Articoli

Libri

Accadde oggi a San Marino

San Marino

Storia / History of Republic of San Marino

San Marino webcam NE

Meteo San Marino   San Marino webcam SW

Sismografo San Marino seismograph

     

Scegli la sezione

0.  DIOCESI E TERRITORIO SAMMARINESE

I.  MAPPA  E STEMMA DELLA DIOCESI SAN MARINO- MONTEFELTRO

II. PARROCCHIE DI SAN MARINO

III. CAPITANI REGGENTI E PAPI, VISITE RECENTI

IV. PAPA GIOVANNI PAOLO II  A SAN MARINO

V. VESCOVO RABITTI

VI.VESCOVO NEGRI

IL SANTO MARINO

San Marino e Vaticano

    La Religione nella

 Repubblica di

San Marino

Diocesi, parrocchie, chiese, Papi e Capitani Reggenti, concordato fra  la Repubblica di San Marino e la  Santa Sede.

     

Mons. LUIGI NEGRI

Vescovo di San Marino Montefeltro

   

Scegli il particolare

6_0-Brevi informazioni

6_00-Alcuni libri di cui è autore

6_1-Prima lettera ai fedeli della Diocesi San Marino Montefeltro

6_2-Discorso ai Capitani Reggenti di San Marino, 23-5-2005

6_3-Omelia ingresso Capitani Reggenti 1° aprile 2006

6_4-Lettera ai Sammarinesi, elezioni 4-6-2006

6_5-Omelia, 3 settembre 2006

6_6- Con le Reliquie del Santo Marino

6_7-A fianco del papa nel rapporto con l'Islam

6_8-Omelia ingresso Capitani Reggenti 1° ottobre 2006

6_9- Lettera ai sammarinesi 8-12-2006 (scandalo Scaramella ed altri)

6_10-Messaggio ingresso Capitani Reggenti 1° aprile 2007

 

Omelia durante la funzione in Basilica per l'ingresso dei nuovi Capitani Reggenti

 

