San Marino Futura: l’intervento del Segretario Generale Giuliano Tamagnini

“Sono in primo luogo a ringraziare gli organizzatori per l’invito ad intervenire a questa iniziativa sul futuro di San Marino. La nostra Repubblica vive una crisi dai contorni tutti particolari. Il modello economico che abbiamo conosciuto, plasmato negli anni ‘80 e ‘90 sulle coordinate dell’anonimato societario e del segreto bancario, è finito, e con esso è naufragata per sempre l’illusione di poterci nascondere dietro ampie zone d’ombra e di opacità.  I fatti giudiziari degli ultimi mesi, ci danno la percezione di quanto possa essere estesa l’infiltrazione della criminalità organizzata nel nostro tessuto economico, oltre che finanziario. C’è la concreta possibilità che ingenti quantità di denaro illecito portato dalle organizzazioni malavitose siano una componente in qualche modo strutturale dell’economia sammarinese. E allora, la prima condizione per il rilancio dell’economia di San Marino, è fare pulizia, sradicando completamente ogni presenza malavitosa nel nostro paese. Gli accordi con l’Italia, che rappresentano ossigeno fondamentale per il nostro sistema economico, non si firmano perché noi, questa pulizia, ancora non l’abbiamo fatta fino in fondo. E forse qualcuno spera di non doverla fare…
 
Per questo, da anni chiediamo che la politica faccia dei passi fondamentali e concreti nella direzione della piena trasparenza, passi che ancora non ha fatto e sta tentando di non fare: in particolare, lo scambio di informazioni fin da subito e con effetto retroattivo; la possibilità per la magistratura sammarinese di accedere ai conti correnti bancari; in generale, una più incisiva e autorevole  iniziativa della stessa magistratura sammarinese che deve aprire autonomamente propri filoni di indagine, senza attendere sempre le mosse della giustizia italiana. In sostanza, dobbiamo mettere in campo un’azione a tutto campo per sconfiggere la criminalità che si è radicata nell’economia e nella politica,  allontanando i personaggi indesiderati e perseguendo coloro che, ai vari livelli, sono stati e sono collusi con la malavita e si sono resi responsabili di questa deriva dell’economia sammarinese; al contempo dobbiamo allineare definitivamente il nostro sistema di norme in materia bancaria e finanziaria agli standard europei più avanzati, per cogliere l’opportunità di essere un membro accettato della comunità internazionale.
 
Fatta questa necessaria e doverosa premessa, esprimo la convinzione che occorra dotare il paese di un progetto di sviluppo condiviso per impostare un nuovo modello di economia, per creare occupazione per i giovani e per le molte centinaia di lavoratori che hanno perso il lavoro in questa crisi economica, i cui effetti vengono pagati unicamente dai lavoratori, senza che essi ne abbiano alcuna responsabilità. Anzi, la crisi è un pretesto che viene assunto dalle controparti datoriali, e anche dal Governo, per tentare di affermare il principio secondo cui, in tempi di crisi, la prima cosa che va sacrificata sono i diritti dei lavoratori. Una logica contro cui ci opponiamo strenuamente, proseguendo nel nostro impegno per il giusto rinnovo dei contratti di lavoro, che sono un fondamentale elemento di coesione sociale e di democrazia.
 
Tornando al nuovo modello di sviluppo, va impostato rimettendo al centro il lavoro e l’economia reale, abbandonando definitivamente l’abbagliante illusione di poter fondare la nostra ricchezza sulla finanza. Il denaro non produce denaro. Solo il lavoro, tutelato e riconosciuto, può produrre ricchezza reale e benessere diffuso per i cittadini. L’economia finanziaria, semmai, deve svolgere un ruolo di supporto all’economia reale.  La CSdL, da parte sua, ha offerto quello che noi consideriamo un importante contributo per tutto il paese. Il progetto di sviluppo che abbiamo realizzato in collaborazione con il gruppo Solaris, avvalendoci della collaborazione di importanti studiosi e docenti universitari, che sono partiti da uno studio molto approfondito dei diversi settori dell’economia sammarinese, per poi tracciare delle traiettorie di sviluppo sia settoriali che complessive. I capisaldi di questo progetto di sviluppo – che deve mirare ad una crescita economica, istituzionale, sociale e culturale a vantaggio dell’intera collettività – partono dalla necessità di impostare un tipo di economia mirata alla produzione di beni e servizi ad alto valore aggiunto, innovativi ed elevato contenuto tecnologico. In sostanza, occorre affermare una competitività basata sulla qualità, piuttosto che sulla semplice convenienza di prezzo. Pertanto, è necessario passare dalla logica della “creazione di posti di lavoro” a quella della “creazione di occupazione di qualità”, e in tal senso va superato l’attuale disallineamento tra i titoli di studio dei giovani e le possibilità di collocazione.
 
Alla base di questo modello vi deve essere dunque la formazione, da intendersi con un processo per l’intera durata della vita professionale, in grado di accrescere continuamente il sapere e le capacità dei lavoratori, oltre che di riconvertire le loro professionalità, e di renderli in grado di affrontare con successo l’evoluzione delle tecnologie e dei processi produttivi. Naturalmente questo processo deve riguardare anche la PA, affinché la struttura pubblica diventi il vero motore dello sviluppo. Ciò su cui in sostanza si deve puntare, è la risorsa umana, che deve rappresentare la vera ricchezza per San Marino. Infatti  le risorse fisiche, territoriali e immobiliari, sono sovradimensionate e non espandibili, vista la limitatezza del nostro territorio e la sua già eccessiva cementificazione.
 
Le risorse “intangibili” – rappresentate dalle conoscenze, dalla professionalità e la creatività delle persone – sono invece fortemente espandibili. Per questo anche lo stesso settore industriale deve orientarsi verso produzioni a forte contenuto intellettuale,  “immateriale” e tecnologico, che rappresenta uno dei principali terreni sui quali i paesi avanzati possono giocare una partita importante nell’economia mondiale.  È altresì fondamentale creare di una rete di infrastrutture avanzate e all’avanguardia, in particolare nel campo delle telecomunicazioni, in grado di essere da supporto ad un’economia tecnologicamente avanzata. È indispensabile realizzare politiche attive che rimettano San Marino nella rete sociale ed economica in cui il nostro paese è collocato geograficamente. In tal senso è fondamentale raggiungere rapidamente i tanti attesi accordi con l’Italia che siano tutelanti della nostra sovranità e della nostra economia.
 
L’offerta sammarinese di beni e servizi deve attrarre target di clientela ben definita, e deve essere originale rispetto a quanto esiste sul mercato. Una leva importante per lo sviluppo sono i rapporti internazionali, attraverso la scelta di aderire all’Unione Europea, partner imprescindibile e strategica, per una piena integrazione giuridica, amministrativa, finanziaria e fiscale, e la ricerca di accordi di partnership economica con i singoli paesi, anche finalizzati alla collaborazione in specifici campi economici. È fondamentale ammodernare le istituzioni per creare una democrazia compiuta e creare un reale stato di diritto che dia anche alle imprese le necessarie certezze circa il proprio operare. È quindi indispensabile formare una classe dirigente e personale diplomatico di eccellenza internazionale, in grado di avere le competenze necessarie per guidare e rappresentare uno Stato sovrano come San Marino. Dal binomio politica-affari è necessario passare al binomio politica-economia, riaffermando la centralità della politica e dell’interesse generale di tutta la comunità. La leva fiscale va usata incentivando gli investitori di alto profilo, favorendo il radicamento in territorio di imprese vere e vitali, in cui il valore aggiunto sia prodotto all’interno di San Marino.”
 

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