi c’è una lotta intestina nel Comitato esecutivo e nell’Iss. Non siamo soddisfatti dell’operato del dg, ma non ha potuto scegliere completamente la sua squadra, al netto delle discutibili consulenze. L’Iss non può funzionare così, cosa pensate di fare per ridare equilibrio alla sua governance? Perché c’è stata una consulenza da 30.000 euro a Sabina Conforti?

Vladimiro Selva (Partito politico Libera): mi unisco alle richieste sulla questione visite, si deve capire perché la decisione è stata presa e poi annullata. Girano informazioni su una possibile e prossima collaborazione con uno studio romano per una valutazione strutturale dell’ospedale. Perchè dato che c’è già stata negli anni scorsi una valutazione da parte di professionisti sammarinesi? È iscritto all’albo sammarinese? Si parla di una parcella da centinaia di migliaia di euro, quali sono le finalità?

Massimo Andrea Ugolini (segretario di Stato per la Giustizia): prima c’era solo l’attività ordinaria su cui si è innestato il covid. Occorre dunque fare una riflessione più ampia. Il nuovo direttore generale ha chiesto una consulenza al Congresso di Stato per una diagnosi della situazione, gestire la contingenza e guardare al futuro. Si sta cercando di dare una risposta sulle risorse umane. Non è facile gestire la pandemia e le altre questioni, medici e personale sanitario sono richiestissimi e si devono cercare figure di ausilio.

Guerrino Zanotti (Partito politico Libera): il segretario di Stato Ciavatta è contento della percezione del funzionamento delll’Iss? Perchè sembra che sia una posizione strumentale quella delle opposizioni di criticare. Non è invece una posizione precostituita, ci sono difficoltà, che non nascono con questo governo, ma in alcuni casi si sono acuite. Qual è la sanità di domani? Si punta su tecnologia e telemedicina con ingenti investimenti, quasi 25 milioni di euro, e sulla radioterapia. Ma non si fa prevenzione investendo nella robotica o nella radioterapia, ma con una buona medicina di base territoriale e i progetti presentati non vanno in quella direzione. Se le malattie oncologiche rappresentano un terzo delle morti, è necessario focalizzarsi sulla prevenzione. Per la radioterapia ci sono centri vicini come Rimini e Pesaro. Crediamo di essere in grado di attirare pazienti dall’esterno in queste condizioni? Prima di fare investimenti milionari serve un business plan, una previsione di quello che potrebbe accadere. Invece gli investimenti sono sproporzionati rispetto al ritorno.

Roberto Ciavatta (segretario di Stato per la Sanità): con la nota abbiamo dato corso alla necessità di dare risposte ai cittadini sulla disposizione operativa promulgata dal direttore ospedaliero di cui né io né il direttore generale Iss eravamo a conoscenza. Il dg si è informato sulle dinamiche della decisione che è legittima, ma se non ci sono limitazioni fuori dagli ospedali, i parenti devono potere stare al fianco dei degenti. Per quanto riguarda la valutazione strutturale dell’ospedale è vero che ci sono studi preliminari e ipotesi di nuove strutture per non fermarsi all’oggi, ma i tempi sono lunghi e urge capire se nel frattempo si possono usare parti dell’ospedale per altre attività. La spesa corrente è in calo di 1,5 milioni di euro all’anno e la nostra sanità ha due strade: concentrarsi su quello che abbiamo, ma l’Iss costa allo Stato circa 150 milioni di euro all’anno e la spesa fuori controllo è stata fermata solo negli ultimi due anni; oppure per tenere in piedi gratuità e universalità creare una sanità più sostenibile. Medici e infermieri sono merce rara e si devono creare le condizioni per cui San Marino sia appetibile. Siamo il secondo Paese in Europa per numero di medici per assistiti e per gli infermieri è sopra la media, ma sono loro a decidere dove andare. E le eccellenze che abbiamo non rimarranno se non ci sono un alto numero di casi e le tecnologie.

