San Marino. Resoconto Consiglio Grande e Generale mattina 23 febbraio 2022

San Marino. Resoconto Consiglio Grande e Generale mattina 23 febbraio 2022

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE  23 FEBBRAIO- 1° MARZO

– MERCOLEDÌ 23 FEBBRAIO – Seduta della mattina

Il tema della libertà di espressione riferito alla vicenda del quotidiano “La Serenissima” e la crisi in Ucraina sono i due argomenti più toccati nel corso del comma comunicazioni con cui si è aperta la sessione consiliare di febbraio. In particolare, i consiglieri di Libera sono intervenuti dando tutti lettura di un documento in cui si appella all’Aula: “La denuncia di un Segretario di Stato e l’inchiesta avviata dalla magistratura violano palesemente il diritto alla libertà di espressione- mandano a dire- e chiediamo alla Reggenza e a tutti i consiglieri di impedire questa violenza e di difendere la democrazia’”. Nel suo intervento, il Segretario di Stato per la Sanità, Roberto Ciavatta, chiarisce la natura della richiesta presentata in Tribunale nel marzo 2021: “Devo deludere l’Aula: non posso ritirare alcuna denuncia, perchè non l’ho fatta e non ho fatto neanche un esposto. Nei primi giorni di marzo del 2021, ho avanzato una richiesta al tribunale che non ha  nulla a che fare con chi scrive sul giornale, ma sulle regolarità di un giornale che in quella fase usciva senza l’indicazione di un direttore responsabile, senza autorizzazioni, con una proprietà in mano a società che non ha avuto nel suo oggetto la pubblicazione di un giornale etc. Ho chiesto al tribunale se vi fossero violazioni di legge”.

Nel corso del dibattito, il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Luca Beccari, anticipa la presentazione di un Ordine del giorno da parte della maggioranza, aperto ai contributi di tutta l’Aula, per esplicitare la posizione della Repubblica di San Marino sul crisi che vede coinvolti Ucraina-Federazione Russa. Il dibattito del comma comunicazioni prosegue nella seduta del pomeriggio.

 

Di seguito un estratto degli interventi della mattina.

Comma 1. Comunicazioni
Michele Muratori, Libera

La libertà di espressione costituisce uno dei principi fondamentali degli ordinamenti democratici (…).L’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani sancisce ‘ogni individuo ha diritto di libertà di opinione ed espressione. L’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo stabilisce che ogni persone ha diritto alla libertà di espressione; l’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue stabilisce che la libertà dei media e il loro pluralismo siano rispettati; l’articolo 21 della Costituzione italiana stabilisce ‘tutti hanno diritto di manifestare le proprie idee e opinioni; l’articolo 6 della Dichiarazione diritti del cittadini della Repubblica di San Marino garantisce libertà della persona, anche di manifestazione del pensiero. La denuncia di un Segretario di Stato -e sappiamo benissimo che è Roberto Ciavatta- e l’inchiesta avviata dalla magistratura violano palesemente il diritto alla libertà di espressione e chiediamo alla Reggenza e a tutti i consiglieri di impedire questa violenza e di difendere la democrazia’.

Di fronte all’attacco liberticida messo in atto verso “La Serenissima” e verso tutti i cittadini che hanno avuto l’ardire di esprimere la propria opinione non si può che rimanere esterrefatti, disgustati o storditi. E’un attacco vile che rappresenta al meglio quello che San Marino sta attraversando, una finta democrazia mascherata da dittatura perpetrata da un Segretario, il Ciavatta, imitazione contraffatta nostrana di un Don Chisciotte trasformato nella peggiore produzione del politico asservito al potere e con la compiacenza di chi, pur di tirare a campare qualche in giorno in più, nasconde occhi, testa e coscienza sotto la sabbia. Ho ancora qualche dubbio sulla ratio che ha spinto Ciavatta a presentare un esposto contro cittadini che hanno pensato di esprimere la propria opinione. Forse per celare, o malcelare, una patetica inadeguatezza di coprire un incarico decisionale dopo legislature passate ad inveire o avvelenare i pozzi? O forse per distruggere chiunque osa criticare il malfatto? Un attacco ad un organo di stampa reiterato nel tempo, senza precedenti nella storia millenaria del nostro Stato e rivolta a cittadini che hanno scritto a un giornale, spesso a più giornali, per esprimere la propria opinione. O forse perché è uno di quei giornali che ha osato pubblicare le foto del festino del 1° aprile? Signori, qui siamo di fronte a una schifosa dittatura e le dittature si combattono solo lottando. Credo questa denuncia rappresenti la totale inadeguatezza, pericolosità e pateticità di un Segretario che non ha più nulla da dare al Paese, se non uno sprazzo che distoglie l’attenzione da problemi più gravi, un Segretario che dovrebbe avere la decenza di dimettersi e chiedere scusa alla comunità che rappresenta. Ci attendono tempi bui, a noi non resta che civilmente lottare per contrastare questa deriva fascista, affinché San Marino, agli occhi della comunità internazionale, non diventi da paese delle libertà a paese liberticida. Esprimo la mia vicinanza a cittadini che si sono visti notificare quel mandato di comparizione. Questo mio breve intervento lo invierò a tutte le testate giornalistiche, denunci pure anche me, Segretario Ciavatta.

