San Marino. Truffa e appropriazione indebita, condannato agente assicurativo

Truffa e appropriazione indebita, condannato agente assicurativo

ANTONIO FABBRIDipendente di agenzie di assicurazione, vendeva polizze ai clienti e da loro incassava il premio in contanti o assegni, ma poi non li versava in agenzia. Finito a giudizio per truffa e appropriazione indebita in due distinti fascicoli poi riuniti. Ieri le conclusioni del processo che hanno visto la condanna dell’uomo.

La scoperta della polizza scoperta Il raggiro è stato scoperto casualmente nel 2018, periodo nel quale l’imputato, Massimo Fosconi 67enne, lavorava per una compagnia assicurativa. Scoperto casualmente perché una signora, che viaggiava a bordo della sua auto, era stata fermata per un normale controllo dalle forze dell’ordine. Aveva mostrato agli agenti il certificato di assicurazione, ma al controllo telematico della targa era risultato che l’auto non era assicurata. La donna aveva tuttavia affermato di aver pagato l’assicurazione come risultava dalla quietanza, ma l’auto risultava scoperta. Allora la signora ha chiesto agli agenti di controllare anche un’altra auto in suo possesso, assicurata con la stessa compagnia e tramite lo stesso agente assicurativo, e della quale aveva pure pagato il premio. Ebbene, anche quella risultava scoperta. Immediato il collegamento con il dipendente al quale aveva consegnato l’importo del premio assicurativo ed è scattata la denuncia. E’ quindi emerso che l’uomo aveva riscosso il denaro del premio, ma non lo aveva versato alla compagnia assicuratrice tenendolo con tutta probabilità per sé.

Sono poi emerse altre circostanze nelle quali il premio non era stato mai versato alla compagnia nonostante fosse stato pagato dai clienti. Che in questi altri casi erano però stati coperti dall’agenzia che aveva anticipato i premi.

Complessivamente importi mai versati per oltre 37mila euro. L’agenzia parte lesa che non si è costituita parte civile, avendo avuto ottenuto il risarcimento del danno dalla ri-assicurazione che lo stessa aveva stipulato proprio per coprire casi di eventuale infedeltà dei dipendenti.

Le conclusioni Ieri le conclusioni del processo con il procuratore del fisco Roberto Cesarini che, riscontrando la penale responsabilità dell’imputato, ha chiesto, per la truffa e per l’appropriazione indebita, complessivamente 2 anni e 6 mesi di prigionia, e complesivi 1.500 euro di multa, oltre all’interdizione per tre anni. Il difensore d’ufficio, Antonio Masiello, ha dal canto suo posto molti dubbi anche sul comportamento dell’agenzia assicurativa, esprimendo perplessità che sul fatto che l’imputato abbia potuto fare tutto da solo senza che nessuno se ne accorgesse prima. Ha quindi chiesto la pena nel minimo, soprattutto in ragione delle condizioni economiche e di salute dell’imputato che non si è mai presentato al processo.

Alla fine il giudice Simon Luca Morsiani ha condannato in contumacia l’imputato a complessivi 2 anni e mezzo di prigionia, 3 anni di interdizione dalla professione e 400 euro di multa più le spese del procedimento.

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

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