San Marino. Consiglio Grande e Generale, resoconto seduta pomeriggio 18 maggio 2022

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE 18- 24 MAGGIO

 

– MERCOLEDI’ 18 MAGGIO–    Seduta del pomeriggio

 

            Il modello scolastico che verrà, il negoziato per l’Accordo di associazione con l’Ue e i rapporti con Bankitalia, le nuove vicende giudiziarie sulla Public Netco e le criticità legate alle Tlc, e ancora, le critiche dell’opposizione sulle ultime scelte in ambito sanitario: sono alcuni dei temi sollevati in apertura della sessione consiliare in Comma comunicazioni.

La seduta del pomeriggio si è concentrata sul dibattito delle comunicazioni per poi, una volta concluso, affrontare una serie di  dimissioni, nomine e sostituzioni. In seduta notturna i lavori riprenderanno dal comma 4, come previsto dall’ordine del giorno, sulla “Nomina del Trustee e del Guardiano per il Trust di Scopo denominato Veicolo Pubblico di Segregazione Fondi Pensione”. 

 

Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio al comma n.1

 

Comma 1. Comunicazioni
Marica Montemaggi, Libera
Intervengo a seguito della Commissione 1^ dedicata al tema scolastico dei giorni scorsi, tema attuale su cui tanti cittadini ci hanno chiesto chiarimenti. Nella scorsa seduta si è partiti dalla relazione dei tecnici sulla situazione attuale della scuola, alla luce dell’andamento demografico che oggi è allarmante, i numeri ci mostrano criticità nel sostenere il nostro ‘sistema scuola’. Come Libera abbiamo sempre insistito che non deve essere il calo demografico ciò che fa cambiare l’assetto scolastico. Non tanto perché ci deve essere una scuola in ogni Castello, perché sia vicina ai luoghi di residenza. Sulla chiusura del plesso di Città ci siamo battuti enormemente. Sebbene il plesso di Murata, in cui è accorpato, sia considerato all’interno dello stesso Castello. Sarebbe grave se andassimo a fare accorpamenti e chiusure infatti senza valutare quale sia l’importanza della presenza di una scuola nei Castelli. Questo governo ha grosse difficoltà per portare soluzioni condivise nel prossimo anno. L’Odg approvato porta così la data del dicembre 2022 per portare un progetto di revisione complessivo dell’organizzazione scolastica. Si è dato un fermo: non avere nel 2022- 2023 altre chiusure di plessi. E visto anche che con la chiusura di Città la cittadinanza si è spronata e ha capito quanto sia importante avere una scuola in un Castello e che cosa significa- ovvero avere servizi collegati e attrattività per giovani famigli- si deve capire che non si possono calare dall’alto certe decisioni da parte del governo ma serve un dibattito più ampio nel Paese.
Sara Conti, Rf
Parto dalla dDelibera n.21 del 25 aprile 2022, ‘Disposizioni in materia di associazioni del volontariato’ con cui si dà mandato agli uffici pubblici di compiere un ricognizione per verificare se siano in essere convenzioni e forme di cooperazione con associazioni di volontariato non iscritte al registro della Consulta, ritenendola condizione necessaria per stipulare tali convenzioni. Vorrei chiedere alla segreteria di Stato competente se prima di emettere una delibera del genere si siano resi conto che tutte le associazioni di stampo sanitario e sociosanitario sono riunite in ‘polo’ sanitario e che hanno deciso a loro tempo di non aderire alla Consulta per distinguersi da associazioni di natura più ludico-ricreativa. Queste associazioni, in questo momento, sono di una importanza estrema per i  cittadini che vivono determinate situazioni e per lo stesso Iss, con cui hanno in essere collaborazioni, come l’associazione oncologica, Aslem, quella dei donatori di sangue…tutte associazioni che volontariamente non aderirono alla Consulta. E ora ci troviamo di fronte questa delibera che non so se definire ricatto o una leggerezza estrema con cui si dice ‘o revoca delle collaborazioni o iscrizione alla consulta’. Altro tema: Rf ha presentato una interpellanza sulla sottostazione di Cailungo, attendiamo risposta. Rf sostiene da sempre la necessità dell’interramento dei cavi. Il Sds competente, Lonfernini, ha dichiarato a microfoni di Rtv che noi muoviamo solo speculazioni e che la gestione dell’Aass sia lineare, e che il motivo del rallentamento sia di natura tecnica, a causa dell’alternanza dei governi. La questione è annosa e si può andare indietro di 20 anni, ma l’Aass già il 2 agosto 2018, in una nota stampa, dichiarava che il progetto di interramento dei cavi era avviato e si prevedeva che l’intervento per il nuovo elettrodotto sarebbe addirittura terminato nel 2021.
Adele Tonnini, Rete
E’ di questi giorni l’apertura del procedimento in tribunale della vicenda Public Netco. Noi da tempo eravamo intervenuti per chiedere luce su questa società, solo due persone votarono un acquisto da 12 milioni di euro e oggi sono sotto indagine del tribunale come membri del cda. Come confermerebbero le indagini, la società pare sia stata utilizzata come branca di Aass per aggirare i vincoli di trasparenza e sana e prudente gestione. Chi ha deciso il progetto realmente? Gli ex Segretari di Stato Podeschi e Zafferani di Rf? Nessuno dei due è indagato, ma non possiamo non evidenziare le responsabilità politiche. E anche i legami con Libera, il cui giornale non ha scritto una riga sulla vicenda. L’indagine verte sul fatto che venivano autorizzati contratti di acquisto senza la firma del proponente e senza business plan, senza concessione delle frequenze radio…non è tuttora chiaro come sia stata scelta Zte come fornitore. Sostenevamo il principio per cui è nata Netco, ma non come è stato portato avanti il progetto, con mancanza e senza volontà di trasparenza e di agire nell’interesse dello Stato. Bene che il tribunale faccia chiarezza, dobbiamo agire a garanzia e tutela dello Stato.
Rossano Fabbri, Mis
Intervengo sull’altra vicenda di cronaca giudiziaria apparsa in questi giorni, relativa a un Commissario della legge accusato di aver concordato una successiva denuncia di reato, di modo tale che fosse a lui attribuita, per gestire quella determinata indagine. Intervengo per dire che quella notizia di reato- che è del tutto da accertarsi in ambito giudiziale, e va sempre ribadito- non mi ha assolutamente colpito. L’Aula e il paese dovrebbero sapere che è stato proprio quello il motivo per cui nella scorsa legislatura e anche in precedenza sono partite le dinamiche interne al tribunale, rispetto alcuni procedimenti penali in cui si intuiva un uso ‘pro domo’, esterno alla giustizia, una serie di procedimenti penali che si inserivano con precisione biblica rispetto ad atti di politica. Si potrebbero citare altre 20-30 casistiche di questo tipo. E non ricordo un solo procedimento penale di questi concluso con un giudizio di colpevolezza. Tutti ceduti al vaglio del merito, e non della prescrizione. Lì si inseriscono le sofferenze degli indagati e delle loro famiglie che hanno pagato per essersi trovati nel posto sbagliato, al momento sbagliato. L’Aula deve comprendere le ragioni rispetto cui in tribunale si sta voltando pagina, è li che si è avuto il male più grosso.
Guerrino Zanotti, Libera
Credo che anche in questa legislatura qualcuno abbia avuto sonni poco tranquilli. Chi, come me, ha avuto sempre un atteggiamento equidistante, lasciando operare la magistratura in autonomia, non comprende tutti questi interventi che vogliono portare l’attenzione dell’Aula in modo morboso sulle vicende del tribunale. Pensiamo piuttosto a quello che compete a noi. Nei giorni scorsi mi ha colpito la dichiarazione del capo delegazione all’Eurovision song contest, che ha commentato l’avventura di San Mairno dicendo: “Tutto sommato è andato benissimo e malissimo”. Mi è rimasta in mente questa frase che può essere applicata anche alla prima fase di legislatura di questo governo. E’ andato benissimo, per la giustizia, visto che in un paio di anni il governo è arrivato a definire e realizzare le politiche che aveva in mente, mentre per tutto il resto, è andato malissimo. Il resto che riguarda quello che tocca i cittadini quotidianamente. E su cui la forza propulsiva del governo si è esaurita. Sanità, Icee che non c’è, rifiuti e la loro gestione pessima, tutte le politiche non portate a termine, anche se scritte sulla carta da questo governo. Se poi dovessero arrivare le riforme garantite entro il 2022, temo che faranno la stessa fine delle leggi approvate finora in Aula, senza risultati.
Matteo Ciacci, Libera
