San Marino. Donazione degli organi, Giada salva due bambini in Italia

Il dono di sé che vince la morte, Giada salva due bambini. Il suo fegato a una bimba ucraina di 11 anni operata all’ospedale Molinette di Torino e a un bimbo più piccolo operato a Roma

È il dono che ha voluto fare alla vita, lei che ha dovuto rinunciarvi tanto, troppo presto. La donazione degli organi di Giada Penserini – salutata mercoledì da una folla commossa di amici, parenti, conoscenti, cittadini – ha salvato altre vite. Il dono di sé che vince la morte.

“Giada, chicco di grano moltiplicatore di vita”. Ha definito così il vescovo Andrea Turazzi il suo ultimo atto d’amore durante la messa funebre.

Dai giornali italiani si apprende la storia della vita che continua al di là della tragedia, oltre la morte. Una bambina di 11 anni, ucraina, salvata a Torino dal fegato di Giada e poi un bimbo più piccolo, un lattante, anche lui salvato dal dono della ragazza di 16 anni.

La vicenda della bambina di undici anni Ucraina, operata all’ospeldale Molinette di Torino, “ha trovato una luce di speranza quando il suo caso è stato valutato dagli esperti della Regione, con la consulenza a distanza del professor Renato Romagnoli (direttore del Centro Trapianto Fegato dell’ospedale Molinette di Torino) e del dottor Pierluigi Calvo (direttore della Gastroenterologia pediatrica del Regina Margherita).

La paziente è stata portata in Italia con un aereo della Guardia di Finanza, ricoverata in Gastroenterologia al Regina Margherita ed inserita in lista d’attesa per trapianto epatico nel giugno scorso. Questo in seguito anche all’attivazione del Centro Regionale Trapianti Piemonte-Valle d’Aosta (diretto dal professor Antonio Amoroso) ed al parere favorevole del Centro Nazionale Trapianti di Roma”, riporta il quotidiano La Stampa. La disponibilità di un fegato compatibile è arrivata grazie al consenso alla donazione degli organi espresso dalla famiglia di una ragazzina di 16 anni, Giada, deceduta nell’ospedale di Cesena in seguito al tragico incidente del 21 agosto scorso sulla Statale 16 Adriatica.

“In particolare – spiega il quotidiano torinese – il fegato della donatrice è stato diviso in due parti secondo la tecnica Split: la parte più piccola, la sinistra, è stata impiantata in un lattante all’ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, mentre la parte più grande, la destra, è stata trasportata a Torino.

Il trapianto dell’emi-fegato “Split destro” è stato eseguito dal professor Romagnoli con la sua équipe ed è durato 12 ore, a causa della sua elevata complessità tecnica”.

Sul Titano il funerale di Giada ha visto il cordoglio e il dolore di una folla commossa, tra cui tanti giovani. “È quello che Giada avrebbe voluto, un gesto d’amore che rispecchia il suo essere” ha detto il babbo Stefano alla Rtv e assieme alla mamma Emanuela e alla sorella Mia, ha voluto “esprimere un ringraziamento sentito a tutti quelli che hanno partecipato al nostro dolore – riporta sempre San Marino Rtv – In particolar modo a tutti questi splendidi giovani di cui troppo spesso si parla in modo negativo. E che invece in questa circostanza con i loro semplici gesti d’Amore sono stati di lezione a tutti noi adulti”.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

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