Consiglio Grande e Generale, seduta della mattina di mercoledì 1 dicembre

COMUNICATO STAMPA

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE 30 NOVEMBRE- 13 DICEMBRE

-MERCOLEDI’ 1 DICEMBRE-  Seduta della mattina

 

La seduta consiliare odierna riparte proseguendo il comma Comunicazioni in cui emergono, tra l’altro, letture diverse tra maggioranza e opposizione dei lavori della Commissione consiliare Sanità, riunita ieri fino a tarda notte, in seduta segreta. Ma al centro della seduta è sicuramente la riforma della Giustizia: si apre infatti il comma 4  con il dibattito su due progetti di legge in seconda lettura presentati dal Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini:  il Pdl  “La Magistratura. Ordinamento Giudiziario  e Consiglio Giudiziario” e il progetto di legge Qualificata “Commissione Consiliare per gli Affari di Giustizia”.
Ad aprirlo è lo stesso Segretario Ugolini che sottolinea la correttezza del percorso intrapreso per arrivare alla riforma dell’ordinamento giudiziario e la necessità di presentarsi al Greco con l’intero pacchetto- composto da 4 provvedimenti- licenziato entro marzo 2022.
“Credo che con questo impianto- commenta Ugolini- si possa andare a presentare agli organismi internazionali dei testi che vanno a recepire tutte le indicazioni, tra cui il fatto che la politica attiva non debba essere dentro il Consiglio giudiziario”. Inoltre con la riforma  si punta a  “responsabilizzare di più chi opera dentro il tribunale”, essendo “inserita la parte sulla proporzionalità delle sanzioni e richiami per i magistrati”.

            Da parte dell’opposizione invece si punta il dito contro “l’accelerazione sospetta” con cui si  è portata la riforma della giustizia in Aula. “Inoltre- denuncia Giuseppe Maria Morganti, Libera- risulta del tutto chiaro che al Governo non interessa rispondere alle raccomandazioni del Greco in quanto solo quattro (di cui una parzialmente) delle 14 raccomandazioni trovano risposta nel progetto di legge in discussione, mentre restano senza risposta tutte quelle relative al ruolo dei parlamentari e quelle relative alla trasparenza degli atti della Magistratura e al codice di comportamento dei magistrati”. Anche Nicola Renzi, Rf, boccia la fretta “immotivata”e la mancanza di volontà di confronto avuto dall’esecutivo per questa riforma.  Il dibatitto si interrompe a fine seduta e riprenderà nel pomeriggio.

Di seguito un estratto degli interventi della seduta della mattina.

Comma 1. Comunicazioni
Nicola Renzi, Rf
Quando le maggioranza dimostrano di non essere più in grado di reggere alla pressione politica, alla crisi in atto del paese cosa fanno? Cercano di regolare tutti i conti in sospeso e affastellare in poco tempo tutte le scadenze più importanti, quelle magari più divisive che possono creare problemi seri. Poi c’è il Paese che deve subire questo stato di cose. Un bilancio di cui non si è parlato,  20 decreti delegati inseriti in Assestamento un mese fa, ieri un’audizione in Commissione Sanità su cui non svelerò niente di segreto, ma una cosa voglio dirla: abbiamo assistito a uno spettacolo ‘da pelle d’oca’. Se in quest’Aula ci fossero persone che tengono al Paese, vorrebbero che quel dibatitto fosse visto da tutti i sammarinesi E’ un passaggio di verità necessario, abbiamo capito che siamo completamente sottosopra anche in quel settore e purtroppo le lotte per il potere fanno sì che non si possa risolvere nulla. e’ intollerabile. Sono arrivate da ultimo le lettere di dimissioni di un altro rappresentante delle istituzioni, il Garante per la privacy. E ancora, in quale Paese i membri di governo, tutti e 10, hanno scritto un comunicato stampa per minacciare i giornalisti?
Ha senso stare in Aula se si può esercitare la libertà di parola e si può dire fino in fondo ciò che si pensa. Non vale la pena invece stare qui dentro senza dire quello che si pensa e senza portare avanti le proprie battaglie, anche se è rischioso. Mio auspicio finale è che la cittadinanza sia informata di quello che è successo ieri sera in Commissione sanità.
Giuseppe Maria Morganti, Libera
Un Paese non può permettersi che un governo possa scrivere una minaccia contro un giornalista e il suo editore, sottolineando che hanno un processo in corso. Se escono queste parole da un comunicato del governo significa che qualcosa non funziona e che gli anticorpi devono essere attivati contro un clima da regime. Poi le dimissioni dell’Authority dell’informazione che è stata purtroppo sbeffeggiata: quando si è completamente dimessa, il Segretario è venuto qua non a respingere le dimissioni ma a  dire ‘diamogli un bel calcio nel sedere’. Poi anche l’Authority sui dati personali si dimette con una lettera di fuoco perché non sopporta più le pressioni esercitate dal governo. Non è possibile andare avanti così. Sappiamo che in commissione Sanità sono volati gli stracci, i cittadini sanno che la sanità è allo sbando, soprattutto quella più vicina a loro, la medicina di base. Sarebbe quanto mai opportuno che dibattiti così importanti come quelli in quella commissione non siano secretati. Gli interessi nazonali possono essere secretati, magari quelli legati a problematiche personali, ma non un dibatitto sulla sanità che interessa tutti i cittadini.
Michele Muratori, Libera
Chi mi ha preceduto ha denunciato la situazione che si respira nel Paese. Sulla commissione Sanità, essendo segreta non rivelerò alcunchè, se non l’atmosfera che si respirava in quest’Aula. Il tribunale sta diventando non il tribunale di tutta la cittadinanza, ma il tribunale solo di questa maggioranza. State passando ogni limite. Vorrei fare anche un riferimento agli scontri quotidiani in maggioranza che si ripercuotono a tutti i livelli di Pa e macchina pubblica.