Francesca Civerchia, Pdcs
Credo sia necessario fermarsi un istante e fare un’analisi su quello che sta accadendo nell’ultimo mese. Il fenomeno che hanno determinato l’emergenza Covid, post-Covid, l’isolamento e la paura cui siamo stati costretti ha acuito infatti i lati fragili della società. E’ sotto gli occhi di tutti l’aumento di disagi in bambini e adolescenti, l’abuso di alcol, medicine. C’è un importante disagio psicologico espresso anche nelle difficoltà scolastiche. Tutti questi sono aspetti che i giovani si trovano ad affrontare. Vanno potenziati gli interventi con l’avvio di un tavolo tecnico specifico su questi fenomeni. Serve un piano per l’infanzia e per l’adolescenza mirato al benessere fisico e psicologico. Anche l’Oms ci dà dati su cui riflettere: + 10% dei bambini e + 20% degli adolescenti oggi sono a rischio. Ringrazio fin da ora le forze dell’ordine che si stanno adoperando per intercettare il disagio dei ragazzi, per prevenire e aiutarli. Fortunatamente, tutti i servizi preposti si stanno adoperando a contrastare la devianza, e serve il coinvolgimento della famiglia e di tutta la società civile. L’investimento sulla prevenzione deve essere al centro dell’azione politica e di tutti i servizi dedicati. In parallelo, va monitorato il fenomeno della criminalità. Un mese fa circa abbiamo assistito all’aggressione di un nostro concittadino che ha subito la violazione del proprio domicilio. La politica deve adoperarsi per sostenere i comparti delle forze dell’ordine, con il ripristino numerico delle risorse umane e con l’installazione di nuove telecamere per aumentare la sicurezza. Medesima indignazione va rivolta s chi prepara polpette avvelenate che lascia nei parchi. E’ anche questo un segnale di disagio. Occorre sanzionare fortemente questi gesti, espressione di violenza e cattiveria.
La violenza, presente anche in quest’aula nel dibattito politico, è figlia della debolezza di identità di certi partiti e la violenza, anche verbale, è una implicita ammissione di inferiorità. Anche in aula auspico un comportamento corretto, non è più tempo della politica del livore.

Giovanni Zonzini, Rete
Esprimo la mia solidarietà per chi si è ritrovato in casa la comunicazione del tribunale e la convocazione per aver mandato una lettera ad un giornale. Condivido, è un fatto da valutare e comprendere. Ciò non di meno, non si può adottare la menzogna sistematica e dire che un Segretario di Stato ha denunciato tutti coloro che hanno scritto a un giornale. Ho visto la denuncia e so che non è vero. E’ evidente che esprimo solidarietà e dico di più: sono pronto a costituirmi. Se in tribunale mi ascoltano, sappiano che sono a disposizione, confesso di aver scritto ai giornali dal 2012 ad oggi, senza essere iscritto alla Consulta. Se questo è un reato, ebbene sono colpevole e sono pronto ad assumermene tutte le responsabilità del caso. Se un tribunale stabilisse che chiunque scrive sul giornale senza tesserino da giornalista commette reato, sono pronto a chiedere per gli eventuali condannati la grazia immediata alla Reggenza e a cambiare la legge.
Sgombrato il campo da accuse di democrazie mascherate da dittature, e dal fatto che qui dentro nessuno vuole limitare la libertà di espressione, ciò non di meno è evidente che nel caso in specie vi sono particolarità. Muratori parlava di un giornale indipendente, di inchiesta, libero da padrini e padroni….dai seggi di Libera ora dicono che non l’ha detto. Bene, perché i padrini e padroni sono gli esponenti di Libera e lo sono anche nella redazione. Il direttore funge per lo più da prestanome: se si guarda la gerenza infatti, una redazione non esiste, c’è solo una casella mail. Quel giornale è realizzato da sostenitori ed esponenti di Libera che si nascondono dietro un paravento di imparzialità di una testata giornalistica per lanciare i propri attacchi politici, mascherati da analisi terze e imparziali. Cari colleghi di Libera vi ringrazio, è importante che nel panorama editoriale desolante che abbiamo un partito entri e faccia informazione. E ringrazio chi ha collaborato con voi. Ma perché vi dovete vergognare e non vi dovete firmare? Vi ricordo che un grande partito di sinistra italiano, il Pc, aveva uno dei quotidiani più autorevoli con le migliore firme di intellettuali, L’Unità.  Chi lo leggeva sapeva cosa leggeva. Chi compra la Serenissima deve sapere che sta comprando il quotidiano di partito di Libera. Io sono sicuro che il Segretario non abbia denunciato i singoli che hanno scritto sul giornale, ma quel giornale è uscito per un mese senza gerenza, era un libello anonimo.

Matteo Ciacci, Libera
Non stiamo parlando di irregolarità presunte, ma della lesione di diritti fondamentali sanciti in più circostanze in carte e dichiarazioni internazionali. Noi non siamo qui a difendere un giornale, un blog, un partito ma questi valori. Noi abbiamo sempre chiesto nell’ambito della legge sull’editoria una cosa come Libera: applichiamola, facciamo lavorare l’Autorità garante per l’informazione, diamogli strumenti per individuare le responsabilità, ma li avete fatti dimettere tutti i suoi componenti. Questo è il vero tema. Ciavatta è il vostro grande capo che agisce incontrastato, ma tutti gli andate dietro. Sta passando un principio per cui ‘chi non la vede come il governo, rischia di finire in tribunale ogni qual volta che alza la voce’. Siamo tornati ai tempi per cui è diventato impossibile riportare la propria opinione sui giornali, quello che sta avvenendo è un precedente grave. Con gli incarichi ‘a parentopoli’ si sta zitti perché, se si dice qualcosa, si finisce in tribunale. E domani ci troveremo ad approvare una legge, quella sulla terza istanza, che dice di dare un’altra chance ai grandi protagonisti dei ruggenti anni 2000 nei processi più delicati della nostra Repubblica.  Intanto i nostri concittadini sono chiamati in tribunale solo perché hanno espresso la propria opinione. Caso Titoli, Conto Mazzini, azioni di responsabilità andranno avanti? No, qui chi paga è chi dice qualcosa di traverso rispetto Ciavatta e compagni. Questo è pericoloso. Non mi basta quello che dice Zonzini, voglio una presa di distanza, non la difesa dell’indifendibile. Noi ci battiamo per la difesa di principi che devono essere riconosciuti e applicati attraverso le normative, inclusa la legge sull’editoria.  Non si scherza più.

