Al via la maratona della Legge di bilancio. Marco Gatti: “Il prossimo anno dovrà essere quello delle grandi riforme”

Nuovo debito estero, incentivi per i sammarinesi che riportano in territorio capitali detenuti all’estero, riforma fiscale, riforma delle pensioni e riforma del mercato del lavoro. È questa – per sommi capi – il piano finanziario del governo di San Marino per il 2022.

Ad annunciarlo è stato Marco Gatti, Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio, illustrando il progetto di legge finanziaria mercoledì pomeriggio in Consiglio Grande e Generale.

Nel suo intervento il titolare di Palazzo Begni ha evidenziato il dato positivo della crescita economica del paese. “Sul 2021 – ha detto – stiamo registrando più entrate di imposta monofase, per oltre 20 milioni di euro, che abbiamo visto nell’ultima Variazione di bilancio in ottobre. Indice che l’economia va bene. I 20 milioni non rimangono tutti in entrata, perché le attività che esportano hanno anche un rimborso, e nelle casse dello Stato resta un differenziale minore, ma si registra un momento di salute per l’economia sammarinese che ci consente di guardare al futuro con meno preoccupazione, per adottare anche giuste politiche di equilibrio che richiedono a tutti di responsabilizzarsi”.

Quindi l’annuncio: “Il prossimo anno dovrà essere quello delle grandi riforme per mantenere alti livelli di qualità in sanità, scuola, sicurezza del paese. Per fare questo, tutti saremmo chiamati a ragionare su come contribuire di più, non tanto con l’aumento di aliquote. Noi abbiamo avuto finora la fortuna di usufruire di grandi deduzioni fiscali, di grandi agevolazioni nelle imprese… ci sono una serie di elementi che devono essere presi in considerazione nell’ambito delle riforme, per un prelievo equilibrato sulle effettive possibilità di reddito e per ridistribuire il reddito con politiche sociali. Però questo dato ci conforta, vuole dire l’economia va bene e che le entrate si stanno recuperando”.

Gatti parla espressamente di riforma fiscale. “Negli anni 2023-2024 abbiamo fatto una previsione di maggiore gettito derivato dalla riforma fiscale, ma sappiamo che è in corso e sarà materia del 2022 la riforma delle pensioni e anche quella avrà un impatto positivo sul bilancio dello Stato. E anche la riforma del mercato del lavoro che pure può avere impatto positivo perché può contribuire ad attrarre investimenti in Repubblica”.

Poi il debito: “Noi in questo Bilancio abbiamo previsto il mantenimento del debito. A fine anno pagheremo Cargill e dobbiamo continuare a garantire livelli di liquidità. Non emetteremo debito da qui alla fine anno, ma da qui al prossimo triennio avremo necessità di rifinanziare i 150 milioni di euro. Che sono quelli sulla base delle previsioni di bilancio in prima lettura. Ci sono livelli che portano alla non necessità di ulteriore liquidità per i prossimi tre anni e vuole dire però che ci sono politiche da mettere in campo nei prossimi tre anni”.

L’ipotesi ventilata dal segretario è di fare “un incremento di debito nei mesi di gennaio-febbraio di una piccola soglia, non dei 150 milioni”, per ottenere “a fine anno risparmi in termini di oneri finanziari”.

Altra grande questione è il rimpatrio di coloro che, nei momenti di crisi del sistema bancario sammarinese, hanno scelto di spostare i propri capitali fuori dalla Repubblica.

“Ci sono due modalità – ha detto Gatti – :introdurre incentivi, ma questa strada diventa penalizzante per coloro che, anche nei momenti di crisi, hanno invece rischiato con il paese. E quindi hanno lasciato loro risorse sul territorio. Si potrebbe ragionare per introdurre una imposta che colpisce quei capitali che sono stati portati all’estero e oggi generano ricchezza fuori, anziché aiutare il paese in ripartenza. Noi come governo ci siamo adoperati per verificare queste due strade e presentare una proposta all’Aula. Se non introduciamo un acceleratore, l’unica alternativa è quella di fare debito estero, perché le attenzioni richieste dagli organismi internazionali per non far decrescere i livelli di liquidità del paese sono fondate”.

Per il Segretario “non è un imposta su cui puntiamo a fare cassa, puntiamo a riportare capitali perché possono favorire la crescita economica nel paese i prestiti e le attività che le banche fanno. Entreremo nel merito una volta depositati gli emendamenti. Molti sono di mero carattere tecnico, con altri emendamenti verranno chieste all’aula possibilità di modificare alcune normative per via di segnalazioni fatte dagli uffici al congresso di Stato”.

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