San Marino. Domani-Motus Liberi: “Tutte le riforme, non solo quelle di qualcuno, sono il banco di prova”

Motus, nella mozione finale l’avvertimento agli alleati a non boicottare progetti e riforme. Sull’accordo con Amazon ci si gioca la credibilità. “Tutte le riforme, non solo quelle di qualcuno, sono il banco di prova”

ANTONIO FABBRI – Domani Motus Liberi lo scorso fine settimana ha celebrato il suo Congresso e in questi giorni ha diramato la mozione finale che è stata approvata.

Al di là dei ringraziamenti e della analisi sulle elezioni, il superamento dello sbarramento, la partecipazione alla compagine di maggioranza, a fare testo sono un paio di punti relativi alla linea che il partito intenderà tenere. E sono emblematici alcuni punti fermi che suonano anche come messaggi agli alleati attuali e futuri.

Emblematico quello che viene scritto nella mozione finale relativamente all’accordo con Amazon della Segreteria industria guidata da Fabio Righi. “Il lavoro svolto ha consentito di far nascere in Amazon un interesse verso le potenzialità della Repubblica, portando alla firma di un memorandum governativo volto ad instaurare una collaborazione fattiva ed investendo direttamente nell’evoluzione digitale del Paese, oltre alla connessa risoluzione dell’annoso problema delle spedizioni. In altre parole, se il progetto Amazon fallisce per motivi politici non ci perde D-ML ma tutto il Paese, sfuma un’occasione d’oro e la figura degli inaffidabili non la fanno solo quelli che stanno lavorando per rispedirli a casa, ma tutto il sistema. L’assemblea congressuale non è disposta ad arrivare a questo punto. Non è più disposta a vedere bloccate le opportunità importanti per il Paese, che vanno inserite in un progetto di sviluppo economico coordinato, prospettico e pluriennale per la Repubblica: per investire e non spendere, per poter vendere fuori dai confini una visione rinnovata del sistema Paese e non il Paese.

Una visione che si è dimostrato con i fatti possa essere attrattiva per nuove realtà, per nuove start-up, per grandi gruppi internazionali, per garantire al nostro tessuto sociale ed economico nuove prospettive di crescita”. Due messaggi, fissati nella mozione: il primo, la presa d’atto che effettivamente c’è qualcuno che lavora per boicottare il progetto Amazon; il secondo è che se il boicottaggio andrà in porto sarebbe un disastro di credibilità. Credibilità che si gioca anche sulle riforme, anche qui con una frecciata per chi, soprattutto in maggioranza, mette i bastoni fra le ruote a quelle targate Motus.

“E proprio le riforme, tutte le riforme, non solo quelle di qualcuno, sono il banco di prova su cui il Partito valuterà la propria volontà di proseguire nell’esperienza di governo in atto: la capacità di promuovere un pacchetto di interventi che punti al rilancio coordinato del Paese. L’alternativa inaccettabile diventerebbe vendere il Paese al primo multimilionario di passaggio, sia esso europeo, arabo, russo, cinese, americano o ispanico, disposto a comprarlo, che fino ad oggi si è sempre riusciti ad evitare e che il partito avverserà sempre”.

Ecco allora che nei numerosi punti delle conclusioni della mozione che dettano sinteticamente la linea del partito, due sono particolarmente significativi, poiché l’assemblea invita la forza politica e i suoi vertici “a proseguire la propria azione politica all’interno del contesto dell’attuale maggioranza, spronando quest’ultima alla realizzazione di tutti gli interventi di riforma strutturali ed innovativi nell’ottica non solo di equilibrare il bilancio dello Stato, ma anche di garantire un’evoluzione e uno sviluppo del Paese nell’attuale contesto internazionale entro i prossimi sei mesi; nel caso in cui l’obiettivo di cui al precedente punto 10 non divenisse concretizzabile in ragione del perdurare dell’atteggiamento ostativo riscontrato fino ad ora, a promuovere tutte le azioni necessarie al fine di costruire un nuovo contesto adeguato a rispondere alle esigenze del Paese.

Sulla base di quanto sopra espresso, l’Assemblea Congressuale di D-ML ritiene importante che il nuovo Coordinamento Centrale del Partito, risultante dal voto all’esito dei lavori congressuali, delinei una nuova agenda di dibattito politico – dapprima con la maggioranza, al fine di garantire la prosecuzione dei lavori in maniera coordinata, ma in seconda istanza, trattandosi di un approccio sistemico, anche con le forze di opposizione – sui temi ritenuti fondamentali per il rilancio del tessuto culturale, sociale ed economico del Paese, promuovendo sugli stessi un ciclo di incontri”, si legge nella mozione.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

 

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