San Marino. Consiglio Grande e Generale, prosegue il dibattito in aula sul Bilancio previsionale 2023

In mattinata il Consiglio Grande e Generale riparte dell’esame degli emendamenti presentati da Libera all’Articolo 1 del Bilancio previsionale 2023.

Il Segretario di Stato per le Finanze Marco Gatti, intervenendo per primo, chiede all’Aula di votare “contro” agli oltre 30 emendamenti del gruppo di Libera, proprio perché mirano a “generare ostruzionismo ma non sono finalizzati a entrare nel merito del miglioramento del testo proposto in Aula”. Segue un dibattito sulla necessità di giungere a un accordo dei gruppi per darsi come priorità l’approvazione della Legge di Bilancio. Nello stesso dibattito interviene più volte la Reggenza per richiamare al rispetto dei lavori e per invitare i consiglieri a restare sul tema degli emendamenti.

Per Gian Matteo Zeppa, Rete, lo spettacolo di ieri in Consiglio è stato “indecoroso da parte di tutta l’Aula consiliare”. Zeppa richiama il Segretario alle Finanze a fissare la priorità dell’approvazione del Bilancio: “Credo- manda a dire- serva un indirizzo politico, anche da parte del Segretario, per evitare la convocazione straordinaria che la Reggenza è stata costrette a fare fino al 31 dicembre”.  In particolare, “mi spiace- aggiunge- anche perché ci sono emendamenti con la dignità di essere discussi, piuttosto di portar avanti il muro contro muro, si riuniscano i capogruppo- esorta- e si cerchi una linea logica per portare a casa il bilancio in una data degna e dignitosa”.

Alessandro Bevitori di Libera, chiarisce che l’intento del suo gruppo è il medesimo e che c’è disponibilità a ritirare gli emendamenti: “Vogliamo dare una priorità che è quella della chiusura della legge di previsione di bilancio in maniera ordinaria”. Anche perché l’ulteriore convocazione di fine anno “non permette di chiudere il bilancio- sottolinea- infatti ci sono poi 5 giorni per l’entrata in vigore della legge”.

Guerrino Zanotti, Libera, rimarca che “se non si trova una via d’uscita e non si riesce a trovare accordo sulla priorità, non facciamo un bel servizio”. Sugli emendamenti portati dal suo gruppo precisa: “E’ vero sono tutti utili a una battaglia che abbiamo ritenuto di portare avanti, perché per noi non è una cosa degna arrivare in fondo alla legge di bilancio con il progetto Des, ma sono tutti emendamenti con una loro dignità, rivolti a sostegno e alla tutela di cittadini e famiglie e imprese, in un momento di difficoltà”.  Quindi Nicola Renzi, Rf, invita la politica a fare della valutazioni per uscire dall’impasse, infatti “dalla maggioranza emergono due linee espresse al microfono- rileva- una che dice ‘concludiamo finanziaria e poi fermiamoci’. L’altra linea dice ‘no, andiamo dritto, arriviamo anche al 31 e stiamo qui perché è necessario finire l’Odg”.

Alberto Giordano  Spagni Reffi, Rete, si accoda all’appello del consigliere Zeppa: “La priorità è quella  del bilancio”. Rimprovera comunque Libera: “Non penso fosse questo il modo corretto per arrivare a una sintesi- lamenta- se si parte alzando così il tiro, diventa difficile trovare poi mediazione e questi emendamenti non posso ritenerli accoglibili perché dettati solo da carattere strumentale”. Alessandro Cardelli, Pdcs, ammette che l’ostruzionismo è “un diritto sacrosanto dell’opposizione”. Ma invita chi è in Aula “a rispettare le regole e la Reggenza “ e “a proseguire discutendo gli articoli”. Michele Muratori, Libera, chiarisce: “Noi abbiamo dichiarato che mai al mondo metteremo il nostro Stato nelle condizioni di approvare un bilancio provvisorio e abbiamo garantito che venerdì sarà approvato”. Pollice verso sulla convocazione del Consiglio straordinario: “La deadline dell’approvazione del bilancio è il 27 dicembre, perché la legge che prevede l’entrata in vigore è di 5 giorni”, quindi “tutte le date dopo il 27, se il vero obiettivo è il bilancio- conclude- risultano inutili”.

