Pino Guidi: “I soliti maneggioni continuano a speculare sugli Npl a scapito di San Marino”

“Non è possibile che i soliti maneggioni possano speculare sugli Npl a scapito del Paese”. Intervista a Pino Guidi: “Bcsm è a una svolta: o cambia o i sammarinesi saranno costretti a chiederne il ridimensionamento”

Pino Guidi, lei ha terminato ormai da un po’ la sua esperienza alla guida dell’Ente Cassa, però ha comunque un’esperienza nel settore che le consente di esprimere la sua opinione con cognizione di causa. “Posso dire la mia opinione come libero cittadino sammarinese, non avendo più incarichi istituzionali”

Ecco, come vede allora il sistema bancario sammarinese e il ruolo della Banca Centrale? “Vedo una Banca Centrale un po’ estranea dal contesto italiano ed Europeo”.

In che senso? “Le spiego. San Marino ha un’esperienza relativamente recente con una Banca Centrale Intendiamoci, un organismo regolatore della finanza e del credito è assolutamente necessario. Tuttavia a San Marino siamo di fronte a una Banca Centrale fortemente costosa, con professionalità che hanno profili di retribuzione molto elevati e che non ha ancora soddisfatto le aspettative che le imprese bancarie attendevano, i risultati tardano ad arrivare. Inoltre ci sono costi alti per un contesto in cui c’è una raccolta di 5 miliardi di euro che, volendo fare un raffronto, significa una raccolta pari a quella una banca italiana di medie dimensioni, laddove noi abbiamo quattro istituti di credito. Il costo della vigilanza è fuori da ogni parametro raffrontato sia con l’Italia che con l’Europa; le banche pagano in vigilanza molto di più di quello che pagano per la governance delle banche stesse”.

Quindi cosa rimprovera a Bcsm? “Banca Centrale doveva trovare il modo non solo di rendere credibile il sistema interno, ma anche di allargare il mercato, che ad oggi è solo locale e asfittico. Così non va bene: mentre altre banche da fuori possono venire a San Marino, le nostre banche non possono andare in Italia. Del memorandum di intesa con Banca d’Italia non se ne parla neppure più. Sembra che i tempi siano ancora lunghi.

Questo era il compito di Banca Centrale. Non abbiamo ancora un solo investitore che dal punto di vista della finanza e del credito abbia creduto in San Marino. Quali sono gli elementi di negatività? Cosa abbiamo sbagliato e cosa ha sbagliato soprattutto Banca Centrale? Perché non siamo appetibili? Queste sono domande che occorre porsi. Altra questione…”

Dica, dica… “Riferita alla vigilanza. Tutte le banche esterne a San Marino dopo la bolla immobiliare del 2008 hanno usufruito del sostegno arrivato da più parti ed in particolare dalla BCE, che comunque hanno consentito agli istituti di credito di fare bilanci tramite mercato della borsa e delle azioni. San Marino non ha potuto usufruire di nessuna di queste manovre finanziarie. San Marino ha risanato le proprie difficoltà con le proprie risorse e le proprie capacità. Oggi la vigilanza non può pretendere ancora ulteriori svalutazioni sui beni soprattutto immobiliari. Vede, giusto o sbagliato, il paese, i risparmiatori, i cittadini e di conseguenza le banche, hanno storicamente investito in patrimonio immobiliare…”

Quindi questa cosa comporta? “Comporta che la soluzione non può essere quella di svalutare comunque e sempre, ma ci vuole una forte politica per il rilancio del mercato immobiliare. Finché non riparte il mercato degli immobili e San Marino non è in grado di applicare politiche e riforme che consentano il rilancio dei patrimoni in cui si è maggiormente investito, pensare di svalutare ancor di più beni già ridimensionati di molto, significa affossare il mondo bancario e finanziario e le risorse finanziarie del Paese. Banca Centrale queste considerazioni le fa?”

Non lo so, me lo dica lei… “Guardi, io leggo i giornali e ascolto molti referenti che mi cercano e mi pare che siamo in uno stato confusionale avanzato. Oggi bisogna dare tempo e disponibilità perché i capitali che sono andati in crisi possano essere remunerati nel giusto valore di libro e di mercato. Continuare la politica delle svalutazioni e pretendere di procedere in maniera estranea alla storia e alla realtà dell’economia del paese significa non conoscere la peculiarità della nostra amata Repubblica”.

Che cosa serve allora? “Politiche di ponderazione, di tutela del risparmio, dare tempo alle banche di cedere sul mercato beni immobiliari al giusto valore. Poi il governo deve mettere in campo riforme vere per valorizzare il patrimonio in cui è stato investito, dando sviluppo all’economia, incremento all’occupazione e fiducia ai cittadini laboriosi di questa Repubblica”.

Perché non si fa il memorandum? “Abbiamo alterne vicende. Non abbiamo continuità di politica economica estera e questo è un forte deterrente, sia nei rapporti con l’Italia che con l’Europa. Probabilmente non siamo stati capaci di trasferire al Mef e a Banca d’Italia il fatto che San Marino ha avuto gli stessi problemi di tutti i sistemi bancari esterni, con le svalutazioni della bolla immobiliare e i vari terremoti finanziari, ma non ha mai avuto il sostegno di nessuno, non ha avuto l’ombrello della Bce, pertanto il recupero delle risorse passa per tempi per noi più lunghi”.

Bcsm cosa dovrebbe fare?  “Bcsm è a una svolta: o cambia o i sammarinesi saranno costretti a chiederne il ridimensionamento. Io da libero cittadino sarò attento osservatore, soprattutto sulla partita degli Npl”.

Perché proprio sugli Npl? “Perché non è possibile che ancora una volta si pensi che i soliti maneggioni abbiano la possibilità di piazzare sul mercato beni a prezzi non adeguati a detrimento di un’importante risorsa del Paese (oltre un miliardo di euro). Credo si debba promuovere una politica di ripresa e di rilancio del mercato immobiliare all’interno di questo nostro Paese. Solo dopo, mi pare ovvio, parlare di vendita”.

Cioè, Lei dice: la svalutazione dei beni, immobili in particolare, agevola l’acquisizione da parte di chi intende speculare sul recupero degli Npl? “In parte è così. Ho l’impressione che oggi si cerchi di proporre sul mercato gli immobili così come sono valutati in una soluzione precaria e veloce, senza risolvere il problema di base, che è quello di rafforzare prima il valore dei patrimoni immobiliari e solo poi cederli. Su questo i cittadini devono essere attenti e rigorosi, perché non è solo ricchezza delle banche, ma di tutto il Paese. Patrimonio di tutti i cittadini che non può essere materia solo per pochi”.

Ma ha il timore che gli Npl restino materia per pochi? “Gli Npl sono una risorsa per il paese e i cittadini hanno diritto di sapere se vengono gestiti al meglio. Il fatto che di questa materia se ne parli poco mi preoccupa, perché sembra sia roba riservata ai pochi addetti. Non se ne parla e questo è molto grave. Non vorrei vedere una partita come quella di Cassa di Risparmio dove gli Npl sono passati più volte di mano in mano e quindi mi sembra logico pensare che ad ogni passaggio è stato lucrato un profitto che San Marino ha regalato ad altri. Insomma, mi pare che tutti abbiano fatto affari tranne San Marino”.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 22

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