Ieri sera sono state denunciate pesantissime situazioni in Commissione sanità, emerge che c’è un feroce scontro per gestire gli apparati pubblici del Paese: tra Dc, Rete e altri partiti che si mescolano nel mezzo. Siamo in mezzo a una seconda lettura di bilancio dove indebitiamo il Paese ulteriormente a fronte di nessuna riforma messa in campo, e questi soldi non riusciremo a restituirli. Non c’è visione di Paese.
Pasquale Valentini, Pdcs
Le questioni messe sul tavolo non mi lasciano indifferente, non voglio dare patenti o condanne a nessuno. Voglio ricordare a me e a chi ha parlato e a chi parlerà che spesso giustifichiamo le nostre azioni qui dentro come politica perché diciamo di voler contrastare determinati poteri. Dobbiamo riconoscere che spesso e volentieri il nostro modo di intervenire non ha questa ‘pulizia’: mentre diciamo di voler contrastare una cosa ne abbiamo in mente un’altra, opposta, e continuiamo così.  La maggioranza ha il ‘problema’ di essere in 44, quantità che non sostituisce il dovere di cercare soluzioni che contrastino la logica dell”adesso tanto comando io’. Logica che vedevamo nella passata legislatura, quando ci passavano davanti palesi violazioni nei confronti delle istituzioni. In questo modo è la credibilità della politica che perde, nel cercare a tutti i costi il consenso con metodi che non rendono più possibile la ricerca del bene comune. Mi sto leggendo il libro presentato poco tempo fa da Canzio e mi ha colpito la frase in cui si riferisce alla magistratura e alle istituzioni: “Oltre la professionalità ci vuole l’etica del limite’”. Significa che come consigliere devo sapere dove arriva la mia possibilità di intervenire e dove inizia quella delle altre istituzioni. Se non mi do questo limite, la mia prevaricazione creerà dei danni. Questa è la questione ‘grave’ del momento per il paese. Senza questa etica, non solo non faremo le riforme giuste per la giustizia, ma anche per le pensioni e per le altre cose. Senza questo sforzo sia dalla maggioranza e anche dall’opposizione.
Ieri non ero in commissione Sanità, dalle poche voci che ho sentito, torno a ribadire che le audizioni non sono un processo di piazza. Stiamo disastrando le istituzioni, le audizioni servono per chiedere informazioni, non sono il luogo del contraddittorio, con un uso assurdo del concetto ‘segreto’. Segreto significa ‘riservato ai consiglieri’ e dobbiamo sapere che le cose che apprendiamo vanno gestite. E’ deriva che ci dà l’idea di avere un potere ma quando come consiglieri interveniamo sui dirigenti stiamo distruggendo la Pa. L’etica del limite deve dirmi che non è il mio compito. Queste sono questioni che ci portiamo dietro e sono un cancro in tutto quello che facciamo.
Teodoro Lonfernini, Sds per il Lavoro
Caro collega Valentini, comprendo il suo stato d’animo e posso anche condividerlo sotto tanti punti di vista, lo approfondiremo in altri luoghi. Però le dico una cosa con grande fermezza: se lei ritiene che l’atteggiamento tenuto in Aula nei primi 3 interventi sia anche quello nella forma del rispetto istituzionale, io non ci sto e mi allontano. Sentire parole di ‘regime, calci nel sedere, mandare allo sfascio il paese per interessi personali’, cari colleghi di Libera e Repubblica Futura, ve le lascio e ve le rispedisco al mittente e vi rinfresco la memoria con la vostra legislatura, nei primi 3 anni e mezzo, dove ci sono prove che persone vicine a voi avevano gi applicato quella volontà nel Paese di regime e particolarismo, e non lo dico io, ma le carte giudiziarie e delle commissioni di inchiesta istituite. E voi, eravate parte di quel contesto. A un nostro collega avete precluso persino la tutela legale nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali, quello cos’era regime o autoritarismo? Non ve lo ricordate?
Se vogliamo riportare le istituzioni in un alveo genereale io ci sto e continuo ad impegnarmi e lo dico a partire dal mio partito. Diversamente siamo tutti chiamati a una resposnaiblità e dobbiamo rendere conto alla nostra cittadinanza e se non ci saranno queste condizioni io sarò anche pronto a tornare alla cittadinanza. Sono incredulo, abbiamo portato relazioni oggettive alle istituzioni, svolto audizioni nelle commissioni preposte, anche superando completamente la forma. Ieri sera abbiamo partecipato fino all’1 di notte in Commissione, abbiamo lavorato per un testo condiviso e approvato unanimamente e non ho visto il ‘clima da coltello fra i denti’ in maggioranza. E qui di fatto oggi avete rifalsificato la verità. Ieri era una commissione complessa, svolta in modo inusuale, avete fatto riconvocare un ex direttore generale che non c’è più da diverso tempo. Avete fatto una audizione che sembrava, anziché un luogo istituzionale, una udienza di tribunale, eravate tutti dei giudici inquirenti, tutti esperti giuridici, senza aver superato nenache corsi di formazione  ..state raccontando ai cittadini una mera falsità.
Alessandro Bevitori, Libera