Aida Maria Adele Selva, Pdcs
Una breve riflessione sulla situazione internazionale, divenuta veramente critica con la crisi russa-ucraina. Sotto certi aspetti è il periodo più critico dopo i conflitti mondiali, raramente si è giunti alle criticità di questi giorni. La situazione presenta tali difficoltà e rischi da giustificare pienamente la profonda preoccupazione per la crisi in atto. Vi sono negoziati in corso. La guerra non è mai soluzione ma suicidio del genere umano. Non si può che impegnarsi per riaffermare  gli ideali di libertà, pace e giustizia. Non si può prescindere dal dialogo e dal negoziato, arma vera della politica. Bisogna dunque negoziare, e ancora negoziare, per rendere più stabile l’equilibrio dei grandi interessi che dividono il mondo. Non possiamo non denunciare la gravità della crisi in atto e dobbiamo cercare di contribuire a una soluzione di pace negoziata e ottenuta nel rispetto ed equilibrio, una pace frutto del senso di responsabilità e dell’avanzare della vita democratica e della riaffermata dignità dei popoli dopo il conflitto mondiale. La Repubblica di San Marino anche in questa drammatica situazione si attiverà per una soluzione pacifica, con tutte le sue energie. E’ un augurio per noi e per tutti i popoli che devono essere impegnati a ricercare la pace nel mondo.

Giuseppe Maria Morganti, Libera
Ci chiediamo tutti come mai il Sds Ciavatta va in tribunale a fare una denuncia di questa natura. È abominevole. Ci sono questioni che riguardano la regolarità, i diritti delle imprese…per carità. Ma quando viene leso in modo palese il diritto delle persone ad esprimersi o c’è una ribellione da parte di tutto il Consiglio, o il rischio di una degenerazione è imminente. La Reggenza ci ha letto a inizio seduta la bellissima lettera della Senatrice Segre, che ha accettato la cittadinanza onoraria di San Marino.  E lei, quando interviene, dice sempre che le questioni dirimenti la democrazia vanno colte sul nascere. Occorre intervenire se una società non dimostra di avere gli anticorpi perché il processo si blocchi sul nascere, i rischi sono elevatissimi per quella società. Oggi forse ancora siamo n tempo per intervenire, allora interveniamo. Per prima cosa governo e maggioranza chiedano di ritirare questa denuncia immediatamente. Poi se ci sono questioni di irregolarità le si vedrà, come ha scritto bene la Consulta, vanno previste le modifiche necessarie. Ma vi immaginate quelle 8-10 persone come stanno vivendo, chiamate dalla polizia interforze a presentarsi con un avvocato per essere interrogate? Sono state minacciate. Per una deficienza strutturale che consente a un membro di governo di fare una denuncia di questa natura, dobbiamo consentire che succedano queste cose nella Terra della libertà? Vi rendete conto dela gravità della situazione? Qui in gioco c’è la libertà dei nostri cittadini. Vogliamo lasciarla perdere solo perché adesso la politica si fa con le minacce nei tribunali?


Matteo Rossi, Npr
L’attività della Serenissima è chiaramente un’attività di partito. Facile fare giornalismo quando gli articoli li scrivono dipendenti di partito.. È un’attività economica che non ha le spese che affrontano altri giornali. Ognuno può scegliere la linea politica che vuole, ma lo deve fare in maniera trasparente, come fanno gli editori Filippini, Tabarrini… Nessuno nel nostro paese sarà ed è stato imbavagliato, ma i cittadini devono sapere chi è il responsabile, se un articolo non è firmato, ma vengono fatte ricostruzioni a firma anonima o sotto la sigla ‘il direttivo della Serenissima’.
Mi appello al governo per ritrovare equilibrio e tornare nell’ambito della dialettica politica, ma anche a chi redige quel giornale, per farlo nei crismi di legge, perché ci sono giornali che fanno giornalismo in un certo modo e giornali che lo fanno in forma anonima.
Vorrei poi sottolineare bontà e l’entusiasmo creato dall’evento fatto a San Marino dai sammarinesi tutti, partendo dalla politica fino agli artisti, come ‘Una voce per San Marino’ e vorrei fare i miei complimenti a San Marino Rtv che ha dimostrato di starci con professionalità e capacità per un evento che ha dato risonanza internazionale a San Marino.
Rispetto le polemiche che leggiamo, anche sul Fatto Quotidiano, vorrei rispondere che la ‘sagra della salama da sugo’ è più emiliano-ferrarese che romagnola-sammarinese…per il resto noi siamo fieri delle nostre tradizioni, ma cerchiamo di fare anche passi avanti nello sviluppo dei grandi eventi. Poi su ‘Striscia la notizia’: va bene San Marino Rtv è compartecipata Rai, ma quei soldi che arrivano, derivano da accordi bilaterali che si sono sviluppati nel tempo e che devono far contente entrambe le parti. Tornando alla questione La Serenissima: mi appello a chi ha esteso la denuncia a utilizzare equilibrio. Basta denunce, siamo stanchi, ma vogliamo con tutta la nostra forza che le cose siano fatte con trasparenza alla luce del sole, poi che un giornale abbia sua linea editoriale è sacrosanto, ma il cittadino deve sapere chi scrive.

