venerdì 6 dicembre 2019 10:24
PUBBLIREDAZIONALE

Ciacci: “La competenza non basta, bisogna non essere compromessi e avere le mani libere".

Ciacci: “La competenza non basta, bisogna non essere compromessi e avere le mani libere

"Continuiamo a far pagare chi ha creato i danni”

Matteo Ciacci, candidato di Libera, in questa campagna elettorale avete puntato molto sul regime semplificato per la piccola impresa. Di cosa si tratta?

"Confrontandoci tutti i giorni con commercianti, artigiani e liberi professionisti abbiamo compreso come sia necessaria una maggiore semplicità e serenità nella determinazione delle imposte. San Marino fra contributi e tasse fatica ad essere competitivo anche solo con l’Italia per la piccola impresa. Per questo proponiamo, come già fatto approvare in un recente assestamento di bilancio, un regime fiscale agevolato destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni.

A questo regime accedere tutte le attività o liberi professionisti sotto ad una certa soglia di ricavi e l’imposta sarà determinata attraverso un coefficiente di redditività in base al settore.

Semplificazione, velocità, business sereno e possibilità per l’attività di lavorare per aumentare con serenità la propria produttività".

 

Crede che la gente abbia apprezzato la vostra campagna elettorale?

"La cosa più bella di questa campagna elettorale è aver continuato a confrontarsi con tantissimi cittadini, come abbiamo sempre fatto in questi anni, mentre le altre forze politiche sono state più impegnate a litigare fra loro rievocando vecchie logiche ormai desuete. Noi abbiamo preferito continuato a stare fra le persone.  Poche cose vengono chieste dai cittadini:

chi ha sbagliato deve pagare,

più semplicità nel fare le cose,

ascoltare le esigenze delle imprese".

 

Su questi punti cosa avete fatto e cosa farete?

"Per la prima volta grazie alla legge 102 voluta fortemente dagli esponenti di Libera, i responsabili dei dissesti hanno iniziato a pagare. Abbiamo saputo gestire i poteri forti e il buco di Banca Cis è stato pagato prima dagli azionisti con il proprio capitale sociale per 50 milioni e poi sono stati tagliati i conti correnti a coloro che erano consapevoli del dissesto per circa 16 milioni di euro. Questi sono i fatti.  Per di più sono state avviate le azioni di responsabilità ai manager bancari che hanno gestito male le banche congelandone i loro depositi. Questo perché non è possibile che chi sbaglia non paghi mai. Dobbiamo proseguire su questa strada".

 

Quindi siete riusciti a vincere contro i “poteri forti”?

"Su Banca Cis, come dicevo prima, sì. Abbiamo fatto pagare prima chi ha causato il dissesto e completato un percorso di trasparenza. L’opposizione ha sempre detto che chi metteva le mani in banca Cis veniva fatto saltare per aria. al Con noi al Governo non solo non è capitato questo, ma abbiamo fatto pagare chi ha fatto i danni. Questo lo racconto tutti i giorni alla cittadinanza e vado orgoglioso di questo cambiamento. In passato le mani nelle banche non si potevano mettere perché era più importante difendere certi poteri economici noi, con competenza e mani libere, abbiamo lavorato per il bene di noi cittadini perché non possiamo chiedere sacrifici alla cittadinanza se non siamo capaci di fare tutto il possibile per evidenziare queste responsabilità e far pagare chi ha causato questi dissesti. Libera e’ garanzia di questo perché l’ha già fatto e lo farà. Devono concludersi i processi e proseguire con la restituzione del maltolto alla cittadinanza. Così si può riottenere fiducia nel sistema e si può ritrovare senso di comunità nel paese. La politica deve essere chiara su questo tema. Libera c’è."

 

Perchè Libera?

"Noi abbiamo fatto pagare, per la prima volta nella storia, prima chi era responsabile del dissesto bancario e siamo garanzia che questo percorso, così come la conclusione dei processi e relativa restituzione del maltolto, non verrà ostacolato ma portato avanti con forza. Con Libera al Governo questo succederà, l’abbiamo già dimostrato coi fatti e con un metodo di lavoro improntato al dialogo e alla condivisione. Vogliamo fare squadra, vogliamo capacità ma soprattutto onestà. Perché oltre alla competenza servono le mani libere per prendere certe posizioni e fronteggiare certi centri di potere. Non serve a niente conoscere le norme a menadito se poi non si è liberi di applicarle perché si è tirati per la “giacchetta”. Libera e’ libera da ogni condizionamento".

Fonte: Varie