Consiglio Grande e Generale, resoconto del 19 maggio 2022 pomeriggio

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE 18- 24 MAGGIO

– GIOVEDI’ 19 MAGGIO– Seduta del pomeriggio

Il lungo dibattito sul Progetto di legge “Norme per facilitare e semplificare l’avvio di attività economiche”, presentato in seconda lettura dal Segretario di Stato Fabio Righi, non scioglie tutti i nodi che aggrovigliano la maggioranza sul testo. La seduta consiliare odierna infatti è interamente dedicata al dibattito e all’avvio dell’esame del provvedimento, che non trova una condivisione piena in alcuni articoli da parte degli alleati di maggioranza. In particolare, dal dibattito emerge che sugli articoli 1, 2 e 7- che modificano l’attuale legge sulle società -Pdcs, Npr, Rete e Dml sono al ‘braccio di ferro’ per giungere a emendamenti condivisi. I punti di discussione sono relativi al “soggetto non idoneo” e alla trasparenza dei registri societari. Alla fine delle repliche si annuncia di aver trovato un accordo di maggioranza per tutti gli articoli della normativa, ma non all’articolo 1, relativo proprio al soggetto non idoneo. Come anticipato negli interventi dei consiglieri di Pdcs, Rete e Npr, senza un emendamento concordato, l’articolo 1 viene respinto con 26 voti contrari e 6 favorevoli.

Diverso il destino dell’articolo 2 su cui invece viene presentato un emendamento sottoscritto da tutte le forze di maggioranza: “Con l’emendamento- spiega il capogruppo Pdcs Francesco Mussoni- vogliamo da un lato confermare la natura di pubblicità del registro, come da testo originario, dall’altro diamo la possibilità al congresso di Stato di regolamentare con decreto le modalità di accesso. Sarà quel provvedimento a valutare eventuali deroghe”. L’emendamento viene accolto con 29 voti favorevoli e 9 contrari.
Con l’approvazione dell’articolo 2 i lavori sono sospesi e l’esame dell’articolato è ripreso in seduta notturna dove la legge è stata poi definitivamente approvata.

Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio.

Comma n.13 Progetto di legge “Norme per facilitare e semplificare l’avvio di attività economiche” (presentato dalla Segreteria di Stato per l’Industria, l’Artigianato e il Commercio) (II lettura)

Stefano Giulianelli, Pdcs: “In Commissione ci si era lasciati con l’approvazione di un Odg che impegnava a intervenire con emendamenti sul testo. Il timore che c’è fra i gruppi consiliari è quello che una semplificazione di questa legge sulle società, senza un adeguato presidio in termini di verifiche e di controlli, possa rendere permeabile il nostro tessuto economico a quelle che possono essere delle- non dico infiltrazioni malavitose- ma all’esposizione della nostra economia a fenomeni distorsivi. Ritengo opportuno sottolineare la valenza di questo Odg , tuttavia ci tengo a ringraziare il Sds Righi per l’attività posta in essere in merito a questo testo normativo che sicuramente va a semplificare una legge che è il biglietto da visita della nostra realtà economica. La legge sulle Società è un testo cardine e regola il diritto commerciale della Repubblica di San Marino, risale al 2006, ed è stato oggetto di numerosi interventi di modifica e integrazione. La nostra legge risale a 16 anni fa ed era corretto attuare modifiche per renderla più fruibile e attrattiva per chi vuole fare impresa nel nostro Paese. Come Democrazia cristiana abbiamo accolto l’invito che ieri il Sds Righi ha manifestato nella direzione di costruire emendamenti che andassero ancora di più migliorare il testo normativo.

La Dc andrà a depositare dei propri emendamenti che speriamo possano essere accolti da tutti la maggioranza e ci auspichiamo da tutta l’Aula, incentrati sugli articoli 1, 2 (che modifica l’articolo 6 dell’attuale normativa) e 7 di questo testo. Articolo 1 riguarda la definizione del soggetto inidoneo, il 6 l’accessibilità al registro pubblico, e il 7 che riguarda i tempi di elaborazione degli uffici per l’iscrizione delle società nell’apposito registro. Abbiamo letto sui giornali attacchi al Segretario di Stato del tutto strumentali. Con questo provvedimento non si vuole tornare all’anonimato societario e all’economia opaca. Volontà della maggioranza è di rendere il testo ancora più efficiente ed attrattivo in termini di semplificazione, senza dimenticare che la nostra economia deve mantenere sempre alto il livello di guardia per chi viene a fare impresa nel nostro Paese”.