Volevamo soffermarci su come la risposta in ambito sanitario di questo esecutivo e della maggioranza sia assolutamente da rivedere. Quando parliamo di sanità, non possiamo non considerare la pandemia che ha insegnato come il modello per ripartire sia basato su un sistema territoriale di cure primarie da potenziare, insieme alla prevenzione. La scelta iniziale del governo è stata invece quella di andare verso a una impostazione diversa, quella del nuovo ospedale. Sulla Medicina di base e il suo centralino ‘innovativo’ presentato a maggio, che arriva dopo due anni e mezzo da inizio legislatura: non si è contrari a prescindere al potenziamento del servizio, ma crediamo che il modello e la visione su cui incentrare le Cure territoriali debba essere differente, si deve puntare sul medico e sull’infermiere di famiglia. Il potenziamento del centralino non può essere il solo intervento.
Mirko Dolcini, Dml
Sulla Commissione I^ e sul dibattito sul disagio giovanile: Cosa è emerso dalla relazione dei dirigenti scolastici e dei servizi minori? E’ emerso quello che sto dicendo da due anni anche ai microfoni del Consiglio. Ovvero: le restrizioni hanno aumentato esponenzialmente i numeri del disagio giovanile e ci troviamo a San Marino con numeri tragici.  Autolesionismo, problemi alimentari, abbandono scolastico, uso patologico dei social media, bullismo, violenza verbale di bambini che hanno appena imparato a parlare. I nuovi casi sono quadruplicati in questi anni e i fenomeni potrebbero essere molto maggiori rispetto quanto rilevato. I minori che in questi due anni hanno fatto uso di sostanze stupefacenti sono triplicati e i genitori spesso minimizzano e banalizzano. E figuriamoci i politici. E c’è di più: l’autolesionismo inizia alle elementari, un fenomeno una volta totalmente assente in questo ambito. E’ stato detto che ci sono stati bambini che sbattevano la testa contro un muro. E sono disagi dovuti indirettamente dalla pandemia e direttamente dalle restrizioni che noi valutiamo e decidiamo.
I bambini dell’asilo non li abbiamo per fortuna mascherati, ma solo per vedere gli adulti mascherati hanno subito ritardi nel linguaggio, nell’apprendimento, nel controllo degli sfinteri.  Sul trend  della denatalità: statisticamente tra 15 anni arriviamo a nascite zero e i giovani sono pochi e disagiati poi ci stupiamo che non si fanno i figli. Ma se una coppia fa un figlio, poi si ferma lì, perché metterne al mondo dove una società che non li tutela?
Nicola Renzi, Rf
In questa legislatura è valsa l’idea che i processi in generale che riguardano le singole persone si vengono a fare in quest’Aula. Abbiamo dei precedenti spiacevoli e mi piacerebbe che in quest’Aula, come si prende il microfono per screditare qualcuno non condannato, poi una volta che è stato completamente scagionato, non finisca che non si dica più niente a riguardo. Nella precedente legislatura, in un momento in cui l’Italia aveva firmato con la Repubblica popolare cinese l’accordo per la road silk, noi non lo abbiamo firmato, ma abbiamo scelto di avvalerci di un partner tecnologico, come altri avevano già fatto in Europa. Se lei, Tonnini, in questo ravvisa irregolarità, io penso invece fosse la scelta giusta scegliere un partner strategico, poi io non posso dire come sono andate avanti le modalità, è giusto che il tribunale accerti.
Sull’accordo di associazione Ue, in questi due anni non ho sentito più niente, l’ho detto al Segretario di Stato Beccari. Consigliere Giovagnoli, lei è un autorevole membro di maggioranza, si faccia un dibattito, non tanto sull’Ucraina, ma sull’Ue. A questa richiesta mi si risponde che c’è riservatezza, ma io voglio sentire in quest’Aula quali sono le aspettative verso l’Ue nei prossimi mesi. Poi bisogna essere conseguenti: sono 10 anni che si chiede un accordo con BankItalia, quello era il nodo da sciogliere per arrivare all’accordo di Associazione, ovvero stabilire la partnership della nostra vigilanza. Consigliere Giovagnoli, chieda un’audizione e chieda quando si fa questo accordo con BankItalia. Io credo prima ci voglia un negoziato per l’accordo di associazione in quell’ambito, poi finalmente riusciremo ad arrivare al pieno accesso del mercato bancario e finanziario dei capitali.
Gerardo Giovagnoli, Npr
