San Marino. Salute Attiva: “L’attacco a noi è un attacco alla libertà di dissenso ed espressione”

“Le vicende legate al Covid-19 vanno via via scemando, sia per un minor impatto della malattia, sia perché le persone hanno capito che ci si deve curare in maniera corretta, sia perché la narrazione politica ha subito un cambio di passo”.

Lo sostiene Salute Attiva, sottolineando in una nota che “le dichiarazioni del nuovo governo in Italia lasciano pensare che ci sarà una gestione differente da qui in avanti, nella vicina Italia si parla di commissioni d’inchiesta sulla gestione pandemica, sempre più Tribunali si esprimono in cause di lavoro e non solo”.

Del resto, “le recenti affermazioni al Parlamento Europeo  da parte di Janine Small, alto funzionario di Pfizer, hanno solamente confermato quanto si sapeva già da tempo, ovvero che i vaccini contro il Covid-19 non sono stati testati per verificare la loro capacità sterilizzante; sulla base di questo, quindi, cessa tutto il pilastro sul quale è stato costruito il Green Pass in Italia e San Marino“.

Le discriminazioni, le accuse, i sensi di colpa indotti, la privazione del diritto al lavoro e a una vita sociale “sono state perpetrate ingiustamente e, possiamo affermarlo, anche inutilmente”, dichiara Saluta Attiva, che poi rimarca che “le negazioni dei diritti fondamentali non vadano mai dimenticate”.

E ancora: “Piano piano la scienza ‘Prêt-à-Porter’, quella dogmatica, quasi religiosa, propagandata fino ad oggi, sta lasciando spazio ad una discussione più terrena, dove ogni cosa viene ricollocata al suo posto. Sì, è vero, forse i vaccini proteggono dalla malattia severa, ma le Terapie Intensive erano comunque piene di vaccinati, deceduti ce ne sono stati anche in questa categoria, in cambio però abbiamo aumenti di malattie cardiache, degenerative e altro. Ancora oggi poi continuiamo a considerare morti per Covid-19 persone occasionalmente positive al tampone, prevalentemente molto anziane, affette da diverse patologie decedute per altra causa”.

A detta di Salute Attiva, “la scienza, quella vera, avrebbe fatto studi molto più approfonditi, avrebbe messo sul piatto della bilancia pro e contro, avrebbe favorito le cure che già si conoscevano dalla prima Sars, avrebbe premiato i medici che, in scienza e coscienza, curavano a casa le persone con risultati eccezionali, evitando ospedalizzazione, invece che ghettizzarli senza stipendio; invece la messa a punto e l’acquisto dei vaccini, che erroneamente vengono definiti in questo modo, sono avvenuti in maniera estremamente rapida bypassando trial rigorosi al fine di autorizzarne l’utilizzo per via emergenziale”.

Inoltre, “recenti notizie di stampa riportano anche un’indagine a carico dei vertici della Commissione Europea relativamente alle trattative di acquisto, restiamo in vigile attesa e attendiamo che la giustizia faccia il suo corso”.

E non è finita qui: “È per chiarezza verso tutta questa gestione, quanto meno incomprensibile, che Salute Attiva si è rivolta alla magistratura affinché facesse luce su tutta una serie di atti che hanno segnato la nostra vita degli ultimi anni e hanno affossato le nostre libertà fondamentali nel silenzio di tutti, sindacati compresi: nei giorni scorsi si è messa la parola fine all’esposto presentato dalla nostra associazione nel dicembre scorso ed archiviato dal giudice istruttore nel mese di luglio ma con il passaggio del fascicolo ad altro giudice inquirente per il reato di calunnia dell’ex presidente della nostra associazione”.

La sentenza del giudice d’appello, al quale Salute Attiva si è rivolta, “ha definitivamente archiviato l’esposto, ma ha fissato due principi giuridici fondamentali: il ricorso alla magistratura, affinché si facesse chiarezza, è stato del tutto legittimo da parte di Salute Attiva per contrastare la linea politico-sanitaria messa in campo dal governo per fronteggiare la crisi pandemica; il giudice ha dichiarato che non si è verificato nessun reato di calunnia da parte del soggetto esponente“.

Nonostante questo, “il giudice si dichiara incompetente ad annullare le indagini richieste in fase istruttoria a carico dell’ex presidente dell’associazione che quindi, probabilmente, potrà essere indagato nonostante la linea giuridica tracciata dal giudice d’appello“.

“Come già detto, l’attacco a Salute Attiva e al suo ex presidente, che da quell’esperienza ha poi intrapreso un percorso politico, è un attacco a tutto l’associazionismo e alla libertà di espressione riconosciuta peraltro dall’ordinanza sulla base del nostro ordinamento. Ci rivolgiamo quindi, ancora una volta a tutte le associazioni, oltre che alle forze sociali e politiche di questo Paese, affinché si esprimano in tal senso e facciano sentire la loro voce in modo che la libertà di dissenso e di espressione non venga nuovamente limitata come nei recenti periodi bui della nostra democrazia”, asserisce infine Salute Attiva.

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