Teodoro Lonfernini, Sds con delega all’Informazione
Ho ascoltato con grande attenzione gli interventi che mi hanno preceduto, molto appassionati, e sotto certi aspetti apprezzo questa passione nel richiamare con grande senso istituzionale quelli che devono essere concetti impliciti. Primo fra tutti il diritto alla liberà di espressione e tutto quello che è disciplinato nel concetto di libertà, che nel nostro Paese non è assolutamente in discussione. Ma nell’ascoltare il dibattito avverto grande senso di confusione. Facile, colleghi di opposizione, richiamare principi altissimi, quando si sa benissimo di essere in difetto.  Rispetto al caso legato al giornale La Serenissima: sono felice che sia in edizione, quale Segretario per l’informazione non lavoro per chiudere una testata, ma per fare in modo che la stessa si adoperi nel rispetto delle leggi. E’ un giornale che ha più che un intento di carattere informativo generale, una  finalità e un format politico. E’ un dato di fatto. Ogni sua edizione è incentrata nel richiamare l’attenzione politica dell’opposizione nell’accusare l’azione oggettiva del governo e quanto vi è riportato è esclusivamente propagandistico. Questo non è reato, è legittimo dal momento in cui quella attività di propaganda viene svolta e sviluppata attraverso il rispetto delle regole di base. Nessuno però riusciva a comprendere quali erano i soggetti punti di riferimento di quel giornale. Ho sottolineato il difetto che gli articoli siano stati pubblicati privi di paternità, senza firma. E’ una delle regole di base per operare all’interno del mondo dell’informazione: nell’esprimere una opinione, una paternità deve essere sottoscritta e ciò mancava ed è stato sollevato all’Autorità garante dell’informazione, alle attività economiche competenti, e si è cercato di fare una ricerca all’interno dello stesso giornale ma non c’era mai udienza. Successivamente al dibattito e al passaggio legislativo fortemente da me voluto, sono scattate una serie di posizione espresse su di me proprio da quel giornale. Il sottoscritto ha rivolto attenzione al congresso e al tribunale e non a caso in coincidenza con l’edizione di ieri, quella delle pagine nere, ad orologeria è arrivata l’archiviazione di quella denuncia. Come mai La Serenissima si permette di uscire in quel modo e ad orologeria arriva poi l’archiviazione della mia denuncia, come mai collega Morganti? Nessuno ha denunciato i cittadini, neanche con esposto del collega Ciavatta, quella è stata un’azione giudiziaria ritenuta plausibile dal Commissario della Legge e non mi esprimo. Ritengo quei cittadini siano stati ascoltati e avranno la possibilità di chiarire e continuare ad esprimere la propria opinione dove e quando vogliono, l’importante è che quando si attacca una persona gli si dia la possibilità di replicare e che quando si esprima la propria opinione la si sottoscriva per poter avviare un dibattito. La Serenissima ha regolarizzato sua posizione? Sono felicissimo. Lavoreremo al deposito della legge sull’informazione per definire le regole di base del ‘quarto potere’, ci misureremo e mi auguro certe esternazioni possano rappresentare solo un momento spiacevole di questo Consiglio grande e generale.

Guerrino Zanotti, Libera
Ci sono temi che meritano l’attenzione di questo Consiglio come la situazione che si sta verificando in Ucraina e il rischio di conflitto che forse è già in atto. Esprimo la vicinanza a quei cittadini che vivono qua in Repubblica e auspichiamo l’intervento del Segretario per esprimere posizioni in sedi internazionali rispetto la necessità di dialogo soluzione pacifica del conflitto. Tuttavia non possiamo esimerci nell’affrontare il tema dei temi come fatto dai miei colleghi. ‘La libertà di espressione costituisce uno dei diritti fondamentali dei sistemi democratici. Chiediamo a tutti i consiglieri di impedire questa violenza e difendere la democrazia’. Con questo esposto si è messa in difficoltà tutta la cittadinanza o quelli che pensano sia legittimo- e lo è- esprimere la propria opinione sui media locali, con questo esposto del Sds Ciavatta abbiamo minato la voglia di partecipare e non bastano le posizioni di solidarietà al microfono. Questo esposto ha manifestato un dato di fatto gravissimo: i cittadini che hanno espresso la loro opinione sul governo si ritrovano un esposto a loro carico. E sarà un deterrente fortissimo alla partecipazione attiva alla politica del paese. Non solidarietà, serve un atto preciso, si ritira un esposto indegno. Tutti lo devono pretendere e dire in Aula. Qui è in gioco la democrazia, potete dire quello che volete. Non siamo noi che stiamo esagerando.

Nicola Renzi, Rf
Il primo pensiero in Comunicazioni credo debba andare ai fatti gravi dell’orizzonte europeo, la crisi in atto tra Ucraina e Federazione russa induce noi a riflettere su tutto quello che ne consegue, a vite umane perdute e agli equilibri mondiali messi in discussione. Rf non ha voluto presentare un Odg su questo, è compito prevalentemente della Segreteria di Stato per Affari esteri e della maggioranza, cercheremo di dare un mandato più fattivo e più pieno al nostro Segretario e alle rappresentanze diplomatiche per far sentire la voce di San Marino, quello che possiamo fare non è molto ma è importante per scongiurare la guerra. Do subito la mia diponibilità e quella del mio gruppo ad aderire a un Odg se vorrete sottoporcelo per dare pieno mandato alla Segreteria di Stato per intervenire nelle sedi internazionali.
Fatta questa premessa doverosa, veniamo alle miserie nostrane. Noi come Rf aderiamo all’appello di Libera e leggeremo il documento che avete letto. Lasciatemi dire però che la gravità della situazione non vede oggi il suo culmine, già visto in precedenza, le denunce nei confronti dei giornali sono di tempo fa. Oggi ce ne sono altre che noi, con la stessa volontà di resistenza, siamo qua a denunciare. Io avevo già cercato qualche mese fa di denunciare in Consiglio il clima generale che stiamo vivendo in questo paese che avevo definito come Medioevo. Nel nostro paese è a rischio la democrazia rappresentativa con un tentativo costante di intimidazione.

Vi sembra normale che il congresso abbia preso questa mania di denunciare a tappeto organi di stampa, non solo La Serenissima? Il clima è totalmente irrespirabile e non possiamo continuare ad accettare questo modo di fare. Spero si arrivi a un po’ di buon senso e si possa lasciare da parte le denunce fioccate e si possa iniziare a fare politica. Qualche consigliere di maggioranza mi pare un segnalo in questo senso lo abbia dato.