Sa benissimo l’ex Segretario Renzi che ci sono vicende, quando si parla di negoziati con l’Ue, che riguardano il dibattito pubblico e altre rimangono segrete, è sempre stato così. E lo stesso Segretario Beccari ha anticipato che ci sarà un riferimento apposito nella prossima commissione esteri. Premeva al Psd e a me piuttosto che si verifichi in modo costante ed evidente che la collaborazione con l’Italia funziona, la fiducia è riconquistata. La fiducia ha due effetti positivi, non siamo più al centro dell’attenzione per fenomeni distorsivi dell’economia, e seconda cosa, è possibile con la trasparenza e nella legalità anche avere uno sviluppo. Su questo tema mi piacerebbe confrontarmi, perché mi pare di capire in quest’Aula e fuori che molti ancora pensino che l’unica possibilità di tornare ai livelli di anni fa è quella di riprendere gli stessi vizi.
Quello che manca alla vicenda di interazione con l’Italia è il settore bancario e finanziario. Proprio nel momento in cui parliamo di debito pubblico, di debito internazionale, di ricerca di risorse internazionali, non riusciamo- con la trasparenza conquistata e anche con la credibilità che abbiamo riguadagnato sullo scenario internazionale e con l’Italia- a  lucrare in senso positivo, a fare in modo che questa posizione diventi qualcosa su cui ricreare con delle possibilità quel mercato bancario e finanziario che dia finalmente avvio all’internazionalizzazione e che ci consenta di avere dei rating per le banche e non solo quelle, e che ci consenta di lavorare su delle nicchie. Con l’Italia quindi si lavori per trovare le modalità per alimentare quel sistema, che non è danneggiante per il loro e anzi funzioni in collaborazione, lo richiedo ufficialmente, l’ho già fatto a maggioranza e governo. Chiedo a maggioranza e governo di individuare queste nicchie e di lavorare con l’Italia per ottenerle, con in cambio la  questione della vigilanza, per fare in modo che il nostro sistema non sia limitato come lo è attualmente.
Sul fronte della legalità non possono che rinnovare un concetto che non è partigiano: ci siamo accorti- e le due commissioni che ho presieduto hanno tirato le fila in modo unanime- che è possibile anche per la politica riuscire ad indagare fatti gravi che riguardano un potere forte come la giustizia, nell’individuare fatti che poi sono confermati dalla stessa giustizia. Mi riferisco alle ultime indagini su Buriani. Si rispetta la divisione dei poteri malgrado fatti gravi emersi.
Iro Belluzzi, Libera (indipendente)
Già 7-8 anni fa parlavo della necessità per il sistema bancario di trovare possibilità di partecipazione al mercato esterno e di accordo tra le banche centrali di San Marino e Italia, poi si è passati a una impostazione più plausibile e ancora realizzabile. Potremmo adire ad un accordo con la Banca centrale europea che doveva dare il benestare per il Memorandum Bankitalia- Bcsm, attraverso una sovranità diversa. Chiedo a Giovagnoli che si faccia sentire in maggioranza e attraverso i due esponenti del governo di Npr.
Mi trovo nella situazione di chiedere delucidazioni, perché informazioni dalla maggioranza non mi arrivano: c’è chi ha parlato di Zte e di tutta la questione legata a una non corretta gestione amministrativa degli organismi creati. Ma mi viene da chiedere: a che punto è il piano di ristrutturazione o implementazione della connessione sul territorio? E se vi è un piano al di là del bloccare tutto.
Teodoro Lonfernini, Sds per il Lavoro
Il consigliere Zanotti ha elencato una serie di circostanze per cui si devono ancora vedere gli effetti dei provvedimenti varati, cosa abbastanza naturale, ci vuole tempo nelle cose, per poi poter dare anche un giudizio. Attenzione a vivere la ‘sindrome della memoria’, si rischia di concedere all’altra parte la possibilità di dichiarare i risultati degli altri. Siamo stati qui dentro 3 anni e mezzo, anche con sedute consiliari straordinarie, per decidere cose dirimenti della giustizia e del tribunale unico. Rischiate di passare dalla sindrome della memoria al ridicolo, di chi ha avuto occasione di cambiare le cose anche in tempi non sospetti, e oggi invece fa la parte di chi contesta. A me non piace, è un atteggiamento politico che porta molto poco a servizio del paese.
Noi siamo nella fase di un impegno non rinviabile di governo e maggioranza che devono continuare a portare sulla strada corretta del miglioramento il Paese. Abbiamo affrontato la crisi economica che c’era anche prima del covid. Oggi dobbiamo continuare ad accompagnare la ripresa che c’è. E dobbiamo lavorare insieme sul circuito delle riforme non rinviabili, e ci confronteremo, lo stiamo già facendo con categorie e sindacati sulla parte previdenziale, credo che su queste cose dovremo confrontarci e raccogliere le nuove sfide del paese.