Io mi stupisco del suo intervento Segretario Lonfernini e sono piuttosto deluso. Noi stiamo dicendo che state prendendo una strada sbagliata in modo inconsapevole. Probabilmente in maggioranza molti sono in buona fede e le assicuro che anche in maggiornza molti sono terrorizzati di parlare qui dentro, non a caso lo fa un consigliere come Valentini che ha qualche anno in più, se vi dice che questo non è il medoto e che così le riforme non si fanno credo sia da ascoltare. L’esperienza conta. E ancora: questo ‘minimizzare democristiano’ nel dire che ieri in commissione Sanità ‘non è successo niente’, quando ci sono state denunce gravi e per questo sono state sentite queste persone con l’obiettivo di far funzionare la sanità in piena quarta ondata, dove ci sono vertici che ‘si ammazzano’ tra di loro con denunce pesantissime sulla malagestio, io credo bisogna parlarne.
La tv italiana ha parlato di logge massoniche deviate a San Marino ma qui dentro niente, si sta zitti, ieri mi aspettavo un dibattito molto accesso, ma ci sono stati solo due interventi e i principali partiti sono stati zitti.
Gian Matteo Zeppa, Rete
Il consigliere Bevitori usa il microfono dicendo, riferendosi alla questione di Report, ‘io le so le cose’ . Allora vada in tribunale a denunciare. Metto in fila le questioni. Si è detto che era scandaloso avere un’audizione segreta con gli ex vertici Iss. Allora bisogna essere coerenti perché l’odg che ha istituito l’audizione di ieri sera è stato firmato e controfirmato da tutti i partiti e movimenti. Di cosa stiamo parlando? Si è proposto un Odg per l’audizione che ne ha rispettato i connotati richiesti, ma venire qui a scandalizzarsi a dire che non si fanno le sedute segrete…serve un minimo di coerenza. Mi chiedevo in questi giorni cosa avrebbe fatto l’opposizione, immaginavo che avrebbe  iniziato ad alzare temperatura del boiler già in comma comunicazioni, in attesa del prossimo comma sulla giustizia, visto l’azione fatta la scorsa legislatura con il dirigente del tribunale. Si dice della mano grigia che interviene sul governo…eppure Confuorti non ha scritto decreti e ha avuto influenza sul precedente governo? E chi ha cacciato il dirigente Paolo Rondelli dal suo incarico perché non gli andava bene, se non precedente governo? Chi attaccava qui in Aula l’ex Segretario alle Finanze Eva Guidi, se non chi è stato sostituito da lei? Chi parla di clima di terrore dovrebbe essere il primo a ricordarsi.. E chi utilizza la stampa a fronte della fuoriuscita legittima da Rete, facendo un articolo  in cui, all’indomani delle dimissioni di Zafferani e Giardi, si sosteneva che sarebbero usciti altri consiglieri da Rete? Chi alimenta la stampa con articoli da gossip? Certo che in maggioranza è normale ci siano divergenze, ed è giusto che si manifestino in Aula, vorrei vedere il contrario.
Ma cos’è funzionale in quest’Aula? Usare il microfono per alzare la temperatura in attesa dei commi successivi. Ma bisogna anche pensare che le leggi sono fatte in collaborazione con altissimi funzionari dello Stato. Chi usa la proria carta stampata per insinuare dubbi non fa che tentare di minare basi di democrazia. Io piuttosto non uso il microfono, ma vado in tribunale a fare denunce, altrimenti è solo e unicamente  un alzare la temperatura sulla prima riforma epocale di San Marino in questi ultimi 20 anni.
Maria Catia Savoretti, Rf
I
l Sds Lonfernini avrebbe dovuto far tesoro delle parole del consigliere Valentini. Segretario, lei dice che noi continuiamo a falsificare, ma la parola che detta da lei fa sorridere, non è l’opposizione che fa show. Ritengo invece sia giusto che la cittadinanza venga a sapere, basta con i segreti. D’altra parte dobbiamo capire quale è la visione della maggioranza sulla sanità, e se non fosse stata una seduta segreta, la commissione non sarebbe stata concessa. La scorsa settimana siamo venuti a conoscenza delle dimissioni dei membri dell’Autorità garante dell’informazione, con una nota che denunciava l’impossibilità di svolgere le proprie funzioni, e abbiamo sentito il riferimento del Sds Lonfernini e i toni da lui usati. Da ultime le dimissioni dell’avv. Fabiano, il Garante della privacy, che denuncia il mancato ascolto da parte del governo. Poi abbiamo un segretario al Territorio che dovrebbe svolgere funzioni politiche, invece si sostituisce addirittura al direttore dell’Azienda. Poi abbiamo un Sds pe rle Finanze che ancora tiene al’oscruo il Cgg sulle modalit di indebitamento. Soo passati due anni dall’insediamento di questo governo e maggioranza che avrebbe risolto facilmente ogni problema del paese, invece ha ingigantito quelli esistenti.
Marco Nicolini, Rete
Il regime significa che un incensurato entri in tribunale e sebbene non ci sia alcun elemento, la sua vita venga rovinata da un giudice che andava in vacanza con un banchiere e che cercava di favorirlo. Inviterei l’opposizione a pesare bene le parole perché la libertà è stata messa in discussione da persone a voi piuttosto vicine.
Manuel Ciavatta, Pdcs
Vorrei provare un po’ a spegnere il fuoco, evidentemente le parole che ci si è scambiati in questa mattinata sono state forti. Mi è piaciuta la citazione sull’etica del limite, tutti dovremmo recuperarla, così come si dovrebbe recuperare il senso di chiarezza e onestà che la gente si aspetta da noi.
Alberto Giordano Spagni Reffi, Rete
