San Marino. Consiglio Grande e Generale, resoconto seduta di giovedì 1 dicembre, pomeriggio

COMUNICATO STAMPA

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE 28 NOVEMBRE – 2 DICEMBRE

– GIOVEDI’ 1 DICEMBRE- seduta del pomeriggio

La seduta consiliare odierna si è concentrata sulle dimissioni dal Consiglio direttivo di Banca Centrale di Giacomo Volpinari, membro indicato dal movimento Rete. La lettura della lettera di dimissioni e delle motivazioni che hanno portato a tale scelta innescano un partecipato dibattito sul ruolo e sul futuro dell’Authority del sistema bancario e finanziario sammarinese. Fin da subito, il capogruppo di Rete, Emanuele Santi, chiede di soprassedere alla nomina di un possibile sostituto e di rinviarla alla prossima sessione consiliare, assicurando nel frattempo un confronto che possa portare al ritiro delle dimissioni da parte del dott. Volpinari. Alla richiesta di soprassedere, il Segretario di Stato per le Finanze, Marco Gatti si dice favorevole, così come a livello bipartisan l’Aula è concorde nel cercare di portare a un ripensamento il dimissionario, così come sulla necessità di aprire un approfondimento sull’aggiornamento dello Statuto di Bcsm.

Il dibattito si conclude con la presentazione di un Odg da parte del gruppo Libera che “Impegna il Presidente della Commissione consiliare Permanente Finanze a convocare i membri, anche dimissionari, del Consiglio Direttivo di Banca Centrale per un’audizione presso la stessa Commissione, da effettuare in seduta segreta entro il 15 febbraio 2023”. L’Odg viene respinto con 34 voti contrari e 13 a favore.

 

L’Aula prosegue con la presentazione in seconda lettura del Progetto di legge “Nuova disciplina dell’Istituto Giuridico Sammarinese”, della Segreteria di Stato per la Cultura, di cui, prima della conclusione della seduta pomeridiana, viene data lettura della Relazione unica.
I lavori riprenderanno in seduta notturna con il dibattito sul provvedimento. 

 

Di seguito un estratto del dibattito al comma 2.

 

Comma 2. Dimissioni del Signor Giacomo Volpinari da membro del Consiglio Direttivo della Banca Centrale della Repubblica di San Marino e sua sostituzione

 

Estratto della lettera:

(…) con la presente comunicazione intendo rimettere il mandato di membro del Consiglio Direttivo di Banca Centrale. Questa mia decisione perviene a seguito di una lunga, attenta e particolarmente sofferta riflessione, tenuto anche conto delle implicazioni e dell ‘impatto sulla mia vita, e su quella della mia famiglia, derivati dall’accettazione di tale incarico dal luglio 2018. Difatti, assumere il ruolo di Consigliere di BCSM ha comportato modifiche radicali e irrimediabili nella mia quotidianità sia dal punto di vista personale che professionale (lasciando definitivamente incarichi direzionali a tempo indeterminato). Tuttavia, nonostante questo e nonostante gli attacchi ricevuti, rispetto ai quali rimando anche agli atti della seduta del Consiglio Grande e Generale del 25 luglio 2018 ed alle pubblicazioni degli organi di informazione di quel periodo, ho deciso al tempo di accettare e continuare costantemente per perseguire l’obiettivo di contribuire attivamente e positivamente all’operatività di un Organismo di indubbia rilevanza strategica per San Marino.

 

(…)numerosi sono gli accadimenti avvenuti negli ultimi anni che hanno certamente creato quel cerchio di costante tensione attorno a Bcsm, i cui tratti sono anche stati resi pubblici’ nelle cronache nazionali, come ad esempio gli atti delle commissioni di inchiesta e quelli dei procedimenti giudiziari. A mio parere, queste situazioni hanno fatto emergere le diverse distorsioni del modello per come impostato, le pesanti e negative conseguenze per coloro che lo hanno contrastato e le altrettanto pesanti ricadute per il Paese che, in ultima istanza, è stato (e continua ad essere) costantemente chiamato a farvi fronte. Effettuare le summenzionate analisi avrebbe permesso nel tempo (e permetterebbe oggi) di comprendere, da un lato, l’estrema delicatezza delle funzioni svolte e la presenza di importanti professionalità all’interno di questo Organismo che meriterebbero di essere impiegate e valorizzate profondamente e concretamente e, dall’altro, come siano presenti oggettivi problemi strutturali che riguardano, l’architettura dell’impianto giuridico e sostanziale del sistema che è stato via via delineato e che dovrebbe essere concretamente rivisto .          In tal senso, dal mio punto di vista, è necessario e non procrastinabile identificare e ridefinire regole che siano correttamente articolate e costantemente testate nella loro efficacia, delineando pertanto i C.d. “pesi e contrappesi”, soprattutto con riguardo ai centri di potere, affinché le già riportate pericolose distorsioni venute alle cronache, per i singoli e per la Repubblica, non possano più svilupparsi. La decisione di rimettere il mio incarico è intrisa di tanto rammarico, considerati la massima dedizione e l’incessante lavoro che penso di aver profuso, anche in condizioni tutt’altro che agevoli, in questi 4 anni di mandato, periodo nel quale ho sempre cercato di avanzare proposte costruttive nell’interesse del sistema e per ridisegnare una struttura che si ispirasse ai principi sopra richiamati, senza evidentemente raggiungere il risultato da me sperato. A tal riguardo, con la ferma convinzione di aver interpretato correttamente il ruolo, ho sempre espresso le mie opinioni sulle varie tematiche nonché avanzato valutazioni sostanziali, chiaramente del tutto personali, rispetto all’esigenza di modifiche strutturali, sia in termini amministrativi che di allocazione di poteri riguardanti Bcsm ed il sistema, le quali, tuttavia, hanno portato, in diverse occasioni, a dinamiche che mi hanno fatto comprendere non esserci le condizioni per svolgere il ruolo con la necessaria serenità. In questo contesto sono convinto che il miglior servizio alla Repubblica non sia quello di mantenere un ruolo a prescindere, in quanto ricoprire ruoli di interesse pubblico, se da una parte è certamente fonte di orgoglio, dell’ altra necessita, per la mia personale interpretazione, anche di un grande senso di responsabilità e realismo. Difatti, ritengo sia necessario raggiungere la consapevolezza individuale di quando, dove e – soprattutto – come sia possibile veramente essere utili al proprio Stato; ed è proprio per questo motivo che ho maturato la decisione che oggi Vi sottopongo, ritenendo presumibilmente, stanti le condizioni attuali, di poter essere più utile altrove. (…)  

