San Marino. Lo scontro politico seleziona le ordinanze “funzionali”. Antonio Fabbri

L’informazione di San Marino

Lo scontro politico seleziona le ordinanze “funzionali” / Ignorate le decisioni che non piacciono Le ultime bordate di una opposizione un po’ troppo compatta generano tensioni anche in maggioranza

Antonio Fabbri

Mentre si va verso la formalizzazione delle dimissioni di Simone Celli dal Consiglio grande e generale, al quale dovrebbe subentrare, essendo il primo dei non eletti, Michele Guidi, l’opposizione insiste che il problema politico è più ampio e investirebbe il governo e la maggioranza.

L’asse circolare politico-giudiziario-politico consolidatosi a partire dal teorema dei “colpo di Stato”, alimentato dentro e fuori la Commissione affari di giustizia, sembra proseguire il suo percorso. Già in quella sede, nella quale è stato elevato il pettegolezzo a comunicazione istituzionale sulla quale costruire processi politici da riversare in atti giudiziari a sostengo di tesi dalla difficile dimostrabilità, i verbali attestano un apparente disegno

Non a caso si vorrebbero tenere nascosti e c’è chi, addirittura, in Consiglio ha sostenuto che la verbalizzazione di quella commissione non dovesse essere fatta in quel modo: troppo dettagliata. Il contenuto di quei verbali, comunque, per ora viene ignorato, anche se tutti orma lo conoscono. L’opposizione compatta prosegue nel proprio obiettivo politico chiamando a sostengo anche le virgole di ordinanze interpretate a proprio comodo.

Gli attacchi costanti di una minoranza che si presenta unita – anche troppo per alcuni propri sostenitori ai quali non è passata inosservata la composizione della platea dell’ultima serata pubblica – pare pesare pure in maggioranza, dove tensioni si sono registrate nelle ultime riunioni. Le stesse tensioni che avrebbero indotto Celli, provato pure ad un tiro al piccione mai visto nella storia politica sammarinese messo in campo dalla minoranza, a incontrare la Reggenza per annunciare il proprio passo indietro anche dal Consiglio, dopo aver già lasciato il suo ruolo di governo.

La politica, dimensione sconosciuta che ha ormai lasciato il posto a una guerra in cui la pochezza dei ragionamenti pare essere l’unica cifra del dibattito, ha come tema di “confronto” le ordinanze. Ma non tutte. Così è sul piano, si fa per dire, politico.

Ma il diritto penale è un’altra cosa e la giustizia ha le sue dinamiche.

Capita così che un giudice superiore constati l’assenza di elementi per contestare le accuse mosse e bocci, revocandola, quella ordinanza che per più di dieci giorni, dentro e fuori il Consiglio, è stata l’ispirazione dello scontro. Ma questo pare un dettaglio. 

 

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