Gaetano Troina, Dml
E’ un periodo in cui il genere umano sta dando un pessimo spettacolo di se stesso. I mass media ci hanno abituati a una quotidiana escalation di violenza, ormai le notizie non ci sorprendono più. Siamo ad un passo da un conflitto internazionale che, se degenerasse, ci porterebbe a un passo dal conflitto mondiale, poi cambiementi climatici sempre più frequenti, il problema dei rifiuti che ricoprono il pianeta: tutti fenomeni che danno a noi l’idea di cosa sta avvenendo attorno a noi e che vengono vissuti con noncuranza.
Quando ci si trova in difficoltà bisognerebbe unire le forze, mentre trova applicazione il principio homo homini lupus in cui prevale il diritto di ciascuno su ogni cosa. Non è facile essere ottimisti ma non è accettabile rimanere inermi. Cominciamo dal nostro paese, ad amarlo per davvero, ci si sforzi a mettere da parte gli interessi personali, invidie…cerchiamo di essere un buon esempio di capacità di mediazione e democrazia, prima di pensare a istituire tavoli per la pace tra Ucraina e Russia. Ci sono denunce in tribunale e soggetti che pretendono di esprimere le proprie opinioni sui giornali con pseudonimo o in anonimo, è un buon esempio? Se il nostro intento è meritare una migliore reputazione internazionale su questo diamo esempio di rispettare le opinioni di tutti, piccoli e grandi, potenti e non, e prendiamoci le responsabilità delle nostre azioni.

Gian Nicola Berti, Npr
Una nota positiva la possiamo trarre da questo comma. Evidentemente la questione Covid non è più incalzante. Spiace assistere a questo comma comunicazioni, quando la situazione contingente degli scenari intorno a noi è preoccupante e sentire che la democrazia e il trattato di Helsinki siano stati calpestati in modo violento, nel silenzio generale dell’Aula, mentre i paladini della democrazia hanno altro cui pensare oggi: gli investimenti da loro fatti su un giornale hanno fatto sì che una possibile guerra vicino casa nostra passi in secondo piano. Mi appello alla Segreteria di Stato  perchè riporti questo tema preminente nel dibattito consiliare.
Non conoscevo fino a questa mattina le vicende del quotidiano La Serenissima che ritiene di essere stata lesa nei suoi diritti, e ha tutto diritto di sostenerlo. Ma chi in Aula si reputa paladino dello stato di diritto dovrebbe ricondurre il tutto ai fatti. Una comunicazione giudiziaria non è un attentato alla democrazia ma una comunicazione riservata ai cittadini, rispetto alla possibilità di difendersi in un processo. Quando la si usa per spararla ai media, forse qualcosa non funziona. Non conosco e non voglio conoscere i contenuti degli esposti, lo reputo scorretto trattarne in quest’aula. Qualcuno chiede le dimissioni del Sds Ciavatta per aver fatto un esposto? Siamo di fronte a un accertamento dei fatti da parte di un tribunale, forse certi consiglieri non hanno capito molto di democrazia. Io penso, come dicono tutti, che ci sia correlazione tra Libera e questa testata, magari è un giornale sostenuto finanziariamente da un partito politico. E in Aula abbiamo approvato una legge per una informazione trasparente e oggi tuttora non c’è trasparenza sui flussi finanziari che sostengono l’informazione. Credo nella possibilità di queste persone di difendersi in tribunale, possono anche contro-denunciare per calunnia.
Siamo un piccolo Paese, pensare di avere  una informazione indipendente è un esercizio difficile, ma di sicuro in questo momento abbiamo grosse difficoltà. Mi rendo conto c’è tanta malafede in Aula, gridando dietro l’impunità del microfono, senza denunciare invece nelle sedi preposte. Se abbiamo veramente a cuore il sistema dell’informazione dovremmo fare uno sforzo, al di là di Rtv, per dare veramente una informazione indipendente al Paese. Poi se si ha informazione di parte, benissimo che Libera abbia un suo giornale, ma sarebbe giusto che Libera lo scrivesse.

Roberto Ciavatta, Sds per la Sanità
Il consigliere Zanotti ha detto che tutto il discorso non riguarda gli accertamenti sulla regolarità delle attività della Serenissima, credo dovranno verificarlo gli organismi preposti. Il tribunale sta verificando eventuali violazioni di legge della Serenissima. E devo deludere l’Aula: non posso ritirare alcuna denuncia, perchè non l’ho fatta e non ho fatto neanche un esposto. Nei primi giorni di marzo del 2021, ben prima dei fatti del 1° aprile, ho avanzato una richiesta al tribunale che non ha  nulla a che fare con chi scrive sul giornale, ma sulle regolarità di un giornale- La Serenissima- che in quella fase usciva senza l’indicazione di un direttore responsabile, senza autorizzazioni, con  una proprietà in mano a società che non ha avuto nel suo oggetto la pubblicazione di un giornale etc. Ho chiesto al tribunale se vi fossero violazioni di legge. Non ho ricevuto alcuna comunicazione in merito a questa mia richiesta. Anche io ho più volte scritto ai giornali e intendo continuare a scrivere lettere, auspicando vengano pubblicate, è lungi da me la volontà anche solo di ipotizzare che ci possano essere indagini verso chi scrive sui giornali. Non so quale sia la ratio del giudice che convochi chi ha inviato lettere a un giornale,  non ho timori a difendere chiunque scriva qualunque sua opinione sui giornali. Ma immagino che questo giudice, se ha invitato dei cittadini che hanno scritto su un libello, in quei mesi, prima di marzo 2021, lo abbia fatto nel tentativo di capire chi sia il responsabile di quella pubblicazione, chi la finanzi, chi la stampi e incassi emolumenti e introiti pubblicitari, perché ci sono leggi che prevedono che questo vada indicato. Altrimenti non si fa informazione, ma truffa. L’indicazione del direttore responsabile è anche a tutela di chi invia le proprie lettere ai giornali.
Sono sicuro che il giudice non intenda perseguire chi ha mandato una lettera al giornale, ma capire di chi sia il giornale, come si finanzi e dove finiscono i soldi di vendite e di spazi pubblicitari, sono leggi dello Stato. Non è possibile far passare il messaggio che se compro una stampante e inizio a pubblicare un foglio nel mio garage senza indicazione di nulla posso avviare un’attività commerciale. Nella mia comunicazione al tribunale (di cui ho dato lettura) nessuna denuncia o esposto, era una richiesta che mirava a regolarizzare una situazione apparentemente non regolare. Mi hanno insegnato che una persona con pubblici poteri, se viene a conoscenza di situazioni irregolari, deve segnalarlo al Tribunale. Difendere un giornale di partito privo, almeno in quella fase, di autorizzazioni previste dalla legge -a cui ogni altro cittadini si sarebbe invece dovuto adeguare- finanziato da società riconducibili agli aderenti di Libera, richiamando diritti fondamentali e distogliendo l’attenzione dal vero fulcro dell’indagine- ovvero continue irregolarità e mancanza di rispetto della legge- fatto ancor più grave perché perpetrato da un partito politico, lo considero una mistificazione. Io lo ritengo un dovere che persone con pubblici poteri segnalino irregolarità al tribunale. Se poi il Tribunale fa partire fascicoli è perché forse rileva un fondamento.