Francesco Mussoni, Pdcs
S
ulla fotografia sul punto su cui siamo giunti in questa legislatura, le considerazioni del consigliere Renzi mi sono sembrate poco generose rispetto all’impegno del Sds Affari Esteri sul fronte dell’accordo di Associazione europea. In questa fase, dall’avvio della guerra in Ucraina, si è un po’ tornati allo spirito originario dell’Ue, la drammaticità del momento ha risvegliato le istituzioni comunitarie a ricercare la politica dei Paesi e dei popoli europei di integrazione, non solo economica. C’è un cambio di impostazione delle politiche comunitarie rispetto ai potenziali paesi che si avvicinano. E’ fisiologica l’accelerazione del negoziato e speriamo dia frutti in tempi veloci, ne abbiamo bisogno come il pane. Il tema delle riforme deve essere ancorato ai bisogni del Paese. Possiamo fare  le riforme del mercato del lavoro, per esempio, con una visione del mercato chiusa? Abbiamo bisogno di un accordo e oggi probabilmente ci sono le condizioni per arrivare a una prima fase conclusiva del negoziato. E ne abbiamo bisogno anche rispetto sl sistema bancario-finanziario, disancorato tuttora dall’Europa.
Eva Guidi, Libera
Sulla delibera del comitato esecutivo per acquisto di attrezzature e strumenti robotici per la sala operatorie. Nel fare richieste specifiche al Segretario, non posso che fare riferimento ad alcune perplessità presentatemi da alcuni professionisti e al processo internazionale di valutazione delle tecnologie sanitarie. Le valutazioni con cui sono venuta in contatto, di alto livello, meritano un approfondimento importante, sui costi e sull’impatto organizzativo dell’uso di tali strumenti. Ci fanno presente che l’introduzione di questa chirurgia non è stata pianificata tenendo conto di esiti clinici e di approfondimenti legati alla sicurezza. E fanno presente che per i chirurghi e il team serve una formazione specializzata. Non saremmo noi a dire ‘no’ a uno strimento che serve ai nostri professionisti che devono essere supportati da tutte le strumentazioni necessarie, mi chiedo però se si possa procedere in questa direzione con modalità differenti, andando a fare la valutazione effettiva degli ambiti di applicazione a San Marino e invece di quelle che potrebbero essere modalità differenti, per esempio assicurare ai professionisti i percorsi in strutture che già usano questa tecnologia, per evitare di acquistarla e richiedere poi percorsi complessi di formazione. Sempre in ambito sanitario, ho ricevuto tante rimostranze sull’avvio del nuovo centralino del servizio territoriale, ci preme che siano date risposte alle istanze della popolazione, in particolare anziana, che non si sente rispondere per ore, va data la massima attenzione per il miglioramento del servizio.
Michele Muratori, Libera
Sull’intervento del consigliere Tonnini su Public Netco. Ci ritroviamo una indagine per questi tecnici nominati in questa struttura per il settore tlc e sentire discutere in quest’aula e dare già una sentenza a livello politico lo ritengo pericoloso e assolutamente da evitare. Le accuse mosse sono assolutamente strumentali e mi pare una sorta di ‘repulisti’ per cittadini che hanno la colpa di essere stati nominati da una parte che non ha la ‘tessera’ adeguata. Andarsi a infilare in questo ginepraio di competenza del tribunale è pericolosissimo. Sul settore delle Tlc questo governo ha tagliato i rapporti con la Repubblica popolare cinese e sabotato il progetto Zte. Nella precedente legislatura almeno si era provato ad affrontar il problema  delle Tlc a San Mario. Era un po’ come per le banche: chi tocca le tlc ‘muore’.  Noi siamo disposti ad affrontare le Tlc in una commissione apposita, chiederemo una commissione di inchiesta sulle telecomunicazioni perché la questione non è più rinviabile.  Se è vero che quei tecnici oggi indagati rispondevano a un mandato politico, perché attacchiamo la manovalanza?
Manuel Ciavatta, Pdcs
