San Marino. Bocciata la legge per riportare le Poste sotto la Pa

“Gabbati” i postini del comitato “Pro-Poste”: salta la legge per riportarle sotto la Pa

ANTONIO FABBRI – Non si può non notare come i dipendenti postali del Comitato “Pro-Poste”, abbiano preso una bella “fregatura”. Infatti nella scorsa legislatura, quanto meno molti di loro, erano stati tra i maggiori sostenitori del cambio di governo mettendo avanti la priorità della legge di iniziativa popolare per riportare le Poste Spa sotto la Pubblica amministrazione e confidando, così come il sindacato che ha sempre seguito la vicenda sostenendo le istanze dei lavoratori, che la nuova maggioranza avrebbe perorato la loro causa.

Una convinzione che probabilmente non aveva fatto i conti con l’opportunismo politico. Ieri, infatti, la doccia gelata, tanto che anche il segretario di Stato con la delega alle Poste, che sosteneva un tempo la legge per riportare le Poste sotto lo Stato, ora ha cambiato idea e ieri in Commissione ha detto senza mezzi termini di voler bocciare la legge di iniziativa popolare. E così è stato.

Così quando in commissione l’articolo 1 “Finalità”, della legge di iniziativa popolare è stato respinto con un voto favorevole e sette contrari, il rappresentate dei promotori ha deciso di soprassedere nel proseguire l’esame. Era stato lapidario, d’altra parte, il Segretario con delega alle Poste, Federico Pedini Amati: “Abbiamo rispettato la legge di iniziativa popolare, ma si dimentica che Poste spa è al 100% dello Stato”. Quindi ha detto che prima le cose non funzionavano perché c’erano dei non manager. Adesso c’è il manager giusto e funzioneranno, ha in sostanza detto. Quindi, secondo Pedini Amati, le ragioni della raccolta di 1.200 e della legge di iniziat[1]va popolare, sono superate. “Intendiamo bocciare la legge di iniziativa popolare”, ha concluso.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino, pubblicato integralmente dopo le 23

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