Eva Guidi, Libera: “Il Pdl va nella direzione più volte preannunciata in Aula della sburocratizzazione, semplificazione, efficentamento… tutte parole chiave del progetto di legge. Su di esso avevamo dato apprezzamento e continuiamo a darlo, compreso apprezzamento sul metodo, con l’invito fatto dal Segretario al confronto rivolto all’apposizione e a dare propri contributi. Questa norma introduce alcune disposizioni che vanno nella direzione della semplificazione ed è anche solo per questo apprezzabile. La riduzione dei tempi di avvio delle società è un fattore importante, la semplificazione per le domande di iscrizione al registro e il pacchetto di facilitazioni assembleari con modalità di svolgimento da remoto e in teleconferenza… solo per citare alcune delle modifiche introdotte.
A una lettura più attenta però emergono aspetti critici per quel che è l’articolo 2- che modifica l’articolo 6, 3° comma. Le limitazioni di accesso ai dati dei soci rappresenta una preoccupazione e così il metodo di decretazione che introducono discrezionalità e non si sposano con la strada della trasparenza intrapresa. Capiamo la ragione di fondo- voler attrarre investitori- ma non può trovare un contrappeso con la perdita di trasparenza cui si andrebbe incontro. Ha il sapore di quell’anonimato che tanto ci è costato superare. Negli anni della black list non ci vogliamo tornare. In ambito della privacy anche le tutele e il divieto di pubblicazione sono riferite ai dati personali, sono questi i dati che trovano una protezione importante nella legge di fronte a un interesse rilevante. Se l’emendamento andrà in questa direzione, non mancherà il nostro apprezzamento e appoggio, ma aspettiamo venga depositato, altrimenti parliamo del nulla.
Registriamo infine un’ostruzionismo e una dilatazione dei tempi vanno al di là del normale mettersi d’accordo in maggioranza. Qui siamo ben oltre. Sembra incredibile non si possa trovare un accordo tra le forze in maggioranza. Pare infatti che dietro questa discussione, velata ma palese, in Aula ci siano vere distanze, pare manchi disponibilità a trovare questo accordo, e se manca per un punto tecnico di questo genere, vuole dire che siamo oltre. Su un pdl che va nella direzione dello sviluppo si deve riuscire a trovare un accordo. Più che di fronte alla formulazione di un emendamento, abbiamo un vero e proprio conflitto ripetuto interno alla maggioranza. Siamo di fronte a elemento di forte instabilità politica. Se il buon giorno si vede dal mattino, ci chiediamo come la maggioranza affronterà riforme in queste condizioni politiche”.

Luca Boschi, Libera: “L’articolo 2 parrebbe reinserire elementi di non trasparenza sui dati societari che sarebbero difficilmente accessibili al pubblico, se non in situazioni particolari, quale l’apertura di un procedimento penale. Questa difficoltà riscontrata da gran parte di maggioranza e opposizione può essere risolta cassando completamento l’articolo o andandolo a modificare con un emendamento che ha bisogno di 39 voti per essere inserito ed è possibile che la maggioranza non abbia i numeri. Credo sia assoluta responsabilità e dovere della maggioranza portare a una risposta risolutiva, per avere il sostegno anche dell’opposizione. Questo tema non deve essere affrontato con ottica di strategia politica e con screzi in maggioranza. Noi siamo disponibilissimi a risolvere la problematica, ci aspettiamo nei prossimi minuti una proposta metodologica, ma anche nel merito, che possa andare a eliminare questa criticità in una legge che introduce novità positive”.