Vladimiro Selva (Partito politico Libera): perché sullo studio strutturale dell’ospedale non sono stati confermati i tecnici sammarinesi che hanno avviato il lavoro? Come è stato contattato lo studio di Roma? Quali sono le parcelle?

Andrea Zafferani (Repubblica futura): il discorso del segretario di Stato è comprensibile, ma servono analisi di scenario, di costi-benefici quando si fanno investimenti così importanti. Facciamo tante volte scelte senza un supporto di dati, dovremmo cambiare approccio. Si deve potere valutare la fattibilità delle scelte.

Matteo Ciacci (Partito politico Libera): non mi ha convinto il segretario di Stato, l’approccio deve essere differente. Se c’è l’esigenza di marcare il territorio c’è qualcosa che non funziona. È grave che il dg non conosca le disposizioni del direttore ospedaliero. Sulle consulenze mi associo a Zafferani e Selva. Capisco le esigenze di ragionare sull’accreditamento della nostra struttura in sinergia con altre strutture esterne, interrogarci su quali servizi e reparti sostenere internamente e su cosa dover lavorare per poterli fare fuori mantenendo continuità di prevenzione, diagnostica e attività sanitaria pura. Il Congresso di Stato agisce in totale discrezionalità sulle consulenze, invito il segretario di Stato Ugolini a confrontarsi con frequenza con il collega Ciavatta.

Guerrino Zanotti (Partito politico Libera): nel documento di programmazione economica 2023 non si parla delle residenze per anziani, non è un tema nell’agenda del governo. Per quanto riguarda libera professione e consulenza Conforti, da un lato la revisione del regime non è adeguata alle mutate necessità degli operatori. Il cambio di direzione, che la libera professione possa essere esercitata sugli assistiti, preoccupa. Si può andare verso una politica di liberalizzazione quando c’è una condizione di liste di attesa che si sono allungate? Non c’è la precisa volontà di privatizzare la sanità pubblica, ma già i cittadini si rivolgono molto spesso a professionisti privati. Siamo preoccupati.

Roberto Ciavatta (segretario di Stato per la Sanità): sulla consulenza per l’ospedale non ho le risposte, è la segreteria per il Territorio che porta queste delibere. Mi informerò con il collega. Anche per la dottoressa Conforti il rinnovo della consulenza viene dalla segreteria di Stato per il Territorio. La radioterapia è uno degli elementi per il rilancio della sanità, investimenti consistenti che possono essere finanziati e sono in atto da questo punto di vista consultazioni con interlocutori. Non confidiamo di servire questi servizi solo ai sammarinesi ma anche a chi viene da altre regioni. Si sta lavorando ad accordi con un numero consistente di Regioni per la fornitura di servizi in convenzione. In trattativa ci sono anche anche riduzioni della spesa fuori dal confine. Viene da pensare che la continua richiesta di dati da parte dell’opposizione è volontà di fare polemica perché poi non si sfruttano le occasioni di confronto che ci sono. Le regioni vicine ci chiedono aiuto sui medici e le liste di attesa sono aumentate perché per due anni l’ospedale è stato chiuso per la pandemia. La libera professione è vietata se le liste d’attesa sono lunghe, ma per farlo occorre intervenire sulla legge. L’obiettivo è garantire l’universalità del servizio. Le consulenze sono il modo migliore per non fare andare avanti la sanità, nessuno ci vuole vivere. Ma occorre mettere in piedi una serie di strutture di controllo su cosa succede nell’Iss, ora non c’è monitoraggio delle perfomance. E per farlo non abbiamo la competenza tecnica interna. La residenza per anziani è un problema enorme, per decine di cittadini non ci sono spazi. Per cui si devono individuare soggetti che possano investire. La Fiorina è di proprietà del’Iss ed è stato un errore, perché sono esplosi i costi. Non deve essere l’Iss a realizzare un’altra struttura, ci sono grandi società che ne hanno nel circondario. E poi mancano anche altri spazi. Per 30 anni il Paese non ha fatto nulla. Circa 30 famiglie hanno diritto all’edilizia sociale ma non abbiamo spazi e i privati non sono più disponibili. È aperta la trattativa per come ovviare il problema. Abbiamo difficoltà anche a trovare residenze per le donne oggetto di violenza domestica, non sappiamo dove metterle, e per questo ragioniamo con le banche.