Emanuele Santi, Rete: Stiamo facendo valutazioni su questa situazione, ci sono delle criticità che sono emerse nella lettera di dimissioni, soprattutto diversità di vedute su temi importanti, che in una normale gestione di una Bcsm possa esserci, ma non può essere l’oggetto di dimissioni. Per questo credo sia importante in questo momento per noi cercare di vedere se vi sia la possibilità di ricomporre queste diversità di vedute e  ritengo importante oggi soprassedere e rinviare la nomina a una prossima seduta.

Marco Gatti, Sds Finanze: Per quanto mi riguarda, preso atto di queste dimissioni, non ho avuto modo di parlare con il dott. Volpinari, che si  è correttamente rivolto all’organo che lo ha nominato. Nella lettera evidenzia una difficoltà nel lavorare in organismi che sono sempre sotto la lente di ingrandimento, per tensioni e problemi generati negli ultimi anni, e che vedono ancora Banca centrale al centro di numerose attività legate al mondo di Banca Cis e che ha visto i vertici di allora di Bcsm tutti sotto indagine. Sicuramente le attenzioni poste e in cui si individua la necessità di fare accertamenti perché vi siano gli anticorpi necessari meritano una riflessione, d’altra parte ricordo che a inizio mandato, tra i temi che volevamo affrontare rispetto alla riforma in corso, c’era anche una revisione dello Statuto di Banca centrale che risale al 2005 e tra le interlocuzione con il Fmi erano emerse proposte anche da parte del Fondo, per rendere sempre più indipendente Banca centrale. Ma è giusto ci siano anticorpi, per cui questa indipendenza non diventi autoreferenzialità. Mi allineo quanto detto dal capogruppo di Rete, di fare una riflessione, parlare con lo stesso Volpinari per vedere se è possibile farlo rientrare dalla sua decisione per il lavoro fatto insieme in questi anni, e se è possibile recuperare il rapporto per portare a termine il mandato sarebbe apprezzabile.

Stefano Giulianelli, Pdcs

Le dimissioni del dott. Volpinari sarebbero immediatamente da respingere, se trovassero la condivisione necessaria per apportare il cambiamento necessario nel sistema bancario finanziario, più volte invocato proprio in quest’Aula. Le criticità evidenziate dalla lettera del dott.Volpinari sono molto gravi e dovrebbero spingere l’Aula a una riflessione. Secondo Volpinari gli atti delle commissioni di inchiesta hanno fatto emergere diverse distorsioni dal modello di vigilanza impostato, ma anche determinato pesanti e negative conseguenze per coloro che lo hanno contrastato. Certi giudizi, che possono trovare riscontro oggettivo, non possono essere ignorati, ma restituiscono un quadro preoccupante sugli interventi di revisione che dovevano essere posti in essere e probabilmente sono stati rallentati o ostacolati. Poi non possono essere ignorati perché arrivano da un giovane membro del direttivo che si è contraddistinto per le sue capacità. Volpinari indica la strada da intraprendere per correggere attuali criticità. Risulta non più procastinabile introdurre regole testate nella loro efficacia, delineando ‘pesi e contrappesi’ in riguardo ai centri di potere. Oltre all’avvio di procedimenti giudiziari, a seguito di quanto avvenuto nel sistema bancario negli ultimi 20 anni, è stato avviato un processo di verifica endogena della vigilanza per correggere le sue vulnerabilità? L’esperienza di Volpinari ci dimostra che le risposte necessarie perché Bcsm affronti certe sfide non riescono a provenire dallo stesso istituto e pertanto necessitano di una iniziativa più ampia e incisiva, che può essere attuata con un gruppo di lavoro misto chiamato a proporre una riforma dell’assetto normativo, organizzativo, procedurale e di controllo di Banca centrale.

