San Marino. Csdl: “Investimenti e scelte sulla sanità avvengono senza confronto e senza il parere obbligatorio della Consulta!”

“Il raggiungimento dell’accordo sulla stabilizzazione dei precari, tra gli argomenti dell’ultima puntata di ‘Csdl Informa’, è un primo passo che dovrebbe anche portare all’avvio della trattativa per il rinnovo del contratto Pa”.

Lo sostiene la Confederazione sammarinese del lavoro, sottolineando in un comunicato che “l’accordo sulla stabilizzazione riguarda circa 300 persone”.

Le Federazioni Pubblico Impiego “hanno incontrato la delegazione di governo il 2 giugno scorso, portando le proprie ulteriori osservazioni; dopo 20 giorni è arrivato il testo aggiornato da parte del segretario agli Interni, testo che già nei prossimi giorni verrà sottoposto ai lavoratori interessati affinché possano compiere le loro valutazioni”.
“Siamo dunque arrivati alla fase finale di questa lunga e difficile trattativa, con l’auspicio che si possa raggiungere in tempi davvero brevi l’accordo con il governo, che stabilizzi i precari del settore pubblico e crei le condizioni per superare definitivamente tale fenomeno”, aggiunge la Csdl.

Sul fronte contratti, la Confederazione sammarinese del lavoro “ha ribadito la grande soddisfazione per la recente firma del rinnovo del contratto dell’artigianato con l’Unione nazionale artigiani e piccole medie imprese della Repubblica di San Marino e l’Organizzazione sammarinese degli imprenditori, che riguarda circa 800 lavoratori”.
L’approccio “è stato turbolento, viste le posizioni espresse qualche mese fa da parte delle associazioni di categoria, ma alla fine gli aumenti sono gli stessi previsti dal contratto industria, anche se modulati diversamente”.

E ancora: “Si stanno intensificando gli incontri anche per il rinnovo degli altri contratti di lavoro: l’inflazione corre e le buste paga devono essere rivalutate, con la consapevolezza che le imprese non potranno farsi carico totalmente di un aumento dei prezzi causato anche dalla guerra. Il governo sammarinese, così come sta avvenendo in altri Paesi, deve intervenire per calmierarne gli effetti, con particolare riferimento alle famiglie meno abbienti. La Csdl ritiene che sia giunto il momento di rimettere in campo la concertazione per una nuova politica dei redditi”.

Sulla sanità, Csdl e Federazione Pubblico Impiego “hanno espresso una forte preoccupazione per l’andamento della gestione dell’ospedale e in generale dell’intero settore”.
L’unico incontro con il nuovo direttore generale “è avvenuto il 5 maggio: si è trattato di un incontro molto veloce, in quanto poco dopo vi è stata la presentazione pubblica del Comitato operativo territoriale; da allora non è stato convocato nessun altro incontro”.

Anche lo stesso personale dell’Istituto per la sicurezza sociale “chiede la massima chiarezza rispetto alla struttura organizzativa dell’Istituto e al funzionamento dei vari settori della sanità”. Una buona organizzazione “è fondamentale per erogare servizi efficienti e tempestivi ai cittadini”.
La Csdl chiede di “ripristinare un confronto continuo con la direzione Iss e con la segreteria di Stato sulle problematiche della sanità e sui progetti; il grosso investimento sulla robotica, ad esempio, è stato deciso senza che venisse confrontato con nessuno, così come nessun confronto è avvenuto anche rispetto al fabbisogno del personale”.

“Anche in questo periodo si assiste a numerosi casi di medici che si dimettono, come è avvenuto anche in passato – manda a dire la Confederazione sammarinese del lavoro -. Ma non possiamo pensare che tali dimissioni siano causate, oggi come allora, sempre da fattori esterni. Ci saranno pure delle responsabilità da parte di chi ha in mano le redini dell’Iss! È innegabile che vi siano da risolvere problemi complessi, come ad esempio la revisione della Convenzione con l’Italia del 1974; non è semplice, ma è una necessità che ci portiamo dietro da molti anni, che continua a restare tra gli obiettivi non raggiunti”.

L’attuale direttore generale “aveva chiesto qualche mese di tempo, condividendo tutti i problemi che gli erano stati posti, che però sono tuttora irrisolti”.
Il Comitato operativo territoriale, “almeno nelle intenzioni, sembra sia stato concepito come soluzione temporanea per rimettere in moto la macchina della medicina di base, ma la situazione non è ancora stabilizzata tanto che anche da parte dei medici arrivano segnali preoccupanti di un potenziale cortocircuito dei Centri sanitari”.

