Beccari: “Il primo set di sanzioni alla Russia è stato irrilevante per le aziende di San Marino”

Con due delibere e relativi decreti il Titano si è allineato alle sanzioni dell’Ue verso la Russia.

“Neutralità attiva” è la formula che è stata usata dal Segretario Affari Esteri Beccari in relazione all’adesione alle sanzioni contro la Russia. Nella  seduta del 4 aprile, il Congresso di Stato ha adottato due decreti che prevedono sanzioni alla Russia, applicando una serie di misure restrittive dell’Unione Europea.

Ma che impatto hanno avuto queste sanzioni sulle aziende sammarinesi che operano con la Russia, e quante sono queste aziende? Al momento pare non ce ne sia stato, stando a quanto afferma il Segretario di Stato.

“Non abbiamo un interscambio e un livello di investimenti tra San Marino e Russia tale da poter determinare una quantificazione dell’impatto – spiega Beccari –

Al momento le sanzioni che San Marino ha adottato hanno colpito solo i soggetti compresi nelle liste. Il primo set di sanzioni è stato sostanzialmente irrilevante per le nostre aziende”.

Ricorda poi i due decreti recentemente adottati che riguardano restrizioni di tipo commerciale e finanziario. “Commerciale – spiega – per i prodotti a cosiddetto “dual use”, doppio uso, cioè che possono essere utilizzati sia in campo civile che bellico, e molto spesso sono prodotti che diventano componenti di armamenti. In questo caso ci possono essere delle restrizioni nell’esportazione, ma ripeto: il livello di interscambio non è tale da poter generare un effetto diretto. Le limitazioni di tipo finanziario riguardano le attività di finanziamento diretto o indiretto alla macchina bellica russa: sottoscrizione di titoli di stato, sostegno a realtà finanziarie russe, vendita di moneta ecc., sono tutte attività che l’Ue ha fatto diventare oggetto di sanzione, ma anche in questo caso non hanno un impatto diretto su San Marino”.

Beccari specifica poi che i prodotti a doppio uso riguardano tutta la sfera del conflitto e quindi riguardano sia l’Ucraina che la Bielorussia. “San Marino esprime il suo no alla guerra – rimarca il Segretario – Nessun supporto quindi verrà dato all’attività bellica a nessuno dei due fronti”. La repubblica adotta quindi le sanzioni, per le motivazioni già esposte, ma mantiene una assoluta neutralità rispetto al conflitto dal punto di vista militare.

Beccari conferma poi che non risultano soggetti russi che abbiano depositi, attività finanziarie o investimenti diretti sul Titano. “Tecnicamente applichiamo le sanzioni – sottolinea – ma sul piano pratico non si sono ancora verificate misure di congelamento o di blocco delle attività, cosa che comunque era facilmente prevedibile”.

L’impatto, però, probabilmente si sentirà su diversi fronti, turismo e commercio, ad esempio. Non è un mistero che il Polo della moda puntasse molto sull’afflusso della clientela russa, così pure il turismo.

C’è anche da capire se sul fronte agro-alimentare che aveva continuato l’interscambio, essendo San Marino al di fuori dalle sanzioni Ue del 2014 verso la Russia che poi a sua volta aveva bloccato le importazioni dall’Ue ma non da San Marino, ci saranno delle ripercussioni

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

 

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