Emanuele Santi, Rete: “Con Boschi eravamo in Commissione finanze e anche io faccio ammenda rispetto questo Pdl che in fase di elaborazione non ha avuto le giuste considerazioni politiche. Da una parte, nasce per snellire le procedure che come paese ci ritroviamo per favorire attività e imprese. Dall’altra, ci siamo poi accorti in Commissione finanze che c’erano tre articoli critici. Io e il collega Berti ci siamo attivati per presentare un Odg . Veniamo dalla Commissione antimafia in cui sono emerse situazioni verso cui abbiamo pochi anticorpi e in questa legge ci ritroviamo che questi anticorpi vengono tolti. C’è la questione del soggetto inidoneo e non possiamo far aprire imprese a soggetti di questo tipo. Nella sua definizione, vengono tolti dei reati, come la bancarotta fraudolenta. Con maggioranza abbiamo fatto 5 giorni di riunioni per portare come emendamenti che vadano a ristabilire certi paletti, specificando i reati che erano. Poi nell’articolo 2 c’era la questione riferita al Decreto delegato per limitare l’accesso alla trasparenza societaria. Non è possibile, torniamo alle società anonime? Abbiamo disposto una serie di emendamenti che in questo momento solo una parte delle forze di maggioranza sono disponibili a firmare. Come Rete concordiamo di voler mettere a posto queste storture con gli emendamenti, per mostrare a chi ci guarda da fuori che non vogliamo tornare alle storture degli anni 2000. Me ne sono accorto tardi, in Commissione finanze, ma non sono disponibile a rinunciare a questi principi. Se no, siamo d’accordo di lasciare il testo come quello del 2006. Quando poi avremo controlli efficaci e ne saremo fuori- perché la relazione antimafia ci dice che anche oggi abbiamo attività attenzionate dalla criminalità organizzata– se ne riparlerà. Oggi o si modificano gli articoli o si lascia il testo originario.

Michela Pelliccioni, Dml: “Assisto in questo dibattito a incredibili sorprese, parlo come relatrice unica del provvedimento e come membro della Commissione finanze e rivendico il diritto di dire che quando vado a fare un lavoro sul mandato dei cittadini, lo vado a fare seriamente. Spiace per lo spettacolo raccapricciante che diamo. “Siate affamati e siate folli”, diceva Steve Jobs, oggi vale il siate folli e basta. Si vanno dicendo cose errate su questo Pdl per cui ancora oggi ringrazio il Sds Righi per la forza innovativa delle sue idee. Questo Pdl non limita la trasparenza di San Marino in alcun modo. Si dice che sono stati tolti dei reati… assolutamente no, sono state inserite al contrario delle specifiche, come i reati sul patrimonio. Non è un ritorno al passato, ma un ritorno al futuro. Dai microfoni oggi si danno messaggi sbagliati. San Marino ha lavorato per ricostituire la sua credibilità a livello internazionale che non aveva più. Oggi questa credibilità è stata ricostituita e ce lo dicono gli organismi internazionali. Ma anche la vicina Italia. Dal Pdl non vengono meno i presidi di controllo, ma gli effetti di pregiudizio a livello civile, quando una persona ha sì sbagliato. Le persone che hanno sbagliato possono rientrare non solo in maniera virtuosa, attraverso controlli seri, e reimmettersi nel circuito, per permettere loro di fare impresa e di rientrare rispetto le loro posizioni debitorie, anche verso lo Stato. Anche questo è un modo per non far pagare il Paese. Si è parlato anche di commissione Antimafia che sicuramente ha evidenziato il grande lavoro fatto dal Paese, ma che ovviamente occorre lavorare per presidiare il rischio, che rimarrà sempre e non solo a San Marino, che ci possano essere infiltrazioni malavitose. Mi auguro davvero si possa trovare una conciliazione e un obiettivo da inseguire fuori da certi personalismi e giochi politici.

