San Marino. Salute Attiva difende le ragioni dell’esposto presentato nel gennaio scorso

Riceviamo e Pubblichiamo

Salute Attiva è sempre stata in prima linea durante l’emergenza Covid, non soltanto per difendere i diritti di cittadini e lavoratori che in pochi hanno difeso, ma anche per chiedere verità e trasparenza sulla comunicazione dei dati analitici relativi a protocolli, contagi, ospedalizzazioni e decessi, vera base di discussione per determinare la validità di scelte legislative politiche e sanitarie che hanno determinato chiusure, danni psicologici ed economici nel paese.

Il periodo vissuto ha visto la negazione di diritti fondamentali, l’obbligo di isolamento e distanziamento, la necessità di giustificare ogni spostamento, la negazione del diritto al lavoro, dell’accesso nei locali, ha imposto un’informazione generalizzata improntata sulla paura del contagio da Covid-19, spingendo le persone l’una contro l’altra, alimentando nel paese un clima di paura e sfiducia per una malattia che ha una letalità inferiore allo 0,01 per cento (dati ISS).

Si è proposto, come unica soluzione eccezionale, un vaccino sperimentale, non approvato né da AIFA né da EMA, del quale non si conosceva nulla, neppure il foglio illustrativo, inutilmente richiesto alle autorità innumerevoli volte assieme ai dati relativi alla sua efficacia e sicurezza.

Una situazione dove regnava l’incertezza soprattutto a livello comunicativo da parte delle autorità e dove Salute Attiva ha, stimolata dai suoi 350 associati e con l’appoggio di diversi professionisti sammarinesi, attuato tutte le iniziative possibili, anche legali, al fine di vedersi riconosciuto il legittimo diritto a comprendere la reale situazione sanitaria, anche in relazione alle comorbilità e stato vaccinale dei pazienti, al fine di determinare “sul campo” la reale validità delle scelte operate.

Ogni richiesta pubblica o privata è stata vana, contrariamente a quanto avviene in stati evoluti che si dotano di specifici enti o strutture pubbliche dedicati all’analisi ed alla reportistica dei dati. Nulla neppure in merito agli effetti avversi del vaccino, solo voci di paese o per conoscenza diretta.

A dimostrazione, pare, che neppure i Consiglieri avessero informazioni precise che gli avrebbero permesso di deliberare in merito ai ben noti decreti anti covid, risulta che informazioni più esaustive, oggetto peraltro delle nostre innumerevoli richieste, vengono comunicate solamente nel mese di febbraio di quest’anno a seguito di un’interpellanza parlamentare da parte di tre Consiglieri dell’opposizione.

Le recenti notizie sulla stampa nazionale italiana che hanno riportato alla ribalta la validità delle cure domiciliari precoci al fine di evitare l’ospedalizzazione (rif. Istituto Mario Negri), cure che Salute Attiva ha proposto e sostenuto fin dai primi momenti anche con le autorità sanitarie sammarinesi, ci insegnano che la scienza non è statica, non è dogmatica ma è in divenire, si arricchisce giorno dopo giorno basandosi sui dati e sulle evidenze, grazie all’apporto di molteplici contributori, in un clima di collaborazione, condivisione e di libertà di espressione.

Al culmine però di un periodo di forte tensione sociale, con l’introduzione di un “Green Pass” che si è rivelato inefficace visto l’aumento indiscriminato di contagi proprio nel momento della sua adozione, nel dicembre dello scorso anno, la nostra associazione a mezzo del presidente di allora, presenta un documentato esposto in tribunale chiedendo di verificare la veridicità di alcune comunicazioni fatte a mezzo stampa da parte delle autorità sanitarie, a nostro avviso, contraddittorie e incerte.

Ci risulta che il tribunale, dapprima ritenga utile approfondire i temi dell’esposto avviando un contraddittorio per poi archiviarlo, sposando in toto la tesi difensiva, senza, dal nostro punto di vista, un approfondimento tecnico e senza consentire al querelante il “giuramento di calunnia” previsto dalle normative vigenti e richiesto in sede di memoria. Incredibilmente poi, nel decreto di archiviazione, viene richiesta l’apertura di un procedimento penale per calunnia nei confronti del proponente.
A parte l’eccezionalità di aprire un procedimento di questo tipo a seguito di un esposto (mai avvenuto a nostra memoria e tra l’altro, da fonti giornalistiche, ci risultano diversi esposti presentati da Segretari di Sato che non hanno portato a nulla e neanche all’incriminazione per calunnia dei querelanti), quello che più ci preoccupa è che viene colpita una persona nelle sue funzioni di presidente di un’associazione di volontariato che si è fatta portavoce, in assoluta buona fede e con intento costruttivo, delle diverse istanze provenienti dai propri associati e dai cittadini sammarinesi in genere.

Se i cittadini, nelle forme di aggregazione a loro consentite, non possono più neppure rivolgersi ad un tribunale per vedersi riconosciuti i loro diritti nei confronti dello stato senza rischiare a titolo personale, nessuna associazione porterà avanti le proprie attività in autonomia in questo paese e la libertà di espressione sarà per sempre inibita.

Da parte nostra intendiamo ribadire il nostro sostegno e la nostra fiducia al nostro ex presidente e chiediamo ai nostri associati ed ai cittadini che credono nella giustizia, solidarietà e vicinanza alla nostra attività di ricerca della verità, della chiarezza e della trasparenza che proseguirà come prima e che vogliamo portare avanti anche con le istituzioni nell’interesse della salute di tutti.

Auspichiamo che il tribunale verifichi se vi è stata un’anomalia di giudizio nei confronti del nostro Presidente. Riteniamo che questo giudizio possa pregiudicare la garanzia di libertà di espressione e di manifestazione dei cittadini attraverso il volontariato associativo, linfa vitale di ogni società civile.

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