San Marino. Si preannuncia in Ufficio di Presidenza nuovo scontro sulla nomina dei giudici

Ufficio di Presidenza, si preannuncia nuovo scontro sulla nomina dei giudici

Antonio Fabbri

La Reggenza ha convocato un Ufficio di Presidenza per il 31 ottobre. Con tutta probabilità la settimana successiva, indicativamente il 4 o 5 novembre, dovrebbe riunirsi il Consiglio Grande e Generale per procedere con una seduta straordinaria, così come da decreto di scioglimento della precedente Reggenza, nella quale discutere la legge di bilancio e la presa d’atto della nomina dei giudici di appello, oltre al provvedimento che prevede l’intervento sulla patrimoniale per le società che erano rimaste escluse dal precedente provvedimento. A fare discutere sarà, oltre alla legge di bilancio che non si sa a che punto sia e che anche oggi dovrebbe vedere una riunione del cosiddetto “tavolone”, è la presa d’atto della nomina dei giudici di appello.

L’ostruzionismo delle ex opposizioni sta bloccando l’operatività del tribunale ed ha visto persino il rinvio della prima udienza di appello del “conto Mazzini”. Il blocco della presa d’atto della nomina dei giudici di appello, che fa da preludio alla volontà dichiarata dalle opposizioni di mettere le mani sul tribunale, ha visto in questi giorni l’arrivo, che di fatto va ad appoggiare l’ostruzionismo alla presa d’atto, la lettera alla Reggenza del terzo arrivato, il giurista Luca Barchiesi che chiede “l’annullamento in autotutela” del bando per la nomina. Una lettera che in condizioni normali sarebbe da dichiarare irricevibile da parte della Reggenza ma che, come già ha lasciato intendere qualche esponente dell’opposizione, sarà probabilmente usata come leva per bloccare tutto, ancorché i partiti della ex maggioranza si siano tutti espressi per mettere al primo punto dell’odg la presa d’atto. Tanto più che, senza quest’ultima e senza il completamento del percorso, sarebbe impossibile qualsiasi ricorso.

E’ singolare, comunque, come il percorso anche di questa lettera di richiesta di annullamento, sia analogo, ad esempio, a quello delle denunce fatte dopo la Commissione Affari di Giustizia. I ricorsi e le denunce vengono, cioè, portati all’attenzione politica prima che in tribunale, perché sia poi la politica stessa a trasmettere agli organi giudiziari, peraltro utilizzati innumerevoli volte dall’opposizione in questa legislatura con scopi di tutta evidenza politici.

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