Matteo Zeppa, Rete: “Come relatore unico bisognerebbe scrivere nella relazione tutti i passaggi della legge, ma nella relazione al provvedimento non è presente la presentazione dell’Odg votato con 9 voti a favore e 1 contrario in Commissione. Stimarsi di leggere i rapporti di organismi internazionali piuttosto che non quelli recenti, fatti da organismi sammarinesi, penso faccia avere una idea un po’ miope se non di parte. Mi fa piacere l’ammissione dei membri di opposizione della commissione, che hanno evidenziato, insieme a collega Santi, il fatto che forse non si è fatto un giusto approfondimento di questa legge. All’interno di questo contesto, senza scomodare continuamente gli organismi internazionali, bisognerebbe tornare un Consiglio fa, quando si è riportata la relazione Aif in cui parla delle infiltrazioni della criminalità organizzata, nei momenti di crisi come quello attuale. Non è uso della maggioranza o dei sindacati- che oggi intervengono– dire che un pdl è sbagliato senza motivo. Dopo l’enorme fatica di riaccreditarsi con il nostro principale partner commerciale, dopo la black list, una legge non può essere interpretabile e questa la stiamo interpretando tutti. Non si tratta di dare contro ad un Segretario o a un gruppo politico, ma di non dare adito a interpretazioni della norma. Ci siamo già passati. E con tutte le fatiche degli scorsi governi per riaccreditarsi a livello internazionale, alcune normative portano a una possibile distorsione- che non solo gli organismi internazionali, ma anche quelli interni a San Marino ci rilevano. Chi ha buon senso lo deve usare in questo momento, se ci sono difficoltà di interpretazione delle norme, la norma non può essere interpretabile. Se ci sono interventi per togliere l’alone di difficoltà interpretativa, allora si interventa per fare invece un buon lavoro. Lo si può fare oggi in Consiglio e lo dice anche l’opposizione. Certo era meglio farlo in Commissione, ma a volte le cose possono sfuggire”.

Mirco Dolcini, Dml: “Quando la legge viene tirata per la giacchetta, consiglio sempre una cosa: di andare a leggerla. Ma non è una legge semplice perché è molto tecnica e chi non è avvezzo alla sua lettura, può leggerla piuttosto insieme al proprio esperto di diritto di fiducia, che potrà ben spiegare il vero senso della legge. Dal mio punto di vista questa è un’ottima legge, coerente con la forma di impresa e società in continua evoluzione. La definizione di soggetto inidoneo è corretta, si considera chi ha espiato la sua pena, se condannato, e potrà lavorare con tutti i controlli in essere per produrre economia e non essere dunque un peso per la società. Perché un condannato a pene limitate non può avere una riabilitazione lavorativa che è un diritto costituzionale? La legge era stata portata già in Consiglio nella scorsa seduta e ci stavamo apprestando a discuterla, e nessuno fino a quel momento aveva sollevato nulla. Qualcuno forse vuole utilizzare questa legge come grimaldello per fare ‘caciara’. Lo Stato ha tutti gli elementi per controllare in questo Pdl.
All’Articolo 5 è possibile costituire società con un capitale sociale di 9 mila euro vincolandolo ad eventuali debiti di impresa, eventualmente attraverso la fideiussone per capitale sociale. E attenzione, all’articolo 18- su cui nessuno si è soffermato- il sindaco potrà farlo solo per un massimo di 6 anni, non come ora illimitatamente: i controlli si rendono effettivamente più efficienti. E’ qui che si vede che la legge è a favore dei controlli. All’articolo 19 si prevede il ricorso a un commissario della legge se non si procedere a nominare un nuovo sindaco. Qualcuno ha anche contestato l’articolo sul registro delle società. Ma se poi un notaio ha bisogno di vedere quei negozi giuridici come fa? Semplice lo chiede alle parti, se poi non gli danno l’autorizzazione scatta l’adeguata verifica per segnalazione. È una legge che deve essere necessariamente approvata. Non può essere neanche in discussione la sua bocciatura. I voti favorevoli all’unanimità in commissione delle forze di maggioranza e opposizione che senso avrebbero avuto? O la legge non l’avete letta, nonostante sia passata in commissione, oppure qualcuno è in malafede, e voglia bocciarla per motivi non comprensibili. Ho sentito dire che i controlli non funzionano, cosa non va? Io voglio sapere cosa non va. I controlli vanno fatti andare, ma non si possono peggiorare testi di legge che funzionano“.

