Manutenzione stradale, l’Università di San Marino chiarisce: “Esportiamo tecniche green in Romagna, nelle Marche e non solo”

È una replica tanto forte quanto indiretta quella che l’Università di San Marino rivolge al Segretario di Stato Stefano Canti in merito ai progetti per la manutenzione stradale in cui si sta applicando da anni.

Canti aveva criticato pubblicamente l’operato dell’Università in questo contesto inizialmente a giugno, e poi di nuovo qualche giorno fa commentando la sua partecipazione ad un simposio sull’argomento a Milano. Era seguita una replica stizzita del Rettore Corrado Petrocelli e un invito al dialogo da parte di Canti.

Oggi l’Ateneo torna sull’argomento, senza citare Canti o le polemiche precedenti, per illustrare i successi raggiunti nel settore dal corso di laurea in Ingegneria Civile negli ultimi anni. E soprattutto per sottolineare che “sono tre le realtà amministrative italiane che hanno scelto l’Università degli studi della Repubblica di San Marino per coordinare, su vari livelli, lavori di manutenzione stradale utilizzando tecniche innovative ed ecosostenibili”.

“Fra le varie iniziative – scrive l’Università del Titano – è il corso di Ingegneria Civile è stato coinvolto dal Comune di Ravenna nella definizione di un bando da circa 16 milioni di euro in quattro anni per la manutenzione stradale della città”.

“Abbiamo dato supporto all’amministrazione per indicare, fra le altre cose, le regole e gli standard qualitativi e gestionali ai quali si dovrà adeguare l’impresa che si aggiudicherà l’appalto – spiega il docente Andrea Grilli -. Fra gli altri elementi definiti, le tecniche da impiegare”.

L’Università di San Marino è inoltre coinvolta nei lavori che stanno interessando una tratta di circa quattro chilometri sulla SS73bis, che collega Fano a Urbino, gestita dall’Anas: “Abbiamo dato supporto nell’individuazione delle metodologie impiegate e nelle operazioni coinvolte – precisa ancora Grilli – per un progetto da circa tre milioni di Euro che prevede la rimozione dell’asfalto superficiale e il ripristino della strada impiegando gli stessi materiali di demolizione asportati, attraverso un mix di bitume e cemento. Ciò comporta una serie di vantaggi per l’ambiente e risparmi economici. Viene riutilizzato lo stesso materiale asportato senza doverne quindi impiegare e acquistare altro da cave naturali. Non è inoltre necessario alcun trasporto e il trattamento viene realizzato a freddo sul posto, evitando quindi sgradevoli emissioni e senza consumare energia per il riscaldamento”.

Alle iniziative di Ravenna e della SS73bis si aggiunge un progetto attraverso il quale, da fine settembre, le tecniche ecosostenibili al centro delle ricerche dell’Ateneo sammarinese verranno impiegate nell’area industriale e di collegamento con il centro di Fano “nella cornice di un piano da quattro milioni di euro”.

Per l’Università di San Marino, in questo senso, “un ruolo di supporto alla progettazione e direzione lavori che va ad aggiungersi, inoltre, a una collaborazione già attiva da diversi anni con l’azienda municipalizzata Gestione Servizi per l’Ambiente e il Territorio per conto del Comune di Riccione.
Previste, fra le altre cose, una serie di tirocini formativi per gli studenti e l’affiancamento del corso di laurea in Ingegneria Civile al quadro dei prossimi progetti di manutenzione stradale, stimati in circa quattro milioni di euro in altrettanti anni”.

“Passando infine alle attività strettamente accademiche – conclude la nota – l’8 settembre scorso Grilli ha tenuto una lezione a dottorandi e giovani ricercatori nell’ambito dell’International Summer School su strade e ambiente organizzata a Napoli dalla Società Italiana Infrastrutture Viarie.
L’Ateneo sammarinese è stato così incluso in una selezione di relatori provenienti dal Politecnico di Torino, dall’Università Politecnica delle Marche e dall’Università Federico II di Napoli. In questa cornice, nella sezione dei giovani ricercatori Alex Balzi ha rappresentato l’Università di San Marino illustrando uno studio sulla gestione della manutenzione stradale attraverso l’utilizzo di particolari software”.

Come a dire: mezza Italia riconosce e sfrutta le competenze del nostro Ateneo sulla manutenzione stradale mentre proprio San Marino non lo fa.

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