Sulla gestione di questo governo per ‘un ritorno alla normalità’ rispetto a una gestione che forse era sfuggita di mano, come impostata nella scorsa legislatura, in maniera incauta, e che aveva portato a una  situazione problematica del sistema bancari: riprendendo in mano la gestione paese “in maniera normale” ci ha consentito di tornare a un consolidamento per cui la raccolta è aumentata, rispetto la scorsa legislatura, perché si è ricreata fiducia. Allora io vorrei fare una lista dei ‘più’: le banche ricominceranno ad avere bilanci in attivo e a dare imposte allo Stato, era tanto che non si vedevano, e poi il bollettino di statistica di maggio ci dice dell’aumento dell’occupazione, del numero di imprese, +46, anche per il commercio, dell’aumento del gettito già ad oggi rispetto al periodo pre-pandemia. Sono tutti elementi che non sono venuti a caso, non perché ‘siamo bravissimi’, ma perché siamo tornati a gestire le cose come vanno gestite, in maniera attenta, cauta e affrontando i problemi giorno dopo giorno. Sulla chiusura delle scuole nei Castlelli: è chiaro che bisogna pensarci, siamo d’accordo per una relazione entro l’anno. Sulle riforme c’è l’impegno per strutturare entro l’estate le più importanti, la sfida è quella.
Giuseppe Maria Morganti. Libera
Sull’Odg in Commissione 1^, siamo stati fautori del ‘compromesso’, per cui ogni decisione sulla problematica sul modello di scuola della Repubblica deve essere definita a partire dal Consiglio e con tutti i supporti professionali necessari. E una volta definito il modello, sarà possible adottare anche le scelte tecniche necessarie. La prima impostazione dell’Odg non piaceva perché partiva da un dato statistico e dava soluzioni che viaggiavano su fattori marginali rispetto alle vere problematiche della scuola. Si occupava di trasporti, di strutture…invece l’Odg è stato delineato su questa base: indichiamo il modello e sulla base di quello scegliamo le scelte tecniche per realizzarlo e prendiamoci un anno di tempo per definirlo. Tecnici e professionisti hanno presentato due relazioni, ma sono state entrambe accantonate. La prima era quella sugli accorpamenti, la seconda su una modalità assurda, con cui si voleva differenziare l’offerta scolastica primaria in modo tale che i genitori potessero scegliere se mandare un figlio in una scuola bilingue, oppure in una scuola in cui veniva privilegiata la componente artistica o in una con una componente scientifica. Scelte che sono già difficili con ragazzi più grandi, e vogliamo farlo con bambini di 5/6 anni? Poi ci chiediamo, visto che si fanno classi con pochi bambini, perché si è voluto eliminare in modo pesante la classe in Città? Perché agire con la scure in un senso e consentire magnanimità della politica in altri Castelli? Così si fanno figli e figliastri.
Maria Katia Savoretti, Rf
In commissione 1^ abbiamo assistito a una inversione di rotta da parte del Sds Belluzzi rispetto alla Commissione precedente in cui è stata presentata la redazione redatta dal gruppo di lavoro che, sulla base del calo demografico, prevedeva interventi drastici di accorpamento e chiusura di alcuni plessi, con una decisione a breve termine, operativo già dal mese di settembre. Ho parlato di cambio di posizione perché poi il Segretario lunedì ha tenuto una posizione differente, rinviando di un anno la scelta di chiusura e accorpamento. Nessuno ha mai negato il calo demografico, quello che dobbiamo evidenziare è un’ltra questione: prevedere politiche di intervento a sostegno di giovani e famiglie per prevenire il calo demografico. Mi auguro quanto sottoscritto dall’Odg, firmato anche dalle opposizioni, che hanno dato il loro contributo nella sua redazione, possa avere un seguito. Fondamentale è creare prospettive nuove . Anche io esprimo disappunto sulla delibera su cui si è soffermata il consigliere Conti, la n.21 del 25 aprile 2022, che prevede disposizioni per le associazioni di volontariato . Il Sds alla Sanità sa benissimo che ci sono associazioni socio-sanitarie che hanno creato da diversi anni un polo- del quale sono stata coordinatore- per avere un percorso parallelo perché referente è il Sds alla Sanità e la struttura sanitaria. Avevamo avuto anche incontri su come creare questo binario parallelo. Le associazioni in questione non si sono mai iscritte a consulta delle associazioni. Nel frattempo c’è anche la volontà del governo di modificare la legge e mi sarei aspettata non questa delibera, che ci lascia amareggiati. Mi sarei aspettata un coinvolgimento maggiore.