Massimo Andrea Ugolini, Sds Giustizia
Il Segretario Ciavatta ha posto in evidenza i contorni di una segnalazione fatta in tribunale nel marzo 2021. E ricordo che nel momento in cui arrivano segnalazioni o esposti in tribunale, il Tribunale ha dovere di fare indagini, soprattutto se le circostanze sono dettagliate. Di qui, a mettere in campo una deriva democratica, in cui si vuole mettere alla berlina chi fa articoli sui giornali, si va più in là del dovuto. Se gli esposti sono infondati sicuramente troveranno archiviazione o andranno avanti come previsto per legge, ma buttare tutto come deriva democratica stiamo passando al di là del rispetto dovuto a tutti i poteri dello Stato.

Andrea Zafferani, Rf
Noi condividiamo l’appello e il testo che diversi consiglieri di Libera prima di noi hanno letto e mi rifaccio a quelle parole. Primo perché, nonostante quello che il Sds Ciavatta ha detto prima, c’è stato un esposto. Ieri La Serenissima ha pubblicato il provvedimento arrivato dal Tribunale e parla esplicitamente di un esposto di un segretario di Stato. Chi mente? I temi più rilevanti sono 1) il governo continua a portare in tribunale i problemi che ha con chi sulla carta stampata esprime opinioni diverse dalla sua. Chi è in linea va bene, anche se non ci sono giornalisti, le società hanno zero dipendenti… Lì non ci sono problemi. Il caso di “La Serenissima” è l’ultimo di denunce arrivate ai giornali. Sia chiaro, a me sta bene vengano utilizzati i media e che ogni media abbia la sua linea editoriale. Contesto che in Tribunale arrivi, per verifiche e approfondimento, solo chi ha una linea diversa dal governo. 2) L’indagine, da quello che riporta il documento apparso sulla Serenissima, è sull’esercizio abusivo della professione giornalistica nei confronti di cittadini che stanno esprimendo le loro opinioni su un quotidiano, non è sulla Serenissima. Ci sta che i giornali siano sottoposti a regole da rispettare, ma non è questo l’oggetto dell’indagine. Quell’esposto ha portato a far sì che ci siano cittadini indagati per esercizio abusivo delle professione. Questo è il tema che molti consiglieri di maggioranza cercano di sviare, allargando il ragionamento ad altri aspetti.

Federico Pedini Amati, Segretario di Stato per il Turismo
Intervengo per un riferimento sulla missione negli Emirati arabi sul National day di San Marino ad Expo Dubai.  Si può sintetizzare il tutto con la frase “sentirsi a casa a migliaia di km da casa”, i Reggenti hanno visitato i padiglioni, si è avuto un momento di ricordo di un intero Stato a Mauro Maiani, colui che ha consentito che tutto potesse avvenire. Gli Emirati arabi hanno ospitato in maniera eccelsa il nostro paese, le istituzioni e tutta l’organizzazione di San Marino messa in campo nei sei mesi di presenza in Expo. La delegazione in missione era composta dai Capitani Reggenti e da 4 Segretari di Stato tra cui il sottoscritto, Righi, Lonfernini e Belluzzi. Consentitemi di ringraziare la Federazione balestrieri, le tre cantanti che sono state ineccepibili, gli sbandieratori…nelle occasioni di visita di Expo San Marino ha lasciato il segno. Ringrazio il direttore di padiglione, le manager, i volontari, che hanno accolto la delegazione sammarinese in una maniera incredibile, è stata una visita piena di impegni. Come Sds di Stato con delega in Expo non posso non ringraziare tutte le istituzioni rappresentate nel National day dagli Emirati arabi, nonché il rappresentante dei sette emiri e della famiglia reale e che ha dato la sua disponibilità a venire in visita a San Marino. Consentitemi infine di ringraziare un vero gigante che si è preso in corsa la gestione e l’organizzazione del National Day e di Expo, il neo nominato commissario Filippo Francini.

Paolo Rondelli, Rete
Mi collego all’intervento dei colleghi che mi trova concorde sull’idea che San Marino possa far sentire la propria voce sulla ricerca di pace e la non belligeranza su alcuni territori ai margini dell’Europa che in questo momento sono toccati da venti di guerra. La storia della neutralità attiva di San Marino può essere uno strumento di affermazione sia del valore di nazione di San Marino sia di invito alle nazioni più grandi a un richiamo morale, al diritto alla pace di tutti i territori. Alcune considerazioni poi a campo libero: questa mattina ho sentito parlare di fascismo e di tutta una serie di questioni. Sono uno storico e per deformazione parlo sulla base di ricerche e documenti, uno dei primi è la Carta dei diritti e dei doveri di questa Repubblica. Un articolo, il 13, inizia con ‘tutti i cittadini hanno l’obbligo essere fedeli a leggi e istituzioni della Repubblica’. Come singoli cittadini abbiamo sempre l’obbligo di rispettare le leggi, come rappresentanti delle istituzioni abbiamo l’obbligo di pretendere che le leggi siano rispettate, oltre quello di fare buone leggi. Pur non avendo le certezze di alcuni colleghi, mi sono fatto alcune idee consistenti: una volta che si giura da consiglieri o segretari di Stato si ha un obbligo doppio morale nel fare rispettare le leggi. E se chiunque di noi ha percezioni che può esserci l’infrazione a una legge, a maggior ragione ha doppio obbligo morale di fare una segnalazione nelle sedi opportune, se lo ritiene. Più di altro, c’è poi l’obbligo per tutti i politici di non intervenire su un altro potere dello Stato. Se la magistratura decide di fare una indagine, a meno ce ci siano chiari segni di vizio dell’indagine, per cui ci sono organismi di controllo, da politici non dovremmo condizionare l’operato del magistrato. Non possiamo intervenire in alcun modo.

