San Marino. Dimissioni Ciavatta, il governo ha respinto

Maggioranza incartata alle prese con la verifica della verifica

Il Governo ha respinto le dimissioni del Segretario Ciavatta, ma la situazione è critica

ANTONIO FABBRI – Non c’è dubbio che la situazione sia critica e delicata per il governo e per la maggioranza. E’ evidente che le cose non vanno, in consiglio tra distinguo, astensioni, critiche a provvedimenti, la maggioranza fa pressoché tutto da sola e si trova così incartata, oggi, nella verifica della verifica. Il fatto che ieri mattina l’Esecutivo abbia respinto all’unanimità le dimissioni del Segretario di Stato alla Sanità Roberto Ciavatta, risulta poco più di un dettaglio. Le dimissioni erano state presentate con una lettera alla Reggenza, la scorsa settimana. Una mossa che ha di certo forzato la mano sulla serenità ormai scemata nella maggioranza.

Ha forzato la mano, a quanto si sa, indirizzando i suoi strali nei confronti di Motus Liberi e Gruppo misto, che Ciavatta vorrebbe fuori dalla maggioranza, adesso che i “numeroni” per mettere le mani sulla giustizia e “pagare la cambiale”, come è stato detto anche in Consiglio, a qualcuno dei Tavolucci, non servono più. A corollario delle motivazioni, come era stato ventilato, anche il nuovo Decreto anticovid, che il Segretario alla sanità avrebbe voluto più restrittivo.

Dunque ieri mattina, data alla quale la Reggenza aveva rimandato le discussioni in seno all’Esecutivo dopo la pausa natalizia, il Congresso di Stato si è confrontato e ha deciso di respingere le dimissioni del Segretario alla Sanità.

Circostanza che, lungi dal risolvere la situazione, ha dato vita appunto alla verifica della verifica che, si ricorderà, dalle precedenti tensioni non si è mai chiusa, per dichiarazione espressa di esponenti della stessa maggioranza, in particolare di Rete.

Nel pomeriggio di ieri, comunque, dopo la decisione mattutina del governo, a palazzo Begni la maggioranza si è riunita per affrontare le innegabili criticità. Appuntamento attorno alle 15, ma in serata attorno alle 19 ancora la riunione risultava in corso. Diverse ore di “conclave” che, tuttavia, al momento non hanno risolto la situazione, tanto che gli esponenti dei gruppi consiliari si vedranno ancora nella giornata di oggi. Il rito stantìo della politica si consuma di nuovo, dunque, ad appena due anni dall’inizio della legislatura che conta, o meglio contava, su un numero di consiglieri mai visto e con una alleanza fatta anche da forze politiche che avevano promesso di portare nei palazzi un modo diverso di concepire l’attività pubblica, soprattutto predicando trasparenza, mentre sono le prime, oggi, a tenere segreta la loro attività, le loro posizioni e, soprattutto, gli atti che dovrebbero essere pubblici.

Resta tuttavia il fatto che la “pantomima” delle dimissioni, delle suppliche per fare rimanere chi dice di volersene andare e non se ne va, le rassicurazioni sulla volontà di trovare comunque una mediazione, si stanno consumando in un periodo drammatico per la Repubblica, sia per i contagi che salgono senza freno apparente, sia per la situazione economica, fatta di un sempre maggiore indebitamento con la necessità di provvedere a riforme fondamentali che, in un clima di perenne verifica, difficilmente potranno essere portate avanti.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino, pubblicato integralmente dopo le 18

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