Luca Boschi, Libera

Le dimissioni di Volpinari sono un evento politico molto rilevante e non possono essere banalizzate. C’è una novità politica per le ragioni a cui il Segretario fa riferimento. Questo governo su Bcsm e Banca Cis è stato sempre stato compatto. Ora Volpinari, a cui avevamo dato fiducia e che continua ad avere fiducia. pone qualche domanda a tutta l’Aula e alla politica sammarinese. E’ strano che queste dimissioni arrivino con la vicina conferma del Direttore generale Vivoli di Banca centrale, dopo il periodo di prova di 6 mesi. Pongo alcune domande: E’ vero o no che c’è contrasto tra la governance di Cassa di Risparmio e la stessa Bcsm e il mondo di Abs? Il presidente di Banca centrale gode ancora della fiducia della maggioranza? E se no, perché? Gli indirizzi dati a Banca centrale sono stati perseguiti? Il Sds Gatti ci può dire quali sono questi indirizzi?

Ci aspettiamo di ascoltare quale sia la novità che ha portato queste dimissioni che sono un segnale che qualcosa si è rotto. Questo è il comma più importante del Consiglio perché c’è una novità politica che va spiegata, per non dare spazio alle strumentalizzazioni. Vorremmo fosse fatta chiarezza prima possibile.

Nicola Renzi, Rf

Cercherei di non interpretare queste dimissioni solo come una questione politica. Questa lettera ci chiama in causa, dato che la nostra forza politica si era opposta alla sua candidatura, non votando a favore della nomina di  Volpinari. Dobbiamo leggere allora i contenuti di questa lettera per quello che ci dice. Sono d’accordo con le preoccupazioni esposte dai consiglieri Boschi e Giulianelli e prima ancora da Santi. Mi sembra che l’Aula-  e non me l’aspettavo- si stia facendo particolarmente parte in causa e finalmente voglia esercitare il suo ruolo, di chi ha il compito di fare quelle nomine. Mi sembra che Volpinari ci dica di stare molto attenti: per tutto ciò che è stato stigmatizzato anche dalle commissioni parlamentari di inchiesta, e oggi al vaglio della magistratura, non abbiamo ancora una struttura di ‘pesi e contrappesi’ dei poteri che ci possa far dire che queste cose non accadranno più. E’ vero che siamo a questo livello?

L’Aula può prendere atto delle dimissioni, liquidarle in pochi istanti, ma mi sembra non voglia farlo, può infatti approfondire e andare fino in fondo per capire cosa viene indicato in questa lettera e cercare di vedere se vi sono le condizioni perché il dott. Volpinari mantenga il ruolo che ha.

Banca centrale è mai stata in grado di prevenire crisi bancaria e far si che non fuggissero i soldi dei depositanti? Sarebbe il momento di vedere se possiamo trovare la più ampia convergenza possibile per un nuovo statuto di Banca centrale e dopo potremmo anche trovare la modalità per condividere un nome comune quale prossimo presidente, che possa rappresentare la Repubblica di San Marino. Sono convinto sia un grande campanello di allarme che ci arriva, e non  è un caso arrivi da un sammarinese. Un approfondimento su questo tema è quanto mai necessario e improcrastinabile.

Rossano Fabbri, Mis

La lettera di dimissioni di un membro del Consiglio direttivo di Banca centrale nelle sue motivazioni credo meritino da parte dell’Aula un doveroso approfondimento. Le motivazioni, se mal interpretate, possono destare mille preoccupazioni,  non vengono infatti palesate e circoscritte chiaramente nella lettera di dimissioni. Da una parte si nota il richiamo all’Aula e a una normativa vetusta costitutiva di Banca centrale, si scorge intanto una normativa non al passo dei tempi, tenuto conto di tutte le dinamiche che hanno coinvolto Banca centrale. Nell’ultima governance si parla di persone in linea con poteri esterni, che erano lì per favorire quello piuttosto che l’altro istituto bancario a discapito di altri. Evocare un sistema di pesi e contrappesi in questa lettera non ancora compiuti ed evocare quanto successo con la scorsa governance, come consiglieri dovrebbe porci interrogativi su cosa intende nello specifico il membro dimissionario e se non è il caso di approfondire bene le motivazioni di questa missiva e non liquidarla, come se fosse un lettera che passa e si va avanti. In me c’è la convinzione che Bcsm abbia necessità di essere ridimensionata nella sua struttura e nei suoi poteri, questa lettera di dimissioni merita un approfondimento. Ecco perché ritengo ò’Aula dovrebbe cogliere la palla al balzo.

Giuseppe Maria Morganti, Libera

Questa lettera dà la possibilità di riflettere sullo sviluppo futuro della Repubblica di San Marino. Siamo sul punto di scegliere con il sistema europeo una collaborazione assolutamente necessaria, inquadrata negli accordi di associazione, e questo tipo di accordo può essere definito in termini più o meno restrittivi. Per noi è rilevante chiudere l’accordo, per non generare difficoltà a imprese e cittadini, ma contemporaneamente mi pare che qualcuno in maggioranza ritenga di non voler arrivare fino in fondo. Noi invece vogliamo aggredire questa strada e capire quali strumenti mettere in campo, perché il nostro sistema sia accettato a livello internazionale, per firmare il Memorandum e l’accordo Ue, in modo tale che ci si possa aprire alla concorrenza e si possa dare lo spazio necessario al nostro sistema, anche in mercati diversi da quello asfittico della Repubblica di San Marino.