Andrea Zafferani, Rf: “L’opposizione non ha votato questa legge in Commissione. Non ha partecipato al voto, vuoi perché riteneva non fosse una legge perfetta, vuoi perché la maggioranza aveva dato uno spettacolo abbastanza surreale, vedendo le varie parti che andavano ognuna per conto proprio. L’Opposizione ha alzato le mani. Non c’è stato voto contrario e né favorevole. Lo precisiamo.
Detto questo la norma nel dettaglio ha elementi positivi e negativi. Ci sono semplificazioni rilevanti, come la possibilità di aprire società a capitale societario ridotto, era opportuno farlo. Poi la possibilità normata ora finalmente di tenere delle riunioni assembleari e cda in video conferenza, E’ anche positivo poter aprire una società attraverso il meccanismo di fideiussone. Ci sono elementi positivi e che aiutano la partenza delle società.
Ma ci sono secondo me dei passi indietro rilevanti rispetto forme di semplificazione introdotte in precedenza: aver eliminato l’obbligo in capo ai professionisti di registrare direttamente le società nel registro è una limitazione alla velocità di partenza. Ci sono poi elementi politici: non accorgersi sicuramente è una colpa che abbiamo nella modifica prevista all’articolo 2. È un passo indietro gigantesco sul fronte trasparenza degli assetti societari se l’articolo resta così. Sul soggetto inidoneo non mi straccio le vesti, era un limite facilmente aggirabile, tuttavia alcuni limiti- non poter far aprire società a chi aveva procedimenti per fallimento o debiti verso lo Stato- mi sembrano due elementi di ragionevolezza che oggi non ci sono più. Ala luce di questi elementi negativi, alcuni particolarmente pericolosi secondo me, una riflessione non guasterebbe”.

Gian Nicola Berti, Npr: “E’ un dibattito sentito e accalorato, dove ci sono le difese del loro prode segretario di Stato, che si impegna in modo encomiabile. Spiace però dover fare osservazioni e riavvolgere il nastro su quanto successo in Commissione III, dopo riunioni di maggiorana dove io dissi fin dall’inizio che c’era una parte nel Pdl che io non avrei mai portato. Non riesco a digerirla. Ho vissuto come avvocato prima- cosa che mi ha convinto anche ad entrare in politica- una cosa orribile che è l’assalto di tutta una parte di delinquenti del nostro circondario al sistema liberale sammarinese, per utilizzarlo per tutta una serie di attività fuorilegge per lo Stato italiano. È stata una cosa che ha fatto male al nostro Paese, obiettivamente ha poi fatto scappare tutta una serie di imprenditori sani da San Marino. È iniziata poi la gogna mediatica italiana e non solo, e hanno preferito spostare la sede legale in territori compliance per l’antiriciclaggio. Si sono creati danni economici importanti al Paese e le forze politiche hanno collaborato allora con convinzione per l’intento univoco: “liberiamoci dalla malavita organizzata e di tutti i faccendieri che vengono a fare attività impresentabili a San Marino”. E siamo riusciti a fare una serie di progetti di legge sostenuti da me altre persone oggi non presenti in Consiglio, e oggi anche questo governo gode di quei risultati. E’ stato un sacrificio finalizzato a riportare il sistema economico nella legalità. Uno degli elementi cardine è stato quello di dire ‘ senza se e senza, ma noi i delinquenti nel nostro paese non li vogliamo’. Per loro sarà proibito venire a fare impresa a San Marino. Così in Questa legge è stato inserito il “soggetto non idoneo”. E ci permette di creare una barriera, un filtro, e siamo uno dei pochi paesi che hanno un filtro di questo genere.
Abbiamo riconquistato una credibilità ma credo ancora che non abbiamo finito. La relazione della commissione antimafia portata a dicembre in Consiglio dice questo: attenzione, gli elementi di pericolo dicono rosso, ancora il sistema sammarinese è attenzionato dalla malavita organizzata. Allora questo Pdl- che è importante e mira ad andare a semplificare le imprese- non può al tempo stesso cancellare una barriera che quest’Aula ha posto in essere a tutela della credibilità del sistema. E allora io dico che l’articolo 1 di questo pdl non lo voterò mai. Non è possibile che con la cancellazione della situazione attuale andremo a ridare la possibilità al corruttore, all’utilizzatore di false fatturazioni, a chi è stato condannato per bancarotta, al riciclatore… di fare impresa a San Marino. Quando abbiamo istituito il soggetto inidoneo, abbiamo istituito una serie di limiti, forse esagerati, ma il loro smantellamento deve essere graduale e al tempo stesso di devono potenziare i controlli. A questo punto, se davvero vogliamo rischiare, perché approvare quell’articolo è un rischio, quantomeno ci sia un potenziamento immediato dei controlli, perché se abbassiamo la soglia della prevenzione, quanto meno la repressione deve funzionare adeguatamente. Questo abbiamo chiesto. Purtroppo ci è stato risposto da chi non vuole modificare articolo 1 che non era possibile, e per me è inaccettabile. Non voglio che qualcuno un domani mi si venga a rinfacciare che ho eliminato quella soglia e così sono tornati i delinquenti a San Marino. Per questo invito tutti a modulare questa modifica.
Questo perché sono 5 giorni che stiamo dibattendo e stiamo cercando una mediazione, ci siamo prese da una forza di maggioranza una serie di critiche mediatiche a cui abbiamo scelto di non rispondere volontariamente. Crediamo sia necessario continuare a discutere, la Dc sta continuando a sfornare testi per arrivare a una mediazione e per risolvere il problema. Lo si sottoporrà all’aula e vedremo se la posizione è così ostile a correggere le distorsioni presenti nel testo. Non commettiamo errori Segretario e cerchiamo di andare avanti con condivisione sulla legge, la politica non è lo scontro”.