Michela Pelliccioni, Dml

Sulle riforme i tempi sono stringenti, siamo a maggio e il timing è a giugno-luglio, la mia forza politica è impegnata e pronta alla sfida delle riforme. E convinta sia necessario proseguire. Siamo una forza riformista, anche se a volte ci scontriamo con difficoltà nel portare avanti la condivisione. Nella prima ondata pandemica, anche grazie alla determinatezza di Motus nel non volere un lockdown totale, non si è arrivati alla chiusura del paese. La partita pandemica non è ancora vinta, dobbiamo giocare tutte le nostre forze perché ci possa trovare preparati una eventuale nuova ondata, soprattutto considerando che l’autunno non è troppo lontano e non sappiamo come coinciderà, ma dobbiamo farci trovare pronti.

Emanuele Santi, Rete

Rispetto alle notizie di cronaca giudiziaria, è rilevante quella in cui risultano indagati gli amministratori di Public Netco. Questo governo ha avuto fin da subito la volontà di sabotare progetto, ha detto Muratori, ma non è vero. Noi credevamo Netco potesse essere una soluzione, la sostenevamo, per aprire il mercato agli operatori, abbiamo avvallato il progetto, ma il problema è l’applicazione della legge. Abbiamo avuto modo di vedere fin da subito dagli atti che la società era un buco nero per bypassare i controlli della Pa. Appena insediato, il Cda, come risulta dall’ ordinanza letta sui giornali, dopo soli due giorni ha fatto un ordine da 12 mln di euro. Abbiamo pensato subito che era più importante fare l’acquisto che portare avanti quel progetto. Chi ha compiuto questi atti è oggi attenzionato per amministrazione infedele.  Il primo atto di questo governo era stato di bloccare il progetto, non di sabotarlo. Nonostante le questioni sollevate e le criticità evidenti, si era andati avanti con un pagamento di 6 mln di euro e sapevamo che qualcuno premeva perché venissero pagati altri 6 mln di euro e per quello siamo intervenuti con un Odg per chiedere di fare chiarezza. E alla fine- certo non si vogliono fare condanne qui- ma se la magistratura ha attenzionato questi atti, credo debba essere lasciata lavorare. Sarete stati sfortunati, ma con Adesso.sm sono un po’ troppe le questioni attenzionate dal tribunale.