Paolo Rondelli, Rete

Il dottore Giacomo Volpinari è una professionalità sammarinese molto valida e di rango, una persona che può  dare un contributo al sistema sammarinese. La sua professionalità va mantenuta e va fatto in modo di confrontarsi, valutando anche i messaggi che ritiene di mandare a quest’Aula, ma al contempo vanno scongiurate le sue dimissioni, perché è un professionalità che può  dare un grande contributo al sistema sammarinese Detto questo, non possiamo esimerci dal ragionare dai messaggi che manda e dal fare in modo che gli siano dati strumenti concreti e che la politica faccia la politica e non l’amministrazione bancaria. Non possiamo nasconderci dietro un dito, ritengo importante la divisione dei ruoli e l’assunzione di responsabilità dei professionisti nei ruoli apicali, Volpinari si prende la responsabilità delle sue parole e lo fa con spirito costruttivo.

 

Iro Belluzzi, Libera

La politica ci ha sempre messo lo zampino in Bcsm, dal 2011, con la defenestrazione dei vertici Papi-Caringi, con la liquidazione di Asset….occorre intervenire in modo che la politica o alcune  parti della politica non possano ‘paciugare’ con determinati poteri e gestioni e con determinati sistemi di controllo.

E’ giusto fa passare l’idea che la sovranità del paese debba passare attraverso la sovranità di Banca centrale. Sembra si vogliano continuare a percorrere gli stessi aggiustamenti che hanno portato al disastro, aggiustamenti non funzionali al nostro sistema che per incapacità hanno creato il disastro che abbiamo dovuto gestire e che dovrà gestire ancora chi verrà dopo di noi. Per cui occorre un cambio di passo definitivo. La lettera è scritta in maniera delicata e rispettosa del Consiglio, ma ha una portata e un richiamo talmente forte e violento su quello che la politica non vuole fare, per cui ci si ritira sconfitti e non ci si fida più con chi ha dialogato con lui.

Alessandro Mancini, Npr

Dobbiamo porci degli interrogativi sul futuro di Banca centrale, certo che sì. Nessuna volontà di minimizzare quanto scritto nella lettera di Volpinari. Ci si interroghi sulla nuova mission. Morganti ha fatto il quadro di quello che ci aspetta nel nuovo corso europeo e il tema della vigilanza sarà centrale perché quell’Accordo possa prendere il via. I tempi stringono, la fase di emergenza è passata e le crisi bancarie sono state risolte, quella che è stata una fase storica, oggi non c’è più. Oggi c’è la fiducia nel sistema e la politica si deve interrogare sul futuro. Da parte di Npr piena disponibilità a farlo.

Carlotta Andruccioli, Dml

La lettera- quando si parla di dinamiche che hanno fatto comprendere a Volpinari che non ci fossero le condizioni per svolgere il suo ruolo con serenità- non può che farci interrogare. Penso un approfondimento sia necessario, vista la richiesta di non nominare un sostituto oggi. Altro aspetto- riportato anche da altri colleghi- è relativa al fatto che la lettera parla di criticità strutturali e amministrative in Bcsm e come Consiglio dobbiamo farci parte attiva per far fronte a queste criticità, che siano sullo statuto, normative e sulle funzioni di Bcsm…è uno dei temi strategici. Concordi nel chiedere ulteriori approfondimenti sulla lettera di Volpinari e dal punto di vista umano ci sentiamo di ringraziarlo per il lavoro svolo con serietà e impegno e anche un auspicio che queste lettere di dimissioni non arrivino più in questi termini.

Alessandro Bevitori, Libera

Inutile dire che ‘dobbiamo decifrare i messaggi’ di Volpinari. La sede per farlo è la Commissione Finanze, convocatela, anche in seduta segreta, ma chiamate lui e tutto il Consiglio direttivo di Banca centrale e sentiamo cosa è successo, perché quello che scrive sono cose gravissime. Il passaggio dei pesi-contrappesi e dei centri di potere che non si riescono a contrastare e gli obiettivi strutturali di cambiamento che non si riescono a portare avanti.. e poi ancora in questi 4 anni di mandato, in cui ha sempre cercato di avanzare proposte senza raggiungere i risultati sperati…queste cose non possono cadere nel vuoto. Colleghi, ci vogliamo raccontare che sempre che va tutto bene? L’approfondimento richiede un passaggio istituzionale, se non lo fate voi, lo faremo noi come Libera, nel presentare un Odg per chiedere l’audizione, anche in seduta segreta, del Consiglio direttivo, per approfondire le gravi denunce consegnate nella lettera da Volpinari. Da li si può partire ai discorsi in prospettiva…da Banca centrale deve ripartire tutto il settore legato agli investimenti.

Giovani Maria Zonzini, Rete

Prima ho sentito dire che queste dimissioni sono la manifestazione di divisioni in maggioranza. Vorrei dire una cosa: Volpinari non è un burattino della politica e le sue dimissioni non sono la manifestazioni di problemi in maggioranza che non si riverberano in seno al consiglio direttivo di Bcsm. Il problema è nelle dinamiche interne alla governance di Banca centrale su cui questa maggioranza, insieme all’opposizione, deve fare luce. Faccio fatica a capire le dimissioni di un professionista stimato, senza verifiche e senza cercare di comprendere quanto sta succedendo. La lettera mostra che sono dimissioni non personali, ma si parla di cose gravi, di mancanza di un clima sereno, di pesi e contrappesi…cose che non possono essere buttate nel tritacarne della bagarre politica. L’Aula deve fare chiarezza anche per comprendere qual è il futuro che vogliamo di Banca centrale, nella prospettiva di un accordo di associazione Ue, quale sarà l’assetto della vigilanza e bisognerà capire cosa si intendono per pesi o contrappesi .