Denise Bronzetti, Gruppo misto-Mis, rilancia la proposta fatta dalla Reggenza per trovare un accordo dei capigruppo fuori dall’Aula “per portare la Finanziaria nei tempi più rapidi possibili, senza svilire un confronto che ha ancora ragione di essere”.  Per Gaetano Troina, Dml, tra gli emendamenti di Libera ve ne sono alcuni con una loro dignità, ma “alcuni hanno proposte molto lontane dal contributo di partenza e difficilmente possono essere accolte”. E’ anche vero che  “i tanti emendamenti hanno portato dei  fuori-tema non opportuni”. Infine, “Il nostro auspicio è che per ri-conferire dignità a quest’Aula-conclude- si possa addivenire ad un accordo tra le forze per arrivare ad approvare il bilancio entro i termini inizialmente previsti”.  Interviene anche Andrea Belluzzi, Sds per l’Istruzione e la Cultura, per richiamare Libera, nel suo diritto di fare ostruzionismo, a non procedere sui temi sensibili di sanità e scuola:  “Se vogliamo portare proposte migliorative, ben venga- chiarisce- ma se si portano emendamenti solo per dire qualcosa e senza progettualità – faccio riferimento al diritto allo Studio- diamo una percezione sbagliata sul fatto che il nostro welfare non ci sia per niente, perché bisogna ‘metterci’ almeno il doppio di risorse”.  Piuttosto quindi, “confrontiamoci sui progetti”.

Anche Gian Nicola Berti, Npr, apre a  un confronto sereno sulle proposte di modifica della Finanziaria: “Se effettivamente vogliamo farlo, siamo pronti”. Per Eva Guidi, Libera, al centro di tutto c’è il Des: “Contiene implicazioni sulla legge di bilancio talmente grosse che è quasi inutile allora parlare di Finanziaria perché, se entra in vigore, poi la stravolge. Di cosa stiamo parlando?”. Giuseppe Maria Morganti Libera, sottolinea come gli emendamento all’articolo 1   prevedano investimento più consistenti in agricoltura biologica, nella ricerca mirata all’economia circolare, “temi non di poco conto e  di grande attualità”.

Matteo Ciacci, Libera, ribadisce che se c’è la volontà tra i gruppi  si possa giungere ad un accordo in tempo rapidi, ma- puntualizza- le convocazioni e gli Odg devono essere fatte anche tenendo conto delle posizioni dell’opposizione”. Anche per Andrea Zafferani, Rf, “sarebbe facile trovare accordo tra persone di buon senso”.

Per Federico Pedini Amati, Sds per il Turismo “non andrebbe mai strumentalizzato l’operato della Reggenza che ha l’obbligo di esaurire l’Odg e bene ha fatto a procedere a una nuova convocazione”.  Quindi sul Des: “E’ stato messo in prima lettura- motiva- proprio per parlarne, non per decidere”. Il Segretario Pedini tocca anche il tema della verifica di maggioranza: “E’ stata solo rimandata nel tempo- chiarisce- non l’abbiamo fatta a dicembre e si fa perché bisogna sedersi a inizio 2023 per parlare di ripristino del debito e infrastrutture”. Quindi l’invito a tutta l’Aula a  “fare pace con il cervello”: “Non fa brutta figura la maggioranza  o il segretario Gatti- manda a dire- ma tutto il Consiglio per come ci stiamo muovendo per arrivare al 31-12”.

Vladimiro Selva, Libera, torna a chiarire la contrarietà del suo gruppo al progetto del Des: “Libera intende osteggiare la modalità in cui il governo ha deciso di portarlo in Aula,- manda a dire- non si può pensare venga sostenuto solo da una parte, per quanto sulla carta numerosa, ma fortemente divisa”.  Marica Montemaggi, Libera, torna a difendere gli emendamenti all’Articolo 1 del suo gruppo: “Vanno a toccare alcuni aspetti del paese che si danno sempre per scontati e su questi settori non si interviene mai”.

“Non ho mai assistito  in Finanziaria alla presentazione di emendamenti finalizzati a non far arrivare alla discussione di un Pdl, è una novità”, sottolinea il Sds Marco Gatti in replica. “Il governo- chiarisce- non entra nel merito dei lavori consiliari, al massimo può riferire se ci sono problematiche o meno di esercizio provvisorio”. In questo caso, “non vi sono problematiche per la gestione per i primi mesi dell’anno dell’esercizio provvisorio-rileva- e il Consiglio è libero di decidere come approcciare il dibattito su questi emendamenti”.

Prende quindi la parola Eva Guidi, Libera, per segnare infine un ‘punto a capo’ sull’andamento dei lavori consiliari: “I vostri inviti a trovare posizioni tra capigruppo sono stati ascoltati- spiega- ci siamo appena riuniti tutti assieme e abbiamo trovato una sintesi che permetterà di andare avanti in modo proficuo e darà la possibilità a tutti quanti di portare a casa la Finanziaria- che è interesse di tutti, dell’Aula, dei cittadini- e di prendere una pausa sulle riflessioni sul Des, su cui è stata espressa volontà di fare ulteriori approfondimenti”. Guidi chiede quindi alla Reggenza di poter convocare un ufficio di Presidenza “per verificare come procedere per approvare la Finanziaria nei tempi più rapidi e  noi ci prendiamo l’impegno di ritirare gli emendamenti per lavorare nel migliore dei modi”.  I lavori sono quindi sospesi per consentire la riunione dell’Ufficio di presidenza.

