San Marino. La prima proposta di patteggiamento si chiude senza patteggiamento

Termina con la sentenza “ordinaria” il processo per lesioni colpose che ha sollevato i primi dubbi sulla nuova procedura penale.

ANTONIO FABBRI – Si è chiuso con il rigetto della richiesta di patteggiamento – la prima dopo l’entrata in vigore della nuova procedura penale – che aveva visto lo scorso 18 marzo una ordinanza del giudice Simon Luca Morsiani, rimettere gli atti al commissario della legge inquirente per verificare la possibilità di patteggiamento in quella sede sulla base della richiesta della difesa.

In quella sede la Procura fiscale si è opposta, tanto nel merito della proposta di patteggiamento, quanto relativamente all’applicabilità della nuova normativa ai procedimenti già aperti, come quello in discussione considerato che “se il legislatore avesse inteso riservare l’opzione del patteggiamento anche ai procedimenti già avviati in fase dibattimentale, avrebbe senz’altro previsto una norma transitoria”. Posizione condivisa anche dall’inquirente Roberto Battaglino che ha quindi ritrasmesso gli atti al Commissario della legge del dibattimento.

Ieri in apertura di seduta, il Giudice Morsiani ha quindi deciso, alla luce di quanto sostenuto da Procura fiscale e condiviso dall’inquirente, di revocare la sua stessa ordinanza. A quel punto la difesa dell’imputato, con l’avvocato Paride Bugli, ha proposto il patteggiamento in sede di udienza. L’avvocato di parte civile Alessandro Amadei ha espresso la propria contrarietà. Così pure il Procuratore del fisco ha ribadito nuovamente la propria posizione, esprimendo sia nel merito che nella inapplicabilità della procedura, il proprio diniego. Il Commissario Morsiani ha ritenuto irricevibile la proposta di patteggiamento della difesa ed ha disposto procedersi oltre. L’udienza è dunque andata avanti.

Il fatto La vicenda è relativa ad un grave incidente stradale verificatosi il 26 ottobre 2020 in strada La Zanetta. Lo scontro si verificò tra l’Audi A3 condotta da un sammarinese, all’epoca 21enne, e un 17enne a bordo di una Vespa. E’ emerso che il conducente dell’auto era in stato di alterazione psicofisica. Il 17enne rimase diversi giorni in prognosi riservata e ancora oggi sta subendo le conseguenze di quell’incidente. Per le lesioni riportate il perito ha infatti verificato una invalidità del 35% per la vittima, che non è stata ancora risarcita.

L’ultima udienza di ieri Nell’udienza di ieri è stata ascolta in primo luogo la parte lesa. Il giovane ha ripercorso il proprio Calvario seguito all’incidente e le lesioni permanenti riportate che gli impediscono di “tornare come prima”, ha detto.

Ascoltato anche il giovane che era alla guida dell’auto, imputato di lesioni colpose e guida in stato di alterazione, che si scontrò con lo scooter. Il ragazzo si è detto pentito e dispiaciuto per l’accaduto ed ha affermato di aver cambiato vita, trasferendosi anche da San Marino.

Le conclusioni della parte civile L’avvocato Amadei per la parte civile ha detto: “Capisco le ragioni della difesa, ma avevamo colto con un certo imbarazzo le dichiarazioni rilasciate alla polizia quando l’imputato cercò di correggere il tiro relativamente alla dinamica, che invece era ben descritta e chiara, così era chiaro e riscontrato lo stato di alterazione psicofisica per l’alcol e la positività ai cannabinoidi. Oggi abbiamo ascoltato una posizione diversa dall’imputato che apprezziamo. Non posso che chiedere – ha concluso Amadei – la condanna, e la condanna anche al risarcimento dei danni subiti per 248.263,65 euro, così quantificati nella perizia, oltre alle spese e onorari di costituzione di parte civile. In subordine chiediamo quanto melo la liquidazione di una provvisionale nella misura che si riterrà equa”, ha concluso l’avvocato Amadei.

La conclusione del Pf Il Procuratore del Fisco, Roberto Cesarini, ha richiamato nuovamente l’anomalia del patteggiamento in questo procedimento, poi nel merito della vicenda ha sottolineato: “Noi qua parliamo di procedure e diritto, ma alla fine da considerare ci sono le persone. Da una parte un ragazzo che ha avuto danni e vede compromessa la sua salute fisica da molti punti di vista. Dall’altra c’è anche chi cambia vita, in un momento in cui assumeva sostanze e abusava di alcol ed ha causato questo incidente. Va valutato che alla fine c’è il dramma umano da più punti di vista e siamo obbligati a cercare una valutazione che ci porti a una determinazione la più giusta ed equa possibile”, ha detto il Pf. Quindi ha chiesto la condanna per l’imputato, complessivamente, a 1500 euro per le lesioni, le sanzioni amministrative e la guida in stato di alterazione. Chiesta anche la sospensione della patente per 6 mesi, di cui 4 già scontati. L’arringa della difesa L’avvocato Paride Bugli, ribadendo come fosse necessario, vista l’entrata in vigore della nuova normativa, sollevare la questione della applicazione e proporre, quindi il patteggiamento, è entrato nel merito. “Fin dall’apertura del battimento questa difesa aveva ammesso la responsabilità, ma abbiamo anche sottolineato che il Nucleo di polizia civile non ha verificato l’esistenza di una scatola nera. Non ha alzato il cofano per vedere se ci fosse quel dispositivo che dal 2024 sarà obbligatorio su tutti i nuovi autoveicoli. E quindi questo è un aspetto che avrebbe potuto ricostruire ancora meglio l’esatta dinamica”, ha detto l’avvocato Bugli Quanto alle pene l’avvocato ha chiesto il minimo edittale e la sospensione condizionale, oltre a sottolineare che fosse sufficiente l’interdizione dalla guida già scontata dal suo assistito. Quanto al risarcimento si è rimesso alle determinazioni del giudice rimarcando la pendenza della procedura risarcitoria assicurativa.

La sentenza Nella sentenza il giudice Morsiani ha stabilito una condanna complessiva a 1300 euro di multa e all’interdizione dalla guida per sei mesi, concedendo il beneficio della non menzione. Disposto anche il risarcimento del danno da liquidare in sede civile, fissando tuttavia una provvisionale di 10mila euro. L’avvocato della parte lesa, Alessandro Amadei, si è detto soddisfatto della sentenza. La difesa adesso avrà 30 giorni per presentare l’eventuale appello.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 22

 

 

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy