Interramento cavi elettrici a Cailungo: “20 anni senza risposte ed emissioni fuori legge”

Interramento cavi elettrici, vent’anni senza risposte… e le emissioni sono fuori legge. Giunta di Borgo e cittadini insieme per chiedere che si intervenga per porre fine ai rischi per la salute. Rabbia del comitato di Cailungo

ANTONIO FABBRI – Due Istanze d’Arengo approvate all’unanimità ma mai attuate. Progetti già adottati, somme già stanziate e, pare, già erogate; incarico già conferito, data di inizio lavori già fissata, termine dei lavori già stabilito, ma ancora niente: l’interramento dei cavi dell’alta tensione della sottostazione elettrica di Cailungo non è ancora avvenuto. Tutto questo nonostante ci siano emissioni elettromagnetiche fuori dalle tolleranze di legge e nonostante persone si siano ammalate e alcune siano addirittura decedute, con il forte sospetto che le malattie contratte, comprese patologie tumorali, possano essere derivate da queste emissioni.

È da vent’tanni che i cittadini di Cailungo, costituiti in Comitato per l’interramento dei cavi dell’alta tensione, attendono che si agisca e con loro c’è anche la Giunta di Castello di Borgo, capitanata da Barbara Bollini, a dare appoggio e voce alla protesta dei cittadini che da vent’anni ritengono di essere presi in giro dai governi di turno che si sono succeduti.

“Abbiamo convocato questa conferenza come Giunta assieme ai cittadini del Comitato di Cailungo perché quello dell’interramento dei cavi era un punto che faceva parte del nostro programma, ma soprattutto perché ci interessa tutelare le persone – ha sottolineato Barbara Bollini – Il problema dell’interramento risale a più di 20 anni fa. Una storia lunga, complicata e anche molto triste perché ancora oggi ne stiamo parlando. Ci sono state due Istanze d’Arengo approvate che erano state presentate l’8 aprile 2001 e il 7 ottobre del 2007. Della loro attuazione, però, non si è avuta più notizia”.

Tutti i governi hanno detto di voler portare avanti il progetto… ma ancora nulla. “Eppure ci sono state relazioni, una anche molto recente, che attestano il superamento dei limiti delle emissioni elettromagnetiche in diverse zone. Emissioni che danneggiano la salute delle persone. Abbiamo punti con tralicci che passano sopra delle case dove ci sono superamenti di emissioni, che studi scientifici, e purtroppo anche realtà vissute da cittadini di Cailungo, hanno testimoniato essere causa di gravi danni alla salute. Ci sono state anche persone che sono decedute, non sappiamo se sia direttamente ricollegabile, però sappiamo con certezza che i parametri di queste rilevazioni sono fuori norma, quindi bisogna provvedere”.

A ripercorrere le peripezie che, ancora oggi, impediscono l’inizio dei lavori, sono i cittadini del Comitato di Cailungo per l’interramento dei cavi. Ha iniziato Giovanni Ercolani Casadei che, dopo aver richiamato le due Istanze d’Arengo approvate all’unanimità ma mai attuate, ha proseguito: “Nel 2003, l’art. 31 della Legge di bilancio n. 165, autorizzava l’utilizzo di riserve dell’ AASS per circa 5.200.000 euro, da destinare anche all’interramento dei cavi della sottostazione di Cailungo.

Nel 2007, con una lettera rivolta ai residenti, il Segretario con delega all’AASS Tito Masi, informava candidamente che la suddetta disposizione di Legge non aveva mai avuto seguito, ma che rimaneva comunque l’impegno da parte del Governo per realizzarla il prima possibile.