Luca Beccari, Sds Affari Esteri
Una prima comunicazione: sono appena rientrato dalla visita ufficiale in Argentina, nell’ambito della quale ho avuto modo di partecipare alla riunione annuale delle comunità dei sammarinesi in Argentina, una riunione proficua in cui sono stati trattati diversi temi che riguardano i nostri concittadini e ricalcano l’esigenza comune, per molti aspetti, a tutte le nostre comunità all’estero. Nell’ambito degli incontri istituzionali, oltre ad aver incontrato il mio omologo argentino, ho avuto modo di incontrare il ministro per il Lavoro e la Previdenza, quello dell’Educazione, e poi ci sono stati incontri al ministero di Economia, Turismo e Innovazione Tecnologica. Gli incontri ad ampio spettro  avevano come oggetto la trattazione di una serie di temi che possono rappresentare una evoluzione dei rapporti bilaterali con uno Stato lontano ma per cui siamo uniti da un legame particolare dovuto alla presenza della grande comunità di sammarinesi che vivono là e dei doppi cittadini che vivono a San Marino. Si sono compiuti passi significativi per la stipula della convenzione in materia previdenziale che permetterà un riconoscimento degli anni contributivi ai fini del calcolo della pensione, nelle prime decadi di marzo ci sarà un incontro virtuale tra funzionari per definire il testo dell’accordo che darà soluzione all’istanze dei nostri concittadini. Allo stesso modo, si è arrivati alla nostra bozza per l’accordo sul riconoscimento dei titoli di studi. Poi altri temi trattati: il negoziato sull’accordo sulle doppie imposizioni, più in generale la collaborazione su temi dell’innovazione tecnologica e nuove tecnologie
Sulla Federazione russa e Ucraina: oggi ci sarà in ambito dell’assemblea generale delle Nazioni unite un intervento della nostra missione permanente, che andrà a ricalcare l’intervento già fatto nell’ambito Osce, il 21 febbrai, dal nostro rappresentante permanente dove San Marino ha ribadito la necessità di individuare vie diplomatiche per scongiurare il conflitto. La situazione parte da quella che le parti considerano una violazione degli accordi di Minsk, per noi hanno rappresentato un compromesso e una strada per costruire la pacificazione di quell’area, le parti coinvolte denunciano ripetute violazioni di questi accordi, riteniamo che la formula di una intesa che riparta da quei contenuti per trovare un nuovo equilibrio in quell’area sia la soluzione migliore. Inutile dire che di fronte all’escalation di tensione non è la soluzione militare la risposta al problema, né un approccio restrittivo in termini di sanzioni ed embarghi, che non farebbero che acuire la tensione e creare anche ricadute sulle popolazioni coinvolte. Credo che come tutta la comunità internazionale si sta esprimendo, alcuni paesi in modo più pronunciato, altri in modo più cauto, per San Marino sia importante far sentire la sua voce anche attraverso l’Aula parlamentare che dia forza a contenuti che in ambito di politica estera abbiamo tentato di portare in diversi contesti di discussione, per questo motivo stiamo ipotizzando, in collaborazione con i gruppi di maggioranza, la presentazione di un Odg che cercheremo di presentare prima della fine del comma comunicazioni, aperto ai contributi di tutti i gruppi. Sarebbe importante uscire già da oggi con un Odg sulla posizione sammarinese su questa vicenda.
Altri due elementi istituzionali: nella prossima settimana sarà in visita a San Marino il ministro degli esteri serbo e il presidente del Montenegro, nell’ambito delle attività di rafforzamento delle relazioni che stiamo intrattenendo con tutti i Paesi della macroarea adriatico-ionica.

Alberto Giordano Spagni Reffi, Rete
Sulla questione dell’informazione di San Marino: concordo con quanto detto da alcuni colleghi di maggioranza, e anche di oppsizione. A San Marino la libertà di espressione è prevista dal diritto interno e da quello internazionale che si percepisce, non è assolutamente possibile che qualcuno, salvo che il fatto sia ingiurioso o diffamatoria, possa essere perseguito per quanto espresso, se ciò è successo come aula dovremo reagire fortemente. Tutto parte da una segnalazione che poi all’interno del tribunale è stata trasposta in esposto . Ora dalla segnalazione letta del Sds Ciavatta possiamo capire che non riguardava affatto i contenuti degli articoli, ma la struttura organizzativa del quotidiano e le sue opacità. Non so poi quale corso abbia avuto l’indagine, certo è che tutto parte dalla opacità in cui alcune testate vivono perché non possono permettersi di essere cristalline, perché altrimenti non possono non palesare la loro appartenenza politica. Il problema è che stata approvata una legge sulla trasparenza che non viene applicata. Quando si inizia a litigare in politica, chi ci rimette è sempre un cittadino comune, in questo caso abbiamo un cittadino che ha contribuito virtuosamente, inviando opinioni ai giornali. E questa vicenda non può frenare questa partecipazione virtuosa, rispetto cui non possiamo essere ostruttivi. Finché lo scontro politico resta così elevato tra di noi, i ‘tizzoni’ vanno sempre a colpire la cittadinanza in un modo o nell’altro

Marco Nicolini, Rete 
Gli interventi dei consiglieri di Libera sono inutili e stucchevoli, l’esposto del Sds Ciavatta nulla ha a che vedere con la decisione del giudice che ha voluto sparigliare le carte. Non vi è niente di autentico e pulito nell’attività redazionale dei giornaletti di casa nostra. La Serenissima forse è nata come un giornale autentico, con ragazzi che ci lavoravano, per diventare poi una vera e propria discarica ideologica. Il consigliere Morganti, un tempo mio amico, gridava da questi stessi scranni alla crisi culturale del paese mentre ora è editore di un giornale che ha come linea editoriale gli attacchi politici presi da Fb.

