San Marino. L’informazione: “Dibattito surreale, la maggioranza contro il Segretario di Stato Righi”

Fronte compatto, tranne Dml, nell’individuare nel Pdl criticità relative alla trasparenza.

Il lungo dibattito sul Progetto di legge “Norme per facilitare e semplificare l’avvio di attività economiche”, presentato in seconda lettura dal Segretario di Stato Fabio Righi, non scioglie tutti i nodi che aggrovigliano la maggioranza sul testo. La seduta consiliare infatti è interamente dedicata al dibattito e all’avvio dell’esame del provvedimento, che non trova una condivisione piena in alcuni articoli da parte degli alleati di maggioranza. In particolare, dal dibattito emerge che sugli articoli 1, 2 e 7 – che modificano l’attuale legge sulle società -Pdcs, Npr, Rete e Dml sono al “braccio di ferro” per giungere a emendamenti condivisi. I punti di discussione sono relativi al “soggetto non idoneo” e alla trasparenza dei registri societari. Alla fine delle repliche si annuncia di aver trovato un accordo di maggioranza per tutti gli articoli della normativa, ma non all’articolo 1, relativo proprio al soggetto non idoneo. Come anticipato negli interventi dei consiglieri di Pdcs, Rete e Npr, senza un emendamento concordato, l’articolo 1 viene respinto con 26 voti contrari e 6 favorevoli.

Diverso il destino dell’articolo 2 su cui invece viene presentato un emendamento sottoscritto da tutte le forze di maggioranza: “Con l’emendamento – spiega il capogruppo Pdcs Francesco Mussoni – vogliamo da un lato confermare la natura di pubblicità del registro, come da testo originario, dall’altro diamo la possibilità al congresso di Stato di regolamentare con decreto le modalità di accesso. Sarà quel provvedimento a valutare eventuali deroghe”. L’emendamento viene accolto con 29 voti favorevoli e 9 contrari.

Eva Guidi, Libera, dopo aver dimostrato apprezzamento per gli obbiettivi del Pdl, evidenzia però che “A una lettura più attenta emergono aspetti critici. Le limitazioni di accesso ai dati dei soci rappresentano una preoccupazione e così il metodo di decretazione che introducono discrezionalità e non si sposano con la strada della trasparenza intrapresa. Ha il sapore di quell’anonimato che tanto ci è costato superare – aggiunge – Negli anni della black list non ci vogliamo tornare”. Sottolinea poi che “Sembra incredibile non si possa trovare un accordo tra le forze in maggioranza. Pare infatti che dietro questa discussione, in Aula ci siano vere distanze”.

Anche per Luca Boschi, Libera, “L’articolo 2 parrebbe reinserire elementi di non trasparenza sui dati societari. Questa difficoltà riscontrata da gran parte di maggioranza e opposizione può essere risolta cassando comple- tamente l’articolo o andandolo a modificare con un emendamento”.

Emanuele Santi, Rete, ammette che: “il Pdl fase di elaborazione non ha avuto le giuste considerazioni politiche”. Sottolinea che “vengono tolti dei reati, come la bancarotta fraudolenta” e paventa anche lui il ritorno alle società anonime: “non vogliamo tornare alle storture degli anni 2000”.

Michela Pelliccioni, Dml, si dice spiaciuta “per lo spettacolo raccapricciante che diamo” e ribadisce che “Questo Pdl non limita la trasparenza di San Marino in alcun modo. (…) Non è un ritorno al passato, ma un ritorno al futuro. Dai microfoni oggi si danno messaggi sbagliati”.

Anche Matteo Zeppa, Rete, sottolinea che “forse non si è fatto un giusto approfondimento di questa legge. Dopo l’enorme fatica di riaccreditarsi con il nostro principale partner commerciale, dopo la black list, una legge non può essere interpretabile, questa invece la stiamo interpretando tutti”.

Anche per Andrea Zafferani, Rf, “L’articolo 2 è’ un passo indietro gigantesco sul fronte trasparenza degli assetti societari”.

Netta la posizione di Gian Nicola Berti, Npr: “L’articolo 1 di questo Pdl non lo voterò mai. Non è possibile che con la cancellazione della situazione attuale andremo a ridare la possibilità al corruttore, all’utilizzatore di false fatturazioni, a chi è stato condannato per bancarotta, al riciclatore di fare impresa a San Marino”.

“Ho sentito non errori, ma stupidaggini legate al tentativo di riportare il paese agli anni ‘90 e ad ammiccare alla malavita con questa normativa – replica il Sds Fabio Righi – Perché San Marino torni a essere terra di corruttori, perché non ci sono più i reati attuali per i soggetti non idonei… Voi mi volete far credere che il sottoscritto – avvocato e notaio della Repubblica – vuol portare in forma mascherata un ritorno agli anni ‘90? E’ credibile? Siamo al surreale. Poi si dice ‘siamo distratti e ce ne siamo accorti troppo tardi’…ma prima dell’avvio dell’iter normativo tutti avete avuto il testo e le possibilità di approfondire. E chi parla di economia opaca non sa l’uso del trust oggi, dove vanno le società partecipate”.

Nicola Renzi, Rf, sottolinea la divisione all’interno della maggioranza: “Come pensare di poter condividere una maggioranza, quando si sente dire che il Segretario Righi ha intenzione di riportare la criminalità nella Repubblica di San Marino?

Sconsolata la conclusione di Federico Pedini Amati, Sds per il Turismo, “Lo spettacolo di oggi non è stato il migliore, ho sentito molti gruppi di maggioranza dire di non votare l’articolo 1 e di metterci mano nel decreto. Quando in un Pdl presentato da un Segretario di Stato, si vede votare contro l’articolo 1, politicamente è un problema. E’ un segnale inequivocabile che non va tutto bene nella maggioranza e nel governo. Nessun segretario di Stato che si presenta con una norma ha piacere che gli venga bocciato dalla sua maggioranza l’articolo 1, lo dico a carattere personale. È un problema politico, dopo di che ci assumiamo le nostre responsabilità. Non è un bel segnale. Il muro contro muro non ci porta da nessuna parte”.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

 

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