Questa mattina ho sentito termini non corretti in questo ambito istituzionale. Veramente ritengo indelicato utilizzare certi termini, cerchiamo di usare un altro registro linguistico.
Oggi andiamo alla seconda lettura di un progetto di legge che rappresenta una prima riforma per questa maggioranza e non sarà una riforma che comporterà tagli di spesa o aumento di introiti, ma potrà dare una certezza e stabilità a un potere dlelo Stato che è imprescindibile proprio perché non succedano episodi collegati a ‘temini indelicati’. E’ avvilente questa guerra degli stracci, lo era già nella precedente legislatura, è controproducente per tutti continuare così, non serve a nulla. E spero sia arrivato il momento che si possa tratteggiare quella linea per ripartire. La dialettica ‘voi state facendo questo’ ‘ voi nell’altra legisltura avete fatto quest’altro’ non è utile, se non a far diventare la cittadinanza sempre più scollata.
Gloria Arcangeloni, Rete
Solo per tranquillizzare la cittadinanza rispetto alla Commissione di ieri sull’Iss. Ho sentito interventi che deviano un po’ sui lavori della commissione, che sicuramente sono stati caratterizzati da un clima caldo e teso, ma per la tematica che si è andati ad affrontare che sta a cuore a tutti. Capisco anche la strumentalizzazione politica. Già alle 23 di sera girava una pagina di un giornale con la notizia ‘Ciavatta spara contro la Dc’ anche se ieri non si è certo parlato di Dc. Si dice ‘basta sedute segrete’, sono d’accordo se il risultato deve essere questo, ovvero deviare su quello che sono stati i lavori.
Matteo Ciacci, Libera
Il Segretario Lonfernini forse non comprende che l’operazione di critica non è finalizzati alla vostra tenuta. Non ci interessa. La nostra critica è sulla gestione del debito perché ci sia maggiore responsabilità. A noi non importa che voi siate compattissimi, andate pure avanti, quello che ci preoccupa sono le politiche che state portando avanti sia sul tema bilancio che sulla giustizia, su cui c’è un’esasperata autoreferenzialità e sulla gestione della sanità. La gestione dell’Iss va rivista, non possiamo pensare a continuare con le lotte fra bande in ospedale e per risolverle continuiamo ad assumere consulenti solo per ragioni di spartizione politica. Di cosa parliamo quando si dice di Eva Guidi, contro cui voi avete fatto un odg. La morale, cari consiglieri, fatela a qualcun altro. Chi ha preso le distanze da Buriani, Grandoni, Celli… voi? Con le chiacchiere, ma  in politica contano i fatti. Perchè voi non li fate e prendete solo il microfono per dire che siete compatti? Non lo siete, non continuate a indebitare il paese e a gestire il tribunale come fosse il vostro tribunale e sulla gestione sanitaria, se avete la capacità di abbattere lobby e situazioni che creano difficoltà ai nostri cittadini, siamo dalla vostra parte, ma per favore iniziate a parlare di futuro. Libera lo sta facendo, noi parliamo di proposte e di riforme. E voi farete solo questa sulla giustizia, lo sapete.
Paolo Rondelli, Rete
Oggi è la Giornata mondiale della lotta contro l’Aids e credo sia giusto, in questa bagarre, ricordare che ci sono circa 70 cittadini in territorio che lottano contro questa malattia e se ne fregano della nostre chiacchiere e vogliono solo una vita tranquilla e una possibilità di convivere con questa malattia che non porta alla guarigione, ma può essere curata e può garantire una condizione vita con caratteristiche di normalità e addirittura la non trasmissione del virus. Credo sia utile parlarne e fare una educazione alla sessualità dei giovani e anche degli ‘anziani’ come me, perchè purtroppo ci sono anche casi di persone adulte che scoprono solo dopo molto tempo di essere sieropositivi. Credo sia utile parlarne ed educare tutte le persone al fatto che esistono malattie sessualmente trasmissibili e credo sia utile parlarne e fare percorsi di consapevolezza della propria sessualità e va evitato lo stigma sulla malattia.
Andrea Zafferani, Rf
Purtroppo questa mattna ancora una volta si sono sentitti interventi solo da ‘specchietto retrovisore’. Ancora una volta certi ambiti della maggioranza, se sono attaccati, non sanno far altro che tirare fuori vicende della precedente legislatura a caso, e torna Confuorti che è sempre un argomento per spostare attenzione.
Il covid non deve essere la scusa permanente per trovare soluzioni che vanno trovate e noi stiamo vivendo la politica del rinvio. Sarebbe trapassato il tempo di mettersi a un tavolo e dire ‘tra un mese dobbiamo avere cronoprogramma definiti’, invece vi continuate ad accontentare di rinvii.  C’è stata mistificazione totale dei contenuti della commisisone di ieri sera. Vero che la seduta prevista era segreta come dall’Odg, ma è anche vero che per noi dell’opposizone o era così o niente e non abbiamo potuto fare altro che accettarlo. Sono emersi contrasti enormi dentro al Comitato esecutivo e tra Segretario di Stato e gli attori amministrativi che gestiscono la sanità. Non è un reato, ma mostrano una sanità che al momento non è governata. Credo ieri sia mancata totalmente la parte propositiva, ci si è limitati al rimpallo di responsabilità.