Sandra Giardi, Gruppo Misto

Le dimissioni non devono essere prese alla leggera e non vengono inoltrate in maniera leggera, ma a seguito di una ‘sofferta riflessione0. La scelta della nomina di Volpinari era avvenuta nel 2018 dal movimento Rete, che nella persona di Volpinari riponeva massima stima per la sua capacità professionale e per l’essere diretto nei suoi consigli. Per il suo ruolo è stato scelto perché  particolarmente preparato. Oltre a leggersi profonda delusione, non riferibile al suo operato, ma per aver cercato di aver portare in quel contesto le sue capacità a servizio del nostro-suo Paese.

Chiediamo in maniera corale si faccia luce sull’ennesimo episodio di dissenso in Bcsm, portiamo avanti il dibattito, concludiamo la discussione e credo sia importante tenere conto che quando un membro nominato da una parte politica scrive una lettera con questo contenuto, quella parte politica che lo ha nominato, ma anche tutta la politica, ne debba tenere conto. Nella lettera si evidenziano le difficoltà di un tecnico, nel portare avanti gli indirizzi della politica e bisogna tenerne conto. A queste dimissioni deve anche rispondere il presidente di Banca centrale.

Pasquale Valentini, Pdcs

Difficile discutere di queste dimissioni, abbiamo solo la lettera e non possiamo chiedere direttamente spiegazioni. Dalla lettera si evince che ci sono stati problemi su come Banca centrale deve operare. Ma dal testo non capisco quali sono i problemi. Molti hanno fatto riferimento ad alcune cose, forse lo sanno da altre sedi o altre fonti, io sinceramente dalla lettera non riesco, senza ulteriori informazioni, a capire quali sono veramente i problemi. E’ poi pericoloso un dibattito fatto senza conoscere la vera natura dei problemi. Si parla di ‘pesi e contrappesi’ e dice che andrebbe rivisto l’impianto giuridirico e sostanziale della banca. Non so quali sono le proposte di Volpinari e non so se le sue proposte sono state respinte dal direttivo. Non ne abbiamo mai parlato. Credo che questo tipo di ragionamento deve prima venire qui dentro.
Il dato reale è che attraverso la Commissione di inchiesta e di una serie di vicende che hanno valicato il livello della magistratura, Banca centrale ha subito un trauma nel 2016, nel 2017 e nel 2018. Dentro Banca centrale si è creata una struttura parallela che ha esautorato quella di Banca centrale e che ha fatto danni che ora sono oggetto di attenzione della magistratura. Lo spunto di Volpinari è importante, se vogliamo dire che dal quel trauma non abbiamo mai ripreso in mano fino in fondo la questione. Non ho sentito il Consiglio ridefinire cosa vuole che sia Banca centrale dopo quel trauma, abbiamo ripreso come se non fosse mai avvenuto. L’esigenza di chiarire cosa vuole il nostro Paese da Banca centrale e cosa devono fare Direttivo e Vigilanza non lo abbiamo fatto. Ma occorre anche domandarsi perché per noi è importante Banca centrale. Per vivere, il nostro sistema bancario ha bisogno di varcare il confine della Repubblica e per farlo ha bisogno che ci sia una Banca centrale autorevole e accreditata all’esterno.. Noi non ne abbiamo discusso, se vogliamo un sistema aperto e accreditato all’esterno, allora abbiamo bisogno di una banca centrale autorevole e accreditata, o dobbiamo fare come il sistema bancario maltese che si è rimesso nelle mani del sistema di controllo europeo.

Matteo Ciacci, Libera

Quello che manca ed è mancato e che deve interrogare la politica – e che tra le righe sostiene anche Volpinari- è la vision, la linea che vogliamo dare al nostro sistema bancario e cosa Banca centrale deve dare da un punto di vista tecnico. Il passaggio riguarda tre grandi temi: 1) il debito estero, che dovremo rinegoziare a inizio 2024, e la rinegoziazione passa dal prestatore di ultima istanza, 2) avere un paese con un rating di assoluto livello, 3) quindi riforme e conti in ordine, e su questo siamo in ritardo come politica, governo e maggioranza. Secondo aspetto è la gestione politica estera nella governance di Banca centrale. Vogliamo l’Accordo con Banca d’Italia e ancor di più l’Accordo di associazione con l’Ue: ma San Marino deve capire se ne vale la pena. Spetta  alla politica rendere digeribili scelte che possono sembrare indigeste alla popolazione come quella di lasciare la vigilanza e il contrlolo alla vicina Repubblica italiana. E su questo a che punto siamo? E Banca centrale è ingaggiata? Con gli spunti sollevati da Volpinari, e non solo, in questi anni, dovremmo iniziare ad indicare una Banca centrale diversa.