Progetto di legge “Regolamentazione dell’interruzione volontaria di gravidanza”

Massimo Andrea Ugolini (segretario di Stato per la Famiglia): il progetto di legge è frutto del quesito referendario. È stato al vaglio del Collegio garante di costituzionalità delle norme che l’ha dichiarato conforme, con una specifica esplicitata. Abbiamo cercato di raccogliere le necessità in un territorio piccolo con esigenze di privacy. L’argomento è sensibile ma la volontà di tutti è arrivare a una legge che possa far sì che nessuna persona sia sola in un momento come quello di scegliere se portare avanti o meno una gravidanza. Negli ultimi 15 anni si contano circa 300 interruzioni di gravidanza fuori confine, il fenomeno non è inesistente. Così si supporta la mamma, la famiglia, il papà e le donne che si trovano in questa situazione, cercando che i numeri siano il più bassi possibile. Ma serve un aspetto istituzionale generale della società. L’auspicio è che sia formulato un progetto di legge esaustivo,

Roberto Ciavatta (segretario di Stato per la Sanità): il progetto di legge segue il referendum il cui esito è stato senza precedenti per percentuali, con il 77,3% di sì. Abbiamo l’obbligo di garantire che il testo referendario sia riconfermato puntualmente in ogni sua parte. Il testo è estremamente chiaro. E poi portare modifiche che possano completare e aggiungere, ma dal quesito non possiamo discostarci.

Sandra Giardi (Gruppo misto): alcune posizioni sono molto divergenti per motivi ideologici, mi auguro ci sia l’intento di produrre un progetto di legge che dia una risposta. Dove la politica ha fallito è nel non trovare una soluzione in Aula ed è dovuta intervenire la cittadinanza. L’interesse principale è arrivare ad aborti zero, ma è difficile. Per cui occorre dare alla popolazione la possibilità di scelta finora non concessa. La donna è stata lasciata sola.

Gaetano Troina (Domani-Motus liberi): occorre adottare un provvedimento che sia utilizzabile e funzioni. È innegabile che i confronti potevano andare diversamente, si poteva fare meglio. Il tema non è facile, serve un impegno serio per esaminare tutti gli emendamenti e fare il miglior lavoro possibile. Il mio voto e opinione saranno espressi a titolo personale, gli emendamenti a nome del partito.

Matteo Ciacci (Partito politico Libera): si arriva lunghi ma finalmente il testo arriva in commissione. La legge rispetti quello che il 26 settembre scorso i cittadini ci hanno detto con forza e chiarezza. Sono diversi gli obiettivi come Libera, ricercando il più possibile la condivisione ma senza arrivare a un compromesso al ribasso. Serve una legge moderna, applicabile, integrata con una serie di temi. Gli emendamenti riguardano obiezione di coscienza, supporto a sessualità, prevenzione, consultorio, tutela della privacy. Al centro c’è la libera scelta della donna. La Repubblica ha una vocazione laica ed è stato improprio l’intervento del vescovo Andrea Turazzi: entrare in maniera così netta in una discussione istituzionale è improprio. Non è stato possibile partecipare alla stesura, le premesse non sono le migliori, ma ora niente condizionamenti.

Francesca Civerchia (Partito democratico cristiano sammarinese): dal governo arriva una norma scarna per dare possibilità a tutti di dare il loro contributo. Dobbiamo avere la coscienza di fare un buon lavoro, serio, non c’è nessun compromesso al ribasso. Un lavoro a tutela delle donne e della libertà di scelta. Tra le questioni c’è anche il supporto alla genitorialità attraverso percorsi mirati. Il problema esiste e va affrontato.

Vladimiro Selva (Partito politico Libera): a nessuno sfugge l’importanza di questo passaggio storico. C’è uno sfasamento nei tempi tra la realtà del problema e la risposta normativa dello Stato. Le donne sono state costrette ad arrangiarsi e lo Stato non era loro vicino, non ha dato supporto. Occorre essere liberi di scegliere nel bene della donna e in un contesto che le dia alternative, come quella della prevenzione.