Nella scorsa Consulta sociale e sanitaria, il segretario della Confederazione sammarinese del lavoro, Enzo Merlini, “ha chiesto se si riuscirà a tornare al passato, ovvero al normale rapporto diretto e confidenziale tra il paziente, il medico e l’infermiere, che è importante per garantire la qualità e la tempestività degli interventi, soprattutto per gli anziani e le persone più fragili”.

Il direttore, “a parole, si è dichiarato concorde; in sostanza chiede ancora ancora pazienza, che però ormai è finita”.
Intanto, “si potrebbe pensare di organizzare il Comitato operativo territoriale distribuito per ogni centro sanitario, piuttosto che centralizzato, in modo che gli infermieri con cui ci si rapporta siano sempre gli stessi; l’obiettivo deve essere raggiunto il prima possibile, ne va della nostra salute!”.

Per quanto riguarda le liste d’attesa, “la situazione non è sostanzialmente migliorata rispetto al periodo ante-coronavirus: per alcuni servizi sono più ridotte, per altri sono addirittura più lunghe di prima”.
Anche su questo versante, “la direzione ha confermato che si tratta di uno degli obiettivi prioritari, ma ancora lontano dall’essere raggiunto; sembra una vera e propria presa in giro”.

Il segretario della Csdl “ha poi ricordato la funzione della Consulta sociale e sanitaria, nata nel 2004, ovvero con funzioni consultive e non decisionali, composta da persone nominate dalle organizzazioni sindacali, dalle associazioni di categoria e dalle forze politiche; tutta la società, in pratica, vi è rappresentata; ha un ruolo importantissimo, tra cui quello di esprimere un parere obbligatorio sul piano sanitario nazionale e sul piano degli investimenti: quindi, questi andrebbero fatti solo dopo aver ricevuto il parere della Consulta, fermo restando che non è vincolante”.

“Da circa 5 anni rappresento la Csdl in questo organismo – sottolinea Merlini – e puntualmente contestiamo il fatto che il piano degli investimenti viene presentato alla Consulta, quando va bene, nei mesi di giugno-luglio; l’anno scorso addirittura in novembre, per cui non è stato espresso alcun parere, visto che l’anno era finito”.

Anche quest’anno, rimarca la Confederazione sammarinese del lavoro, “del piano di investimenti non c’è traccia”.
I roboanti investimenti sulla chirurgia robotica “sono stati annunciati e motivati senza alcun documento a sostegno che permettesse di esprimere una valutazione”.
Intanto “sono stati accolti di buon grado dal governo, tanto che ha stanziato 3 milioni di euro; non sappiamo se produrranno i risultati previsti perché, per giustificare simili investimenti non basterà operare i sammarinesi che oggi si recano in altri ospedali, ma anche attirare numerosi pazienti da fuori territorio”.
Per fare questo, “seppure i nostri chirurghi godano di grande stima, occorre dotarsi di un’equipe che lavori a pieno regime”. Il direttore “ha rassicurato che anche questo obiettivo è a portata di mano”.

Secondo la Confederazione sammarinese del lavoro, “viste anche le poche informazioni a disposizione, è legittimo avere qualche dubbio rispetto a questo progetto, ma se si esprimono delle perplessità si suscita l’ira dei responsabili dell’Iss”.
In definitiva, “pare che la Consulta sia solo un peso e un ostacolo: sarebbe preferibile si dicesse apertamente che è meglio abolirla, risparmiando al contempo i gettoni di presenza”.
“A mio avviso, andrebbe invece riconosciuto che il ruolo della Consulta è nobile, ovvero la ricerca della condivisione delle politiche sanitarie con chi rappresenta la popolazione nelle sue diverse articolazioni”, chiosa Merlini.

Alle ultime 2/3 riunioni della Consulta le telecamere di Rtv non si sono più viste: “Se non sbaglio – afferma Merlini – era l’Iss a informare direttamente la TV di Stato. Mi viene il dubbio che non si tratti di una dimenticanza; quando si parla di sanità, è giusto invece che la popolazione sia informata. Con queste premesse, come si fa ad essere fiduciosi rispetto al fatto che la sanità vada nella direzione giusta?”.

Csdl e Fupi, infine, “ribadiscono che per rimettere in sesto complessivamente il sistema sanitario occorre partire dall’origine, cioè dall’atto organizzativo, che deve definire quali servizi erogare e con quali e quante figure professionali, ma mentre i vertici della sanità continuano a fare scelte unilaterali, in proposito non c’è stato nemmeno un accenno di inizio di confronto”.

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