Alla ripresa della seduta, viene così formalizzato il ritiro da parte di Libera di tutti gli emendamenti presentati all’Articolo 1, che è infine approvato.

Si procede poi con l’esame degli emendamenti aggiuntivi presentati da Repubblica futura: dall’articolo 1 bis, all’articolo 1 vicies quater.  “Abbiamo presentato emendamenti aggiuntivi per cercare di dare un contenuto politico a questa legge di bilancio- spiega Andrea Zafferani, Rf- per agire su alcuni argomenti, per noi strategici in questa fase storica per il paese, dallo sviluppo, al lavoro, al costo della vita, al welfare, all’energia- cosa che trattano i primi emendamenti- perché abbiamo ritenuto che questa Finanziaria non compia scelte necessarie per renderla attuale alla fase storica che il  Paese vive”.

I quattro emendamenti di Rf esaminati e messi al voto in mattinata sono tutti respinti.

Il primo aggiuntivo articolo 1-bis “Cessione di energia prodotta in surplus”, mira a consentire l’installazione sui tetti delle proprie abitazioni impianti per il proprio fabbisogno energetico e, “avendo un surplus- spiega Zafferani- poterselo far comprare dall’Azienda dei servizi a costi inferiori rispetto quello con cui si approvvigiona sui mercati”, e così “abbiamo una produzione interna, ecologica e rinnovabile”. Il Sds per il Territorio, Stefano Canti, ricorda che il tema è già stato affrontato a inizio novembre, in Assestamento di bilancio, e che l’orientamento del governo era contrario. “L’installazione di  pannelli infatti è tarato sull’uso interno alla propria abitazione e vi è la possibilità dell’uso del surplus di energia anche nei mesi successivi- chiarisce- applicare questo emendamento significa stravolgere l’impianto che abbiamo oggi e mettere in difficoltà l’Aass”. L’emendamento “articolo 1 Bis” viene infine respinto con 23 voti contrari, 12 favorevoli e uno astenuto.

Quindi si passa all’esame dell’emendamento aggiuntivo di un articolo 1-Ter “Bonus risparmio energia” che riguarda “l’introduzione di un sistema per prevedere forme di bonus fiscali per chi pone in essere comportamenti virtuosi a livello di consumi di energia energetica- lo illustra Zafferani- si tratta di bonus che vanno al di là del semplice risparmio in bolletta ma che siano incentivanti”. Questo farebbe sì che “il risparmio che si genera poi sull’azienda si riversi poi sull’utente che genera questi comportamenti virtuosi”. Il Sds Canti replica che all’articolo 19 della Finanziaria, tra gli emendamenti del governo, c’è già prevista una delega, per consentire al governo di adottare un decreto entro dicembre 2023, per andare incontro a questo tipo di proposta. “Credo che con la delega del governo- spiega il Segretario- sia possibile trattare la materia richiesta da Rf, per cui proponiamo di respingere la proposta e discuterla nell’ambito dell’emendamento del governo”. L’emendamento di Rf è infine respinto con 27 contrari, 6 favorevoli, 1 astenuto e 5 non votanti.

Quindi si presenta l’emendamento di Rf aggiuntivo di un articolo 1-quater “Detassazione utili efficientamento energetico” che introduce la possibilità delle imprese di utilizzare la detassazione degli utili reinvestiti per l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il Sds per le Finanze Marco Gatti anticipa che lo strumento della detassazione degli utili reinvestiti per fare efficientamento energetico è già stato previsto all’articolo 10 comma 2 della Finanziaria. Rf ritira l’emendamento, ma sottolinea la necessità di una circolare esplicativa a chiarimento.

Poi si arriva all’emendamento sempre di Rf  articolo 1-quinquies “Bollettazione rifiuti”, con cui si chiede al Segretario e al Congresso di produrre entro 45 giorni dall’entrata in vigore della legge una relazione alla Commissione competente per indicare modi e tempi per l’introduzione di forme di tariffazione puntuali per la bolletta legata ai rifiuti. Il Segretario di Stato Stefano Canti spiega che, come previsto dall’ordine del giorno approvato, nel mese di gennaio sarà convocata la Commissione consiliare per affrontare anche questo argomento.  L’emendamento viene respinto con 17 voti contrari, 11 favorevoli, 2 astenuti e un non votante.

I lavori della mattina si concludono con la presentazione dell’emendamento di Rf aggiuntivo di un articolo 1-sexies “Autonomia energetica” che chiede la relazione da parte della commissione consiliare competente, entro 45 giorni, per un piano esecutivo che indichi interventi pubblici e privati per incrementare l’autonomia energetica e idrica della Repubblica di San Marino”.

Nel pomeriggio si proseguirà con il dibattito e l’esame dell’emendamento.

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