Comma 4.
a) Progetto di Legge Costituzionale “La Magistratura. Ordinamento Giudiziario  e Consiglio Giudiziario” (presentato dalla Segreteria di Stato per la Giustizia) (II lettura)

  1. b) Progetto di Legge Qualificata “Commissione Consiliare per gli Affari di Giustizia” (presentato dalla Segreteria di Stato per la Giustizia) (II lettura)

Massimo Andrea Ugolini, Sds per la Giustizia
Non ho idea su quale sia il metodo perfetto. Il metodo per arrivare a questo progetto di legge ha visto un mio primo riferimento nel Consiglio Grande e Generale del 23 giugno 2020 e, a seguito del mio riferimento e del dibattito scaturito, è stato approvato un Odg con un mandato preciso, quello di cercare di adeguare il nostro ordinamento agli standard internazionali, nel rispetto delle nostre peculiarità di Stato indipendente, ma andando ad adottare le raccomandazioni del 4° ciclo di valutazione del Greco. E’ stato così costituito un gruppo di lavoro con all’interno il dirigente del Tribunale Canzio, magistrati e avvocati dell’ordine, un supporto da tirocinanti indicati dall’Istituto giuridico sammarinese. Il gruppo ha studiato le lacune del nostro sistema giudiziario e guardato  agli standard europei, pur rispettando il nostro impianto. A seguito di questo lavoro, in data 25 maggio 2021, c’è stato un riferimento in Commissione Affari di giustizia, poi in Commissione consiliare 1^ con il presidente Canzio e si è iniziato a vedere eventuali punti di vista. Nel mese di agosto, depositato il progetto in prima lettura e a seguito del deposito, sono iniziati i confronti in maggioranza e con opposizione. Da questo punto di vista il confronto credo ci sia stato, occorre  poi trovare una sintesi per portare a compimento il lavoro che alla fine può essere una sintesi migliorativa. In futuro, se si troveranno lacune, si interverrà, ma credo che con questo impianto- in questa seduta ci sono due dei quattro progetti previsti dal pacchetto di riforma- credo si possa andare a presentare agli organismi internazionali dei testi che vanno a recepire tutte le indicazioni, tra cui il fatto che la politica attiva non debba essere dentro il Consiglio giudiziario.
Tutti e 4 i pdl fanno parte di un pacchetto e di un percorso e uno ha necessità dell’altro. Oggi nostro dovere è guardare al futuro, capire come con questa riforma si possa responsabilizzare di più chi opera dentro il tribunale. Con la riforma è infatti inserita la parte sulla proporzionalità delle sanzioni e richiami per i magistrati. C’è poi un dialogo che non può più essere quello di prima tra parte politica e togata. Si è cercato di capire come può essere mantenuto il ruolo di pesi e contrappesi tra questi ruoli dello Stato, ci sono così emendamenti che prevedono come il Segretario di Stato possa fare riferimenti in Consiglio giudiziario, mentre in Commisisone giustizia è già prevista la possibilità di audire il magistrato dirigente sulla relazione dello stato della Giustizia. Non è una riforma che vuole guardare al passato, ma vuole guardare al futuro per migliorare. Il numero delle persone in Consiglio giudiziario è stato fissato a 4 laici e 4 togati e anche qui, a fronte dei confronti, si è dà la possibilità che uno dei 4 posti dei togati sia aperto a tutti i gradi di giudici con emendamento. E’ stata anche una proposta arrivata dall’opposizione, per cui non è mancato il confronto. In conclusione, mi rimetto al dibattito dell’Aula, ricordo che tutto il pacchetto occorre licenziarlo per la valutazione del Greco entro marzo 2022. Il gruppo di lavoro ha tenuto bene in considerazione tutte le osservazioni e vengono sanate tutte le criticità sollevate.
Giuseppe Maria Morganti, Libera
La decisione del tutto incomprensibile di accelerare l’approvazione della legge Costituzionale di riforma dell’Ordinamento Giudiziario impedisce di fatto di approfondire problematiche complesse, fra le quali la più significativa è quella dell’equilibrio fra i poteri di uno Stato di piccole dimensioni come il nostro. Un’accelerazione sospetta perché sta impedendo anche la convocazione della Commissione Affari di Giustizia nonostante le richieste fatte pervenire più volte allo stesso Presidente che si giustifica attribuendo ad altri la responsabilità della scelta. Sta di fatto comunque che Commissione Affari di Giustizia per prassi consolidata esamina preventivamente tutte le questioni rilevanti riguardanti l’organizzazione della Giustizia. L’accelerazione è del tutto ingiustificata, avendo il Greco deliberato che i provvedimenti, in adozione delle raccomandazioni al quarto rapporto di valutazione, venissero relazionati entro il 31 marzo 2022 ed essendo il prossimo periodo di dicembre denso di appuntamenti istituzionali (relazione Commissione di Inchiesta e legge di bilancio per il 2022) che non danno la possibilità di confrontarsi come meriterebbe una materia così importante e complessa. Inoltre risulta del tutto chiaro che al Governo non interessa rispondere alle raccomandazioni del Greco in quanto solo quattro (di cui una parzialmente) delle 14 raccomandazioni trovano risposta nel progetto di legge in discussione, mentre restano senza risposta tutte quelle relative al ruolo dei parlamentari e quelle relative alla trasparenza degli atti della Magistratura e al codice di comportamento dei magistrati.
Libera, ritenendo la questione del codice etico per i membri del Consiglio Grande e Generale tema di rilevanza fondamentale nell’ambito dell’equilibrio dei poteri e della indipendenza dell’organo legislativo, ha presentato, già dallo scorso ottobre, un ordine del giorno per costituire un tavolo di lavoro per promuovere, così come richiesto dal GRECO, la integrità dei parlamentari nella forma e nella sostanza. All’epoca, il Segretario Ugolini aveva invitato la maggioranza a bocciare l’ordine del giorno dicendo che se ne sarebbe occupato assieme alle altre raccomandazioni: il risultato è che le specifiche raccomandazioni I, II, II, IV, V, VI, più volte richiamate, sono rimaste del tutto disattese; nessun accenno, nessun proposito, nessun tavolo è stato istituito. Sia il codice etico dei parlamentari che quello dei Magistrati, (Raccomandazione XIII) non sono stati affrontati, disattendendo una delle indicazioni più importanti contenute nel rapporto del GRECO.  Gli emendamenti preparati dal Governo sul progetto di legge di riforma dell’Ordinamento Giudiziario, anche a seguito dell’incontro avvenuto con le forze di opposizione e nonostante queste abbiano presentato dettagliati documenti esplicativi, affrontano solo superficialmente le incongruenze rilevate.  In particolare:

  1. L’estensione del diritto dell’elettorato passivo per la nomina dei Giudici che entreranno a far parte del Consiglio Giudiziario rappresenta un semplice palliativo, essendo stata indicata la possibilità che solo uno dei quattro membri possa essere o un giudice di seconda o di terza istanza. L’organo resta quindi bloccato nella nomina di tre Commissari della Legge. Ciò definisce una preminenza oggettiva dei giudici di primo grado rispetto a tutti gli altri gradi e disattende il principio della rappresentanza.
  2. Vengono esclusi dall’elettorato attivo il Procuratore del Fisco e i giudici dei rimedi straordinari e della responsabilità civile dei magistrati.
  3. L’elettorato attivo prevede un voto che possa esprimere fino a tre preferenze per la nomina dei Commissari della Legge, in questo modo un gruppo consolidato di magistrati che si trovano d’accordo sulle designazioni può decidere tutti e tre gli incarichi non riservando ad un’eventuale parte non consolidata, l’opportunità di eleggere almeno un proprio rappresentante. (Il principio per cui il numero delle preferenze non deve mai essere pari a quello dei membri da nominare è presente per ogni organo elettivo sia questo di natura pubblica che privata).
  4. L’elettorato attivo e passivo così formulato, precludendo Giudici e favorendo gruppi consolidati, entra in netto contrasto con la raccomandazione VII del GRECO.
  5. La medesima condizione si ripropone con la nomina dei membri designati dal Consiglio Grande e Generale che essendo eletti con la maggioranza dei due terzi, possono essere designati tutti e quattro dalla attuale maggioranza politica, non prevedendo la normativa la possibilità di designazione di un membro da parte dell’opposizione, così come è già accaduto per la nomina dei membri del Collegio Garante.
  6. Considerati i numerosi richiami contenuti nel report di valutazione, nonché le relative raccomandazioni inerenti le incompatibilità, risulta assurdo che possano essere nominati membri del Consiglio Giudiziario coloro che esercitano attività forense in Repubblica. Queste figure si troverebbero nella condizione del tutto privilegiata di agire sull’organizzazione del lavoro di quegli stessi giudici che stanno portando avanti inchieste o giudizi strettamente legati ai clienti che gli avvocati stanno rappresentando. Risulterebbe poi del tutto privilegiato l’avvocato che, facendo parte del Consiglio Giudiziario, può incidere sulla carriera dei magistrati, sui carichi di lavoro, sui provvedimenti disciplinari.
  7. Il testo emendato dal Governo prevede poi un forte peggioramento nella composizione delle commissioni di esame per la nomina di magistrati esterni in quanto anche in questo caso si dà la possibilità di nominare fra i valutatori gli stessi avvocati che domani avranno clienti indagati o giudicati dai giudici che hanno contribuito a nominare.
  8. La semplice possibilità del Segretario di Stato e del Presidente della Commissione Affari di Giustizia di riferire comunicazioni in sede di Consiglio Giudiziario, né tanto meno la possibilità da parte della Commissione AA.GG. di ricevere gli avvisi di convocazioni, i relativi ordini del giorno e le conseguenti deliberazioni del Consiglio Giudiziario, non compensano di certo il potere altamente referenziale che acquisirà il C.G. dopo la riforma, organo che non avrà né contropoteri interni né tantomeno dovrà confrontarsi con gli altri poteri dello Stato, come avviene invece per tutti gli altri.
  9. A tal proposito, il depotenziamento della figura del Procuratore del Fisco, che non potrà più proporre azione disciplinare nei confronti dei magistrati, risulta del tutto inopportuna in quanto il P.F. rappresenta l’interesse dello Stato nei procedimenti e ha gli elementi per valutare la correttezza dei procedimenti, fino al punto di rilevarne responsabilità soggettive.
  10. La Commissione Affari di Giustizia, a cui è stato affidato il compito, da parte del Consiglio Grande e Generale, di rispondere alle esigenze organizzative della Magistratura mantenendo con il Dirigente del Tribunale uno stretto contatto, affinché esso avesse supporto nei rimanenti ambiti istituzionali e nell’amministrazione pubblica, viene notevolmente esautorata dai propri compiti. Con provvedimento separato, viene collocata in una sorta di ‘limbo’ di consultazione con l’unico scopo di conoscere qualche elemento aggiuntivo delle attività del Consiglio Giudiziario. Di fatto, nonostante Libera sia d’accordo che membri del Consiglio Grande e Generale non debbano essere membri del Consiglio Giudiziario, le funzioni di vigilanza organizzativa della Commissione AA.GG. possono rappresentare il necessario collegamento, nel rispetto dell’indipendenza, fra i poteri dello Stato.
  11. In contrasto con la decisione del Collegio dei Garanti (n.12 del 20/11/2019) il Dirigente del Tribunale anche non appartenente alla carriera giudiziaria, viene considerato organo del potere giudiziario avendo la possibilità di esercitare tutte le funzioni del Magistrato Dirigente compresa quella dell’avocazione dei fascicoli.
  12. In contrasto con la raccomandazione XII del GRECO non sono previste forme di trasparenza e accessibilità sull’attività giudiziaria. Il GRECO chiede che tutte le decisioni giudiziarie siano pubblicate in formato di facile utilizzo e siano disponibili per i professionisti e per il pubblico.
  13. L’azione disciplinare è demandata alla decisione del Consiglio Giudiziario che nomina un Commissario della Legge per l’istruttoria, un Commissario della Legge con cui, viste le dimensioni del nostro Tribunale, il Magistrato sottoposto ad azione disciplinare sta lavorando ‘porta a porta’ e con il quale potrebbero sussistere problematiche di contrasto o, viceversa, di amicizia collaborativa. Che sia il Consiglio Giudiziario a provvedere in tutte le fasi (esclusi i ricorsi che potranno essere avanzati al Collegio dei Garanti), mette a nudo l’evidente incompatibilità di decidere azioni disciplinari nei confronti dei propri colleghi (magari gli stessi facenti parte dell’organo o, peggio ancora di quelli preposti a decidere sulle responsabilità degli stessi magistrati).