Marco Nicolini , Rete

Non so perché Volpinari dia le dimissioni, anche se nella missiva lamenta carenze strutturali che giungono a snaturare il ruolo del consiglio direttivo .Volpinari è persona seria e preparata e questa sua lettera non è certo un bel segnale, spero ci possa ripensare. Altresì credo la governance di Bcsm sia più che apprezzabile, su tutto vale il cambio di rotta che al tempo aveva fermato i Bonnie&Clide della finanza sammarinese, l’aver fermato la vendita alla società Stratos, mossa che ha prevenuto una crisi. Unica cosa che mi auguro è che il dott. Volpinari possa ritirare le sue dimissioni, avendo avuto un incontro con la maggioranza, le parti politiche e la dirigenza e con chi gli consenta di poter lavorare a suo agio.

Gian Matteo Zeppa, Rete

Ci sono dimissioni portate con semplici motivazioni personali e ci sono state in maniera bipartisan dimissioni che invece resocontano perché ci si vuole dimettere da un ruolo. Le parole di Giacomo Volpinarimi colpiscono in modo particolare perché la sua nomina la feci io in Consiglio, in qualità di capogruppo di Rete. E chi c’era sa bene quale battaglia era stata fatta per la sua nomina. Ma voglio evolvere il pensiero e apprezzo che il Collega Renzi abbia cambiato toni. Queste non sono dimissioni a titolo personale. Quello che permette di riuscire a fare un ragionamento a tutto tondo è quello che dicevo mesi fa, ossia riuscire a utilizzare comunque pensieri scritti nero su bianco da persone come Giacomo, che manifestano delle difficoltà, per mettere tutto in discussione. Volpinari scrive affermazioni che non possono essere interpretabili e credo sia giusto interrogarsi, una riflessione dobbiamo farla tutti.

Denise Bronzetti, Mis- Gruppo Misto

E’ quasi incredibile che da una lettera di dimissioni si sia aperto il dibattito sul ruolo futuro di Banca centrale. Sono anni che la politica si interroga su che Banca centrale avere nel suo sistema, certo non può essere quella che gestiva 12 banche e 50 finanziarie. E’ ora di fare un ragionamento serio, di rivedere questa struttura e i suoi compiti che nessuno intende chiudere, ma credo debba essere fortemente ridimensionata e si deve suddividere tra il compito della vigilanza rispetto a una struttura centrale che ha necessità di essere di rappresentanza, vista l’esigenza di accompagnare il percorso Ue, e quindi gli accordi tra Banca centrali.

Vorrei ringraziare il dott. Volpinari, intanto per ruolo che ha espletato in Banca centrale, ma anche perché, principalmente, a differenza di tante lettere di dimissioni, dove si portavano a motivazioni ragioni personali, qua c’è dell’altro. Ringrazio per il coraggio avuto nel non dare al Consiglio una falsa visione sulla sua scelta. Gli interrogativi che ne nascono sono tanti e credo debba essere chiesta una risposta ai dubbi che sono emersi. Mi auguro che il Segretario possa cogliere la richiesta piuttosto unanime da parte dei consiglieri che sono intervenuti.

Michela Pelliccioni, Dml

Ci troviamo a dibattere su un documento che ha portato a reazioni importanti in questa Assemblea. E’ un documento che ci lascia sicuramente dispiaciuti perché riconosciamo nel dott. Volpinari una professionalità valida. Primo tema su cui deve dibattere la politica è: perché quando un soggetto opera bene, in modo efficace, questo soggetto se ne deve andare lui? Ci sono passaggi importanti e che ci segnano la via. Volpinari parla di modifiche strutturali necessarie nelle allocazioni dei poteri. Qualcuno dice che non è un problema della politica, io dico: lo è eccome. Partendo dallo Statuto, abbiamo ricalcato un modello italiano che ha ricalcato anche le sue lacune. Primo perché ci sono due teste indipendenti tra loro che non parlano. Il consiglio direttivo e il consiglio di vigilanza sono completamente staccati. Quindi il Consiglio direttivo nomina un organismo e non ne ha minimo controllo. E si è verificato come questo sistema abbia avuto falle nel succedersi delle crisi bancarie. Questa lettera rappresenta l’occasione per fare approfondimenti ulteriori.

Emanuele Santi, Rete, 

Oggi il dibattito è costruttivo e molti interventi sono condivisibili, di fronte a una lettera di dimissioni di questo tipo, in un organismo particolarmente delicato. E dalle commissioni d’inchiesta sono emerse storture avvenute nel Paese e il problema non è che Banca centrale non ha prevenuto crisi bancarie, ma che in molti frangenti le ha provocate. E’ un organismo talmente importante e strategico che ha un potere talmente enorme che noi dobbiamo fare tesoro di quanto avvenuto in passato, affinché certe dinamiche non succedano più . Oggi fortunatamente abbiamo membri del consiglio direttivo che godono della fiducia di tutti, persone come Volpinari che godono la fiducia tutta l’Aula, riconosciuta anche oggi. Averlo in questo organismo è un vanto per San Marino. Forse in questo periodo è stata un po’ carente la comunicazione tra Banca centrale e il Consiglio Grande e Generale. Al di là della premessa, ovvero dobbiamo lavorare perché le dimissioni rientrino, ma indipendentemente da questo, come parlamento dobbiamo cercare di tracciare le linee strategiche di quello che possono essere degli obiettivi che Banca centrale- chiunque sia direttore o presidente. Quindi il Memorandum con l’Italia è un argomento da riporre nell’agenda politica e come si incastra con l’accordo Ue. Poi come politica vorremmo avere un rapporto più diretto per conoscere le partite tuttora aperte, come Bns, e ci vuole la volontà di tutti, indipendentemente dalla divergenza di vedute, noi come politica abbiamo il dovere e il diritto di avere un dialogo.    

