San Marino. Matteo Ciacci (Libera): “Il dirigente Canzio è uno specchietto per le allodole, la gestione del Tribunale non è cambiata”

“Dirigente specchietto per le allodole per una gestione del Tribunale che non è cambiata”

Il dibattito sull’ultima tranche del pacchetto giustizia, comprendente anche le modifiche al codice di procedura penale, è iniziato nella seduta notturna di giovedì. Dura l’opposizione che non ha mancato di ricostruire come siano state messe le mani sulla giustizia a partire dalla nomina del Collegio Garante, le norme fatte ad hoc fino alla nomina del Dirigente Giovanni Canzio.

Avete un dirigente –ha detto Matteo Ciacci di Libera nel suo intervento– Adesso avremo modo di parlare anche del Dirigente nelle prossime settimane. Avete un dirigente che in questo momento è riconosciuto da tutti un garante di un percorso di rinnovamento e di novità del Tribunale, ma che, ahimè, con questa norma, con qualche dichiarazione e con qualche azione anche recentissima, credo proprio che sia un po’ lo specchietto per le allodole, infatti dietro c’è, invece, una gestione che non è cambiata assolutissimamente nel Tribunale, anzi – e non parliamo degli ultimi atti che ci sono stati, si rischia davvero di andare a minare… Insomma – ha aggiunto Ciacci – si fanno le porcherie, però siccome le fa il nome altisonante allora va bene lo stesso. No”. Quindi ha aggiunto: “Noi combatteremo fino in fondo e cercheremo di portare una ventata di cambiamento reale”.

Nel proseguo del dibattito sulla procedura penale, poi, è  emerso il nodo maggiormente contestato: quello dell’introduzione di un terzo grado di giudizio, ma senza che fosse previsto uno stop alla prescrizione. Circostanza molto contestata dall’opposizione fino a che Andrea Zafferani ha proposto di concordare un emendamento che prevedesse l’interruzione della prescrizione del reato in
caso di ricorso in terza istanza. Su questo ha sfidato la maggioranza a fugare ogni dubbio che si volesse un colpo di spugna con la prescrizione di processi importanti. Qualcuno in maggioranza ha storto il naso sulla modifica, ma alla fine in diversi hanno sostenuto la modifica.

Dopo la pausa accordata dalla Reggenza per discutere l’emendamento, la modifica è arrivata. Introdotta, l’interruzione della prescrizione in caso di ricorso in terza istanza, con qualche specificazione. Un passo avanti per l’opposizione, seppure non pienamente risolto il problema sollevato. Comunque, l’emendamento è stato sottoscritto da 42 consiglieri appartenenti a tutti i gruppi, anche se, come riferito dal consigliere Giuseppe Maria Morganti, non da tutti i componenti del gruppo di Libera.

Gli emendamenti migliorano certamente l’approccio al nuovo strumento, contemporaneamente alcune problematiche restano insolute”, motiva. “Solo alcuni di noi hanno firmato l’emendamento -prosegue- perché resta la perplessità oggettiva per cui la decisione del giudice di terza istanza, che ha la facoltà di rinviare la decisione all’appello, consente di riaprire i termini di prescrizione, così che si trova un’escamotage per cui i termini si trovano comunque a decorrere e ciò può portare la giustizia a non decidere su materie importanti. Spiace, perché diversamente tutto il gruppo lo avrebbe sostenuto”.

Per Alberto Giordano Spagni Reffi di Rete le modifiche apportate sono migliorative: “La sospensione della decorrenza dei termini di prescrizione in fase di terza istanza e il termine fissato per l’udienza dibattimentale sono elementi qualificanti della riforma”.

Pasquale Valentini, Pdcs, ha rimarcato l’importanza di eliminare ogni sospetto sollevato che potesse far pensare alla volontà di creare corsie preferenziali sui processi in corso . “Più la politica saprà stare al suo posto e chiedere alla magistrautra di fare il suo corso, più sarà efficace questa norma. Più pensiamo di interferire, più allora queste norme non daranno l’effetto desiderato”.

Vladimiro Selva, Libera, rimarca i dubbi sulla nuova formulazione, anche se la riconosce come migliorativa: “Sulle questioni pendenti, laddove si arriva alla sentenza in prossimità della scadenza dei
termini di prescrizione, in caso di rinvio della decisione al giudice di appello, i termini della prescrizione ripartono -ammonisce- e il problema rimane”.

Denise Bronzetti, Gruppo misto, plaude all’introduzione di “un quadro ancora più chiaro nella procedura”.

Mirco Dolcini, Dml, spiega che “la maggioranza ha ritenuto, per evitare il retropensiero e una degenerazione politica, di accogliere la richiesta dell’opposizione”.

Maria Catia Savoretti, Rf, sottolinea che“se non si fosse attivata l’opposizione, promuovendo
la presentazione di un emendanto sulla prescrizione, la maggioranza nulla avrebbe promosso in merito”.

Iro Belluzzi, indipendente di Libera, mette in guardia sui possibili ricorsi alla Cedu nel caso di modifica dei tempi di prescrizione, mentre apprezza la loro sospensione per l’istituto del terzo grado.

Nel corso dell’esame dell’articolato viene accolto a larga maggioranza anche un secondo emendamento, articolo 9 bis, sottoscritto da rappresentanti di tutti i gruppi.

A presentarlo è Alessandro Cardelli, Pdcs: “Era stata fatta un proposta simile in Commisisone
da Rf, allora si è ritenuto necessario un approfondimento tecnico”. Oggi, a conclusione del confronto, “si è deciso così un emendamento di maggioranza e opposizione per poter richiedere i carichi pendenti, in modo da sapere se un soggetto è sottoposto a indagini

Il provvedimento viene così approvato a maggioranza. La seduta si conclude e i lavori riprenderanno lunedì, per accordo tra i gruppi, partendo dalla ratifica dei decreti.

Al termine dell’esame dell’articolato, e delle dichiarazioni di voto, il progetto di legge che modifica il codice di procedura penale è stato approvato a maggioranza, con cinque astenuti.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo

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