Informazione di San Marino: “Riforma giustizia approvata tra mugugni e denunce di pressioni esterne”

Tutta l’opposizione esce dall’aula. Renzi “La responsabilità ricada su ogni consigliere che la sosterrà”

Domani Motus Liberi ha espresso molte perplessità sul metodo, Denise Bronzetti, Gruppo Misto, si è spinta ancora più in là facendo la dichiarazione di voto “con molto poca serenità d’animo”, ma nonostante tutto, tappandosi il naso, anche loro hanno votato favorevolmente per la legge costituzionale su Ordinamento giudiziario e Consiglio giudiziario. Posizioni e dichiarazioni che la dicono lunga sulla compattezza di una maggioranza che più passa il tempo e più comincia a scricchiolare sinistramente. (…)

Tratto da L’informazione di San Marino

 

Articolo integrale pubblicato dopo le 22

Domani Motus Liberi ha espresso molte perplessità sul metodo, Denise Bronzetti, Gruppo Misto, si è spinta ancora più in là facendo la dichiarazione di voto “con molto poca serenità d’animo”, ma nonostante tutto, tappandosi il naso, anche loro hanno votato favorevolmente per la legge costituzionale su Ordinamento giudiziario e Consiglio giudiziario. Posizioni e dichiarazioni che la dicono lunga sulla compattezza di una maggioranza che più passa il tempo e più comincia a scricchiolare sinistramente. Ma, come si è visto, nonostante alzate d’orgoglio come la dichiarazione della Bronzetti “Siamo persone libere e quindi i richiami che arrivano da più parti perché ci sia un giudizio favorevole a noi non piacciono”, i 43 presenti in aula hanno votato compatti. 43 perché sia Libera che Repubblica Futura hanno abbandonato l’aula non partecipando quindi alla votazione.

“Abbiamo presentato una serie di considerazioni cercando di condividerle con l’Aula – ha dichiarato Eva Guidi (Libera) – Un intervento di questo genere va a modificare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, ma questo passaggio delicato viene fatto con una superficialità disarmante, dettato anche dalla fretta con cui si è voluto procedere in modo incomprensibile. Abbiamo ribadito la non condivisione del metodo di lavoro portato avanti, che ha escluso l’opposizione. Non si tratta di una legge di una parte del Consiglio e di una parte del Paese, era una legge che ci sarebbe piaciuto fare con il Consiglio Grande e Generale tutti assieme. La scusa del Greco non giustifica la fretta.

Tante le raccomandazioni rimaste senza risposta – ha sottolineato – Riteniamo inoltre ci sia concentrati troppo sull’attuale assetto di poteri del tribunale, dove si riperpetua una situazione che di concordia ne porterà veramente poca. Il nostro paese ha bisogno di un tribunale che dia risposte di giustizia celere e questo Pdl, secondo noi, non dà risposta alla cittadinanza sulla denegata giustizia a centinaia di fascicoli che vanno in prescrizione. Non si cancellano le fazioni in tribunale, non si dà voce a tutte le anime presenti. Poi il potenziale conflitto di interesse con la presenza degli avvocati all’interno del Consiglio giudiziario. Si può mettere anche la persona più onesta, ma si crea comunque quel condizionamento e conflitto di interesse nell’attività del magistrato che rende il suo lavoro ancora più complesso. Non ci riconosciamo assolutamente in questa legge che non doveva essere solo legge di governo e maggioranza. Abbiamo evidenziato criticità che andremo presto a toccare con mano”.

Per Rf è Nicola Renzi a spiegare le ragioni della decisione di uscire dall’aula: “Il confronto non solo non c’è stato, ma in alcuni casi, come per la proposta di voto dei 2/3 della maggioranza, è stato un confronto da presa in giro. Sapevamo bene su cosa erano basate le alleanze di questa maggioranza: fare terra da ceci in tribunale. Una sanità in frantumi, la spirale del debito estero, lo sfascio delle aziende di Stato, lo sviluppo pari a zero: ecco il bilancio di questo governo. Si potrebbero aggiungere le denunce ai cittadini sammarinesi che hanno provato a dire qualcosa contro il padrone del vapore e ai giornalisti. Questa maggioranza fin dalla passata legislatura ha fatto di tutto per bloccare il processo del secolo, il Conto Mazzini, per occupare, con nomine fatte in solitudine della sola maggioranza, il Collegio Garante e per fare pulizia etnica in tribunale e gli interessi degli amici degli amici o dei clienti. Noi non possiamo e non vogliamo prendere parte a questa votazione. Questa legge crea giudici di serie A e di serie B. Mette le mani della maggioranza sul tribunale in maniera istituzionalizzata. La responsabilità di ciò che abbiamo discusso oggi deve ricadere in maniera chiara su ciascun consigliere che la vorrà portare avanti e sostenere. Non è una responsabilità penale, ma di coscienza e politica. Molti di voi, in maniera trasversale, si rendono conto e sentono il peso di questa responsabilità ma preferiscono che le battaglie le facciano altri”.

Amare anche le constatazioni di Michela Pelliccioni (Dml) che constata la mancanza di “massimo confronto” sul tema, confronto che, ha aggiunto “avrebbe fatto cadere le strumentalizzazioni di chi dice che questa riforma è solo il preludio di una crisi di governo. Si poteva fare di più e fare meglio. Dml ha sin da subito portato il suo contributo per rendere questo testo equilibrato e riteniamo che il testo vada perfezionato anche con le nostre osservazioni e meriti in definitiva il nostro voto con la speranza che il metodo in futuro cambi davvero”.

Ma è soprattutto l’intervento, come abbiamo visto, di Denise Bronzetti a fare riflettere. “Ci sono responsabilità diffuse a più livelli, dentro il tribunale e dentro la politica – ha dichiarato – Noi non siamo convinte che questa legge possa sistemare del tutto il rapporto dei poteri dello Stato, in modo tale da mettere la parola fine ad anni di situazione che avrebbero dovuto essere denunciate con forza, come è stato, nelle sedi istituzionali. Vogliamo dare fiducia al nuovo dirigente del tribunale e tentare di apprezzare lo sforzo che la politica, ancora una volta, fa, ma la fiducia francamente traballa: per quanto noi riusciamo a fare buone leggi infatti, le leggi camminano sulle gambe delle persone e non ci è piaciuto per niente quanto accaduto in queste ore in quest’Aula. Siamo persone libere e quindi i richiami che arrivano da più parti perché ci sia un giudizio favorevole a noi non piacciono. Noi votiamo se lo riteniamo giusto. Su questo bisogna che iniziamo ad essere chiari, dentro e fuori di qui”.

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