Di seguito ricordiamo che nessuna delle raccomandazioni relative ai membri del Consiglio Grande e Generale e del Governo viene tenuta in considerazione (Racc. I, II, III, IV, V, VI). Relativamente ai Giudici le risposte previste dal provvedimento di riforma manifestano le seguenti carenze:

Raccomandazione VII – disattesa per quanto riguarda la rappresentatività dei giudici, l’imparzialità (e l’incompatibilità) dei membri.

Raccomandazione X – non ci sono sostanziali modifiche nei criteri di assegnazione dei fascicoli rispetto alla prassi che viene contestata dal GRECO.

Raccomandazione XIIl PdL non tratta questa raccomandazione e comunque l’autoreferenzialità del Consiglio Giudiziario su questa materia (intesa come mancanza di controllo e di possibilità di ricorso) potrebbe influire negativamente sulle decisioni relative ai carichi di lavoro riguardanti i magistrati che non appartengono all’organo, così come favorire altri ad esso appartenenti.

Raccomandazione XII –  Il PdL non tratta questa raccomandazione anzi riduce al minimo la conoscenza degli atti e delle deliberazioni.

Raccomandazione XIIIIl PdL non tratta questa raccomandazione che sarebbe ancor più necessaria dati i grandi poteri svincolati da altri controlli, dei Magistrati membri del Consiglio Giudiziario.

 