Vladimiro Selva, Libera

Siamo in un ambito in cui la trasparenza non è possibile per statuto. Ci sono elementi che rendono impossibile il controllo in trasparenza e in un Paese come il nostro bisogna trovare soluzioni diverse. Oggi il clima forse si è un po’ rasserenato, a un anno dalla lettura della seconda relazione della Commissione di inchiesta, nell’ottica di guardare avanti, si deve provare a dare una soluzione. Presentiamo un Odg che richiede la convocazione in Commissione Finanze del Consiglio Direttivo e di tutti i membri, anche del dimissionario Volpinari, per andare ad approfondire aspetti rilevanti della lettera, anche in seduta segreta, perseguendo una unità politica. Do lettura del testo:

Il Consiglio Grande e Generale,

Alla luce delle dimissioni da membro del Consiglio Direttivo di Banca Centrale del dottor Giacomo Volpinari, e considerati i rilievi formulati nella lettera di dimissioni, quali in particolare: ” … e’ necessario e non procrastinabile identificare e ridefinire regole che siano correttamente articolate e costantemente testate nella loro efficacia, delineando pertanto i c.d. pesi e contrappesi, soprattutto con riguardo ai centri di potere, affinché le già riportate distorsioni venute alle cronache, per i singoli e per la Repubblica, non possono più svilupparsi.”;

” … ho sempre espresso le mie opinioni sulle varie tematiche nonché avanzato valutazioni sostanziali … rispetto all’esigenza di modifiche strutturali, sia in termini amministrativi che di allocazione di poteri riguardanti BCSM ed il sistema, le quali, tuttavia, hanno portato, in diverse occasioni, a dinamiche che mi hanno fatto comprendere non esserci le condizioni per svolgere il ruolo con la necessaria serenità .”;

Considerato il dibattito scaturito sul comma relativo alle dimissioni circa la necessità di approfondire le tematiche sollevate nella lettera del dotto Volpinari, anche per verificare la possibilità di un ravvedimento in merito alla volontà di dimettersi nonché, la richiesta del Gruppo Consigliare RETE di soprassedere alla nomina di un suo sostituto,

Impegna il Presidente della Commissione Consiliare Permanente Finanze, Bilancio e Programmazione; Artigianato, Industria, Commercio; Turismo, Servizi, Trasporti e Telecomunicazioni, Lavoro e Cooperazione a convocare i membri, anche dimissionari, del Consiglio Direttivo di Banca Centrale per un’audizione presso la stessa Commissione, da effettuare in seduta segreta entro il 15 febbraio 2023

Francesco Mussoni, Pdcs

Condividiamo tutti che Volpinari sia una brava persona, che i fatti della lettera siano chiari non lo vedo così evidente, e che dalla lettera emerga come il tema delle funzioni di Bcsm, nell’evoluzione del sistema, siano da rivedere, non lo si mette in discussione.

Dal punto di vista politico siamo d’accordo a continuare e iniziare in modo più determinato un percorso di approfondimento di esigenze legislative organizzative e prospettiche di Banca Centrale, alla luce delle esigenze del Paese. Dal mio punto di vista, è un tema che non è necessariamente collegato a questa lettera, che però aiuta ad aprire questo tema,  affrontato già in uno dei primi interventi di legislatura dal Segretario Gatti. Il tema va aperto con una certa tranquillità e determinazione, come già  detto dai consiglieri Valentini e Giulianelli, l’Authority nazionale che si relaziona con Bce o le authority di altri paesi deve  portare avanti il tema della regolamentazione e della reputazione -che riteniamo abbia avuto finora- ma va approfondito alla luce dei temi sistemici.

La mia replica non esprime un giudizio ma disponibilità a entrare nel tema con lucidità e anche distacco.

Grazia Zafferani, Rf:

Volpinari più che una brava persona è un professionista capace, nominato dalla politica per avere una funzione politica all’interno di quel contesto. Lui ha cercato di svolgere il suo lavoro al meglio, ha recepito le criticità di Banca centrale, ha cercato di indirizzare politiche per risolvere a livello legislativo, consigliando la politica quando e come doveva aggiungere dei correttivi a tutela dell’economia e della finanza di questo paese.

 

 

Dibattito su ODG LIBERA/ RESPINTO con 34 voti contrari e 13 a favore

 

Marco Gatti, Sds per le Finanze: Stando il dibattito, l’orientamento è di respingere al momento l’Odg, poi eventualmente si farà una riflessione nella prossima sessione consiliare, nel comma dedicato alla sostituzione.

Matteo Ciacci, Libera: La lettera di Volpinari non può essere messa in un cassetto, i chiarimenti devono avvenire in un confronto aperto dell’arco consigliare. Le dimissioni irrevocabili forse non lo sono più, ormai ci siamo abituati, va a finire che probabilmente anche le dimissioni del consigliere Volpinari non sono più tanto irrevocabili, non lo biasimo, ma è legittimo che si cerchi una sintesi nel direttivo per farlo tornare indietro. Credo però che questa lettera che contiene elementi rilevanti vada chiarita politicamente tra noi. A maggio dovremo confermare o mandare a casa il Presidente Tomassetti, vogliamo a far cadere nel vuoto il pungolo di Volpinari? I contenuti della lettera vanno chiariti in una commissione dedicata.

