San Marino. Lavoro ‘agile’, Marino Cecchetti

Lavoro agile

Martedì scorso il Consiglio Grande e Generale ha approvato in via d’urgenza e all’unanimità il progetto di legge «Disciplina dello Smart Working» (lavoro ‘agile’, non vincolato da orari o luogo). Una modernizzazione importante. Che fa ben sperare. Scrivono nella Relazione i Segretari di Stato Elena Tonnini e Teodoro Lonfernini: ai dipendenti si fornisce «la possibilità di eseguire la prestazione lavorativa in parte segue dalla prima pagina nella sede del datore di lavoro e in parte da un diverso luogo, mediante l’utilizzo di strumenti telematici».

Fra gli obiettivi della legge, oltre all’«incremento della competitività d’impresa» (che non basta mai), è espressamente indicata l’«efficienza dei servizi pubblici». Ecco il punto che ci preme sottolineare: impegnarsi concretamente per avere una Pubblica Amministrazione in grado di sfruttare le potenzialità dei nuovi mezzi forniti dalla modernità. Gli esempi di paesi che hanno imboccato questa strada e con risultati strabilianti, non mancano. Ad esempio Singapore.

Non dateci, per favore, un’altra delusione.

Avevamo sognato che con l’arrivo del dr. Sergio Mottola alla presidenza di “Techno Science Park” – subito ribattezzato “San Marino Innovation” – la nostra Repubblica sarebbe diventata una Estonia dove si va di persona in un ufficio pubblico solo per sposarsi. Di certo il cambio del nome si imponeva dopo una ventina d’anni in cui non si era fatto altro che macinare soldi pubblici. Dopo il cambio del nome però in concreto non si è visto, ad esempio, l’auspicato miglioramento nell’«efficienza dei servizi pubblici» in generale. Il nostro essere Stato se si aggancia alla modernità davvero possiamo sfangarla nonostante il Coronavirus e distinguerci anche dal circondario con vantaggio anche del circondario

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