San Marino. L’informazione: “Lamentazione su Facebook della direttrice AASLP”

L’informazione: “Lamentazione su Facebook della direttrice AASLP”

Ci sono dei dati di fatto. Sulla raccolta differenziata non è che le cose siano andate benissimo e il dietrofront sul porta a porta è lì a testimoniarlo. Sulla rotta neve, anche lì, non si è brillato per organizzazione. Motivi evidenti di criticità sui quali appare abbastanza normale che l’opposizione punti il dito, soprattutto se le magagne vengono fuori dopo che si è smantellato quello che c’era prima. Se non questo, almeno questo, non si capisce che cosa debba fare una opposizione annichilita da una legge elettorale che ne ha quasi azzerato, premeditatamente, ogni possibilità di incidere nelle decisioni politiche del paese. In questo quadro, che a propagandare vittimismo sia chi comanda, risulta quanto meno singolare. E invece ci si trova di fronte a chi detiene il potere che, quando non sa cosa rispondere, piagnucola, fa la vittima, ribatte “ah, però anche voi…”. Ebbene quando in questo gioco delle parti politiche ci si mette la dirigenza amminsitrativa, che non fornisce risposte tecniche, ma piagnistei di ripicca, significa che qualcosa non funziona davvero. Se poi si usa facebook, per cercare pregiudizi di conferma e i mi piace della propria fazione, significa che le cose funzionano ancora meno. Ecco allora che, in questi giorni, spunta un post della Direttrice dell’Aaslp, Giuliana Barulli, che dal congedo di maternità entra con le sue considerazioni nella diatriba politica, richiamando peraltro un episodio giudiziario nel quale, colui che viene additato, è stato assolto con formula piena a fronte di una sua denuncia. Comunque, scrive la Barulli: “Repubblica Futura: Niente di buono per il Paese. In questi giorni in cui sono a casa per vivere un momento della mia vita meraviglioso “la materinità” ho tanto tempo per pensare, e pensando alle elezioni del 2016 e quelle del 2019 mi tornano alla mente le richieste cariche di lusinghe da parte di membri di Repubblica Futura nel convincermi a candidarmi nella loro squadra. Alla prima proposta non accettata la situazione mi vedeva focalizzata in primis sull’accesso all’Interno della PA tramite i suoi concorsi, alla seconda proposta tre anni dopo la mia idea e il mio pensiero erano rimasti gli stessi (…)

Articolo tratto da L’informazione

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