Il Fisco italiano a caccia dei falsi residenti a Monaco, Liechtenstein, Svizzera, Dubai e Lussemburgo. Esclusa dalla stretta la Repubblica di San Marino

Montecarlo, e non San Marino, finisce nel mirino del Fisco italiano.

“Il Fisco italiano è partito alla ricerca dei falsi residenti a Montecarlo e sta passando al setaccio le posizioni di tutti gli iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero”, spiega il giornalista Angelo Mincuzzi sul quotidiano italiano ‘Il Sole 24 Ore’.

Montecarlo, spiega il giornalista Pietro Bellantoni sul quotidiano italiano “Il Giornale”, è “una delle mete preferite dei vip italiani che qui non pagano alcuna imposta sui redditi”. Ma i bei tempi sembrano essere finiti per imprenditori, finanzieri e campioni sportivi italiani, che “ora dovranno dimostrare che vivono e operano davvero nel Principato di Monaco e che il loro cambio di residenza non è stato una mossa da furbetti delle tasse”.

La stretta avviata dall’Agenzia delle Entrate, agevolata dal recente accordo tra Fisco, Comando regionale della Lombardia della Guardia di Finanza e Comune di Milano, non riguarderà soltanto la Città-Stato. “Monaco – scrive Mincuzzi – è però soltanto il primo passo, perché gli uomini dell’agenzia delle Entrate stanno lavorando anche sui nominativi dei residenti in altri Paesi, come Lussemburgo (30.933 italiani secondo l’ultimo censimento Aire relativo al 2021), Dubai (10.795 contando anche gli altri Emirati), Svizzera (639.508) e Liechtenstein (1.824 italiani iscritti)”. Esclusa dalla lista del Fisco italiano, dunque, la Repubblica di San Marino.

“Il numero degli ex residenti a Milano che si sono iscritti all’Aire – rimarca il giornalista di ‘Il Sole 24 Ore’ – è salito dagli 80.140 del 2016 ai 93.230 del 2020, con un aumento del 12,6%. Di questi, 721 risultavano residenti a Montecarlo, altri 1.022 in Lussemburgo, 12.314 in Svizzera, 901 negli Emirati Arabi e 5 in Liechtenstein. Il protocollo prevede una cooperazione rafforzata per il contrasto all’evasione fiscale con controlli mirati su particolari tipologie di ‘soggetti, attività e operazioni’, per consentire al Comune di Milano un’efficace segnalazione di fenomeni legati all’evasione fiscale”.

“Protocolli di intesa simili – ricorda infine Mincuzzi – sono stati firmati con quasi la metà dei 1.506 Comuni della Lombardia e rappresentano un passo importante per rendere più efficace la lotta all’evasione fiscale. Un ‘modello Lombardia’ che potrebbe essere presto replicato in altre Regioni e con altri grandi Comuni italiani, soprattutto per gli effetti positivi per le casse comunali a caccia di risorse”.

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