Questa riforma la riteniamo necessaria sia per l’esclusione della classe politica dal Consiglio giudiziario e anche riguardo le gradazioni sui provvedimenti disciplinari, due articoli molto importanti che hanno aperto la nostra disponibilità a collaborare a questa riforma, poi demolita da altre considerazioni che sopra hi esposto. La nostra grande preoccupazione è che attraverso questa riforma si generi un grande potere dentro il nostro piccolo Stato, che ha diverse modalità di rapporto tra i poteri dello Stato rispetto ai grandi Stati. Il nostro Stato ha solo un tribunale e un numero imitato di giudici che lavorano porta a porta e doveva essere considerto in questa riforma che punta a dare poteri assoluti a un Consiglio giudiziario nominato attraverso schemi poco democratici.  Esprimo la forte preoccupazione del nostro gruppo perché si sta modificando l’intero assetto dei poteri del nostro Stato, che gloriosamente hanno retto la nostra Repunblica per tanto tempo.
Matteo Rossi, Npr
Una riforma che segnerà e farà epoca a cui si deve arrivare con un atteggiamento consapevole. La gestione del conflitto e di questo dibattito sarà importante per portare una legge più utile possibile al Paese. Diverse osservazini di Morganti le condivido anche, sotto certi aspetti, rispetto al testo di prima lettura, quello che arriverà con emendamenti cambierà l’approccio iniziale, e credo simboleggi bene la volontà di cercare una condivisione ampia, anche se sappiamo che non è facile e sappiamo che sulla giusitzia alcuni partiti hanno giocato la loro credibilità politica. La volontà è comunque quella di andare in una direzione auspicata da tutti. Detto questo, credo però che fare sempre appello agli organismi internazionali dove non si arrivi con il confronto e la politica sia sbagliato. Non solo quando l’opposizione minaccia di fare appello al Grecco etc. ma perchè le questioni si devono diramare dentro quest’Aula. E ritengo che preannunciare catastrofi sia sbagliato.
Nicola Renzi, Rf
Questa legge migliora la giustizia e i rapporti tra istituzioni nel paese? Dà garanzia di imparzialità ai cittadini? E in subordine, ottempera le indicazioni degli organismi internazionali? La risposta a questi interrogativi temo sia un sonoro ‘No’.
Si era detto di fare in modo  che gennaio fosse il mese delle riforme della giustizia, per potere tutte e 4 le leggi del pacchetto in Aula. Perché siamo qui oggi con questa fretta a fare questo dibattito? La scadenza del Greco è tra marzo e aprile. Cosa la costringe, Segretario, a venire qui a fare questa figura da imporre una legge alla sua maggioranza e a tutte le forze politiche?  Io credo ci sia un motivo politico: si vuole chiamare alla corresponsabilità da parte dei due partiti contraenti l’alleanza, ma anche tutti fino all’ultimo alleato di governo, che devono approvare questa legge oggi, e fra una settimana approvare un bilancio catastrofico. E’ l’unico senso politico per avere questa fretta immotivata che ci farà fare per forza le cose male.
Altra cosa che non mi è piaciuto il continuo prendersi in giro, dicendo ‘ il confronto c’è stato’. La mia forza politica ha partecipato a un solo incontro, il secondo è stato organizzato qando si sapeva che non ci saremmo stati e il terzo è stato calanderizzato solo lunedì scorso, dopo l’ufficio di presidenza. Infine, voi siete preda dell’ipse dixit, ‘lo ha detto Canzio’, come se non si potesse dialogare tra sensibilità diverse.
Al Segretario ho già detto che dopo questa legge può rassegnare le dimissioni perchè un Segretario per la Giustizia non servirà più, non ha più prerogative o potere di indirizzo. Sulla composizione del Consiglio giudiziario: sembra che a San Marino abbiamo solo commissari della legge, gli altri giudici forse avranno solo diritto di voto passivo. Sulle tre preferenze: sono state fatte così perch questa legge ha già nomi. Il contenuto del pacchetto era pronto e il Segretario si è prestato a fare il fiocco. Come si fa a non capire poi che con gli avvocati il conflitto di interesse è latente? Ne ho dette solo un po’ di cose, la soluzione finale è questa: la maggioranza, con il fiocco apposto dal Sds alla Giustizia si fa una legge a suo uso e consumo, in cui spera che la parte togata nomini chi lei intende e che nella parte politica sia certa di poter nominare i suoi 4 membri.
Mirco Dolcini, Dml
La riforma dell’ordinamento giudiziario è ovviamente importante, i toni lo dimostrano, è strategica, destinata ad avere norme più chiare e rispondenti alle richieste degli organismi internazionali. A questa prima riforma ne dovranno seguire altre, come quella sull’ordinamento penale. Sulle accuse specifiche sollevate dai consiglieri Moganti e Renzi, esamineremo l’articolato.
Luca Boschi, Libera
Oggi si sta scrivendo una pagina nerissima, non c’è consapevolezza completa di quello che sta succedendo. Oggi la maggioranza onorerà una cambiale firmata due anni fa, fatta per governare il paese. Dalla maggioranza molti ci hanno espresso perplessità su questa legge. Segretario Ugolini e consigliere Zeppa, vi sembra possibile che oggi votiamo una riforma della giustizia quando la commissione consiliare Giustizia non si riunisce da luglio scorso? Zeppa lei deve dire se voleva convocarla e il Segretario Ugolini non gliel’ha permesso. Perché non è mai stata convocata la Commissione su questa riforma? L’unanimità era a portata di mano, bastava aspettare e portare la legge a gennaio.  Si dice che ‘ce lo chiede il Greco’: è la scusa per portare questa legge, peccato che il Greco ci chiede diverse cose da cambiare e ne cambiamo appena 3 e mezzo. Perchè volete accelerare? Cosa sta succedendo in tribunale? Qui abbiamo un testo blinadato che arriva in Consiglio. E’ una pagina nerissima della nostra democrazia.
Rossano Fabbri, Gruppo Misto
Su un argomento come questo, che è delicato e divide il Paese, in Aula da almeno due legislature si sta consumando uno spettacolo davvero triste agli occhi della cittadinanza, dove i fronti contrapposti si stanno ricompattando e stanno portando avanti lo scontro su una riforma di cui il Paese avrebbe bisogno che fosse il più condivisa possibile. Qualcuno si chiede il motivo e la necessità di questa riforma. Il diritto serve per dirimere conflitti e questa normativa ha questa aspettativa: risolvere un conflitto creato dalla politica sulla Magistratura da almeno due legislature. La Riforma  era in origine composta di 4 provvedimenti e mi dolgo di vederne solo due, gli altri non sono stati posti all’attenzione della commissione competente. Ancora oggi si ha uno scontro su fronti opposti, con franchezza vi dirò la parte che non è emersa. La normativa ha il pregio di creare una distinzione effettiva tra politica attiva e organismi di governo della magistratura. I politici devono uscire dal Consiglio superiore della magistratura e su questo tutti d’accordo. Basti pensare a quanto fatto nella scorsa legislatura,  quando la politica si è schierata da una parte e dall’altra d invece di invocare unità nella magistratura.
Avrei accettato la richiesta dell’opposizione di rinvio di un mese per verificare la buona fede di alcune osservazioni che sono condivisibili. Sulla presenza di avvocati nel consiglio giudiziario posso tranquillamente dire che un avvocato che fa parte di quell’organismo ha sicuramente delle difficoltà nell’affrontare qualche tema. Su questo se ne può discutere. A patto che si tratti di una discussione reale e franca.  Oltre ai tanti motivi di pregio della riforma, che si occupa anche di questioni molto tecniche,  c’è la parte delle sanzioni ai magistrati, oggi non sono previste sanzioni intermedie e questa normativa le introduce ed è una questione di grande attualità. Noi sappiamo bene che la procedura che la legge ha il pregio di sanare è oggi irregolare. Prevede solo un grado di giudizio. E’ una legge che quanto meno mette a posto l’iter sanzionario dei giudici, perchè non diciamo la verità per dare spazio a una normativa di cui c’è necessità?
La giustizia è la precondizione affinché il paese riparta, senza una giustizia che funziona non si potrà essere attrattivi per il mondo imprenditoriale ed esterno, ma rimarremo chiusi in noi sessi. Perchè un atteggiamneto così forte? Perché i problemi della passata legisltura derivati da una gestione farraginosa continuano. In sede di articolato ci saranno sicuramente emendamenti degni di discussione e quelli che condivido non mancherò di appoggiarli. Ma sono conscio che quella normativa è stata scritta da chi di diritto se ne intende. Invito l’Aula e le parti contrapposte a un ragionamento più sereno e a lavorare per il bene del paese, non state dando un bello spettacolo.

Repubblica di San Marino,  1 Dicembre 2021/01

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