San Marino. Gravidanza al nono mese, il comitato del sì: “Assurdo parlare di aborto”

San Marino. Gravidanza al nono mese, il comitato del sì: “Assurdo parlare di aborto”

“Al nono mese la gravidanza si interrompe, sì, ma con il parto”.

Il comitato promotore del referendum sull’aborto a San Marino risponde così alle recenti esternazioni del comitato contrario.

“Sono mesi – scrivono i favorevoli al referendum – che spieghiamo, anche attraverso professionisti come la dott.ssa Patrizia Stefanelli, ginecologa molto conosciuta in territorio, che al nono mese di gestazione il bambino è completamente formato e pronto a nascere, pertanto è assurdo parlare di aborto.

Nel quesito referendario, così come in Italia, l’IVG dopo il primo trimestre può essere effettuata solo se ci sono rischi per la vita della donna o per salvaguardare la sua salute fisica o mentale. In Italia serve una precisa certificazione medica e si può intervenire solo finché non è possibile la vita autonoma del feto.

La dott.ssa Parachini, medico specialista in Ostetricia e Ginecologia presso l’Ospedale San Filippo Neri di Roma scrive: “L’interruzione terapeutica dopo le 22 settimane, e comunque quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, è possibile in Italia solo nei casi in cui sia direttamente a rischio la vita della donna. In questi casi, però, le legge mette nero su bianco che il medico che esegue l’intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto”.

Quest’ultimo aspetto è riportato anche nel progetto di legge di iniziativa popolare presentato nel 2019 da Unione Donne Sammarinesi. All’art. 6 si legge: “Qualora sussista la possibilità di vita autonoma del feto, l’interruzione della gravidanza potrà avvenire solo in caso di grave pericolo per la vita della donna ed il medico dovrà adottare ogni misura atta a salvaguardare la vita del feto.”

Premessa una differenza sostanziale tra anomalie e malformazioni del feto, l’interruzione della gravidanza può avvenire solo se comportano un grave rischio per la salute fisica o psicologica della donna. In queste situazioni drammatiche la diagnosi arriva molto prima delle 22 settimane, intorno alle 10-13 settimane con la villocentesi, dalla 15a settimana con l’amniocentesi o tramite ecografia che si effettua in diversi stadi della gravidanza. Oggi gli screening prenatali sono più numerosi rispetto al passato e a San Marino sono particolarmente all’avanguardia, mettendo la donna e la coppia nella condizione di decidere in uno stadio precoce della gravidanza2.

Quindi “il Comitato Promotore del Sì respinge come falsa la campagna del No sulla legalizzazione dell’aborto al nono mese”.

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