Alberto Giordano Spagni Reffi, Rete: “A questo punto emergono due visioni contrapposte sulla materia e avviene in maniera trasversale. Si è tutti in buona fede, è un Pdl che vuole far fare un balzo in avanti a San Marino in termini di competitività, ed è apprezzabile. Dove siamo disposti ad arrivare con la sicurezza che, pur sburocratizzando, non avremo un ritorno negativo in termini di immagine? Non possiamo trovarci nella condizione di avere migliaia di società farlocche fatte solo per riciclare, sono società che non portano nulla. Quello che credo- e mi unisco ai colleghi al cercare comunque anche se siamo in ritardo una sintesi è che la sintesi tra le due posizioni sia possibile. Sono d’accordo che non si può condannare all’oblio economico, ma solo a fronte di serie di barriere e controlli efficaci. Discorso trasparenza: condivido che non necessariamente ‘pubblico’ significa visibile a chiunque passa per strada, ma neanche l’opposto. D’accordo che non si parla di anonimato societario, qui si tratta di una maggiore opacità nei dati del registro. Detto ciò, c’è molto di qualificante nella legge, non è giusto volerla far passare qualcosa che non è. Sindaci non più a termine indeterminato è un elemento qualificante, i passaggi che hanno semplificato certe procedure non sono elementi scontati e danno un tratto positivo nella materia societaria, così come la predisposizione di videoconferenze. Spero si giunga a una mediazione finale”.

Michele Muratori, Libera: “Siamo alla fine di un dibattito accalorato su due livelli, uno tecnico, su cui sono state fatte emergere delle problematicità in merito al Pdl, e un livello prettamente politico. Dal punto di vista tecnico, con i professionisti con cui si siamo confrontati, sono emersi aspetti positivi su una legge che mira a promuovere sviluppo e attrattività sul territorio, ma che presenta il famigerato articolo 2, che crea difficoltà, e credo possa prestare il fianco anche a possibili strumentalizzazioni e possibili rischi per quanto riguarda la trasparenza. Noi come gruppo di Libera non possiamo indietreggiare di un millimetro sulla trasparenza.
Quello che sta avvenendo a me sembra un agguato a una forza politica che sta iniziando a essere sgradita a qualcuno al governo, e se dobbiamo tornare in Aula con il mercanteggiamento cui stiamo assistendo, è assolutamente ridico. Stanno girando fogli tra banchi di maggioranza per emendamenti cui servono 39 voti che non ci sono. Non abbiamo visto uno straccio di emendamento. Noi non firmiamo niente perché è veramente umiliante il fatto che l’opposizione serva solo per andare a coprire i vuoti che lascia questa maggioranza. Questo è il clima con cui affrontiamo i problemi del paese questa è legge che serve a sviluppo ed è indecente assistere a questi teatrini”.