Negli anni sono proseguiti gli incontri, le assemblee, le promesse, eccetera. Nel 2011, il CdA dell’AASS autorizzava la spesa di 24.000 euro a favore di Terna Spa, gestore dell’impianto, per lo studio e la progettazione di massima per l’intervento di interramento dei cavi. Il 27/06/2012 il quotidiano San Marino Oggi pubblicava la notizia che il Congresso di Stato aveva stanziato 4 milioni di euro per la realizzazione del progetto presentato da Terna. Nel PRG del 2015, tra i vari interventi, era previsto anche quello relativo all’interramento dei cavi elettrici nella sottostazione di Cailungo”.

In quell’occasione i cittadini furono anche convocati dall’Aass, ed erano anche soddisfatti… ma poi di nuovo il nulla.

“Oggi dopo 20 anni siamo ancora qui a parlarne. Negli anni sono proseguiti gli incontri, le assemblee, le promesse…”. Fino al “2020- 2021 gli anni della svolta… in peggio! Nel marzo 2020, durante un incontro pubblico con il Segretario con delega all’Aass Teodoro Lonfernini, lo stesso ci rassicurava confermando l’avvenuto pagamento a Terna, così come ci veniva confermato l’esproprio dei terreni necessari per l’esecuzione del progetto. A distanza di pochi giorni, il 09/03/2020, il Segretario ci informava per iscritto che i tempi stimati per la realizzazione dell’opera erano previsti in due anni e che veniva ipotizzato il termine dei lavori per il 2022. Ci comunicava addirittura che il mancato rispetto dei tempi definiti, avrebbe comportato gravose penali economiche!” E invece siamo nel 2022 e i lavori non sono neppure iniziati. Perché? Viene fuori che il problema è politico per la contrarietà di Rete.

“Il 10/06/2021 – proseguono i cittadini nella loro ricostruzione – il gruppo politico Rete, durante un incontro pubblico sullo sviluppo sostenibile, viene interpellato sull’argomento energetico.

In particolare alla domanda riguardante l’interramento dei cavi, i rappresentati di Rete hanno risposto che non sapevano nulla del progetto e che si dichiaravano contrari alla sua realizzazione. Da quanto risultava loro non era stata pagata alcuna somma a favore di Terna, così come non gli risultava alcun esproprio, denunciando l’ennesimo spreco

 

di soldi pubblici…” Cioè secondo Rete, l’interramento dei cavi a tutela della salute dei cittadini, sarebbe uno “spreco di soldi pubblici”.

“Inoltre – proseguono i cittadini nella ricostruzione – tenuto conto che in base a rilevazioni tecniche effettuate dall’ufficio Salute Ambientale, in alcune abitazioni venivano superati i limiti di Legge, mettendo pertanto in pericolo le persone che vi abitano all’interno, il Consigliere Santi ha proposto la risoluzione del problema con un ulteriore innalzamento dei tralicci… passando così la soglia del ridicolo! Rete proponeva in alternativa l’acquisto di abitazioni a Cortina”. Forse una battuta, ma piuttosto infelice visto che c’è di mezzo la salute delle persone.

“Siamo alla conclusione della triste storia. Siamo delusi e arrabbiati ma abbiamo il dovere di denunciare e rendere pubblica l’indifferenza, la falsità, la confusione, l’incapacità e il menefreghismo di alcune istituzioni, affogate nella burocrazia, di fronte al problema prioritario della salute dei propri cittadini. I denari stanziati, di tutti noi, anche per cifre importanti, dove sono finiti? Già pagati a Terna, accantonati o spariti? Chissa!” I cittadini comunque non intendono mollare.

“A questo punto è ferma convinzione di tutti noi abitanti, andare avanti nelle sedi più opportune, contattando e coinvolgendo anche Terna Spa, al fine di attuare azioni più incisive, tenendo conto nostro malgrado che il comportamento civile tenuto fino ad oggi, non ci ha portato a nessun risultato”, concludono chiedendo ancora una volta risposte e annunciando, dunque, nuove iniziative.

 

Articolo tratto da L’informazione di San Marino pubblicato integralmente il giorno dopo 

 

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