San Marino. Caro bollette, il grido d’allarme di UCS

“In arrivo nelle case dei sammarinesi le prime bollette con i rincari e saranno problemi”. Unione Consumatori Sammarinesi lancia il grido d’allarme.

L’appello è rivolto alla Segreteria competente, che  “ha garantito interventi di calmieramento per sostenere famiglie e aziende e siamo certi stia lavorando per attuarli ma, a tutt’oggi, come Associazioni dei Consumatori non abbiamo avuto convocazioni in merito.

Come UCS riteniamo che contro il caro-bollette, la soluzione non possa prescindere dai temi che vanno posti su un tavolo di confronto in un’ottica di collaborazione, che porti ad un’intesa tra le Associazioni di Consumatori, le Istituzioni e AASS, ma forse questo tavolo doveva essere già operativo da fine 2021 poiché, quando si ragiona sul futuro in ritardo, i rincari del domani sono ormai arrivati all’oggi.

Al di là del confine, il gruppo Hera ha siglato con le Assoconsumatori, alcuni ‘patti’ su come estendere la tutela delle famiglie in forte difficoltà a causa dell’aumento del prezzo dell’energia, fra cui la possibilità di dilazionare le utenze; a San Marino, le Assoconsumatori e AASS avevano siglato già tre anni fa, un accordo per la rateizzazione delle bollette di luce, acqua e gas, quindi eravamo riusciti, su questo tema, sedendoci ad un tavolo in modo costruttivo e “giocando” d’anticipo, a fare quello che Hera sta facendo oggi con le associazioni consumatori italiane. Ecco perché è fondamentale confrontarsi tempestivamente e trovare soluzioni condivise.
La posizione di UCS sui rincari delle utenze è nota: non ci ha trovato d’accordo ne nel metodo ne nella percentuale di applicazione degli aumenti e come già ribadito innumerevoli volte, il salasso nelle tasche dei cittadini non si fermerà, che sono già un esagerazione, ai 350euro stimati in più per luce e gas.
Purtroppo moltissimi beni, dagli alimentari agli elettrodomestici, ai beni mobili, ai ristoranti e bar, ai viaggi e strutture ricettive, ai trasporti, hanno visto e vedranno salire vertiginosamente il prezzo al pubblico e la ragione è da individuare anche negli aumenti delle bollette di luce e gas, che hanno comportato e comporteranno un aumento dei costi di produzione e lavorazione di attività industriali ed esercizi commerciali.
Questi costi, assieme agli aumenti delle utenze, inevitabilmente vengono e verranno scaricati sui consumatori finali attraverso i prezzi al dettaglio e in un periodo di forte contrazione del potere di acquisto e quindi del tenore di vita del consumatore non si può prescindere dall’istituzione di un tavolo fra istituzioni e Associazioni dei Consumatori permanente, che analizzi tutte le sfaccettature di una recessione annunciata e che metta in atto celermente tutti gli strumenti utili al fine di arginarla il più massicciamente possibile, afferma il Presidente UCS, Francesca Busignani.
Riteniamo come UCS che, solo attraverso informazioni chiare e puntuali e tramite strumenti condivisi e concordati tempestivamente ad un tavolo di confronto, si possano tutelare i cittadini, attendiamo quindi una convocazione in merito”.

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