Alessandro Bevitori, Libera

Prender soldi a debito e sperperarli in questo modo, con super robot che altrove vengono dismessi, e ambulanze odontoiatriche, è vergognoso. Oggi il diritto alla salute è messo a repentaglio, non si riesce a prendere un appuntamento e avere risposta dal medico. Porto il mio caso personale in modo emblematico, non riesco a prendere appuntamento con il Cup, anzi ora c’è il Cot, e di ‘Cot’ qui c’è il governo e la sua Segreteria alla Sanità, siamo fermi al palo.

Invece di fare sentenze oggi in Aula, piuttosto facciamo una commissione per approfondire tutto sulle tlc, come suggerito dal consigliere Muratori, le resistenze particolari ci sono sempre state. Rete era favorevole al libero mercato, ma poi per entrare al governo si vede che non faceva parte dell’accordo. Invito ad avere un po’ di rispetto per le indagini e per le persone coinvolte.

Gian Matteo Zeppa, Rete

Il nulla cosmico o il triennio sfortunato evidenzia la pochezza e la sterilità di certe situazioni che ancora qualcuno cerca di non fare proprie. La giustizia: dai banchi di opposizione- mi riferisco a Zanotti- si dice che ‘è andata benissimo ma malissimo’, poi sulla giustizia è stato fatto tutto quello che dovevate fare. Ci si dimentica allora che quanto fatto era indicato da un gruppo tecnico altamente qualificato. L’asse di questo governo nasce certamente in modo banale grazie a voi, al vostro ‘triennio sfortunato’, a tutto quello che avete fatto e che oggi sono fatti di cronaca giudiziaria che dovranno essere accertati. Avete memoria corta di quello che avete cagionato anche a livello di giustizia. Dovete pensare perché nessuno ha pensato di fare un governo con voi.

Sulle restrizioni dovute alla pandemia citate da Dolcini: c’è volontà di mettere le mani avanti, vedremo poi cosa verrà fuori a settembre. Forse ci si dimentica degli oltre 100 decessi. Ma io non voglio banalizzare. Neanche sul fatto che consiglieri coinvolti in fatti di violenza di genere prendono qui il microfono e si banalizza il tutto e si danno pagelle. Mentre coloro che hanno subito violenza di genere sono silenti e attendono giustizia. Il nulla cosmico lo rimando al mittente. Il trienno 2016-2019 è stato l’apoteosi di cose accadute che vi siete dimenticati. E non è una scusante per il non fatto da questo governo. Tutto quello che ci portano in dote la pandemia e la guerra economica in atto dovrebbero essere da sprone a fare cose diverse attinenti alla realtà. Penso che bisognerebbe trovare una sorta di pace consiliare.

Andrea Zafferani, Rf

Sulla Netco, sulle scelte politiche che c’erano dietro il progetto, in realtà la trasparenza è stata massima, i memorandum su Zte sono pubblici, e lìci sono scritte le finalità del progetto e i motivi per cui era stato scelto Zte come partner. Poi si può non essere d’accordo. Secondo me, quando si indebita un paese per 340 mln di euro, la scelta del partner dovrebbe essere pubblica, invece questa è secretata. Seconda questione, l’idea semplice e banale- nulla di clamoroso da pensare- di realizzare sulla rete mobile la stessa cosa fatta per la rete in fibra. Averla per lo Stato e metterla a disposizione dei privati.  Che sono molto interessati sul mobile, per via dei flussi turistici nel nostro Paese. Per il modo in cui si è concretizzato l’accordo: può darsi che qualcosa non si è concretizzato come doveva, allora la magistratura fa bene ad accertarlo. Fatte queste premesse, lasciamo lavorare la magistratura, lo dico anche io.

Ieri avete fatto un decreto sul caro energia spostando il pagamento e con uno sconto sulla bolletta con il sistema del credito di imposta- quindi intanto paghi e poi recuperi- è un intervento limitato a una platea molto ristretta di persone che è in estrema difficoltà.

 

San Marino News Agency

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