San Marino. Consiglio: sul milledeleghe scintille, bilancio approvato

Bilancio approvato, Consiglio chiude in anticipo. Scintille sul “milledeleghe”

Sollevati pesanti dubbi di costituzionalità sui contenuti di alcune deleghe che assegnano al governo prerogative ritenute del parlamento. Via libera con 32 sì e 15 no Il Segretario alle Finanze soddisfatto. “Una buona finanziaria Bisogna proseguire con le riforme

ANTONIO FABBRI – Il dichiarato blitz del “multideleghe” passa. Un blitz perché, per risparmiare tempo su ogni delega e comprimere così gli interventi a disposizione dei consiglieri per trattare ogni argomento, essendo le 38 deleghe in un articolo unico, l’espediente ha consentito di aggirare quella che per il governo era vista come una inutile lungaggine. Alla fine, in notturna, viene approvata anche la legge di bilancio con 32 voti a favore e 15 contrari. “E’ una finanziaria buona – commenta il segretario Marco Gatti alla San Marino Rtv – Le condizioni del Paese in questo momento sono ottime e dobbiamo cercare di mantenerle. Chiaramente siamo tutti consci che quello che sta succedendo a livello internazionale potrebbe influire. Le politiche di questo Governo dal 2020 hanno premiato. C’è stata una grande ripresa economica. Dobbiamo però continuare a tenere la guardia alta perché ci sono ancora tante criticità. L’indebitamento del paese è alto e quindi è importante continuare col processo di riforme”.

Prima dell’approvazione notturna, comunque, c’erano state proprio sul “milledeleghe”. “Il governo non ha idea di cosa voglia fare – ha detto il consigliere di Rf Nicola Renzi – così dice ‘mi apro mille deleghe e poi vediamo’. Non è accettabile, così spoglia il ruolo dei consiglieri e ci trasforma tutti in spingi- bottoni. E’ inconcepibile e su questo sì che bisognerebbe fare ostruzionismo”.

Per Eva Guidi, Libera, l’articolo è “una cosa vergognosa”. In primis per il metodo: “E’ questo il modo di portare il dibattito anche su argomenti di importanza fondamentale per un paese come il nostro?”. E rileva: “Ci sono deleghe per correggere leggi emanate appena 10 giorni fa, o sulla cittadinanza, non va a snellire niente”.

Dalla maggioranza, anche Pasquale Valentini, Pdcs ha parlato di un metodo di produzione di decreti che “sta degenerando”. E fa notare: “Stiamo creando la situazione in cui l’assetto normativo non è più chiaro, ovvero ci sono materie non regolamentate rispetto cui diciamo che verranno regolamentate per delega”.

Marica Montemaggi di Libera, chiede la verifica di costituzionalità dell’articolo.

Replica l’avvocato della maggioranza Gian Nicola Berti, Npr: “Forse il Segretario di Stato alle Finanze ha commesso la colpa di aver scritto tutte le deleghe in un unico articolo, e le colpe sono tutte le sue, ma non si può parlare con toni di incostituzionalità di un norma limpidamente costituzionale”.

A toga risponde toga. Ed è Rossano Fabbri, Mis-Gruppo misto, a far notare che invece qualche riflessione di costituzionalità ci vorrebbe. “Deleghe infinite. Ho sentito parlare di vaglio di costituzionalità che potrebbe essere sussistente e riferirsi a qualche singola delega e può anche darsi con esito positivo. Ciò che spaventa non è il numero delle deleghe, e non è neanche totalmente vero che siano contenute tutte in questo articolo. Più che altro spaventa che ci siano argomenti in delega che paiono avere riserva di legge e che potrebbero essere modificabili, allora sì che il vaglio di costituzionalità potrebbe essere legittimo e portare a un buon risultato. Però qua c’è ancora la poca maturità del parlamento sammarinese, con questa modalità vedere svilire il vaglio parlamentare. Quando si è da una parte della barricata si fanno queste battaglie e poi dall’altra parte, si dimenticano. Finché non saremo gelosi tutti del ruolo del parlamento e la condurremo come battaglia di paese, non si uscirà da queste distorsioni. Addirittura ho visto che con delega si definiscono le retribuzioni dei magistrati, argomenti non trattabili per decreto delegato. Figuriamoci se il governo deve stabilire le retribuzioni del terzo potere dello stato”, ha detto Rossano Fabbri.

Sandra Giardi sempre dal Gruppo misto punta a sua volta il dito sul numero delle deleghe: “è sinonimo che ci sono delle esigenze di governo. Sulla questione dei Decreti sono state fatte delle battaglie immani, quando si era all’opposizione”.

Luca Boschi di Libera punta il dito sul Segretario Marco Gatti: “La finanziaria delle ‘sielte’ come dice il Segretario, ci presenta un articolo con 38 decreti delegati. Il consigliere Spagni Reffi ci dice che questo articolo “non è bello”. Consigliere Spagni – dice Boschi rivolgendosi direttamente al collega – questo articolo fa schifo, altro che non è bello. E abbiamo sentito anche il consigliere Valentini e altri contrari… e allora non votatelo questo articolo. Non si può votare un articolo così. La retribuzione dei magistrati, ad esempio, si regola con una legge qualificata…”

Matteo Rossi, Psd-Npr, ammette: “Un po’ tutti ci siamo ritrovati a disagio a dibattere una cosa del genere. E’ una questione politica, si è fatto per accorciare i tempi. Nessuno dice che è stata la formula perfetta. Inoltre, non abbiamo problemi nel votare qualcosa che riteniamo giusto, ma se ci sono delle minime perplessità di costituzionalità, siamo qui per firmare e andare a verificare questa cosa”, dice in controtendenza rispetto al suo capogruppo che aveva già sentenziato l’assoluta costituzionalità dell’articolo.

Marco Nicolini di Rete sostiene che sia “un articolo scottante” e, dopo avere invocato il giorno prima la chiusura di giornali, ribadisce la sua convinzione che anche in Consiglio si parli troppo, troppe discussioni inutili. Va ripensata l’istituzione, i “Consiglieri dovrebbero essere 20-25, trattati professionalmente – dice – Non è più possibile andare avanti così. Lo stato in questa maniera è ingessato”.

Il Segretario Marco Gatti replica agli interventi critici: “Mi aspettavo l’attacco a queste deleghe. Sono andato a vedere le precedenti leggi di bilancio e siamo nella media quanto a numero”.

Messo ai voti l’articolo “milledeleghe” è passato come emendato dal governo con 26 sì 17 no. Si vedrà, quando i decreti dovranno passare in ratifica, come si svilupperà il dibattito e se si concretizzeranno col ricorso ai Garanti i dubbi di costituzionalità.

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

 

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