San Marino. Carisp, annullate le accuse. Pietra tombale sul caso Varano

La Corte con un’ordinanza durissima dispone l’annullamento del decreto che dispone il giudizio. Gli atti tornano al Pm

ANTONIO FABBRI. E’ stato annullato il decreto che dispone il giudizio nel processo cosiddetto Varano, aperto a Forlì nei confronti della Cassa di Risparmio-Delta e dei suoi ex amministratori. Una vicenda giudizialmente travaglita che, di fatto, ha visto ieri quella che può a tutti gli effetti essere considerata la pietra tombale su un caso che ha profondamente sconvolto la Carisp e lo Stato di San Marino che di quella vicenda.
Il collegio giudicante ha emesso ieri una decisione dai toni molto duri verso le ragioni dell’accusa, sempre contestate dai difensori degli imputati.

Un’ordinanza articolata che annulla, definendo le accuse totalmente “evanescenti e inconsistenti”, il decreto che dispone il giudizio poiché viola il diritto di difesa considerato che non è dato comprendere in che cosa si concretino le contestazioni.

“Questioni che come difensori, in 13 anni abbiamo sollevato più volte”, afferma l’avvocato Massimiliano Annetta, dall’inizio della vicenda avvocato di Mario Fantini e di Paola Stanzani. “Una indagine che dopo 13 anni torna al punto di partenza, ma nel frattempo ha distrutto vite non solo professionali e disperso investimenti per miliardi di euro”, ha aggiunto l’avvocato. Senza contare le ripercussioni sul bilancio dello stato di San Marino che ancora oggi sta facendo i conti con quella indagine di cui proprio in questo periodo si riparla anche in Consiglio grande e generale con al relazione della commissione di inchiesta.

La vicenda per la quale pressoché tutti gli ex amminstratori di Cassa si trovavano a giudizio davanti al tribunale di Forlì, era partita da una inchiesta dei Pm Fabio Di Vizio e Marco Forte e aveva travolto il progetto di Carisp nella holding di credito al consumo, Delta.

Il caso scoppiò con l’arresto dei vertici Carisp e Delta, tra i quali lo stesso Fantini e il presidente di Carisp, Gilberto Ghiotti, e il Direttore Luca Simoni, nei confronti dei quali venne disposta la custodia cautelare preventiva nel maggio del 2009. Poi l’indagine proseguì tra varie vicissitudini processuali, trasferimenti di competenza prima a Rimini, poi ritrasferito a Forlì. Un processo che ha visto almeno tre diversi collegi giudicanti avvicendarsi alla conduzione delle udienze. Con il collegio precedente erano stati ascoltati anche alcuni testimoni. Poi i giudici sono di nuovo cambiati e, in funzione della legge Orlando che prevede che debbano essere rinnovate le eccezioni preliminari, le difese le hanno riproposte. E’ per questo motivo che la Corte ha potuto nuovamente esaminare le richieste degli avvocati che hanno sostenuto nuovamente, appunto, la nullità del decreto che dispone il giudizio. Istanza difensiva che, questa volta, ha trovato un esame approfondito da parte della Corte che ha quindi deciso per la nullità e il rinvio degli atti alla Procura della Repubblica di Forlì con un provvedimento molto duro e motivato anche nel merito.

Ora, con il ritorno degli atti al pubblico ministero, che ovviamente non è più quello che all’epoca diede inizio all’indagini “i possibili scenari sono tre – spiega l’avvocato Annetta – il primo è che, se il Pm riterrà di averne gli elementi, possa riformulare in maniera corretta l’imputazione. Oppure potrà chiedere l’archiviazione sulla base degli elementi a sua disposizione. Oppure, l’esito meno augurabile, è che questo processo resti in qualche cassetto a prendere polvere, ma da questo punto di vista ritengo che gli indagati non staranno zitti ad aspettare, perché dopo 13 anni hanno diritto ad avere giustizia e anche perché, era questa ferma volontà anche del dottor Fantini, c’è determinazione a non accettare la prescrizione, ma la volontà è sempre stata quella di affrontare il processo dimostrando la correttezza dell’operato”, ha detto l’avvocato.

Di certo ci si trova di fronte ad un processo che a 13 anni dall’inizio delle indagini è tutto da rifare e non ha visto celebrato neppure il primo grado, ritornando ora nella fase preliminare delle indagini che difficilmente, è prevedibile, potrà vedere incardinarsi un nuovo processo.

Resta da vedere ora, però, quali saranno gli sviluppi anche istituzionali della vicenda, considerate le parti che sono coinvolte. Oltre alle persone che non senza ragione potrebbero mettere sulla bilancia quanto hanno subito in 13 anni di inconcludenza e anomalie giudiziarie, ci sono infatti anche lo Stato di San Marino, Cassa di Risparmio e quel che resta di Delta, che potrebbero avere qualcosa da dire.

 

IL COMMENTO

Cosa farà ora il Titano per raddrizzare una realtà ribaltata?

L’annullamento dell’accusa come formulata nel caso Varano ha una valenza enorme per la Repubblica di San Marino e impone una serie di riflessioni che ribaltano completamente anche la prospettiva su cui è imperniata la chiave di lettura che si è voluta dare dei dissesti bancari con la relazione della Commissione di inchiesta. Si scopre così che la narrazione politica e la congerie di ipotesi, ricostruzioni, a volte illazioni, contenute nella relazione, risulta ribaltata, in questo caso, rispetto alla realtà giudiziaria. Due parallelismi sono imprescindibili per chiarire il concetto del “ribaltamento” semplificando al massimo. Il primo parallelismo. Nella relazione: tutte le responsabilità del dissesto di Cassa di Risparmio e le ricadute sullo Stato dell’operazione Delta sono attribuite agli amministratori che hanno portato avanti quel progetto. Nella realtà giudiziaria: sono nulle tutte le imputazioni – e con ragionevole certezza non riproponibili – contestate a Cassa e agli amministratori che avevano portato avanti il progetto Delta. Il secondo parallelismo. Nella relazione: qualche irregolarità in Asset, ma tutto sommato una banca sana. Nella realtà giudiziaria: la conferma definitiva, stante la decisione della Cassazione in Italia, di un impianto accusatorio per riciclaggio transnazionale. Riflessioni sono doverose. Doverose soprattutto sul futuro, come è stato detto nel dibattito consiliare. E il futuro passa anche per la posizione che terrà la Repubblica di San Marino di fronte a questi sviluppi del processo Varano, che ora diventa anche una questione politica di rapporti internazionali – ma forse lo è sempre stata – nella quale il Titano non può ignorare che una accusa oggi annullata abbia trascinato in questo nulla una parte importante della sua storia e della sua economia.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino, pubblicato integralmente dopo le 19

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