Nicola Renzi,Rf: Dal dibattito sono emerse due questioni, la prima è quella di trovare una sede di confronto per riflettere sullo Statuto di Banca centrale e in un prossimo Consiglio presenteremo un Odg per avviare questa questione. Non possiamo far finta che la lettera non ci sia. Chi vuole esercitare il suo ruolo, può ritenere che il modo migliore non sia commissione, vogliamo comunque trovare una modalità per capire cosa è successo in Banca centrale e perché una persona si è dimessa. Abbiamo il dovere di riuscire a capirlo, se dobbiamo poi esprimerci su accogliere o respingere le dimissioni nel merito. Per ora mon so quale sia il metodo migliore, per ora c’è solo l’Odg di Libera e lo voterò.

Gian Nicola Berti, Npr: Abbiamo sentito criticare chi si è dimesso oggi per svariati motivi, e non si ricorda che anche lui poco fa si è dimesso da una carica. Il Sds Gatti ha presentato una posizione sensata dicendo che questo dibattito ce lo ritroveremo tra 10 giorni in Consiglio. Tra l’altro, questo Odg porta qualcosa di contrario ad ogni logica: si deve fare una seduta segreta e una commissione di vigilanza entro febbraio 2023, io ritengo questo comma venga risolto nella sessione di dicembre,  quando l’Aula dovrebbe avere già discusso la nomina.

C’è una contraddizione di termini in quanto detto da Renzi: ci sono problemi dice, ma non li segnala il rappresentante di Rf in Banca Centrale, non è un suo rappresentante che si è dimesso, ma un rappresentante di un’altra forza e forse nella dialettica tra lui e la sua forza ci deve essere un chiarimento. Volpinari è nel solco delle persone che dice che il sistema non funziona, Bcsm deve promuovere il sistema bancairo ma essere anche il controllore.

Sono il primo a dire che se Volpinari tornasse indietro sulle dimissioni mi farebbe piacere, ma non carichiamo di troppo peso politico queste dimissioni che mi sembra abbiano una valenza tecnica. Questo Odg nei tempi mi sembra sbagliato.

Michela Pelliccioni, Dml: Si deve partire dagli obiettivi che si vogliono perseguire dall’Aula, il primo è il rispetto per il professionista e per la persona. Il secondo obiettivo è politico, per capire anche da parole dirette quali interventi possono essere apportati al sistema di Banca Centrale, per migliorarlo. Terzo obiettivo è il ravvedimento che condividiamo, con  la speranza che Volpinari ripensi alla sua decisione. Tutti questi obiettivi devono essere contemperati in attività che non possono essere un autogol e non si può dare adito a strumentalizzazioni che non permettano di portare a casa l’obiettivo. In questa modalità non si può dare voto favorevole all’Odg, ma confermiamo la volontà di poter audire Volpinari.

Francesco Mussoni, Pdcs: Siamo aperti al confronto su statuto, missione e aggiornamento dello Statuto di Bcsm e della riflessione di come questo istituto possa relazionarsi al meglio nell’area Euro. Sulla formulazione dell’Odg non siamo favorevoli all’accoglimento. Il fatto che la forza politica ch h a generato l’indicazione della figura che stimiamo di Volpinari abbia voluto soprassedere all’indicazione di sostituzione può consentire la prosecuzione discussione in una fase successiva, e l’Odg fissa poi un termine di convocazione della Commissione ampio, non ne ravvediamo l’emergenza e oltretutto rischia di ridurre il dibattito generato in questa giornata.

Emanuele Santi, Rete: Questo Odg è molto, molto strumentale. C’è chiara intenzione di trasformare la Commissione finanze in un ring per vedere chi resta in piedi. Non è volontà di nessuno e lo abbiamo detto in apertura del dibattito, stiamo cercando di ricomporre una visione di vedute diverse su certi temi, nessuna volontà di non affrontare il tema e di mettere la lettera nel cassetto. Tutti hanno auspicato di avere un rapporto più diretto nell’affrontare tutti i temi inerenti a Banca centrale, in audizioni anche più frequenti in commissione III, ma strumentalizzare la situazione, mancando di rispetto alle dimissioni che vogliamo cercare di far rientrare, mi sembra fuori luogo. L’impegno emerso dal dibattito è chiaro, soprattutto i consiglieri di maggioranza hanno intenzione di porre in essere i correttivi rispetto le questioni esposte di Bcsm che deve essere rilanciata. Tutta l’aula credo sia disponibile a questo e ne ribadiamo l’impegno e rigettiamo l’Odg.

Gloria Giardi, Gruppo Misto: Non cogliamo appieno come gruppo misto il contenuto dell’Odg, ma mi rimetto all’intervento di Renzi che annuncia un prossimo Odg, credo ci siano approfondimenti da fare, e concordo che le dimissioni siano in parte tecniche, in parte anche politiche. Concordo molto con  un intervento che mi ha preceduto, il consigliere Berti che dice che dobbiamo capire bene che struttura di Banca centrale vogliamo.

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