venerdì 7 novembre 2008 16:11

Il grande economista americano interviene a Ecomondo, all'interno di Cooperambiente, e annuncia il coinvolgimento di Legacoop nel progetto di un nuovo sviluppo energetico mondiale

Il grande economista americano interviene a Ecomondo, all'interno di Cooperambiente,  e annuncia il coinvolgimento di Legacoop nel progetto   di un nuovo sviluppo energetico mondiale
'La terza rivoluzione industriale inizia da oggi e in Italia vedrà uno dei suoi motori principali in Legacoop e nelle sue cooperative, che potranno assicurare una produzione ed una distribuzione decentrate di energia'.

Lo ha affermato Jeremy Rifkin, uno dei massimi esperti in materia di sviluppo sostenibile, nel suo intervento al Convegno 'Cooperare e competere per uno sviluppo sostenibile', organizzato da LEGACOOP nell'ambito di Cooperambiente, prima fiera dell'offerta cooperativa di energia e servizi per l'ambiente in corso presso ECOMONDO 2008 a Rimini Fiera.

'Invito Legacoop - ha aggiunto Rifkin - ad entrare a far parte del gruppo delle 70 imprese che, a livello mondiale, si stanno impegnando per la diffusione dell'utilizzo delle energie rinnovabili e per il piano d'azione per la terza rivoluzione industriale'.

'Le cooperative - ha proseguito l'economista americano - per la loro diffusione sul territorio, per la loro caratteristica di reti di persone accomunate da interessi e valori, e in quanto già dotate di una rete infrastrutturale diffusa sono una delle forme più adatte per realizzare attività di produzione di energia da fonti rinnovabili e della sua distribuzione attraverso la futura creazione di una 'rete intelligente' che, in Italia, potrà partire dalla positiva esperienza dei contatori elettronici installati da Enel'.

All'invito di Rifkin ha risposto positivamente Giuliano Poletti, Presidente di Legacoop, che ha ribadito come le cooperative intendano dare un forte contributo alla diffusione dell'utilizzo delle energie da fonti rinnovabili. 'Le cooperative - ha detto Poletti -'sono agevolate, in questo impegno, dalla loro identità di imprese partecipate dai cittadini utenti e lavoratori, animati da una responsabilità condivisa verso le future generazioni e, quindi, naturalmente attenti al rispetto verso l'ambiente e l'efficienza energetica'.

Ma andiamo con ordine. 'Siamo nell'era del tramonto dell'energia derivata dai combustibili fossili', ha spiegato Rifkin, 'e siamo in una fase storica di passaggio. Come ne usciremo?'. Il quadro della situazione climatica mondiale tracciato dall'economista non è certo roseo. 'Per 30 anni abbiamo sottovalutato la velocità dei cambiamenti del clima: gli effetti che vediamo oggi, dallo scioglimento dei ghiacciai alla scomparsa di alcune specie animali, anticipano di 100 anni le nostre previsioni. Se la temperatura nel prossimo futuro si alzerà di 2-3°, potremmo perdere fino al 70% di tutte le specie animali del mondo. In futuro dovremo lottare per la nostra stessa sopravvivenza'.

Che fare? 'Occorre una nuova rivoluzione economica ed energetica mondiale', che sfrutti gli enormi passi avanti fatti nel campo di internet e della comunicazione di ultima generazione. Il futuro è nell'energia rinnovabile, questo l'Unione Europea lo ha capito, decidendo di impegnarsi ad arrivare almeno al 20% dell'uso di energia rinnovabile. Ma come raccoglierla e diffonderla? 'Grazie a nuovi edifici. Tra 25 anni qualsiasi edificio sarà una vera e propria centrale elettrica: non solo sarà a emissione zero, ma potrà produrre energia da tutte le risorse disponibili'. Un esempio per tutti? La General Motor di Aragona, che ha un impianto solare enorme sul tetto, in grado di fornire energia a migliaia di edifici circostanti. 'La terza rivoluzione industriale sarà quindi nella distribuzione dell'energia, grazie allo sfruttamento dell'idrogeno. Occorre sostituire l'attuale rete meccanica che abbiamo con una nuova rete con contatori digitali in grado di ricevere e dare energia, dove tutti possiamo essere protagonisti. Ciò che permette di superare l'obiezione dei governi sulla fattibilità di questa rivoluzione si chiama Green It: Si tratta di mettere in una rete di edifici, grazie alla comunicazione distribuita, anche l'energia, epr distribuirla e moltiplicarla. Per questo occorrono scelte politiche coraggiose: serve un nuovo Piano Marshall globale che porti l'energia anche a sud dell'Equatore'. In questo l'Europa è avvantaggiata, 'siete il mercato leader al mondo: occorre che il sole dell'Italia possa essere condiviso con l'Irlanda e che il vento dell'Irlanda sia condiviso con l'Italia: questa è l'energia distribuita'.

Al convegno sono intervenuti anche Paolo Cattabiani, presidente di Legacoop Emilia-Romagna, Lino Zanichelli, assessore all'Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Regione Emilia-Romagna, e Francesco Starace, direttore Energie Rinnovabili Enel. Al termine dell'incontro ha avuto luogo anche la consegna del premio Cooperambiente.