L’Informazione di San Marino, l’editoriale di Marino Cecchetti: “Meglio Matteo”

MARINO CECCHETTI – “Meglio Matteo o come vuoi” ha detto il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, al giornalista che gli chiedeva come chiamarlo, quando lo intervistò – seduti sulla gradinata di San Petronio – il 14 maggio. Già si preconizzava la nomina a capo dei vescovi italiani, avvenuta lunedì scorso.

Francesco Bergoglio pur provenendo “dalla fine del mondo” – come ebbe a dire lui stesso appena eletto papa – ha saputo costruire un ottimo rapporto coi vescovi italiani, i quali hanno ricambiato eleggendo come loro rappresentante proprio Zuppi, un ‘prete di strada’, cioè calato fra la gente che ha più bisogno.

Zuppi che con Guccini accompagna i ragazzi ad Auschwitz, rappresenta la nuova Chiesa, per la quale  papa Francesco si è profuso fin dal primo momento sulla scia del percorso aperto dai Papi Santi che lo hanno preceduto.

Il primo pensiero di Zuppi, appena assunto il nuovo incarico, è stato per le «pandemie», il Covid e la guerra. Questo il suo principale riferimento: una Chiesa in «ascolto», e in cammino.

Basterà?

Le difficoltà alla Chiesa non vengono più da un partito politico o un’altra religione o un movimento tipo ‘ateismo militante’. In Italia, nel mondo è in crisi il sentimento religioso. Il sentimento religioso tout court. Quello nato attorno al Mediterraneo prima ancora del cristianesimo, di Mosè, delle piramidi. Quello comparso oltre 10 mila anni fa, quando – a Göbekli Tepe, Anatolia – è stato costruito il primo tempio in pietra. Non c’erano ancora gli attrezzi di metallo né la ruota. Di lì è partita la nostra civiltà.

È, dunque,  la crisi del sentimento religioso – un cambiamento epocale – la grande sfida che attende ‘don Matteo Zuppi’, specie se diventerà papa, come sulla gradinata di San Petronio il giornalista gli ha prospettato.

 

Articolo tratto da L’Informazione di San Marino pubblicato integralmente dopo le 23

 

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