Francesco Mussoni, Pdcs: “Mi scuso con l’Aula ma stiamo cercando di comporre emendamenti di maggioranza rispetto al Pdl proposto e approvato dalla Commissione, ci sembra anche normale. Siamo in seconda lettura, i consiglieri non vengono qua a prendere atto ma a votare consapevolmente e possono anche fare emendamenti. Se c’è un po’ di confusione- e c’è- deriva dall’esercizio della democrazia parlamentare per cui gran parte della maggioranza, 35 consiglieri, vorrebbero modificare l’articolo 1, 2, e 7. Il progetto di legge della Segreteria all’Industria è ben più ampio, sono 29 articoli, è innovativo, porta norme di semplificazione e certezza valide, ammoderna il diritto societario, è un pdl che noi sosteniamo e voteremo, ma ci sono questi articoli che rappresentano un problema politico. Noi abbiamo fatto un percorso legato alla trasparenza per portare a riconoscimenti internazionali che vogliamo proteggere. Se non avremo emendamenti agli articoli 1-2 e probabilmente anche al 7, noi voteremo contro questi articoli. Vogliamo proteggere la pubblicità e la trasparenza. Poi è vero che nella proposta del Segretario non si vuole tornare indietro, ma se c’è anche un solo ragionevole dubbio per proteggere questa pubblicità e trasparenza, credo sia valido fare queste discussioni e cercare una sintesi su questi emendamenti. Se potremo depositarli, servono 39 firme di maggioranza, che non ci sono al momento, se non avremo la possibilitàm respingeremo, come Dc, gli articolo 1-2, a tutela di quel percorso di pubblicità, trasparenza e riconoscimento che questi percorsi hanno avuto. Nel pdl ci sono molti aspetti innovativi ma ci sono questi due aspeti politici che non possiamo derogare e purtroppo stiamo cercando di mediare, ma non troviamo il buon senso per riuscire a trovare una sintesi”.

Repliche
Fabio Righi, Sds per l’Industria e il commercio, replica: “Ho sentito non errori, ma stupidaggini a livello inenarrabile, legati al tentativo di riportare il paese agli anni ‘90 e ad ammiccare alla malavita con questa normativa. Perché San Marino torni a essere terra di corruttori, perché non ci sono più i reati attuali per i soggetto non idonei…. E’ stato tolto reato di bancarotta, corruzione… ma se uno legge il testo della norma ‘è un soggetto non idoneo chi commette reati contro il patrimonio’. Di che cosa stiamo parlando? Si cade nella facile demagogia. L’adeguata verifica dei notai, istituti bancari, commercialisti vengono meno con questa legge? Si introducono dei riferimenti sull’articolo 1 che altri Paesi europei non hanno e che non vanno a restringere la tutela. Quando si commettono questi reati il giudizio lo fa il tribunale penale, non l’ufficio delle attività economiche e quando il giudice emette la sentenza è lui che individua la gradualità della pena. Voi mi volete far credere che il sottoscritto- avvocato e notaio della Repubblica- vuol portare in forma mascherata un ritorno agli anni ‘90? È credibile? Siamo al surreale. Poi si dice ‘siamo distratti e ce ne siamo accorti troppo tardi’… ma prima dell’avvio dell’iter normativo tutti avete avuto il testo e le possibilità di approfondire. È evidente quel che si è cercato di fare. La norma ha elementi di assoluto interesse per questo Paese, per i professionisti e chi lavora. La capacità di deposito del capitale sociale con fideiussone è una innovazione importante, i cda in videoconferenza, parte sul ruolo dei sindaci… gli elementi sono tanti di competitività. E chi parla di economia opaca non sa l’uso del trust oggi, dove vanno le società partecipate. Rispetto anche gli emendamenti proposti e ragionati che vanno a snaturare certi aspetti: si può ragionare oggi di individuare una coesione rispetto agli articoli che hanno trovato criticità anche nell’opposizione, per aver più tempo per raggiungere obiettivi che mi pare siano condivisi dall’aula”.