Andrea Zafferani (Repubblica futura): un po’ di polemica sul metodo. Il progetto di legge data diversi mesi fa e serviva un metodo di lavoro preciso per approvare una legge non solo funzionante, anche il più possibile condivisa. Occorre regolamentare tutti gli aspetti che il referendum non prendeva in considerazione ma che sono decisivi. Il confine che il referendum mette non è superabile, fatta salva la specifica sul tema delle 22 settimane. Si doveva attivare un tavolo allargato per giungere a una legge il più possibile condivisa. Un lavoro non facile date le posizioni molto diverse su una serie di temi come obiezione di coscienza e consultorio. Ora dovremo fare in Aula delle complicate mediazioni con diverse interruzioni. Per una legge che consenta l’Ivg e metta una serie di contorni per evitare di arrivarci. Ok anche l’obiezione di coscienza ma il servizio va garantito.

Emanuele Santi (Rete): è una giornata molto importante. Partiamo da un progetto di legge che dà piena attuazione al quesito. Ma il testo può essere migliorato in certe parti non trattate. Altri temi vanno approfonditi e avremmo dovuto farlo prima come maggioranza e opposizione. Cerchiamo di produrre un testo il più attinente possibile alla scelta della cittadinanza e dando una serie di elementi che lo completino. I temi sono: istituire un consultorio, prevenzione, tutela e informazione sessuale. L’obiettivo è supportare la donna in questa dolorosa scelta per la quale l’Iss ha un ruolo primario.

Gian Carlo Venturini (Partito democratico cristiano sammarinese): il tema è molto delicato, tocca le singole coscienze. La posizione del Pdcs è chiara, siamo l’unico partito ad avere espresso posizione contraria al referendum. Ma la volontà popolare va rispettata, oggi la politica deve fare un lavoro importante con un obiettivo comune: migliorare la legge presentata da governo che ha svolto il compito in modo asettico. È lacunosa in diverse parti. Occorre mettere nelle condizioni la donna di fare una scelta difficile nella massima consapevolezza, deve essere l’ultimo atto di una possibilità che c’è. È nteresse di tutti discutere ed emanare la miglior legge possibile al di là delle proprie convinzioni. I nostri emendamenti vengono dalla legge in vigore in Italia.

Guerrino Zanotti (Partito politico Libera): troppo spesso su temi importanti l’Aula è in ritardo sulle necessità espresse dalla cittadinanza. Dobbiamo interrogarci al di là degli schieramenti. Condivido la scelta del governo di una legge scarna, doveva dare risposta al quesito referendario, è compito dell’Aula arricchire e migliorare il testo. Il rammarico è quello del mancato confronto, rischiamo di introdurre troppe sovrastrutture che condizionino la libera scelta della donna. Forse siamo iper-preoccupati di assisterla, dobbiamo garantire gli strumenti, se la donna lo richiede, di supporto medico, sanitario e psicologico. Non ingabbiamo il percorso.

Giacomo Simoncini (Noi per la Repubblica): il tema da troppo tempo è stato ignorato. In Aula si dovrà fare il miglior lavoro possibile per una legge che tuteli donne e vita. La nostra lista ha scelto di dare libertà di voto. La legge deve prevedere un supporto in ogni fase per la donna che intraprende il percorso di interruzione di gravidanza. C’è anche un tema sanitario: se il dato non c’è nella cartella sanitaria possono crearsi problemi.

Manuel Ciavatta (Partito democratico cristiano sammarinese): c’è la volontà di prendersi i tempi giusti per affrontare gli emendamenti nella maniera più corretta possibile. Il nostro partito ha lavorato per portare migliorie dove ci sono delle lacune: obiezione di coscienza, consultorio, la figura del padre. La scelta generale fatta è stata riferirsi alla legge 194 dell’Italia, non ci piace particolarmente ma ha principi già definiti. L’auspicio è rendere l’aborto un caso limite.

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