Caso Amazon a San Marino, Segretario Gatti: “Blocco delle consegne contrasto ad una distorsione di mercato dovuta alla non applicazione di monofase o IVA”

La Segreteria di Stato per le Finanze interviene in merito alla questione della mancata consegna dei pacchi da parte di Amazon sul territorio sammarinese.

Una questione già sollevata in queste ore da Domani – Motus Liberi, dopo la raffica di segnalazione fatta piovere sulle pagine dei social network dai residenti sammarinesi che si lamentavano per la mancata consegna. 

“La consegna dei pacchi da parte di Amazon sul territorio sammarinese – premette la Segreteria di Stato – è un tema di lunga data ed è un tema prettamente fiscale. Amazon, infatti, consegna nel resto del mondo nel rispetto delle normative fiscali che prevedono il pagamento delle imposte indirette nel Paese di consumo quando il volume delle vendite supera determinati importi. 

La Segreteria di Stato per le Finanze e il Bilancio, sin dalla fine dello scorso anno, si è attivata per
sensibilizzare Amazon a condividere soluzioni per adempiere al pagamento dell’imposta monofase formulando anche proposte concrete. Gli interlocutori di Amazon si son dimostrati attenti ai temi posti e dichiarati interessati a trovare soluzioni per adempiere, al pari di quanto avviene negli altri Paesi, al pagamento della monofase. Il blocco delle consegne lo vogliamo interpretare quale contrastato ad una distorsione di mercato dovuta alla non applicazione di imposte indirette (monofase-IVA)”.

Quindi Gatti risponde alle accuse dei colleghi di maggioranza Motus Liberi che, pur non citandolo, lo hanno accusato di essere responsabile del blocco dei pacchi.

!Con dispiacere – scrive la Segreteria – leggiamo il comunicato di Domani Motus Liberi che parla di “maldestro approccio” quando la tematica è in discussione da mesi e quando sul tema vi è una responsabilità del Governo a intervenire sui fenomeni distorsivi che vanno a danno dell’economia del Paese. Peraltro, proprio il Segretario di Stato di Domani Motus Liberi con delega al Commercio dovrebbe essere il primo interessato a garantire la corretta concorrenza a tutela di tutte quelle attività locali che vendono gli stessi prodotti offerti da Amazon, avendo però già investito sul territorio e pagando regolarmente la monofase”.

Infine da Palazzo Begni palesano la perplessità all’accordo con Amazon Web Services siglato dal Segretario Righi nel 2021: “Questo tema non è un tema fiscale ma piuttosto di “sovranità del dato digitale”. La proposta di trasferire i dati detenuti dalla parte pubblica al di fuori del territorio nazionale è un tema che impatta dal primo all’ultimo cittadino, dalla prima all’ultima impresa. La riflessione e la valutazione dell’impatto di collocare i dati su un territorio dove la Repubblica non ha giurisdizione, ma lo ha l’altro territorio, non può essere presa a cuor leggero. Diverso sarebbe agire affinché Amazon prendesse in seria considerazione la creazione di una logistica digitale in Repubblica per prestare i propri servizi alle imprese, al settore finanziario, alla PA e magari sviluppando la creazione di “ambasciate digitali” che possano garantire uno stato giuridico certo di “sovranità del dato digitale”.

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