SAN MARINO: IL TRIONFO DI TRIFONOV

COMUNICATO STAMPA

Trionfa il russo Daniil Trifonov, 17 anni, al Concorso Pianistico di San Marino, dove vince il primo premio assoluto e il premio speciale della Repubblica del Titano per la migliore esecuzione del brano d’obbligo di Chick Corea. Secondo premio al moscovita Lukas Geniusas, 18 anni, terza la coreana Esther Park, 24 anni.

SAN MARINO – È proprio un mattacchione Philippe Entremont, il leggendario pianista francese presidente della giuria del Concorso di San Marino: dopo dieci giorni di audizione di oltre un centinaio di pianisti piccoli e grandi provenienti da 45 nazioni diverse, ha ancora voglia di fare battute. Sabato sera, al momento della proclamazione del vincitore assoluto, col suo aplomb mezzo francese e mezzo americano (negli Usa è di casa: ha collaborato per decenni e inciso dischi storici con Stravinsky, Bernstein, Ormandy, Boulez) abbozza che il premio non è stato assegnato… Attimo di panico, facce inorridite. Ma no! È uno scherzo: il primo premio c’è, eccome, ed è un talento straordinario venuto da lontano. È il diciassettenne Daniil Trifonov, magro, dinoccolato, dalla pelle eburnea, l’aspetto da poeta romantico, una vaga rassomiglianza col giovane Chopin. Sembra indifeso. Nonostante le dita sottili e l’apparente fragilità, come attacca a suonare si capisce subito che è un predestinato della musica. Anche in senso stretto: il primo giorno del concorso viene estratta la lettera T, e solo lui sui 59 ammessi l’ha nel cognome, sicché dall’inizio è sempre il primo ad esibirsi in tutte le prove. Tanto che dopo le sue esecuzioni, sempre incredibilmente perfette e mature, tutte le altre sembrano inferiori. Vincitore fin dalla prima nota suonata a San Marino, si direbbe, nell’opinione dei giurati («non c’è stata praticamente gara, che fortuna avere un talento così!» lascia intendere Entremont) ma anche del pubblico, che gli ha sempre riservato gli applausi più convinti. Una superiorità schiacciante, la sua, nonostante di tutti sia il più giovane e il meno esperto di concorsi. «Ai concorsi o si vince a 17 anni o non si vince – commenta amaro Entremont – e a 40 anni non si impara più». E il Terzo Concerto per pianoforte e orchestra di Prokofiev col quale Trifonov trionfa sia nella finale di sabato che al concerto dei vincitori ieri sera, ben coadiuvato dall’Orchestra Sinfonica della Repubblica di San Marino diretta da Maurizio Zanini, a suo dire lo ha studiato da tre mesi e non l’ha mai eseguito in pubblico. «Eppure sembra un disco – mormora qualcuno del pubblico – è la perfezione assoluta». Prima del concerto all’ingresso in teatro è un po’ inquietante vederlo mescolarsi fra la gente pallidissimo mentre mima il pianoforte sopra una lastra di marmo. «Nessuna ostentazione – confessa lui – ho solo bisogno di scaldarmi le mani». Dietro questa apparente facilità, in gran parte dovuta all’età e al carattere, ci sono ore di studio (dalle 6 alle 7 al giorno, dice) e una grande scuola, quella dell’Accademia Gnessin di Mosca, dove studia con Tatiana Zelikman, un’allieva di Theodor Gutman, a sua volta allievo di Heinrich Neuhaus, il maestro del grande Sviatoslav Richter. Una scuola gloriosa: al magistero della Zelikman si sono formati molti protagonisti della vita musicale di oggi, come Evgeny Lifshitz, Alexander Kobrin e Alexei Volodin. A loro si aggiungerà presto il nome di Daniil Trifonov, che tutti non vedono l’ora di riascoltare in recital e che, a detta degli addetti ai lavori, di strada ne farà parecchia. Lo attendono una decina di concerti in Italia e un contratto con un’importante agenzia concertistica oltre alla somma di 21mila euro, di cui 2mila sono per la migliore esecuzione di Afterthought di Chick Corea, commissionata dal concorso ed eseguita magistralmente al concerto dei vincitori presentato dal giornalista Rai Luca Damiani. Non c’è veramente gara fra lui e gli altri: a nulla servono gli sforzi di Lukas Geniusas, 18 anni, nativo di Mosca, che si batte fino all’ultimo con il suo pianismo granitico nel Primo Concerto di Tchaikovsky, si aggiudica il secondo premio e il Premio Speciale della Guzik Foundation. Non basta neppure l’indubbio talento della concorrente di origine coreana Esther Park, 24 anni, proveniente dalla Juilliard School di New York, che nel Terzo Concerto di Prokofiev (anche lei) sfoggia una manina prodigiosa e qualità musicali non comuni, ma non tali da scalfire i consensi unanimi a Trifonov. Proprio lei che solo tre anni fa aveva vinto il primo premio del Concorso Gina Bachauer a Salt Lake City, nello Utah. Al verdetto che le assegna il terzo premio molti rimangono delusi. «È stata penalizzata da una Sonata op. 111 di Beethoven noiosa e un po’ sgangherata» si affretta a dire qualcuno. Sì, perché le ragioni di una classifica stanno in un giudizio complessivo, che tiene conto di tutte le varie fasi del concorso.

Quello di San Marino, però, è un concorso “multiplo” unico al mondo: oltre ai “Solisti” la stessa prestigiosa giuria formata da Entremont, Michele Campanella, Laura De Fusco, Valentin Gheorghiu, Arnaldo Cohen, Alexei Lubimov e Joseph Paratore, giudica i concorrenti delle categorie “Duo Pianistico” e “Giovani Talenti” (fino a 12 anni). A vincere la prima le simpaticissime gemelle georgiane Ani e Nia Sulkhanishvili (20 anni) che si portano a casa anche il Premio Speciale “Repubblica di San Marino” per la migliore esecuzione del brano Contests per due pianoforti di Chick Corea e al concerto finale incantano con il Rondò di Schubert e due Danze Slave di Dvorak, imponendosi sul duo ucraino Kholodenko-Gugnin e sul tedesco Rieder-Bartmann (rispettivamente secondo e terzo posto).

Dei “Giovani Talenti” è invece la piccola cinese Yfan Yang (10 anni) a vincere il primo premio e a suonare un Improvviso di Schubert, mentre al portoghese di dodici anni Rafael Antonio Kyrychenko, sensibile interprete di un Notturno di Chopin, tocca il secondo premio. Il terzo non viene assegnato.

San Marino, 29 settembre 2008

Alberto Spano, ufficio stampa

Studiomusica Press PR

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