San Marino. Istanza bocciata, UDS: “Non ci possiamo credere”

Il governo aveva comunicato al Grevio: “Il rapporto ci sembra esaustivo e approfondito”

La bocciatura in Consiglio, venerdì scorso, dell’Istanza d’Arengo che chiedeva l’attuazione delle raccomandazioni del Grevio per sostanziare la lotta alla violenza di genere è una posizione già in sé disastrosa. Posizione divenuta ad- dirittura drammatica per la democrazia con l’abbinata approvazione di un Ordine del Giorno che chiede al tribunale di scovare chi ha riferito al Grevio le criticità del paese nella lotta alla violenza contro le donne, additando società civile e professionisti alla stregua di delatori di notizie false, peraltro senza un reale fondamento.

A intervenire su quanto accaduto è, così, Unione donne sammarinesi, Uds, che quelle istanze le aveva proposte: “Nel 2019 il Grevio, organismo internazionale del Consiglio d’Europa, viene a San Marino per verificare se nel nostro paese vengono applicate correttamente ed efficacemente le disposizioni della Convenzione di Istanbul contro la violenza domestica e di genere. Il monitoraggio – ricostruisce Uds – viene, come di consueto, svolto sia interrogando le autorità e istituzioni sammarinesi, sia incontrando la società civile (sindacati, associazioni, ordini professionali ecc.) al fine di definire un quadro ampio e veritiero sull’applicazione della Convenzione.

Il 23 giugno 2021 il Grevio approva il primo Rapporto su San Marino, lo inoltra alle istituzioni sammarinesi che hanno a disposizione ben tre mesi per leggerlo ed inviare eventuali commenti. Il 15 settembre il Segretario di Stato Luca Beccari scrive una lettera al Grevio affermando che dopo aver letto il rapporto “non ci sono ulteriori commenti da parte delle autorità sammarinesi” e “il Rapporto ci sembra esaustivo e approfondito”. Il 23 settembre 2021 il rapporto viene ufficialmente pubblicato ed è attualmente online, insieme alla lettera del Segretario Beccari (a lato).

Domanda 1: il rapporto del Grevio è stato effettivamente letto e controllato prima di approvarlo? A ottobre 2022 UDS presenta tre Istanze d’Arengo chiedendo alla politica di attuare nel più breve tempo possibile alcune raccomandazioni presenti nel Rapporto del Grevio. Nel testo delle Istanze, in virgolettato e corsivo, vengono riproposti numerosi punti del rapporto, inclusa la frase che ha creato tanto scompiglio in Consiglio Grande e Generale: “Nonostante l’indisponibilità di dati chiari, i professionisti legali hanno richiamato l’attenzione del GREVIO sul fatto che un numero stimato di 545 casi è caduto in prescrizione nel 2017, molti dei quali erano casi di violenza domestica”. In maniera abbastanza chiara si parla di 545 casi (totali) caduti in prescrizione nel 2017, “molti dei quali” riguardavano la violenza domestica. Al limite possiamo dibattere su cosa significhi “molti”, ma la frase non dice che sono 545 i casi di violenza domestica caduti in prescrizione come molti Consiglieri, soprattutto di maggioranza, hanno continuato a ribadire per ore. Fatto sta che il dato dei 545 casi totali caduti in prescrizione risulta presente nella Relazione Annuale del Magistrato Dirigente del 2017 sullo stato della giustizia (reperibile online sul sito del CGG). Nella relazione si legge “2017, emerge da ARET che vi sono 545 procedimenti processualmente prescritti” e “deprecabile prescrizione di centinaia di procedimenti”.

Domanda 2: che il dato presente nel Rapporto del Grevio sia questo, un dato pubblico e online disponibile a chiunque? Quindi cosa fa il governo? Boccia l’Istanza d’Arengo di Unione Donne e ha la geniale idea di presentare un Ordine del Giorno per spedire l’Istanza d’Arengo al Tribunale (!) affinché venga fuori il nome di quel brutto cittadino o cittadina che ha osato mettere in cattiva luce la Repubblica di San Marino riportando un dato pubblico da loro giudicato “falso”! Con il rischio di “reato” per quel cittadino o cittadina.

Domanda 3: forse a mettere in cattiva luce la nostra Repubblica sono i Consiglieri e le Consigliere che non hanno letto il Rapporto del Grevio o – peggio ancora – non lo hanno capito, ma si indignano quando vedono dati estrapolati da un report pubblico ed internazionale che il governo stesso ha approvato?

Domanda 4: quindi il governo approva il Rapporto del Grevio nel settembre 2021, ma la maggioranza che sostiene il governo critica nel dicembre 2022 quel rapporto perché riporta dati “falsi” ma pubblicati sul sito del CGG?

Domanda 5: non sarebbe meglio che il governo cercasse a casa propria chi non ha fatto i suoi compiti, invece di coinvolgere il Tribunale?

E soprattutto domanda 6: è accettabile che tutto questo rumore per nulla abbia coperto la sostanza di un’Istanza supportata da centinaia di cittadine e cittadini, che chiedeva semplicemente di seguire le indicazioni del Grevio e di essere più efficaci contro la violenza di genere?”, conclude Unione donne sammarinesi.

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

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