Francesco Mussoni, Pdcs: “Ringrazio il Segretario per questa replica che conferma la volontà e l’intento positivo del governo e della Segreteria industria per fare intervento in linea con gli standard di trasparenza adottati, vero è che come è stata posta e scritta la norma all’articolo 2 può dare luogo a fraintendimenti. L’emendamento che stiamo depositando perché ha l’accordo in maggioranza sicuramente andrà ad accogliere meglio l’obiettivo. Ci fa piacere si sia arrivati a una sintesi sull’articolo 2, quello più delicato dal punto di vista mediatico, e che oggi hanno ripreso anche le forze sociali e nessuno qua dice loro cosa dire o fare. Noi riteniamo con questo emendamento depositato si vada a chiarire meglio che il registro delle società è pubblico e resta trasparente. L’Articolo 2 verrà modificato. Sull’articolo 1 non abbiamo trovato sintesi, ma su tutti gli altri articoli che introducono aspetti importanti sì. E lo condividiamo con convinzione”.

Eva Guidi, Libera: “Mi sento in grandissimo imbarazzo. Stiamo facendo qui dentro tutto tranne l’esercizio della democrazia. Voi parlate di emendamenti e noi non li abbiamo neanche visti, ma di cosa parliamo? Vorremmo poter dare un’occhiata. Me lo stanno portando adesso. E’ questo il modo? Lo leggo per la prima volta. C’è un elemento che non ci trova d’accordo che è la riproposizione della decretazioni per individuare certi requisiti. È uno strumento troppo transitorio, qui abbiamo bisogno di certezze”.

Rossano Fabbri, Mis: “Non si può non essere concordi con l’intervento di Guidi. Credo sia la peggiore soluzione possibile e il peggior compromesso al ribasso che questa maggioranza poteva trovare: un decreto delegato all’oscuro del parlamento”.

Nicola Renzi, Rf: “Mi ha colpito vedere come è stato trattato il consigliere Dolcini in ufficio di presidenza e alcune affermazioni gravi in questo dibattito. Come pensare di poter condividere una maggioranza, quando si sente dire che il Segretario Righi ha intenzione di riportare la criminalità nella Repubblica di San Marino? Ci deve essere qualche riflessione se ci siano i presupposti minimi per continuare la convivenza. Io credo ci sia grande buona fede in quello che il Segretario ha portato. Parlo dell’articolo 2 che è quello che di più ci ha fatto drizzare le antenne, forse non aver vissuto direttamente la drammaticità di quegli anni può aver inciso. Abbiamo detto come Rf da subito che non potevamo essere d’accorso sul ritorno a una non totale trasparenza sull’assetto societario”.

Stefano Giulianelli, Pdcs: “I vostri interventi sono scorretti. È una nostra facoltà, come gruppi consiliari, depositare emendamenti che sono frutto di concertazione per migliorare la legge. Perché dovete sempre ricamare queste cose qui?”

Alberto Giordano Spagni Reffi, Rete: “Per chiarire che il deposito è possibile fino a fine dibattito, e a Guidi che avrà letto di fretta l’emendamento, quello che oggi si dice che è disciplinabile per decreto, era disciplinabile per regolamento del congresso quindi non passava neanche in Aula”.

Federico Pedini Amati, Sds per il Turismo: “Lo spettacolo di oggi non è stato il migliore, ho sentito molti gruppi di maggioranza dire di non votare l’articolo 1 e di metterci mano nel decreto. Io dico invece di votare l’articolo 1 e mettere mano poi al decreto. Quando in un pdl presentato da un segretario di Stato, si vede votare contro l’articolo 1, per far valere articolo 1 della precedente legge, politicamente è un problema. È un segnale inequivocabile che non va tutto bene nella maggioranza e nel governo. Posso accettare di modificare attraverso il decreto delegato previsto l’articolo 1, ma faccio fatica a bocciare l’articolo 1 e in fase di decretazione poi modificarlo. Nessun segretario di Stato che si presenta con una norma ha piacere che gli venga bocciato dalla sua maggioranza l’articolo 1, lo dico a carattere personale. È un problema politico, dopo di che ci assumiamo le nostre responsabilità. Non è un bel segnale. Ci siamo detti che nel 2022 di concentrarci sulle riforme piuttosto. Una mediazione sul 2 e sul 7 si sono trovate, Dml li ha firmati i rispettivi emendamenti. non vedo perché la maggioranza non la trovi sull’articolo 1. Il muro a muro non ci porta da nessuna parte. Può essere solo un inizio”.

Repubblica di San Marino, 19 Maggio 2022/01

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy