San Marino ritirato fuori da Bankitalia per Banca del Titano. Uno scandalo senza fine

E’ uno scandalo senza fine quello incentrato su Banca del Titano, che, di quando in quando,  ritorna come una maledizione sulla Repubblica di San Marino,  di rimbalzo dalle varie procure d’Italia. Ora ci si mette anche  Banca d’Italia.

Dall’articolo di Antonio Fabbri di L’Informazione di San Marino  (di ieri) su Tercas – Smib, si apprende di un coinvolgimento delle autorità sammarinesi nel passaggio di proprietà di Bdt  (costato ai sammarinesi 500 euro a testa).

 Banca d’Italia rileva
anche come le posizioni
apicali della banca
sammarinese siano
state “ricoperte da un
dipendente dell’azienda
teramana “distaccato”
(Roberto Pietropaoli,
quale Direttore
generale), nonché da
clienti affidati da Tercas
(Franco Iachini, presidente,
titolare di un
gruppo affidato dalla
stessa Banca per circa 3
milioni di euro; Marco
Fraticelli
, presidente del
collegio sindacale)”.


Ma non finisce qui.


Infatti Banca d’Italia
rileva anche come la
Tercas si sia affidata
ad uno studio legale
sammarinese
, con
parcella per 300mila
euro complessivi, per il
rinnovo della contrattualistica.
Studio legale
che poi è lo stesso che
curò le pratiche per il
passaggio di proprietà
della Smib. Si legge
infatti nella relazione
di Bankitalia della
“coincidenza dell’incarico
conferito dal Cda
a partire dagli inizi del
2008, all’avv. Matteo
Mularoni
per la revisione
della contrattualistica
con la clientela.
Il legale sammarinese
– nello stesso periodo
sottoposto dalla Procura
di Forlì a indagini
sul reato di riciclaggio
– risulta essere,
tra l’altro, l’estensore,
in qualità di rogante
notarile
, degli atti di
compravendita
per il
passaggio della proprietà
della Smib ai nuovi
acquirenti (fiduciarie
Smi e Amphora)”
.

Leggi l’intero
articolo di Antonio Fabbri
, pubblicato ieri su L’Informazione di San Marino

                        Smib e Tercas su Corriere della Sera, IlSole24Ore e altri giornali

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