Iro Belluzzi, Indipendente
Sono responsabile nell’aver introdotto in San Marino una norma che regolasse l’attività di informazione e l’individuazione dell’editore. Ricordo benissimo tutti gli attacchi ricevuti nel momento di avvio del confronto per l’approvazione di quel testo, nel 2014-2015, ricordo gli attacchi anche dei colleghi di Rete che mi definivano ‘liberticida’ e che andavano a incontrare il commissario dei Diritti dell’uomo perchè a San Mairno si andava, a loro dire, a mettere il bavaglio sulla libera espressione. Non era questo il mio intento, fino ad oggi vi era libertà di espressione, avevo inserito solo un articolo dove si chiedeva chiarezza della linea editoriale rispetto chi finanziava i partiti. Era giusto inserirlo. A pena di non andare ad accedere alle provvidenze messe a disposizione dello Stato. La norma è stata rivista per andare a verificare chi era chi finanziava il giornale ma ancora oggi questo non si è concretizzato. A San Marino tutti possono scrivere e pubblicare sui quotidiani, ma non possono essere definiti tutti testate giornalistiche. Questa la differenza. Le testate hanno una struttura definita. Un errore è stato compiuto da parte di chi troppo spesso si riferisce al tribunale per dirimere questioni e scontri politici. Rispetto segnalazione del Sds Ciavatta, poi trasformata in esposto, credo sarebbe stato più opportuno rivolgersi all’ufficio del lavoro o all’ufficio attività economiche per verificare quanto richiesto. Il dibattito politico non può trovare sfogo nei tribunali, deve rimanere confinato in Aula, se no, si aprono filoni che ricadono sui cittadini.
In funzione delle scelte fatte da me recentemente, credo che la sensibilità verso elementi che sono ‘mattoni’ su cui si è costituita la democrazia rappresentativa non vengano minati, c’è chi ipotizza persino il vincolo di mandato, una bestialità. A chi vuole difendere la democrazia, ricordo che il vincolo di mandato è stato eliminato già dalla costituzione francese del 1700. E’ sancito anche da un articolo della costituzione italiana.

Alessandro Bevitori, Libera
È importante che in questi momenti San Marino lanci messaggi di pace per la risoluzione di conflitti. Non possiamo rimanere silenti. Spiace che di fronte a fatti così importanti, necessariamente dobbiamo rivolgere l’attenzione a fatti avvenuti a seguito dell’esposto presentato dal Sds Ciavatta. Lui nega di averlo presentato, o sta mentendo o non sa cosa sta facendo. Dal documento del magistrato Battaglino si legge proprio di un ‘esposto presentato dal Segretario di Stato Ciavatta’. Nel dibattito mi sarei aspettato molta più solidarietà verso cittadini coinvolti in una indagine solo per aver mandato il loro parere alla stampa. Oggi qui si cerca di spostare l’attenzione dicendo ‘chi non è in regola deve essere denunciato e deve pagare’, siamo tutti d’accordo. Il Sds di Stato con delega all’informazione ci dice che come congresso è stata presentata denuncia per verificare la correttezza lavorativa della testata “La Serenissma” e ha attivato diversi uffici, sapete cosa è successo? È stato tutto archiviato. Questo è quello che dice, del tutto insoddisfatto dei controlli degli uffici competenti interpellati. Insoddisfatto da quanto emerso, cosa ha fatto? E’ partito il segretario alla Sanità, invece di pensare ai disastri della nostra sanità, cosa fa? Ci legge il provvedimento che l’ha spinto ad andare in tribunale per verificare eventuali irregolarità del giornale. Non siamo noi a voler difendere  tutti i costi il giornale, è intervenuta anche la Consulta. La verità è che il governo è morto, non siete capaci di fare niente, la riforme previdenziale è una chimera, allora cosa fa Ciavatta? Attacca in questo modo. Solidarietà massima ai cittadini coinvolti, capisco che è un atto intimidatorio forte e il clima voluto da questo governo non ci spegnerà continueremo a difendervi, fate sentire la vostra voce. Ci appelliamo anche alla Suprema Magistratura perché i cittadini possano ritrovare serenità.

Carlotta Andruccioli, Dml
La libertà di stampa è un diritto sacrosanto per i cittadini e per le associazioni in uno stato democratico. Senza libertà di stampa non c’è democrazia. Viene da se, la stampa ha un potere immenso e deriva dal fatto che le costituzioni prevedono tale diritto. Cui corrisponde il diritto per i cittadini a una informazione veritiera e corretta e a bandire fake news.
Sulle conseguenze long covid, se ne è cominciato a parlare diversi mesi fa, l’aula ha votato anche un Odg, devo dire la verità, ancora non si è fatto sul serio, rispetto altri contesti siamo un po’ indietro. All’ospedale Maggiore di Bologna è nato un ambulatorio per la cura del long covid sia per problemi respiratori e psicologici. In Italia è  stato approvato il ‘bonus psicologo’, un aiuto, un segnale culturale che la società sta pensando veramente al benessere psicofisico delle persone, auspico anche a San Marino si possano potenziare questi strumenti perché i disagi delle persone, specialmente dei giovani, sino capiti e intercettati.

Rossano Fabbri, Mis
La questione stampa è emblematica di come la politica non sia abbastanza matura per capire l’ambito di rilevanza di quello che vuole portare avanti. Una questiona di rilevanza del tutto amministrativa e slegata da ambiti penalmente rilevanti sale agli albori della cronaca perché il  governo decide di fare un esposto, e allora si parla di libertà di stampa…Ci si confonde gli ambiti di pertinenza e ci ritroviamo in una situazione dell’informazione in cui abbiamo provato a mettere in campo leggi non perfette, le dimissioni membri consulta di qualche mese fa sono sintomatiche sul fatto che non si è compreso cosa manchi al 4° potere dello Stato. Ma questa cosa che state discutendo non ha nulla di penalmente rilevante. Non potete sfruttare ancora questioni penali per risolvere vicende politiche. Non ne abbiamo avuto abbastanza? Fate esposti quando c’è un comportamento penalmente rilevante, le questioni amminitrative lasciatele come tali.

 

San Marino News Agency

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