1° ottobre 2006, ingresso  Capitani Reggenti

Antonio Carattoni e Roberto Giorgetti

Nell’ora solenne della celebrazione eucaristica per l’ingresso dei nuovi Capitani Reggenti, sembra opportuno la ripresa di sentimenti e osservazioni determinate dagli eventi nazionali e internazionali cui abbiamo assistito. Ho espresso già pubblicamente il mio compiacimento per l’ordine del giorno votato a stragrande maggioranza dal Consiglio Grande e Generale  che ha espresso solidarietà e sostegno alla presenza, al magistero, all’azione del Papa. In modo opportuno l’ordine del giorno ricorda che questo atteggiamento della Repubblica la vede sollecitata, di fronte a certi eventi, “ad una maggiore consapevolezza della propria identità e della propria tradizione di libertà e di pace”. Nel messaggio che ho  diffuso recentemente, ho rilevato che la Repubblica si è schierata per la riproposizione autentica delle parole e dello spirito del Santo Padre,  impegnandosi a far sì che  questa testimonianza e questo insegnamento pervadano attivamente la sua vita e la sua cultura in modo da esercitare, nei confronti della realtà europea e non solo, quel ruolo di fattiva difesa e promozione della libertà personale, culturale, sociale e internazionale, che costituiscono il vanto della tradizione e della storia di questa Repubblica. Eventi grandi sono accaduti di fronte ai nostri occhi: in quest’ora che stiamo celebrando, antica e sempre nuova, leggiamo, cercando di immedesimarci con l’insegnamento di Benedetto XVI, fattori di straordinaria novità che spronano la nostra intelligenza e il nostro cuore a nuove chiarezze e a nuove responsabilità. Nella grande lezione magisteriale che Benedetto XVI ha tenuto nell’Università di Regensburg, il Papa sottolinea “la necessità intrinseca di un nuovo incontro tra fede e ragione” e poi precisa di un incontro tra la filosofia e la ragione, “tra l’autentico illuminismo e la religione”. Dunque si tratta, per Benedetto XVI, di un illuminismo che ritrova, in questi tempi, la sua autenticità; non il vecchio illuminismo definitivamente condannato dalla storia, un illuminismo che fondato su una ragione razionalistica e scientifico-tecnologica ha creato, a livello teorico, le grandi ideologie totalitarie e, a livello socio politico, i grandi sistemi totalitari che hanno disseminato di violenze e di rovine il continente europeo e non solo
Questo illuminismo è finito. Di tutti questi lutti e di tutte queste tragedie nate da queste ideologie malate, alcuni portano ancora, nel profondo della loro coscienza e del loro cuore, la responsabilità. Ma questo è un tempo che appartiene al passato; l’uomo di oggi può affrontare il futuro con animo sgombro da queste derive, da questi indebiti attaccamenti a un progetto violentemente ideologico. É nato di fronte a noi, in questi tempi, un nuovo protagonista della vita sociale: il laico, che ha ripreso il gusto della ragione, che si misura con la profondità e l’estensione della realtà e cerca di carpirne il senso e la verità profonda. Una ragione aperta al mistero; una ragione che cerca la verità e la verità è la radice del bene e della bellezza e fonda una giustizia; una ragione laica è alla radice di una laicità, finalmente riconquistata come spazio di confronto, di vita, di dialogo, di rapporto di collaborazione. A questo singolare momento della nostra vita culturale e sociale ho dedicato vari interventi in questo periodo e ho coniato una formula a cui sono particolarmente legato: stanno diventando protagonisti nel dibattito culturale e sociale in tutto l’occidente “i laici non laicisti”. I laici cioè che permangono dentro ad una apertura incondizionata a tutte le possibilità e non ne escludono alcuna. Laici non laicisti, cioè uomini di buona volontà, secondo l’antica e sempre attuale formulazione che ne ha dato l’indimenticabile Papa Giovanni XXIII. Di fronte a questi laici non laicisti stanno “cristiani non clericali”; i cristiani che nel vivo della comunità cristiana, del popolo di Dio, radunato nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo, fanno l’esperienza della fede riconoscendo Gesù Cristo, Signore della vita e della morte che corrisponde, in modo gratuito e totale, alla domanda di senso, di verità, di bellezza, di giustizia del cuore umano. Uomini per cui la fede è valorizzazione di tutti gli aspetti della vita: innanzitutto della ragione. Questi cristiani assolutamente fedeli alla grande tradizione della chiesa e che vivono l’appartenenza alla chiesa come un movimento di vita e di coscienza, che li apre ad assumersi responsabilmente e liberamente il compito della presenza nella vita della società. Come dietro il laico non laicista sta la deriva del laicismo così, dietro le spalle di questi cristiani non clericali, stanno  i cristiani tradizionalisti   che hanno preteso di legare in modo indissolubile il cristianesimo, che deve essere sempre antico e sempre nuovo con forme e con strutture. Ma stanno anche i cattolici traditori che hanno venduto la radicalità della loro appartenenza per accordi di tipo ideologico e addirittura economico con i vari poteri dominanti. Il cuore vibrante della nostra società è tessuto da questo dialogo profondo, che dobbiamo incoraggiare continuamente perché in questo dialogo si vive la decisione per il presente e per il futuro della nostra società. La Chiesa di San Marino-Montefeltro intende fare la sua parte nella cura di questo dialogo; come ho già comunicato nel corso dell’omelia della festa nazionale del 3 settembre ultimo scorso, la nostra Chiesa particolare intensificherà un’azione educativa profonda e continuativa perché in tutte le articolazioni della vita della diocesi, delle parrocchie, delle aggregazioni, delle famiglie, dei movimenti, delle associazioni, la fede sia vissuta come principio di informazione della personalità. Perchè la fede diventi effettivamente cultura, capacità di giudizio critico sulla realtà e diventi quell’ethos nuovo della carità che è fattore fondamentale per la creazione di una società piena di rispetto reciproco e di capacità di dialogo fra le diverse posizioni culturali presenti nella società stessa.


 Tratto dal sito diocesano: http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/